EMMA MARRONE VINCE LA NONA EDIZIONE DI “AMICI”


Dopo una serata alquanto monotona, mancando fra i finalisti almeno un ballerino, la gara canora che ha caratterizzato questa finale di “Amici 9” è stata vinta da Emma Marrone.
Il premio della critica messo in palio da Tezenis (50 mila euro) è assegnato a Pierdavide Carone
.

La puntata si apre con un RVM celebrativo dei più virtuosi talenti usciti dal programma delle De Filippi: Marco Carta, di cui è in uscita il prossimo cd, Valerio Scanu, che non ha vinto la scorsa edizione ma si è rifatto con il successo ottenuto al Festival di Sanremo, e Alessandra Amoroso che, dalla vittoria dello scorso anno, ha collezionato dischi di platino ed è stata protagonista, a fianco di Gianni Morandi, di un show su Rai 1 che l’ha definitivamente consacrata agli occhi del grande pubblico, anche quello che di solito snobba i talent show come “Amici”.

Maria ricorda anche il successo ottenuto dai ballerini di questa edizione, seppur esclusi dalla finale: Rodrigo, destinatario di un contratto con il Boston Ballet, Elena D’Amario, scelta da David Parsons per la sua compagnia di ballo, e l’ultimo eliminato dalla gara, Stefano De Martino, che farà parte della compagnia Complexions con un contratto di un anno.

A contendersi la vittoria scendono in campo, dunque, quattro cantanti: Emma Marrone, Loredana Errore, Matteo Macchioni e Pierdavide Carone. Questo è l’ordine di classifica con il quale sono stati ammessi alla finale lunedì scorso. Ma quando Maria rende nota la classifica settimanale, che sarà determinante per le sfide di stasera, c’è una sorpresa: Matteo riconquista la vetta, seguito da Loredana, Emma scende dalla prima alla terza posizione mentre Pierdavide mantiene la quarta ed ultima, avendo il diritto di scegliere per primo chi sfidare.

Se c’è una cosa che ha caratterizzato questa edizione di “Amici” è stata la proposta quasi perenne dei soliti confronti: limitandoci ai quattro cantanti rimasti in gara, Emma contro Loredana e Pierdavide contro Matteo. Ma se la prima coppia di antagoniste è plausibile, in quanto entrambe interpreti originali, ognuna con le sue peculiarità, lo scontro tra un cantautore e un tenore lirico appare un po’ forzato e non del tutto appropriato. D’altra parte, Matteo, essendo l’unico cantante lirico in gara, si è sempre trovato di fronte a competizioni improbabili e si è dovuto adattare a cantare il pop, non potendo pretendere che i suoi compagni di scuola si esibissero nella lirica. Per questo, secondo me, si dovrebbe in ogni caso considerare lo sforzo e l’impegno dimostrato.

La prima sfida, dunque, è quella fra Pierdavide, ultimo in classifica, e Matteo, suo antagonista di sempre e stimato apertamente dal tenore. Inizia la gara, che consiste in cinque sfide, di cui una sola prevede l’esibizione di un brano in comune, per ovvi motivi. Da parte dei giornalisti presenti in sala, com’è ovvio, quasi esclusivamente parole di elogio. D’altra parte, entrambi sono bravissimi, ognuno nella propria specialità: la voce di Matteo, anche quando canta il pop, è fantastica e supera di parecchi decibel quella di Pierdavide che, tuttavia, riesce a coniugare abilità interpretativa, quando canta pezzi non suoi, e originalità creativa nell’esibizione delle sue canzoni. Tutti sono concordi nel prevedere il successo di entrambi. Mangiarotti azzarda il confronto tra Macchioni e Bocelli – che poi è esattamente ciò su cui punta la sua casa discografica, la Sugar – e dice che la voce del tenore è calda ed emotiva, pronta per fare un percorso verso il successo non solo italiano. Matteo ribatte: “posso augurarmi timidamente di seguire i suoi passi”.
Tra gli elogi di tutti, spicca la battutaccia di Balestri che, rivolto a Maria De Filippi, osserva l’assenza dell’unica radio che potrebbe rappresentarla: “radio maria”. Beh, anche questo serve per smorzare la tensione.
L’unica cosa che non mi è piaciuta, in questa prima parte di gara, è stata la pubblicità del libro scritto da Pierdavide “I sogni fanno rima” che viene lanciata in esordio al primo stacco. Ma tanto sappiamo che il Carone di pubblicità ne ha avuta molta in passato, specie dopo la vittoria di Scanu a Sanremo, con un pezzo di sua creazione. D’altra parte, la bravura del cantautore è innegabile e, proprio per questo, non ha bisogno di conferme né di esaltazioni.

Il momento più divertente della serata è stato il confronto nel genere del Musical: Hairspray, interpretato da Matteo, in un improbabile ma delizioso travestimento da donna oversize, davvero spiritoso e bravissimo, e American graffiti, con protagonista un Pierdavide irriconoscibile, con tanto di parrucca rossa e occhialoni, allegro, spigliato, perfetto nell’interpretazione canora, sciolto nei movimenti, al contrario del solito, e bravissimo nella recitazione.
Dopo questa parentesi spensierata, ricomincia la gara che, alla fine delle sfide, vede vincitore Pierdavide, com’era prevedibile. Il momento più emozionante, secondo me, di questa prima fase della gara, è l’interpretazione da parte di Pierdavide della canzone “Di notte”, già scaricatissima su I-Tunes, mentre la sua ragazza Grazia , presente fra il pubblico insieme agli altri concorrenti eliminati, piange a dirotto.
Matteo, che punta più sulla carriera teatrale che sulla scalata della classifica delle vendite con il suo album che, tra l’altro, uscirà appena il 9 aprile, appare comunque soddisfatto. Quando si ritrova tra le mani la copertina del suo disco quasi non crede ai suoi occhi e non fa che ringraziare, dicendo pure “siete matti” con quel suo incantevole accento emiliano. Il giovane tenore ringrazia tutti, in particolare il suo –aggiungerei “adorato” – maestro La Stella, Vessicchio e la Martinez che hanno creduto in lui. E come avrebbero potuto fare diversamente, con un talento come il suo?

La gara prosegue con Pierdavide che sceglie di sfidare, come era scontato, Loredana Errore. A questo punto, tra i dj presenti in sala, si scatena La Pina, che fin da subito dichiara apertamente la sua adorazione per la cantante siciliana, esibendosi in sorrisi che un po’ assomigliano a quelli che il maestro La Stella ha riservato a Matteo durante le sue esibizioni. Poteva, a parer mio, evitare di esibire le braccia tatuate, ma proprio questa caratteristica rivela la trasgressività de La Pina che ben si sposa con l’eccentricità di Loredana.
Degna di nota un’osservazione di Gnocchi su Pierdavide che ha interpretato un pezzo dei Queen: “mi fa incazzare che canti una canzone rock e non ti muovi”. Protesta di Platinette e replica di Giordano: “è esagerato chiedere a Pierdavide di muoversi, non si può chiedere a un artista di cambiare, ci sono grandi cantanti che stanno immobili sul palco”. In effetti ha ragione, ma mi chiedo dove sia finita tutta la verve manifestata nell’esibizione del musical.
Menzoni, di Libero, chiede a Loredana “quando la rabbia uscirà che cosa succederà?”. Lei risponde “Si colorerà di arcobaleno”. Una delle più belle cose sentite in trasmissione. Un elogio particolare le arriva da Giordano al termine della sua interpretazione di “Anche per te”: “ha raggiunto livelli di eccellenza assoluta, dando quel tocco in più che trasforma una cover”. Insomma, condivisibili o meno, i commenti mettono chiaramente in evidenza come sia difficile, stasera, decidere chi meriti la vittoria. Più volte, da parte di tutti, si è osservato che i vincitori di questa edizione di “Amici” sono quattro. Purtroppo, però, la gara prosegue e al termine della sfida, Loredana prevale su Pierdavide il quale, tuttavia, lascia la competizione soddisfatto, guardando il futuro da cantautore e pregustandosi magari anche il successo bis a Sanremo come autore. Meglio sarebbe, ammette lui stesso, parteciparvi in prima persona. Eh, già, dopo la vittoria di Carta due anni fa e di Scanu quest’anno, pare che il festival sia uno degli obiettivi obbligati dei talenti di “Amici”.

Rimasta in gara, Loredana si deve ovviamente scontrare con Emma. La cantante pugliese, fresca come una rosa essendo stata seduta fino a questo momento sullo sgabello, può confrontarsi al meglio delle sue forze, per l’ennesima volta, con la rivale, per la verità un po’ affaticata e già messa a dura prova dal punto di vista emotivo. Questo è quello che si doveva evitare: si preannuncia lo stesso epilogo dello scorso anno quando l’Amoroso, benché non favorita, ha superato lo Scanu già reduce dallo scontro con il Napolitano. Ma non è solo questione di “freschezza”. Certo Emma parte avvantaggiata da questo punto di vista, ma la cosa che maggiormente può influire sull’esito dello scontro è il televoto: i fan di Loredana, infatti, hanno già votato per lei (ai fedelissimi, poi, si sono aggiunti anche i fan di Matteo, non tutti, ma buona parte sì) una volta, quindi devono affrontare una spesa supplementare per televotarla anche in questa sfida. Non so quanto ciò possa influire sulla vittoria di Emma, ma credo che abbia almeno una parte non del tutto insignificante.

Lo scontro tra le due cantanti si svolge come altre decine di sfide: appare, in verità, un po’ noioso e dall’esito scontato. Emma è brava, ha un potenziale di voce notevole ma si esibisce in modo tecnico, infilando dappertutto quel non so che di soul, ma risultando, a livello emozionale, paradossalmente quasi senz’anima. Riesce ad emozionarmi solo quando interpreta “Calore”, ma quando poi la sento esibirsi anche in “Davvero” e “Meravigliosa”, alla fine mi sembrano tutte uguali. La differenza con Loredana è che da quest’ultima non si sa mai cosa ci si debba aspettare, perché una stessa canzone viene eseguita in modo diverso passando da una performance all’altra. Emma, invece, è sempre uguale, monotona. Mannucci, de Il Tempo, paragonando le esibizioni delle due ragazze nei loro brani, osserva: “Loredana le canzoni se le strappa dall’anima: si vede che ha delle ferite che sono diventate cicatrici. Sarebbe bello se la trasmissione finisse qui”. Concordo pienamente e devo ammettere che il resto non riesco nemmeno a godermelo. Il finale è scontato ed inizio a credere che le voci messe in giro da Paolini, il noto tele-disturbatore, siano vere: la vittoria di Emma era già decisa da tempo ed organizzatissima, a cominciare dalla scelta compiuta dalla Universal di far uscire il suo ep prima di tutti gli altri. Le sue canzoni sono in vetta alle vendite sul web e si sentono alla radio già da tempo: come si poteva prevedere un altro epilogo?

Si va verso la fine. Prima, però, si esibisce Biagio Antonacci, autore e produttore di Loredana. Ma la sua presenza sul palco, ormai a tarda notte, non serve a svegliare i fan di Loredana che, com’era già scritto sul copione tipico della trasmissione di Maria, lascia il podio ad Emma che vince i 200 mila euro in palio. A Pierdavide, come già anticipato, va il premio della critica, consistente in 50 mila euro. Forse se lo sarebbe meritato maggiormente Matteo, visto che il Carone di glorie ne ha già avute molte, dal successo sanremese alle vendite super del suo libro “I sogni fanno rima”. Ma in fondo per Matteo si prospetta una carriera brillante da tenore: in un rvm il maestro Daniel Oren, direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno, tra le lodi per il suo talento gli annuncia la scrittura per tre rappresentazioni dell’ “Elisir d’amore” di Donizetti, nella parte del protagonista Nemorino. Noi lo sapevamo già ma per Matteo è una vera e propria sorpresa (e non c’è motivo di dubitarne, viste le lacrime con cui il tenore accoglie la notizia). Alla fine, ha vinto anche lui. (ulteriori notizie QUI)

Si conclude, quindi, un’edizione contrassegnata da una vera e propria pianificazione: ormai la trasmissione di Maria è diventata quasi un’agenzia di collocamento. Lo spettacolo ne ha guadagnato, grazie ai talenti messi in mostra. Forse manca quel pizzico di improvvisazione e anche di imperfezione che caratterizzava le edizioni precedenti; in un certo senso, la vittoria inaspettata di Marco Carta a Sanremo 2008 ha messo in moto una vera e propria macchina da guerra: quella tra discografici, prima di tutto, e quella dell’audience.
Ma è inutile fare polemiche: davvero i quattro finalisti meritavano tutti di vincere e avranno comunque il successo che meritano. Rimane il sospetto sul televoto, la cui regolarità è stata più volte messa in discussione, anche nelle precedenti edizioni. Ma questa è un’altra storia.

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MATTEO MACCHIONI E IL SUO MAESTRO SERGIO LA STELLA


Quest’anno c’è una presenza discreta sul “banco” della commissione, ormai esautorata, di “Amici”. Un maestro che non si esibisce in lodi sperticate del suo pupillo, né mescola la sua alle voci polemiche che hanno caratterizzato anche questa edizione del programma di Maria De Filippi. Per la verità, bersagli delle polemiche più accese sono stati i ballerini, quest’anno. Colpa dei loro insegnanti, incapaci di apprezzare apertamente anche gli allievi degli altri. Ma si sono potuti notare degli elogi un po’ esagerati nei confronti di cantanti, sì bravi, ma nulla di eccezionale, tutto sommato. Un esempio per tutti: le lodi che Charlie Rapino ha sempre rivolto ad Emma Marrone, brava ma ancora “immatura”, tanto da coniare l’ormai famoso motto “Emma rules”. Non sono contro le lodi o gli apprezzamenti a prescindere, ma penso che degli allievi siano comunque sempre tali e abbiano bisogno di una guida per migliorarsi. Le lodi vanno bene, se elargite con moderazione; solo così aiutano a crescere. Così come non dovrebbero mai mancare i “rimproveri” quando le performance appaiono deludenti. In questo caso, anche l’abusato “puoi fare meglio”, centellinato come si fa con il vino più pregiato, va sempre bene.

Un cantante davvero eccezionale c’è, quest’anno, ad “Amici”, uno che a volte sembra essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, poiché la sua voce mette in secondo piano qualsiasi altra esibizione, anche quando non appare del tutto in forma, anche quando le critiche, ingiuste, lo avviliscono, anche quando tenta, sempre con molta educazione e talvolta addirittura con ironia, di difendersi. Lui sì, sarebbe degno di lodi sperticate e invece il suo maestro, l’unico veramente degno di questo nome, gliele risparmia.
Il cantante così speciale è Matteo Macchioni; la presenza discreta sul “banco” della commissione è quella del suo maestro: Sergio La Stella.
(curriculum). L’ho spesso osservato durante le esibizioni di Matteo: a volte pensieroso, altre con lo sguardo corrucciato, altre ancora con un sorriso quasi serafico che esprime nei confronti del suo allievo una sincera ammirazione. Sempre pronto ad applaudirlo, battendo vigorosamente le mani una contro l’altra, sfoderando un sorriso smagliante che mette in mostra una dentatura non proprio perfetta. Talvolta l’applauso è tanto energico da fargli scuotere pure i capelli, che ondeggiano di qua e di là, per ritornare fermi in maniera un po’ scomposta. L’agile mano del maestro La Stella si muove premurosamente verso il ciuffo ribelle e con grande cura rimette a posto la chioma scomposta.

Il maestro di Matteo l’ha spesso accompagnato al pianoforte, specie durante le esibizioni della fase scuola: in quei frangenti lo seguiva con lo sguardo attento, quasi volesse scongiurare un errore d’intonazione, mentre le labbra si muovevano intente a pronunciare, mute, le parole del testo. Dal canto suo, Matteo è sempre così concentrato sul canto che nemmeno si accorge, credo, dell’adorazione con cui il suo maestro lo guarda. Solo appena prima di iniziare, rivolge lo sguardo dietro alle spalle, in cerca del cenno d’avvio del maestro Vessicchio. Ieri sera, quando ha sbagliato la tonalità della canzone “I migliori anni della nostra vita”, ha lanciato uno sguardo quasi sbigottito a Vessicchio che, con aria sconsolata, ha osservato che l’errore era suo e non dell’orchestra. Dal suo “banco” il maestro La Stella assisteva all’esibizione così improbabile per uno come Matteo, scuotendo il capo e confrontandosi con il discografico che gli sedeva accanto. Un errore che certo conferma il detto, tramandato dagli antichi, che errare humanum est e non c’è nessuno più umano di Matteo in quella scuola.

La sua avventura è quasi arrivata al capolinea: iniziata anzi tempo, fin dai casting in cui ha sbaragliato tutti gli altri tenori, con la consegna della maglia, ha visto Matteo crescere nel canto e nella vita di tutti i giorni, facendo emergere, a volte in modo prepotente, altre quasi timidamente il carattere mite ma allo stesso tempo determinato. Sempre educato, mai sopra le righe, Matteo è un ragazzo abituato a sudarsi tutto ciò che ottiene e a rinunciare a tanto per ottenere quel poco cui veramente aspira. Come quella volta in cui, appena quattordicenne, ha scelto il pianoforte al posto del motorino, pur consapevole che molti suoi coetanei non avrebbero mai fatto quella rinuncia e ne avrebbero avuto indubbi vantaggi, primo tra tutti quello di “rimorchiare” le ragazze. Beh, con il pianoforte appare un po’ improbabile.

Matteo è diverso dagli altri concorrenti, a cominciare dalla specialità di canto scelta, ma non credo abbia obiettivi differenti: lui stesso ha ammesso che “Amici” è una vetrina. La sua ammissione alla scuola a casting ancora aperto, la sua presenza fissa (credo solo una volta sia stato superato da Pierdavide) al primo posto in classifica, la sua indubbia superiorità vocale rispetto a qualsiasi altro cantante in gara, hanno fatto spesso pensare che Matteo fosse il vincitore annunciato di questa edizione del programma di Maria De Filippi. Eppure nell’ultimo periodo, complice forse la tensione che accompagna sempre le fasi finali della competizione e le incomprensioni con i compagni, di squadra e non, e con qualche giornalista che l’ha criticato, la sua strada sembra quasi in discesa, più che in salita. Nella classifica di ieri sera è stato superato da Emma e Loredana, scendendo al terzo posto. Per qualche attimo, sono sincera, ho pensato e temuto che dovesse lasciare la gara. Ma non sarebbe cambiato nulla, comunque. Gli urli di Emma, il trasformismo vocale di Loredana, l’eccentricità del cantautore Pierdavide hanno miglior presa sul pubblico più giovane che preferirà gli altri talenti al suo. Mai come quest’anno la finalissima sarà sofferta perché i concorrenti rappresentano davvero, tutti, il meglio di questa edizione, nonostante altri talenti siano stati eliminati nelle serate precedenti. Ultimo, fra tutti, il ballerino Stefano, la cui eliminazione renderà equa, ma allo stesso tempo monotona, l’ultima puntata di “Amici 9”.

Mi chiedo come mai, dopo le celebrazioni un tantino esagerate dei cd di Emma Marrone e Loredana Errore, del disco di Matteo non si parli. Ho sentito che uscirà il 9 aprile, quindi nemmeno in tempo per la finalissima! Ritengo che ciò sia altamente discriminante, considerato che anche quello di Pierdavide Carone uscirà in tempo, credo proprio lunedì.
So che il tenore sassolese ha un sacco di sostenitori (clicca QUI ), ma basteranno a farlo trionfare? Io ci spero, anche se sono un po’ scettica, ma ad “Amici” le sorprese non si fanno mai attendere, soprattutto quelle della produzione che cambia regolamento ad estro e che palesemente favorisce alcuni concorrenti rispetto ad altri, nonostante Maria si premuri sempre di sottolineare che a ciascuno viene concesso lo stesso spazio per l’esibizione ed il televoto. Quest’ultimo, poi, ha spesso stravolto ogni previsione e, specie in occasione delle finali (vedi le polemiche che sono seguite all’ultima edizione del festival di Sanremo), è stato oggetto di legittimi sospetti e dubbi sull’effettiva regolarità.
Insomma, il televoto che settimana dopo settimana ha premiato Matteo Macchioni, ieri l’ha “tradito”. Sarà così anche lunedì prossimo?

AGGIORNAMENTO DEL POST del 26 MARZO 2010

Una bella notizia per i fan di Matteo Macchioni: il concorrente di “Amici 9” è stato scelto dal maestro Daniel Oren, direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno (ironia della sorte: Oren è stato a lungo direttore d’orchestra e poi artistico del Teatro Verdi di Trieste e l’ho potuto ammirare innumerevoli volte sul podio!), per intepretare la parte di Nemorino nell’Elisir d’Amore di Donizetti, per la regia di Michele Mirabella. Il maestro Oren è un ammiratore del tenore sassolese e di lui dice: Ho sentito Matteo durante la trasmissione, che ogni tanto guardo, e ho sentito subito che aveva un grande talento. Con la sua presenza voglio portare la lirica anche tra i giovani che non hanno ancora avuto modo di conoscerla.

Questa notizia conferma il fatto che la trasmissione Mediaset è una vetrina e che, indipendentemente dalla vittoria, i veri talenti hanno delle ottime chance di fare strada. Un in bocca al lupo a Matteo, allora! 🙂

[FONTE]

LA “SIGNORINA” DI MARCO CARTA … CONQUISTA IL MIO CUORE

Non avrei mai pensato di essere conquistata da una canzone di Marco Carta. Non dopo averlo “massacrato” per bene negli articoli scritti in seguito alla sua vittoria al Festival di Sanremo. Su questo, però, non ho cambiato idea; cioé sul fatto che non meritasse di vincere la gara, considerato che la sua vittoria è stata determinata dai voti delle ragazzine … ma di questo ho già parlato, quindi è inutile che mi ripeta.

Ma com’è che Marco mi ha conquistata? È successo un po’ per caso. Non ascolto molto la musica, non ne ho il tempo. Ma mentre sono in auto mi piace ascoltare la radio, anche se, in verità, il tragitto è talmente breve che spesso non riesco a sentire nemmeno una canzone intera. Dipende dal traffico, ovviamente. Ieri pomeriggio la strada era libera e, proprio mentre infilavo il cancello di scuola, sento le note di una canzone orecchiabile e gradevole; parlava di una “signorina”, di brividi, di mani che si sforano, occhi azzurri … sarà che sono stressata, in questo periodo, dagli innumerevoli impegni di lavoro, ma quella canzone, mai sentita prima, mi ha fatto tornare indietro di parecchi anni. Quando si ha la mia età, ogni ricordo di “gioventù” diventa particolarmente commovente. Se poi ci aggiungiamo il fatto che è primavera, il sole comincia ad accarrezzarci il viso con i suoi raggi non più tiepidi ma decisamente caldi, sentiamo gli uccellini cinguettare, vediamo la natura risvegliarsi dal torpore invernale … insomma, tutto ciò in aggiunta alle gradevoli note di una canzone che sembra un pezzo della nostra storia, non può che commuoverci.

Tornando al brano musicale, non sapevo chi cantasse la canzone in questione, anche se da alcune tonalità avevo intuito che l’interprete potesse essere proprio Marco Carta. C’è da dire che, nonostante gli sforzi fatti dalla bravissima Fioretta Mari, insegnante di dizione ad “Amici”, le vocali “sardicheggianti” di Marco rimangono inconfondibili anche quando canta. Ma non volevo credere che fosse lui il cantante soprattutto perché la frequenza su cui ero sintonizzata era quella di RDS che, notoriamente, snobba gli “amici” di Maria De Filippi. In breve, gli impegni pomeridiani mi hanno del tutto allontanata da quel pensiero … non che meritasse tutta questa attenzione, ma comunque ne ho cancellato il ricordo. Almeno fino a questo pomeriggio.

In un attimo di pausa dal lavoro, ho acceso la radio e chi ti sento? Di nuovo lo stesso cantante e l’identica canzone. Visto che ero già connessa ad Internet ho soddisfatto subito la mia curiosità: meno male che c’è Google, lui ha sempre la risposta pronta. In breve ho scoperto che si tratta in effetti di una canzone di Marco Carta, conosciuta come la “sua signorina” anche se il titolo è un altro: “Dentro ad ogni brivido“. E bravo Marco! Questa volta i brividi me li hai proprio fatti venire. Anche se, devo ammettere, la melodia del ritornello mi ricorda qualche vecchia aria … ma come dice Vessicchio, “le canzoni italiane si fondano su luoghi comuni”. E come possiamo contraddirlo?

Ok, allora non è che ho proprio cambiato opinione su Marco; diciamo che la canzone mi piace. Stop. Magari in futuro mi capiterà di ascoltare un pezzo di Valerio Scanu, senza sapere che il cantante è lui, e mi conquisterà. Mi sembra improbabile, ma mai dire mai.

Per i fans di Marco o per chi, come me, semplicemente ama questa canzone anche se non il cantante, ecco il video:

E CONTINUANO A CHIAMARLO “AMICI”

Chi mi legge saprà che non seguo costantemente il programma di Maria De Filippi “Amici”. Ma la domenica pomeriggio, se non ho di meglio da fare, guardo la trasmissione e, di domenica in domenica, rimango sempre più basita. Il comportamento degli studenti e degli insegnati è sempre più inqualificabile. Scriverò alla Gelmini e le proporrò di fare una legge ad hoc che preveda l’assegnazione del voto di condotta per gli “amici” e i giusti provvedimenti per i docenti.

Ma veniamo ai fatti. La polemica tra Valerio Scanu e Luca Napolitano è ormai cosa nota. Uno dice che l’altro è stonato, il secondo che il primo non fa progressi e canta come cantava cinque anni allo “Zecchino d’oro” … oh, pardon, era “Bravo bravissimo” la trasmissione di Mike Bongiorno, guarda caso grande “amico” di Maria. Il fatto è che Valerio dimostra anche meno degli anni che ha, fisicamente, e anche come testa mi pare sia fermo alle elementari. Quello che, però, a Luca non va proprio giù è che il “maestro” Jurman giudichi migliore il suo pupillo, Valerio, ovviamente, e non tenga nella dovuta considerazione le sue qualità. Di puntata in puntata nella squadra dei blu si è insinuato il sospetto, infatti, che gli insegnanti non siano equi nei loro giudizi. È possibile che Valerio prenda da Jurman voti altissimi e Luca solo una stentata sufficienza? Beh, il dubbio c’è. Se poi consideriamo che anche un altro elemento della squadra bianca, il cantautore Mario, non è sempre stimato un granché dai docenti che seguono gli altri concorrenti, allora è più di un sospetto. Mi fa pure pena la povera Grazia di Michele che si prodiga così tanto per far notare a chi non ha la giusta sensibilità, tutte le doti del suo protetto: il grande cuore, l’animo gentile, la profondità di pensiero … insomma, l’enorme talento di Mario che talvolta è messo in secondo piano da pezzi che è costretto a cantare e che “non gli appartengono”.

Ormai gli scontri furiosi tra insegnanti sono all’ordine del giorno … anzi, all’ordine di “puntata”: è mai possibile, mi chiedo io, che i cantanti seguiti da Jurman siano bravissimi per lui e mezze schiappe per Grazia e Gabriella e viceversa? Siccome mi sono un po’ incuriosita, sono stata attenta ai voti – finalmente palesi – e in particolare a quello di Vessicchio che là dentro considero l’unico degno del ruolo che riveste. Non tanto per la bravura, per l’esperienza e gli studi che ha alle spalle – degli altri so poco e niente, quindi non mi permetterei di giudicare la loro competenza – quanto per l’atteggiamento che assume, composto, serio, per nulla polemico … insomma è l’unico professionista come Dio comanda. Dicevo, ho osservato i voti che Vessicchio attribuisce alle performances dei cantanti e ne ho dedotto che sono sempre fuori dal coro: dove il “pupillo” viene premiato dal proprio maestro con un 7, Vessicchio gli appioppa un 6, ad un 8 poco realistico corrisponde un suo 7 e così via. Insomma, ma ‘sti cantanti chi si credono di essere?

Guardando quel poco che ho la costanza di guardare, mi sono resa conto – non solo io, comunque! – che i docenti si stanno comportando come gli allievi: tutto il tempo a darsi addosso, polemici fino alla noia, capaci solo di parlare uno sopra l’altro e di esclamare seccatissimi “ti ho lasciato parlare, ora lascia parlare me!”. Senza contare che Alessandra Celentano, accusata di dare più voti ai blu perché vuole far vincere Pedro, si è astenuta più volte dal votare … cioè praticamente ha ammesso che il sospetto era legittimo, ma d’altra parte chi è che non tiene per il suo protetto? Certo che questa se la poteva risparmiare vista la figuraccia fatta qualche tempo fa dal “buon Pedro”, soprannominato “signor Lei” visto che è l’unico là dentro a dare del Lei ai docenti … tanto “signore” da fare l’orribile gestaccio a Maura e ripeterlo davanti alla telecamera all’indirizzo del compagno – avversario Luca. Per quanto non abbia seguito molte puntate, che Pedro fosse falso e anche un po’ lecchino, l’avevo capito subito. Ma gliele fanno passar lisce tutte visto che la richiesta di Maura – l’esclusione automatica di Pedro qualche mercoledì sera fa, nel caso avesse perso la squadra dei blu – non è stata accolta. Solo Garrison era favorevole ma noi non abbiamo dimenticato che anche nei confronti di Domenico si era risentito parecchio, eppure quando l’allievo “pentito e perdonato” ha dovuto uscire dal gioco, si è fatto uno dei suoi soliti pianti. Garrison è fatto così: dopo tutto si affeziona alle persone!
Da un po’ Pedro pare un po’ “moscio” … lui si definisce “poco motivato”, dice che “ballare non gli piace più”, e ti credo, a chi non verrebbe qualche dubbio sulle proprie doti artistiche essendo quasi sempre ultimo in classifica? E che dire della scena patetica di un Pedro che, in qualità di vittima sacrificale, voleva uscire dal gioco al posto di Adriano? Insomma, parliamoci chiaro, resosi conto di essere scarsamente apprezzato dal pubblico a casa e non adeguatamente gratificato dalle valutazioni degli insegnanti – memorabile il recente 4 di Garrison! – ha pensato bene di proporre l’autoesclusione per evitarsi ulteriori figuracce. D’altra parte, avrà ben capito da solo che, quando vince la puntata del mercoledì la squadra dei Bianchi, gli avversari non propongono la sua esclusione perché Alice non avrebbe più con chi scontarsi.

Ultimamente anche Maria mi sembra piuttosto seccata; continua a dire “a casa possono pensare che …” con una smorfia di disappunto. E certo! Dopo aver avuto le sue gatte da pelare con i tronisti –povera ingenua, le pareva davvero possibile che non ci fossero secondi fini per i partecipanti al programma e che avessero seriamente intenzione di trovare l’anima gemella? – ora anche la “scuola” le crea problemi! Eppure lei in quella scuola ci si deve trovare benissimo visto che le piace riformulare le affermazioni degli altri con parole sue … forse pensa che in tutto quel caos gli uni non capiscano gli altri e così fa l’interprete. Anzi, forse le pare di essere a “C’è posta per te” dove, per esigenze di copione, deve raccontare la storia dei suoi ospiti. Insomma, Maria, ovunque tu sia, sei sempre la stessa. A proposito, ma avete visto che anche Zanforlin quando compare nella puntata pomeridiana di sabato fa le stesse mosse di Maria? Sta seduto allo stesso modo, un po’ gobbetto, gesticola e a volte parla come la sua “musa”. È il caso di dire che la De Filippi fa i suoi collaboratori a sua immagine e somiglianza, come se li creasse dal nulla o li svuotasse della propria personalità.

A questo punto, visto che mi pare che tutto ‘sto talento nella “scuola” non ci sia, potrebbe anche finirla, Maria, con il programma taroccato che tutti conoscono come tale. Tanto più che il termine “scuola” è inappropriato: se ogni volta che un insegnante dà un voto si dovesse davvero perdere mezzora perché secondo gli altri non è equo, sarebbe la fine. Senza contare che non si sono mai visti docenti che si scambiano commenti velatamente offensivi – dopo le denunce partite lo scorso anno si stanno trattenendo – davanti agli studenti o insegnanti che spudoratamente prendono le difese degli allievi preferiti. Anche Luca Napolitano, che onestamente non mi sembra una cima come intelligenza e perspicacia, insiste col dire che una sana competizione va bene, ma questo è troppo.

Che dire, dunque? Più che “amici” questi mi sembrano nemici – insegnanti e allievi – quindi, Maria, perché non cambi titolo al programma? Anche il termine “scuola” proprio non va, visto che, banchi a parte, della scuola vera non c’è proprio nulla. Magari si potrebbe chiamare “accademia” … anzi, sai che ti dico, cambia programma che è meglio. Tanto poi i tuoi “amici”, tranne poche eccezioni, lavorano nei musical prodotti dagli stessi autori di “Amici”; tanto vale fare dei casting prendendo, possibilmente, i ballerini di Steve e i cantanti conoscenti di Grazia … i soliti raccomandati, insomma!