PASSIONI CONDIVISE 3: I CAMPIONI IN CASA

premiazione 50 alpii
Ne hanno parlato i quotidiani locali e le riviste specializzate. Mancavo solo io e, nonostante sia passato un bel po’ di tempo dall’episodio in questione, mi arrendo e mi appresto a scrivere il terzo capitolo di “Passioni condivise” per festeggiare il debutto di una coppia speciale al rally più importante della regione.
Sto parlando, naturalmente, di un pilota speciale, mio figlio, e di un navigatore altrettanto speciale, mio marito, principale responsabile del “contagio” di questa passione che passa, quindi, da una generazione all’altra.

Nel primo post (datato 2009) avevo riflettuto sul potere esercitato su di me da mio marito, tanto da farmi condividere la passione per il rally, nonché sulla sua capacità di trasmetterla ai figli. Del resto può apparire abbastanza scontato questo fatto, dal momento che fin da piccoli erano stati trascinati ad assistere a tutte le gare che si tenevano in regione. All’inizio lo seguivo, poi mi sono stancata. Capita, infatti, che le passioni si condividano per un certo periodo ma poi arriva il giorno in cui si ammette che quella passione non era stata davvero condivisa, piuttosto subita.

Nel secondo post (datato 2010) raccontavo il debutto di mio figlio come navigatore, sempre al rally più importante di questa regione. Da spettatore passivo era diventato protagonista, seppur con in mano il roadbook e non il volante. Tanto era bastato, comunque, per destare in mio marito una malcelata invidia, dato che lui trent’anni prima, per un periodo, aveva fatto il navigatore ma poi aveva lasciato. Mi sono sempre chiesa se in qualche modo io fossi stata responsabile di questo abbandono. Se sì, non ne sono mai stata realmente consapevole.

Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti o, per meglio dire, di pneumatici ne sono stati consumati assai sull’asfalto delle prove speciali. Mio figlio già nel 2011 ha esordito al volante, fatto questo che deve aver suscitato maggiormente invidia in mio marito che, la scorsa primavera, ha ripreso la patente da navigatore dopo ben 32 anni.

bocchetta s.antonio
La gara del rally regionale non è stata realmente l’occasione del debutto di padre e figlio nello stesso abitacolo. Ma senz’altro questa è stata una gara speciale, non solo per l’ottimo piazzamento ottenuto ma soprattutto perché questo rally può essere considerato quello del cuore per entrambi. Mio figlio, nel breve discorso tenuto in occasione della premiazione e nelle dichiarazioni rilasciate ai giornali, ha detto che non avrebbe potuto correre con al suo fianco un altro navigatore, dal momento che ha tuttora impresse nella mente le automobili che sfrecciavano davanti a lui nei percorsi di gara quando ancora stava comodamente seduto sulle spalle del papà.

Insomma, questa passione che ho condiviso per un certo periodo con mio marito, da spettatrice ovviamente, è talmente forte da passare di generazione in generazione, convincendo pure il papà a riprendere il roadbook in mano e a leggere le note al figlio. Un’emozione che entrambi hanno espresso in modo inequivocabile dal podio e che ha suscitato in me un bel po’ di lacrime. Senza contare che quella sera sono arrivata a casa con la febbre … non quella delle corse, naturalmente. Pur non avendo voluto assistere alle prove speciali, se non quella spettacolo tenutasi in città, lo stress mi ha giocato un brutto scherzo.

Ed ora che mi dovrò aspettare? Di vedere mio marito, ormai con i capelli brizzolati – ma sempre un bell’uomo, eh! – non più seduto al posto del navigatore bensì con il volante in mano. Non so se questo mio sospetto diventerà realtà. Eventualmente ve lo farò sapere nel quarto capitolo.

PASSIONI CONDIVISE … UN ANNO DOPO


Oggi, nella splendida cornice di piazza della Libertà a Udine, si sono spenti i riflettori sul 46° Rally delle Alpi Orientali. Più o meno un anno fa, all’evento avevo dedicato un post (LINK) in cui riflettevo sulle passioni condivise da due innamorati. Raccontavo che mio marito, appassionato di motori, mi aveva contagiata, da fidanzata, a tal punto da seguirlo nei rally che si disputavano nella nostra regione. Uno di questi, il più importante, è appunto quello delle Alpi Orientali, prova valida per il campionato nazionale.

Questa passione, che per un po’ di tempo ho condiviso con lui, mio marito l’ha trasmessa anche ai miei figli. L’anno scorso i miei tre uomini erano partiti da casa separatamente per andare a vedere le prove speciali che si tenevano nei dintorni di Cividale del Friuli, per poi ritrovarsi, forse, in prossimità di qualche tornante e assistere assieme alla gara.

Così, un anno fa, avevo descritto la partenza da casa del mio primogenito:

[… ] mio figlio, il maggiore, è partito da casa, zaino in spalla e borsa termica in mano, per andare a vedere alcune prove del 45° Rally delle Alpi Orientali di cui si corre, nei dintorni di Cividale del Friuli, proprio oggi la seconda e ultima giornata di gara.

Ragionavo, poi, sul fatto che anche i miei figli, un giorno, avrebbero continuato la tradizione di famiglia:

[…] forse i ragazzi a loro volta continueranno a trascinare le ragazze, e poi le mogli e i figli, se li avranno (ogni tanto ho dei dubbi in proposito!). E le ragazze si lasceranno entusiasmare dalle corse automobilistiche per un po’, ma poi diranno basta anche loro e, magari, resteranno a casa lasciando che i figli condividano questa passione con il padre.

Quest’anno, però, le cose sono andate un po’ diversamente. Mio marito ha fatto, come al solito, da spettatore, ma mio figlio primogenito ha partecipato, come navigatore, al 46° Rally delle Alpi Orientali. Un debutto che suo padre certamente gli ha invidiato (non ho mai capito se, pur avendo il patentino da navigatore, avesse abbandonato l’idea di partecipare a qualche gara per colpa mia o per sua libera scelta) e che ha costretto me, dopo tanti anni, a seguire almeno la prova speciale-spettacolo che si è tenuta il 2 settembre in piazza I maggio a Udine.

Diciamolo chiaramente: se non ci fosse stata quella speciale a due passi da casa, probabilmente non avrei fatto da spettatrice. In ogni caso, questa occasione mi ha costretta a riflettere ulteriormente sulle passioni condivise. Ho capito che mio figlio è molto determinato a fare quello in cui crede e non si fa molti scrupoli né nei nostri confronti (in pratica non ha chiesto il permesso e ci ha messi di fronte al fatto compiuto) né in quelli della sua ragazza. Lei, emozionatissima, era al mio fianco l’altra sera e credo che se non ci fosse stata, io mi sarei emozionata ben poco. Non perché io sia insensibile di fronte alle esperienze nuove di mio figlio, ma semplicemente perché quando si vede sfrecciare davanti un’auto da corsa e sì’intravede un casco oltre il vetro del finestrino, onestamente si ha l’impressione che ci sia chiunque al posto del navigatore.
E poi, lo confesso, un tantino di rabbia mi è venuta: mio marito ha condiviso così bene la sua passione con il figlio e io non sono mai riuscita a portarlo a teatro!

In ogni caso, è arrivato terzo nella sua categoria. Come debutto non c’è male. Sono felice per lui e spero che continui a coltivare questa sua passione condivisa o meno.

[la foto della vettura del vincitore, Andreucci, è scaricata da questo sito; per postare quella di mio figlio, devo aspettare che qualcuno si degni di scaricarla nel mio pc!]