IN COMPENSO …

italianoCompenso deriva dal latino compensare, “pesare insieme”, che rimandava a un’idea di equilibrio: vali tanto, ti do tanto. Invece oggi che tutti guadagnano poco a prescindere da quanto valgono, chi viene pagato molto lo guardiamo con un certo sospetto. Abbiamo tutte le ragioni per farlo, ma ogni tanto sarebbe bello, invece di “quanto costa”, chiedersi “quanto vale“: con gli zero a costo zero si rischia di combinare ben poco.

(a cura di Alessandro Masi, dal supplemento Sette del Corriere della Sera).

In compenso è, invece, una locuzione molto usata che significa “in cambio”, “al posto di”. Prendiamo, ad esempio, questo enunciato: “Oggi non ho lavorato, in compenso mi sono divertita”. Non si può dire, tuttavia, che il “cambio” sia equilibrato!

Stranezze della lingua italiana.

ASPETTANDO LA FUMATA BIANCA: VIVO UN PAPA SE NE FA UN ALTRO

stufa-cappella-sistinaSarà un Papa di transizione, s’era detto. E Joseph Ratzinger, ormai Papa emerito, non ha smentito la previsione: si è dimesso. Caso unico nell’età moderna. E ora come la mettiamo con il noto modo di dire: “Morto un Papa se ne fa un altro“?

Ironia a parte, molti sono i detti popolari che hanno come protagonista il Papa, volente o nolente. Certamente il più noto è quello testé citato, ma anche “ad ogni morte di Papa” è un aforisma usatissimo che d’ora in poi avrà meno valore. I due detti, infatti, puntano l’accento su un punto fermo che riguardava (ora non più) il pontificato: un papa eletto lo sarà per sempre, fino alla morte. Guarda un po’che scherzo ci ha fatto Benedetto XVI!

Ma qual è l’etimologia della parola Papa? E’ molto semplice: è associabile alla parola molto più familiare “papà“, dal latino papam a sua volta derivato dal greco papàs cioè “padre“. In fondo che cos’è il Pontefice se non il papà di tutti i cattolici?

A proposito di “Pontefice“, la parola ha origini molto lontane, addirittura precristiane. la Chiesa, infatti, con la diffusione del Cristianesimo, ha adottato delle parole latine o greche già in uso nel mondo pagano dei Romani e dei Greci per indicare precetti, persone e luoghi sacri.
La parola “fede“, ad esempio, in latino significava fedeltà e viene scelta per designare quel patto di fedeltà, appunto, che si stringeva tra i cristiani e la Chiesa. Quest’ultima parola, che indica sia il luogo sacro in cui si celebrano le funzioni sia l’istituzione ecclesiastica, deriva a sua volta dal greco ekklesìa con la quale si intendeva l’assemblea popolare. Infatti, la chiesa altro non è che un’assemblea di fedeli.
Gli antichi Romani nella basilica, parola che ha sempre origine dal greco basilikè, trattavano affari o tenevano i processi. Fu Costantino (IV secolo d.C.) a convertire gli antichi edifici in luoghi di culto religioso.

Ma pontefice che origini ha? Nell’antica Roma il pontifex era una sorta di sacerdote cui spettava organizzare i riti pubblici, stabilire il calendario delle funzioni, amministrare, insomma, le cose sacre. Data l’importanza della carica, il pontifex era detto maximus, ma l’etimologia della parola ci porta ad un’incombenza tutt’altro che religiosa: il termine, infatti, deriva dall’espressione pontem facere che significa “costruttore di ponti”, su cui aleggia il mistero. Secondo Varrone, il pontifex maximus avrebbe fatto costruire il primo ponte di Roma, il Sublicio, considerato un’opera sacra in quanto così si poteva accedere al tempio che si trovava al di là del fiume Tevere. Ma questa è solo una delle interpretazioni. Meno misteriosa è l’adozione della parola da parte della Chiesa per appellare il Santo Padre: il Pontefice, difatti, è colui che in un certo senso, nelle vesti del vescovo di Roma, fa da ponte fra il mondo dei fedeli e quello di Dio.

E dopo questa carrellata di parole ed etimologie, che non ha affatto la pretesa di essere esaustiva, passiamo ai modi di dire.

Stare come un Papa”: significa stare comodo e tranquillo, intendendo che la vita da Papa sia scevra da preoccupazioni. Pare che il detto risalga a Leone X (1513-1521), il quale appena eletto avrebbe esclamato soddisfatto: “Godiamoci il papato perché Dio ce l’ha dato”.

Dove è il Papa, lì è Roma”: è una rivisitazione campanilistica del detto latino Ubi Petrus, ibi Ecclesia, “dove c’è Pietro lì c’è la Chiesa”.

Il Papa è capo e coda”: si riferisce all’onnipotenza del Pontefice che, in un altro modo di dire, viene accostato al Padreterno: “Il Papa può al di là del diritto, sopra il diritto e contro il diritto”.

Anche il Papa ha mal di testa”: riconduce il Santo Padre ad una dimensione più umana. Anche lui, come tutti, è un essere umano, in fondo. Tant’è che esiste anche il detto “Non occupa più terra il corpo del Papa che quel del sagrestano” per ribadire il concetto.

Sa più il Papa e un contadino, che un Papa solo”: si riferisce al fatto che a volte bisogna dar retta anche all’esperienza e la saggezza dei più umili e non solo alle parole di chi è ritenuto eccelso.

Dire qualcosa papale papale“: parlare senza peli sulla lingua, dimostrando autorità come il Papa sa fare.

Tornar da Papa a Parroco”: perdere da un giorno all’altro il potere, rinunciare a una posizione di comando.

E proprio quest’ultimo detto mi pare calzante con la situazione attuale. Anzi, come ha precisato Papa Ratzinger, lui non è tornato a fare il parroco ma è un semplice pellegrino.

Ora non resta che attendere la fumata bianca. Per ora ne abbiamo vista una sola, nera.

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