8 luglio 2018

3 MILIONI DI… GRAZIE!

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , , a 12:34 pm di marisamoles


Il 28 dicembre 2014, nel commento al post in cui festeggiavo i 2 milioni di visualizzazioni di questo blog, l’amico frz40 scriveva:

E non c’è il 2 senza il 3…

Ed eccomi qui, a quasi quattro anni di distanza, a comunicare ai lettori il raggiungimento del traguardo del 3 milioni di click. Una cifra impensabile, dal momento che negli ultimi anni questo spazio, che è stato a lungo un vivace “salotto di conversazione”, è pressoché abbandonato.

Negli ultimi tempi ho pensato più volte di chiudere. Spesso mi ritrovo a leggere vecchi post e devo dire onestamente che non butterei via nulla.

Qualche anno fa, rovistando nella soffitta dei miei genitori, ritrovai il manoscritto del mio primo romanzo. Avevo 15 anni e una scritturina perfettina e quasi infantile. Pagine e pagine di un quadernetto ad anelli a quadretti, scritte fitto fitto a matita. E dire che a scuola ogni volta sbraito se vedo che i compiti di Italiano o Latino sono scritti a matita (“Se usate la matita significa che siete insicuri. MAI usare la matita, anche se è più facile cancellare. Gli errori devono essere evidenti e non semplicemente cancellati!”) o sui fogli a quadretti (“I quadretti si usano per fare i conti!”). Chissà perché a scuola a me non l’avevano insegnato.

Insomma, ritrovando quel manoscritto mi sono ricordata che scrivere è sempre stata una passione. Alle elementari componevo brevi testi poetici, poi mi sono data alla prosa. 🙂

Quando ho aperto questo blog, nel lontano 2008, l’ho fatto principalmente per i miei studenti. Infatti, se leggete la pagina info, si capisce che quello era lo scopo primario. Ho, però, subito compreso che su queste pagine virtuali avrei potuto coltivare la mia passione e così il blog è diventato un contenitore di pensieri, opinioni, notizie… alla fine, per non confondere i due piani – personale e professionale – è nato, nel luglio del 2011, il blog laprofonline.

Tenere attivi e aggiornati i due blog non è stato facile ma per alcuni anni ce l’ho fatta senza grossi sforzi. Poi è subentrata una certa apatia di cui onestamente non conosco né l’origine né la causa.

La domanda che spesso mi ponevo era: “Perché scrivere?” mentre più recentemente, anche ammesso che ne abbia tempo e voglia, mi chiedo: “Per chi scrivere?”. Il “perché” è presto detto: mi piace scrivere. Il “per chi” mi ha messo spesso in crisi.

Ai miei allievi, quando tratto autori della Letteratura Italiana che non hanno avuto un successo immediato pur essendo oggi dei grandi “classici”, ripeto sempre che nessuno scrive solo per se stesso. Forse un tempo, quando si tenevano i cosiddetti “diari segreti”, ma ora anche i classici “diari on line” ovvero i blog che nascono come sfogatoi e contenitori di confidenze, presuppongono che ci siano dei lettori, altrimenti la condivisione non avrebbe proprio senso. Un blog senza lettori, soprattutto senza commenti, è come un corpo senza l’anima. Devo averlo già scritto da qualche parte e scusate se mi ripeto.

Quindi, per chi scrivere? Certamente tutti noi abbiamo in mente dei lettori ideali ma il pubblico reale può essere composto da lettori molto diversi da quelli che ciascuno di noi ha in mente. Quando scrisse la Divina Commedia forse Dante Alighieri pensava agli studenti liceali degli anni Duemila? Il problema è, almeno per me, il non essere compresa. E’ chiaro che non voglio aver “ragione” a tutti i costi, il bello di un blog e della discussione che può scaturire dai post pubblicati è anche lo scambio di idee e di opinioni diverse. Talvolta, però, mi sono imbattuta in lettori troppo polemici, a volte anche non troppo educati, e ciò ha causato in me una sorta di disagio. Se un “perché” ce l’ho, il “per chi” mi condiziona.

Mi ritrovo sovente a pensare “se scrivo questo sarà compreso il mio pensiero?” e questa semplice domanda fa sì, almeno nella maggior parte dei casi, che io rinunci a scrivere. Da questa rinuncia e dalla consapevolezza che questo blog langue da troppo tempo, scaturisce un’altra domanda: “non sarà forse meglio chiudere?”.

Ma ogni volta che ci penso – e con questo ritorno alla riflessione iniziale – mi dico che no, non è necessario chiudere. Ci sono nella blogosfera molti siti abbandonati, a volte senza un perché, altri non più pubblici, e ciò fa pensare che la chiusura non sia definitiva. Alcune amiche blogger ci sono passate: qualcuna ci ha ripensato, qualche altra ha continuato a pubblicare (nonostante il “post d’addio”) di tanto in tanto, altre hanno cambiato dominio e altre ancora hanno trasformato il vecchio in qualcosa di nuovo.

Se considero, poi, che questo blog vive di vita propria (nella top ten dei post più letti il più “recente” è del 2013!) e il proprio servizio continua a farlo, non vedo proprio un valido motivo per chiudere. Infatti, è proprio questo aspetto che continua a caratterizzare le mie pagine: offrire un servizio, far sì che le persone abbiano delle risposte alle proprie domande.

Il post più letto in quasi 10 anni di attività è dedicato al “primo amore” (90mila visualizzazioni e 120 commenti, un record assoluto). Chi riscopre un’antica passione amorosa può semplicemente leggere il post o lasciare un commento. Ce ne sono di bellissimi e ho sempre cercato di rispondere. Questo è il senso della condivisone: sapere di non essere soli.
Poi ci sono gli appassionati di Omero e Virgilio che si soffermano a leggere le mie pagine d’Epica che spero sempre diventino un libro.
Non manca poi la curiosità nei confronti delle mamme-nonne (un argomento che vorrei tirar fuori nuovamente ma il “per chi” mi blocca, dato che spesso nei vecchi post sono stata ferocemente criticata) e non mancano nemmeno i lettori nostalgici delle poesie antiche, quelle che un tempo imparavamo a memoria fin dalla scuola elementare.
Infine, molti lettori sono alla ricerca di temi legati alla scuola che ormai tratto esclusivamente nell’altro blog ma anche le notizie non proprio fresche di giornata vengono lette tuttora.

Rileggendo quanto scritto finora (una buona abitudine che cerco di trasmettere ai miei studenti che non rileggono MAI quanto scritto nei temi!), mi rendo conto che mi sono “bruciata” molti argomenti che sarebbero stati più adatti al post “celebrativo” del 10° compleanno. Pazienza, vuol dire che a fine settembre troverò l’ispirazione giusta per scrivere qualcos’altro.

Devo ammettere che se non ci fosse stata questa coincidenza (i 3 milioni di click) oggi avrei scritto un post di tutt’altro tenore perché è un periodo di grande crisi su molti fronti. Non è escluso che il post che avevo in mente prima o poi lo scriva ma per ora posso affermare di aver trovato un altro “perché”: scrivere mi ha fatto bene, ora sono rilassata e per un’ora almeno ho allontanato i tanti pensieri che affollano la mia mente. Un motivo in più per non chiudere: tenere un blog è terapeutico!

GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI CHE AVETE RESO POSSIBILE IL RAGGIUNGIMENTO DI QUESTO TRAGUARDO.

[immagine protetta da copyright prodotta con quozio.com]

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14 novembre 2015

STAMATTINA MI AVETE COLTO DI SORPRESA…

Posted in affari miei, passioni, scuola, Università tagged , , , , , , a 11:36 pm di marisamoles

PREMESSA
Oggi avrei voluto scrivere un altro post. Avrei dovuto, forse, trattare un altro argomento. Ma dopo i fatti di Parigi non ci sono più parole, solo lacrime. Per questo ho deciso di pubblicare un post diverso. Lo dedico ad una ex quinta che ha lasciato un’impronta indelebile nel mio cuore. Idealmente si riallaccia a quest’altro post. L’ho riletto, non senza commuovermi. Ho riletto anche tutti i commenti, compreso quello della sedicente collega Mariarosa De Cecco, che fortunatamente non conosco, e ho pensato: “Cara collega, non sai cosa ti perdi ad essere una che considera “puerile” affezionarsi a dei ragazzi”.
Ragazzi speciali, s’intende.

Stamattina pensavo che sarebbe stato difficile fare lezione.

Prime due ore in quinta. Sono grandi, hanno bisogno di sapere, capire, non si può far finta di nulla.

Che faccio? Entro in classe come niente fosse, propino la mia bella lezione sulla Ginestra di Leopardi (sì, lo so, sono indietro con il programma…), poi al suono della seconda campanella cambiamo testo e leggiamo il Somnium Scipionis di Cicerone.

Questo il programma per la mattinata. Ma non è una mattina qualunque.

Me ne accorgo quando arrivo a scuola. Facce serie in aula insegnanti.
Non c’è la connessione, come faremo a firmare sul registro elettronico?

129 morti, 352 feriti, il mondo in lacrime. Terrore, orrore, rabbia, orgoglio… ma la firma è più importante.

Cambio aria. Vado al bar e trovo quattro ex allievi. Al momento nemmeno li noto. Sono immersa nei miei pensieri, in quelle lezioni programmate che devono lasciar posto ad altro che, però, non si può spiegare così facilmente.
Mi scuso, sono distratta, sapete, sto invecchiando. Baci, abbracci, bevo il caffè, scappo perché sennò la sigaretta non riesco a fumarla prima che suoni la campanella – eh sì, non ho perso il vizio -, scusate, tante belle cose… così dicono le vecchie carampane come me.

Mentre sto fuori, penso che sono stati carini a venire a scuola, a quell’ora, per salutarmi. Consideriamo che nemmeno gli ex allievi che ancora girano per i corridoi mi salutano. Non tutti, ma molti mi ignorano.
Poi ricomincio a pensare alle due ore in quinta. Cosa dirò?

Arrivo al primo piano. L’aula è una di quelle in cui si entra da dietro. Per raggiungere la cattedra devo percorrerla tutta trascinandomi dietro l’inseparabile trolley con i libri, facendo gincana fra gli zaini.

Che strano, non vedo zaini per terra. Sembra tutto molto ordinato. Un silenzio surreale.
Alzo lo sguardo e noto che tutti hanno ancora i cappotti addosso. Non lo fanno mai, si muore dal caldo in aula.

Guardo meglio e vedo delle facce diverse, una quinta che non è quella di quest’anno. Sono gli ex allievi usciti un po’ di tempo fa. Nel 2009? No, no. Nel 2011…. no, prof, nel 2012. Cavolo, che figura!

Insomma, hanno fatto sloggiare i miei attuali allievi, hanno preso ordinatamente posto nei loro banchi, mi hanno aspettato in silenzio…. cosa che, tra l’altro, non facevano allora.

Arrivano gli studenti sloggiati, portano delle sedie recuperate chissà dove. Rivendicano il possesso dei loro banchi ma non si può mica lasciare in piedi i nuovi arrivati…

Mi ritrovo l’aula piena. Facce ben conosciute, vista la quotidiana frequentazione, altre che non ho dimenticato. Faccio fatica a riconoscere qualcuno. Gabriele ci rimane male. Anche Giulia. Vabbè, perdo colpi, ve l’ho detto. Qualche nome mi sfugge e sarei davvero in imbarazzo a dover fare l’appello di quella quinta del triennio 2009-2012.

Nell’ordine penso:
1. Saremo 35, più o meno, sforiamo i parametri di sicurezza.
2. Se lo viene a sapere la preside mi fa un cazziatone.
3. Non posso mandarli via, sono stati così carini a farmi questa sorpresa
4. Annuncio alla classe un’ora di orientamento post-diploma.
5. Salvati capra e cavoli (non voglio offendere nessuno, è solo un modo di dire!)

Parigi e i suoi morti si allontanano.

Parliamo di progetti, realizzati o in via di realizzazione.

Parliamo di incidenti di percorso (cambio di facoltà) e di ripieghi (un test di ammissione andato male e conseguente cambio di indirizzo di studi) che poi si rivelano scelte vincenti.
Parliamo di chi corre e di chi va un po’ lento. Ognuno ha i suoi tempi, ecchecaspita!
Parliamo di passioni, scelte fatte con la testa ma anche con il cuore.
Parliamo di giovani adulti che solo tre anni fa ho lasciato ragazzi, con poche idee e pure quelle a volte confuse, che nel tempo hanno rivelato una maturità ben maggiore del voto conseguito all’esame di Stato.

Passa un’ora. Per una volta non ho fatto lezione IO. I protagonisti sono stati LORO. Usciti dal liceo nel 2012, rientrati nella vecchia aula portando con sé sogni e speranze.

Una lezione diversa da quella che avevo immaginato. L’Isis semina morte ma noi abbiamo parlato di vita.
Perché, dopo tutto, la vita è bella.

GRAZIE RAGAZZI! Siete stati fantastici. ❤

9 ottobre 2014

PASSIONI CONDIVISE 3: I CAMPIONI IN CASA

Posted in affari miei, famiglia, figli, passioni, sport tagged , , , , , , a 5:43 pm di marisamoles

premiazione 50 alpii
Ne hanno parlato i quotidiani locali e le riviste specializzate. Mancavo solo io e, nonostante sia passato un bel po’ di tempo dall’episodio in questione, mi arrendo e mi appresto a scrivere il terzo capitolo di “Passioni condivise” per festeggiare il debutto di una coppia speciale al rally più importante della regione.
Sto parlando, naturalmente, di un pilota speciale, mio figlio, e di un navigatore altrettanto speciale, mio marito, principale responsabile del “contagio” di questa passione che passa, quindi, da una generazione all’altra.

Nel primo post (datato 2009) avevo riflettuto sul potere esercitato su di me da mio marito, tanto da farmi condividere la passione per il rally, nonché sulla sua capacità di trasmetterla ai figli. Del resto può apparire abbastanza scontato questo fatto, dal momento che fin da piccoli erano stati trascinati ad assistere a tutte le gare che si tenevano in regione. All’inizio lo seguivo, poi mi sono stancata. Capita, infatti, che le passioni si condividano per un certo periodo ma poi arriva il giorno in cui si ammette che quella passione non era stata davvero condivisa, piuttosto subita.

Nel secondo post (datato 2010) raccontavo il debutto di mio figlio come navigatore, sempre al rally più importante di questa regione. Da spettatore passivo era diventato protagonista, seppur con in mano il roadbook e non il volante. Tanto era bastato, comunque, per destare in mio marito una malcelata invidia, dato che lui trent’anni prima, per un periodo, aveva fatto il navigatore ma poi aveva lasciato. Mi sono sempre chiesa se in qualche modo io fossi stata responsabile di questo abbandono. Se sì, non ne sono mai stata realmente consapevole.

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti o, per meglio dire, di pneumatici ne sono stati consumati assai sull’asfalto delle prove speciali. Mio figlio già nel 2011 ha esordito al volante, fatto questo che deve aver suscitato maggiormente invidia in mio marito che, la scorsa primavera, ha ripreso la patente da navigatore dopo ben 32 anni.

bocchetta s.antonio
La gara del rally regionale non è stata realmente l’occasione del debutto di padre e figlio nello stesso abitacolo. Ma senz’altro questa è stata una gara speciale, non solo per l’ottimo piazzamento ottenuto ma soprattutto perché questo rally può essere considerato quello del cuore per entrambi. Mio figlio, nel breve discorso tenuto in occasione della premiazione e nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali, ha detto che non avrebbe potuto correre con al suo fianco un altro navigatore, dal momento che ha tuttora impresse nella mente le automobili che sfrecciavano davanti a lui nei percorsi di gara quando ancora stava comodamente seduto sulle spalle del papà.

Insomma, questa passione che ho condiviso per un certo periodo con mio marito, da spettatrice ovviamente, è talmente forte da passare di generazione in generazione, convincendo pure il papà a riprendere il roadbook in mano e a leggere le note al figlio. Un’emozione che entrambi hanno espresso in modo inequivocabile dal podio e che ha suscitato in me un bel po’ di lacrime. Senza contare che quella sera sono arrivata a casa con la febbre … non quella delle corse, naturalmente. Pur non avendo voluto assistere alle prove speciali, se non quella spettacolo tenutasi in città, lo stress mi ha giocato un brutto scherzo.

Ed ora che mi dovrò aspettare? Di vedere mio marito, ormai con i capelli brizzolati – ma sempre un bell’uomo, eh! – non più seduto al posto del navigatore bensì con il volante in mano. Non so se questo mio sospetto diventerà realtà. Eventualmente ve lo farò sapere nel quarto capitolo.

18 agosto 2014

ANCORA PREMI: GRAZIE A ISABELLA PER UN RAGGIO DI SOLE E LOVELY BOOK AWARD

Posted in Amici, libri, passioni, web tagged , , , , , a 5:39 pm di marisamoles

raggio-di-sun1

Con enorme ritardo e (anche) per scusarmi di aver dimenticato di farle gli auguri per il suo compleanno (come immaginavo 😦 ), ringrazio l’amica Isabella per avermi donato questo raggio di sole (anzi due!). E’ un premio che non impone domande a cui rispondere, solo il piacere di regalare un sorriso scaldato da un raggio di sole a chi si vuol bene.
Mi perdonerete se non nomino nessuno ma voglio comunque donare a tutte le persone che mi seguono questo raggio di sole … ce n’è proprio bisogno, visto che quest’estate è tanto piovosa! Oltre al mio sorriso, naturalmente.

Approfitto per ringraziare Isabella anche per un altro premio: il Lovely Book Award.

lovely book award

Ecco il regolamento: mettere il logo del premio (fatto), nominare 7 blog e rispondere a 7 domande.

Vediamo dunque quali sono le domande:

1) Come scegli i libri da leggere? Ti fai influenzare dalle recensioni? Di solito no, le recensioni le leggo (specie quelle degli amici blogger con la passione per la lettura) ma quando entro in una libreria sono altre le cose che mi attirano: la copertina, il carattere di stampa (ahimè, con la presbiopia scarto subito i libri scritti con un carattere troppo piccolo), la quarta di copertina, le info sugli autori … certo è che sono molto lenta a decidermi sull’acquisto, anche se ci sono delle volte in cui arraffo un libro qua e uno là affidandomi alla sorte! 😉

2) Dove compri i libri? in libreria oppure on line? Mai fatti acquisti on line! Gli e-book ancora non mi hanno conquistata. La carta per me ha ancora un suo perché.

3) Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta? D’estate faccio la scorta, per comodità, per avere sempre un nuovo libro da cominciare appena finita la lettura del precedente.

4) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro? Generalmente no, anche se preferisco comunque libri agili e veloci da leggere per poterne fare una scorpacciata durante i mesi estivi, gli unici che riesco a dedicare alla lettura per diletto.

5) Hai un autore e un genere preferito? A parte i gialli e l’horror, non ho generi preferiti, sempre all’interno della narrativa. Altri generi, come i saggi, non li disdegno ma devo essere nello spirito giusto e molto riposata per affrontarne la lettura. Diciamo che questo tipo di lettura è quello che riservo al periodo scolastico … anche se non è proprio il momento di riposare! Attualmente come autore amo molto Erri De Luca. Nell’ambito della narrativa straniera per me il massimo è Jane Austen. Quando ero più giovane amavo molto Piero Chiara di cui ho letto tutto, proprio tutto. Di lui ho amato alla follia Il cappotto di astrakan. Non posso, inoltre, tacere la mia passione per Luciano De Crescenzo che considero un po’ un maestro. 😉

6) Quando è iniziata la tua passione per la lettura? L’ho spiegato in un post che il blog “Scuola di vita” del Corriere.it pubblicherà a settembre (ora è in vacanza). E’ una passione nata con molta calma, alla fine delle elementari ma si è rafforzata solo a partire dall’adolescenza.

7) Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme? Uno alla volta, per carità! come cantava il buon Figaro. Non inizio a leggere un nuovo libro prima di aver finito quello in lettura. Questo comporta anche una gran perdita di tempo nel caso in cui la lettura non sia interessante … non riesco a mollare a metà un libro (l’ho fatto solo con Bouvard et Pécuchet di G. Flaubert, un libro che sconsiglio a tutti!) e mi faccio violenza a finirlo.

A questo punto, trattandosi di un premio per lettori accaniti, cercherò di nominare proprio gli appassionati librofagi che hanno blog dedicati alla lettura oppure dedicano gran parte delle loro pagine a questa passione. Mi scuso in anticipo se qualcuno ha già ricevuto questo premio (lo consideri, quindi, un’ulteriore manifestazione di stima) e ci tengo a precisare che nessuno deve sentirsi obbligato a continuare la “catena”. Chi vuole può rispondere alle domande nello spazio commenti.

Eccoli:

LA LETTRICE SEGRETA

VALENTINA de LA BIBLIOTECA DI BABELE

MONIQUE de LE LUNE DI SIBILLA

MARA CARLESI di PAVESEGGIANDO

FRZ40

LORENZO di LORENZOLIBRI01

LUNA di VIAGGIOPERVIANDANTIPAZIENTI

RINGRAZIO ANCHE IL COLLEGA BLOGGER MICHELE (michelechefailprof) PER AVERMI MENZIONATA QUI.

Infine, un grande abbraccio a ISABELLA alla quale faccio mille AUGURI PER IL COMPLEANNO festeggiato il 16 agosto. 🙂

3 agosto 2013

Finché c’è inchiostro nel calamaio

Posted in passioni tagged , , , , , a 2:17 pm di marisamoles

Che dire? Penso che, anche se non sono una giornalista (ma in gioventù c’è stato un periodo in cui mi ero fissata con la scuola di giornalismo ad Urbino), non vorrei mai guarire dal mal d’inchiostro. 🙂

BlogFriends

Scrivere dev’essere proprio una malattia. Chissà quanti trilioni di parole ho scritto da quando sono nato: certamente ho cominciato da molto giovane e ancora non ho smesso. Ho scritto articoli a migliaia, post su decine di blog, note sui social network, risposte a interviste e poi prefazioni, dediche, pensieri, una mezza sceneggiatura e sei libri. Per arrivare al settimo ne ho cominciati almeno altri due, poi accantonati (temporaneamente) e abbozzati altrettanti. E adesso che finalmente ho un progetto editoriale preciso (nel senso che almeno ho finalmente scelto l’argomento, rigorosamente riservato non foss’altro che per scaramanzia) per rilassarmi cosa faccio? Scrivo, naturalmente. Se non scrivo libri, insomma scrivo dei libri. Mi rendo conto di essere irrecuperabile, ma non ho alcuna intenzione di guarire. Ho scritto a penna (biro, stilo, roller), a matita, a macchina, con il computer. Ho scritto su taccuini di tutti i tipi (ho la fissa), fogliacci, bigliettini, sui…

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16 aprile 2011

MI MERITO UN GORGEOUS BLOGGER AWARD

Posted in affari miei, amicizia, web tagged , , , , , , a 2:56 pm di marisamoles


Lo confesso: fino a qualche settimana fa non sapevo nemmeno cosa fosse The Gorgeous Blogger Award e credo che molti di voi ancora non ne abbiano la più pallida idea. In due parole, è un premio che viene assegnato dai blogger ai loro “colleghi”, quelli che stimano maggiormente. L’unico obbligo è quello di rispondere a cinque domande e ognuno ha la possibilità di assegnare il premio a cinque blogger, secondo un criterio insindacabile, presumo. Ed è questo l’onere maggiore, a mio parere, per chi viene insignito del premio. Cinque, infatti, non è un gran numero, quindi la scelta potrebbe non essere facile, specie per chi segue assiduamente svariati altri blog.

Il titolo di questo post l’ho meditato a lungo. All’inizio ho pensato di apporre alla fine un bel punto di domanda, ma poi mi sono ricreduta. Eh sì, perché se qualcuno me l’ha assegnato evidentemente me lo merito e sarebbe indelicato chiedermi se questa stima sia o non sia ben riposta. La persona che mi ha premiata ne è convinta: la dolce Marta, infatti, ha motivato così la sua scelta: “Gorgeous è l’appellativo che si merita il suo blog”. Che dire? GRAZIE!

Oltre agli onori ci sono, però, anche gli oneri. Nella fattispecie quello di rispondere alle cinque domande di rito. Eccole:

Quando hai cominciato il blog?
Il 27 settembre 2008.

Su cosa scrivi?
In origine pensavo di dedicarmi in particolar modo alla scuola, vista la mia professione. Pian piano, rompendo gli indugi, ho iniziato a scrivere un po’ di tutto: dalle notizie di cronaca (in particolare quelle che riguardano i giovani e il mondo della scuola) ai post impegnati e seri, sulle mie materie, fino ad arrivare a tutto ciò che mi incuriosisce e che credo possa interessare i miei lettori, specie quelli abituali. Ma non disdegno di raccontare qualcosa di me, quelli che chiamo “affari miei”.

Che cosa rende il tuo blog speciale?
Be’, questo bisognerebbe chiederlo ai miei lettori. Sarei presuntuosa se solo ritenessi “speciale” il mio blog.

Cosa ti ha spinto ad iniziare?
Eh, la storia è lunga, mettetevi comodi! Scherzo, naturalmente. In poche parole, ho iniziato semplicemente per avere uno spazio in cui condividere con i miei allievi dei materiali di studio, per non fare tante fotocopie, anche considerando che a non tutti interessa approfondire i vari argomenti. Poi, però, ci ho preso gusto e, siccome la scrittura è la mia più grande passione, ho continuato e continuo a scrivere. Il blog è diventato un po’ il mio angulus, un luogo dove rilassarmi facendo quello che mi piace e mi dà soddisfazione, al di là degli obblighi familiari e professionali.

Cosa cambieresti nel tuo blog?
Sicuramente l’intestazione. Nel tempo ho capito quanto sia faticoso – e a volte pericoloso – portare il fardello dell’identità vera in uno spazio pubblico. Ma ormai, la bicicletta ce l’ho, non mi resta altro che pedalare! Almeno virtualmente posso farlo, visto che non ho mai imparato ad andare in bicicletta.

Ed ora è il momento dell’assegnazione dei cinque premi. Giuro: non è stato facile, soprattutto perché non vorrei che qualcuno escluso dovesse sentirsi offeso. Il primo criterio che ho adottato è quello della piattaforma: ho scelto esclusivamente blogger WordPress. In secondo luogo, la mia scelta si basa anche sulle affinità che sento tra me e i miei amici Blogger, condividendone i pensieri e le passioni. Ecco, dunque, i Magnifici Cinque … ops, volevo dire The Gorgeous Five (in rigoroso ordine alfabetico):

Caterina: il suo blog, Le buone maniere, è recente ma mi ha conquistata dal primo post perché con il suo bon ton dà un tocco di signorilità alla blogosfera. Gorgeous è il suo modo di essere, semplicemente unico.

Emiliano Dominici: lui è semplicemente eclettico; professore d’Inglese, scrittore, cantautore e attore, anche se per gioco. Il suo blog è nato in seguito alla pubblicazione del suo primo libro, La fine soltanto, ma poi è diventato un contenitore di riflessioni su svariati temi, dai libri, ai film, alle canzoni, alle cronache scolastiche. Gorgeous è il suo modo di trasmettere le sue passioni emozionando.

Frz40: l’ho introdotto nel magico mondo di WordPress e lui ha preso sul serio la sua attività di blogger, commentando notizie, schierandosi contro quelle troppo faziose, raccontando frammenti della sua vita, facendoci divertire e sorridere anche un po’. In una parola: Gorgeous è il suo VirtualWorld.

Ifigenia: il suo “salotto virtuale” è ben frequentato e vi si incontrano persone simpatiche, ospitate dalla favolosa padrona di casa qual è. Gli argomenti trattati non sono mai frivoli, anche quando i post apparentemente lo sono. Ma dalla discussione che ne nasce, nulla appare insignificante perché lei sa rendere Gorgeous ogni incontro fra amici, in modo mai banale.

Quarchedundepegi: è un medico e con il suo blog combatte quasi quotidianamente contro quelle che chiama “sofferenze gratuite”. Lui crede di aver combinato poco o nulla fino ad ora e invece la sua “battaglia” è semplicemente Gorgeous.

29 agosto 2009

PASSIONI CONDIVISE

Posted in affari miei, amore, famiglia, figli tagged , , , , , , , , , , , , , a 4:21 pm di marisamoles

rally alpi orientali Agli inizi di una storia d’amore si cerca di condividere tutto, anche le passioni. Certo, un minimo di opportunismo lo si può leggere in un atteggiamento che tende ad assecondare i desideri reciproci. Così si fa bella figura e ci si convince di essere fatti l’uno per l’altra. Poi, con il passare del tempo, le cose cambiano e, inevitabilmente, quelle passioni che una volta avevamo apprezzato, anche senza troppa convinzione, nella nostra dolce metà, pian piano le abbandoniamo e non ci stupiamo che la cessazione di un tale stato di perpetua condivisione di tutto, anche dell’aria che si respira, se possibile, venga meno. Insomma, tutto accade in maniera indolore, senza che nessuno dei due abbia nulla da eccepire, anzi forse senza che nessuno dei due ne prenda piena coscienza. Come se tutto rientrasse nel corso naturale delle cose. Cos’è successo? Non ci si ama più? Niente affatto. Semplicemente ognuno si riappropria degli spazi che gli appartengono e in cui si trova più a suo agio, senza pretendere la condivisione forzata e lasciando all’altro/altra la libertà di scegliere. Pur senza averne una lucida percezione, in fondo ci si ama ancora di più.

Il preambolo era doveroso. Riassume il ragionamento che ho fatto stamattina quando mio figlio, il maggiore, è partito da casa, zaino in spalla e borsa termica in mano, per andare a vedere alcune prove del 45° Rally delle Alpi Orientali di cui si corre, nei dintorni di Cividale de Friuli, proprio oggi la seconda e ultima giornata di gara.
E le passioni condivise che c’entrano, direte voi. C’entrano perché mio figlio a vedere il Rally ci è andato con la sua ragazza. Un’unione recente, a quanto sembra. Io nemmeno la conosco, so pochissimo di lei ma so che anche lei, come una ex di qualche anno fa, l’ha seguito. Allo stesso modo in cui, trent’anni fa, io seguivo mio marito, allora fidanzato, quando andava in giro per il Friuli ad assistere a varie gare di Rally o corse in salita, prove speciali ecc. ecc. Io lo seguivo perché volevo, a quei tempi, condividere la sua passione.
Lui, appassionato di motori –se non si era capito- mi ha fatto conoscere anche la Formula 1, da spettatrice televisiva. Io sapevo che esisteva ma non avevo mai visto un gran premio in vita mia. Per appassionarmi almeno un po’ mi sono pure trovata un “idolo” per cui tifare: Nelson Piquet, naturalmente il padre dell’omonimo che oggi corre in F1 (corre ancora? Boh!), bellissimo e bravissimo, visto che di mondiali ne ha vinti tre, se non sbaglio. Almeno non mi addormentavo perché ora, sinceramente, non riuscirei a vedere nemmeno dieci minuti di gara: veder girare di continuo le monoposto attorno ai circuiti avrebbe di sicuro un effetto soporifero. I tempi cambiano … anche per mio marito che, se non ha smesso di seguire la F1, dorme beatamente ad ogni gran premio. Poi si giustifica dicendo che l’automobilismo non è più appassionante come una volta; ora si sa già chi vince, chi è in pole position continua ad esserlo e, se non rompe qualcosa o rimane senza benzina, ha la vittoria in pugno.

I motori, diciamolo chiaramente, non erano mai stati, prima di allora, una mia passione. Ho preso la patente a vent’anni, e non a diciotto appena compiuti come fanno adesso i nostri figli, solo perché mio marito mi ha minacciata: non sto con una che non guida. E già, come avrebbe potuto frequentare una ragazza priva di patente, che non sapeva distinguere tra il pedale del freno e quello dell’acceleratore, che alla prima lezione di guida –naturalmente lui era il mio istruttore- gli ha chiesto di accendere la luce sopra lo specchietto perché era già buio e non riusciva a vedere i pedali. No, non avrebbe potuto, il mancato possesso della patente di guida sarebbe stato motivo sufficiente per rompere il fidanzamento.

E lui? Beh, anche lui ha fatto la sua bella figura. Io amo il teatro, quindi l’ho trascinato a vedere opere, operette e spettacoli di prosa. Non molti, non con insistenza, diciamo un po’ con il contagocce, ma lui c’è venuto, senza fiatare. Anche questa passione condivisa è durata un po’, poi ognuno si è tenuto le sue. Per essere onesti, ho resistito più a lungo io nel seguirlo ai rally e nell’assistere ai gran premi di F1. Non ricordo quando ho mollato la F1, ma credo alla nascita dei figli perché probabilmente non mi potevo permettere di passare due ore davanti alla Tv senza muovermi, e guardare una gara a singhiozzo non è certo appassionante,
Ricordo benissimo, però, l’ultima gara di rally a cui ho assistito da sola con lui: a Piancavallo, più di ventiquattro anni fa, dato che non eravamo ancora sposati. Ci ha colti un temporale, ero terrorizzata dai fulmini visto che stavamo proprio sotto gli alberi, siamo fuggiti a metà gara e abbiamo fatto tappa nel primo paesino per acquistare asciugamani e pantaloncini, giusto per non rimanere con le chiappe bagnate. Decisamente troppo per me.
L’ho seguito ancora qualche volta quando i bimbi erano piccoli, perché non si trovasse in difficoltà e potesse scattare le foto. Poi ho detto basta, definitivamente, lasciando che condividesse la sua passione con i figli.

Stamattina, dopo che è partito il primogenito, anche mio marito, solo soletto, con lo zaino e la borsa termica contente il pranzo, è andato a vedere il rally. Il secondogenito si è mosso solo nel pomeriggio –ma ieri c’è stato l’intera giornata- con un amico. Presumo si siano incontrati tutti e tre a vedere la stessa prova speciale.
Rimasta da sola, ho riflettuto e ho capito che lui è stato capace di trasmettere la sua passione ai figli che, magari partendo da casa ognuno per conto proprio e con la compagnia più gradita, non hanno perso l’annuale appuntamento con il Rally delle Alpi Orientali. Ne sono felice anche se so che questa passione condivisa non sarà per sempre. Ma forse i ragazzi a loro volta continueranno a trascinare le ragazze, e poi le mogli e i figli, se li avranno (ogni tanto ho dei dubbi in proposito!). E le ragazze si lasceranno entusiasmare dalle corse automobilistiche per un po’, ma poi diranno basta anche loro e, magari, resteranno a casa lasciando che i figli condividano questa passione con il padre.

Questa è la vita, questi sono i corsi e ricorsi della storia. Peccato che i miei ragazzi non ne vogliano sapere del teatro. Forse se avessi avuto delle femmine … Ma nutro la speranza che prima o poi qualche ragazza li trascini a vedere le opere o la prosa. Così i corsi e ricorsi rispetterebbero gli equilibri tra le parti. Con buona pace della madre, nonché aspirante suocera.

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