BERLUSCONI: “ME NE VADO DA QUESTO PAESE DI M***A”

Cerco di non occuparmi di politica, tantomeno del nostro premier. Ma di fronte all’umanissimo sfogo di Berlusconi, puntualmente intercettato, sento la necessità di esprimere la mia opinione.

Non mi dilungherò molto, dirò semplicemente che una tale esternazione forse fa effetto perché proviene dal Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, tra l’altro fatta nel privato e riferita ai casi suoi, non al suo ruolo istituzionale. Ma mi chiedo: c’è forse qualcuno che, almeno una volta nella vita, non ha mai definito l’Italia Paese di m***a, minacciando di andarsene? Aggiungo che molti in realtà se ne sono andati, qualcuno è tornato, non proprio per amor di patria. E allora perché uno come Berlusconi, che di certo non deve migrare in cerca di fortuna, rimane? Insomma, come scrive Belpietro nell’Editoriale su Libero:

Credo che non ci sia nessuno che nel corso degli anni non si sia chiesto chi glielo faccia fare. Uno con i suoi soldi e le sue ville, che la vita potrebbe godersela senza dover rendere conto a nessuno, perché diavolo insiste nel rimanere a Palazzo Chigi? Possibile che non ne abbia le tasche piene di essere inseguito e spiato dai giudici, insultato dall’opposizione e dai giornali […]
Nonostante ostenti un sorriso Durban’s e una serenità olimpica, in privato si sfoga e dice di non vedere l’ora di far le valigie, aggiungendo una parolina che dà la misura dello stato d’animo: questo è un Paese di m…Difficile biasimarlo: in 17 anni che sta in politica penso ne abbia viste di tutti i colori e si sia visto piovere addosso ogni accusa. […]
L’intercettazione telefonica ci restituisce anzi un Berlusconi normale, senza la tuta da Superman che ama indossare nelle occasioni ufficiali. […] (LINK)

C’è qualcuno che ironizza e si offre di pagargli un taxi, trascurando il fatto che il cavaliere ha un jet privato più qualche elicottero … Quel chi glielo fa fare non ha risposta certa ma suscita molte domande: interessi personali? megalomania galoppante ed eccesso di protagonismo? amor di patria? convinzione che lui solo possa tenere le redini di questo paese che, sarà pure di m***a, ma galleggia a mala pena, mentre, come si sa, gli str***i non affondano?

Non se ne andrà, credetemi, non nell’immediato. E allora piuttosto che sperare ardentemente che faccia le valigie, prendiamo quelle parole per quel che rappresentano: lo sfogo di un uomo qualunque e piuttosto incazzato.
Io esternazioni del genere le sento quasi tutti i giorni in casa. Mio marito, però, non è Berlusconi e, anche se gli preparassi le valigie e gli pagassi il taxi, non se ne andrebbe. Ma se fosse Berlusconi, con il suo conto in banca, dovrei scegliere se trattenerlo con la forza o lasciarlo andare, con tanto di benedizione … andargli dietro? Non ci penserei nemmeno.