13 aprile 2010

BELEN , DE SICA, LO SPOT E LA “PALP FICTION”

Posted in pubblicità, Satyricon, televisione tagged , , , , , , , a 4:14 pm di marisamoles

Era da un po’ che ci pensavo, ma non avevo il coraggio di scrivere l’ennesimo post sulla coppia regina degli spot pubblicitari: Belen Rodriguez e Christian De Sica (leggi QUI e QUI). Ma oggi, leggendo l’editoriale di Alfonso Signorini su TV Sorrisi e Canzoni mi è sfuggito un “mi ha tolto le parole di bocca”. Eh già, perché a me, come a Signorini, quello spot dell’irruzione in casa della zia, intenta a preparare i fusilllli (non è un errore di battitura, è la zia che ne pronuncia qualcuna in più di elle!), non va proprio giù. Impossibile notare, infatti, che scacciandola per non condividere con lei il piatto di pasta, De Sica palpeggia vistosamente il seno di Belen.

Anche in casa ne abbiamo parlato e ho concluso che, almeno stando ai commenti dei miei tre maschi (marito e figli, che vi pensate?), molti uomini farebbero carte false per essere al posto di De Sica. Da parte mia, ho pensato che in fondo la bella poliziotta ha quello che si merita, mettendo in bella mostra tutto quel ben di dio. Ma poi, riflettendo, mi sono un tantino incavolata perché è chiaro che non si tratta di un errore, chissà quanti ciack fanno per ogni scena, e allora il palpeggiamento è quel tocco hot che rende lo spot più accattivante. Insomma, se avessero voluto, avrebbero potuto scegliere un’altra scena ma evidentemente gli autori pensano che, memori della palpatina fatta dal fortunato De Sica, gli utenti maschi telefoneranno di più.

Tornando a Signorini, mi piace in particolare la riflessione che fa sul seguito che lo spot avrebbe potuto avere:

[…] vedere una donna trattata in quel modo e soprattutto vedere che Belen neppure reagisce a certe avances, ma incassa rassegnata, mi ha dato fastidio. Se per amore della gag la “strizzata” era necessaria, beh, avrei preferito che fosse seguita da un sonoro ceffone da parte dell’importunata. Come dire: noi donne non abbiamo lottato anni e anni per niente. Se vuoi palpare alza il tacco e vai da un’altra parte. Invece no. Stiamo attenti. Non si può legittimare una molestia con tanta superficialità. Neppure per l’anima del commercio. (tratto da TV Sorrisi e Canzoni, n° 16/2010, editoriale dal titolo Non accetto la “palp-fiction” di De Sica, pagina 3; visibile anche sul sito di Sorrisi)

Come si fa a non essere d’accordo? A me, però, viene un dubbio: Belen, da brava poliziotta, è forse a conoscenza della sentenza della Cassazione che, nel luglio scorso, ha stabilito che una palpatina senza malizia non è reato ? Evidentemente la conosce ma non sa che in Messico, dove presta servizio, non è valida.

24 luglio 2009

UNA PALPATINA, SENZA MALIZIA, NON È REATO

Posted in Cassazione, cronaca, lavoro, Legge tagged , , , , , , , a 9:24 pm di marisamoles

palpeggiamento sedereÈ di poche ore fa la notizia che la Cassazione ha stabilito che il palpeggiamento del sedere di una donna, da parte di un uomo “buontempone” che non ha, cioè, cattive intenzioni ma solo un irrefrenabile vizio di scherzare, non costituisce reato.

La notizia, riportata da Tgcom , ha dell’incredibile, almeno per me. Significa che qualsiasi uomo non colto da “ebbrezza sessuale”, ma soltanto con il vizio di avere le mani un po’ troppo lunghe, può permettersi una palpatina qua e là, così, solo per scherzare, e rimanere impunito. La cosa ancora più incredibile, sempre secondo il mio parere, è che la Camera ha appena approvato la Proposta di Legge per punire con maggiore severità il reato di violenza sessuale. Certo, una palpatina non è paragonabile ad uno stupro, ma non si capisce perché, nonostante questo impiegato fosse già stato condannato a un anno e due mesi di reclusione per violenza sessuale –con la sospensione della pena, ovviamente- dal Tribunale di Ferrara, sia arrivata l’assoluzione prima dalla Corte d’Assise e d’Appello di Bologna e, in ultimo, dalla Cassazione.
La motivazione di quest’ultima e definitiva sentenza è la seguente: la parte offesa ha riconosciuto che l’impiegato era solito praticare degli scherzi, anche se di cattivo gusto, toccando le colleghe di lavoro. Un comportamento che, sempre secondo la Suprema Corte, è di certo poco raffinato e caratterizzato da abitualità, ma non dettato, evidentemente, dalla volontà di molestare le vittime prescelte.

A me pare semplicemente disgustoso, così come mi sembrano inaccettabili i commenti che, purtroppo, spesso si sentono, riferiti a belle ragazze magari un po’ troppo svestite, del tipo “se vanno in giro così, se la cercano”. A parte il fatto che ogni donna è libera di vestirsi, pettinarsi e muoversi come vuole, senza dover per forza correre il rischio di essere violentata per strada. Tutt’al più è un senso di decenza che una deve sentire dentro di sé. Così come il “buontempone” deve avere l’accortezza di frenare l’istinto giocherellone perché lo scherzo è bello se dura poco. E comunque, in questo caso, a me lo scherzo non sembra bello per nulla. Ma ancora più “brutta” è, sempre secondo il mio punto di vista, una sentenza della magistratura che umilia le donne e le rende legittimamente preda di scherzi idioti che rimangono impuniti. M’immagino già quanti altri “impiegati” approfitteranno di questa sentenza per sfogare i bassi istinti. Mi chiedo perché non abbiamo noi donne il coraggio di scherzare in questo modo con gli uomini. Sarà mica una questione di maggiore educazione o, perché no, di un quoziente intellettivo più alto?

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