I FUNERALI DI SANDRA MONDAINI GIOVEDI’ MATTINA IN DIRETTA SU CANALE 5


Le esequie di Sandra Mondaini si terranno giovedì mattina (23 settembre) alle 11 nella chiesa di Milano 2 dove il 17 aprile è stato dato l’ultimo saluto al suo Raimondo. La rete cui è stata legata per tanti anni, Canale 5, le renderà omaggio trasmettendo in diretta il suo funerale, come già accaduto per il suo compagno di vita e di spettacolo. La cronaca, condotta da Elena Guarnieri, partirà in diretta al termine di “Mattino Cinque”.

Da domani, a partire dalle 16 fino alle 20, sarà aperta la camera ardente negli studi Mediaset di Cologno Monzese, a pochi passi dall’appartamento in cui Sandra e Raimondo hanno vissuto insieme, per molti anni, fino alla scomparsa di lui, avvenuta il 15 aprile scorso.
Un mazzo di fiori è stato deposto, con un bigliettino di condoglianze, sotto casa della Mondaini nel condominio Acquario a Milano 2. Il portinaio lo ha consegnato ai collaboratori domestici dell’attrice.

A proposito della famiglia di filippini che sono stati vicini a Sandra e Raimondo per molti anni e che la coppia ha sempre detto di aver adottato, ieri la nipote di Vianello, Virginia, ha denunciato il fatto di essere sempre stata tenuta all’oscuro delle reali condizioni di salute della zia e che i domestici non le hanno mai permesso di visitare la parente dopo la morte di Raimondo.
Stando alle parole di Virginia Vianello, inoltre, la famiglia filippina, costituita da Edgar e Rosalie, con i due figli Raymond e Gianmarco, non sarebba mai stata adottata: ‘Non è mai stata formalizzata nessuna adozione nei confronti dei domestici filippini e lo hanno riconosciuto anche loro in una recente intervista’, fa sapere Virginia e aggiunge che nessuno mette in dubbio ciò che quella famiglia ha fatto per i nostri zii. Sia zio Raimondo che zia Sandra erano molto affezionati a loro, i due domestici e i loro figli, soprattutto il più piccolo, Raymond, che era praticamente nato in casa, ma è stato accertato che non c’è stata alcuna adozione.

Una questione sollevata nel momento meno opportuno, quando invece di pensare all’eredità (oltre alle proprietà, c’è anche in ballo la gestione dei diritti d’immagine), da buona nipote potrebbe concentrarsi sul vuoto che Sandra ha lasciato e sul dolore che sta provando chi, pur senza conoscerla, le ha voluto bene.

Dopo le puntate speciali, andate in onda ieri sera, di Striscia la notizia, su Canale 5, e di Vite straordinarie, condotta da Elena Guarnieri su Rete 4, questo pomeriggio si continua a parlare di Sandra e Raimondo sia ne La vita in diretta su Rai 1 sia in Pomeriggio 5 sulla rete ammiraglia Mediaset.
In entrambi i programmi vengono trasmesse le immagini riprese dalle telecamere situate all’interno dello Studio 4 di Cologno Monzese che indugiano su una bara chiara, ricoperta da rose bianche e rosa, i fiori preferiti da Sandra.

Tutti, indistintamente, non fanno che ripetere che Sandra ha smesso di lottare per vivere nel momento in cui Raimondo l’ha lasciata. Una vita insieme, contrassegnata dal celebre motto “che barba che noia” che Sandra ripeteva spesso nel lettone della sit-com Casa Vianello, ma che probabilmente ha ripetuto ancora, incessantemente, nei cinque mesi di vita senza l’adorato marito. Una barba e una noia ben peggiori di quelle provate, per fiction, assieme a lui. Ora spero che lassù ci sia solo gioia e felicità per la coppia ritrovata.

Quello che riporto di seguito è uno scritto di Henry Scott Holland ((1847-1917), canonico della cattedrale di St. Paul di Londra. Uno scritto che Raimondo ha lasciato a Sandra come testamento morale:

La morte non è niente

Sono solamente passato dall’altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole
cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare
di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano,
sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere,
se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Ora Sandra non piange più. Ha ritrovato il cuore del suo Raimondo.

AGGIORNAMENTO, 23 SETTEMBRE 2010: L’ULTIMO SALUTO A SANDRA MONDAINI

Alle 11, come annunciato, è iniziata la funzione religiosa nella chiesa di Dio Padre a Segrate. Il feretro, ricoperto di fiori bianchi, è stato posizionato di fronte all’altare dove il parroco Walter Magni e il prete amico di famiglia don Gabriele hanno officiato il rito funebre. Numerose le personalità presenti: in prima fila si sono seduti il sindaco di Milano e quello di Segrate, Letizia Moratti e Adriano Alessandrini, il presidente della Provincia di Milano Guido Pedestà e Felice Confalonieri, presidente di Mediaset. Al loro fianco gli amici di sempre di Sandra e Raimondo: Pippo Baudo e Gerry Scotti. Attorno alla bara la famiglia di domestici filippini che ha assistito fino all’ultimo prima Raimondo Vianello e poi Sandra Mondaini.
Assente, per impegni istituzionali, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; in rappresentanza della famiglia, il figlio Pier Silvio Berlusconi.

Entrando in chiesa Gerry Scotti ha osservato che “i personaggi dello spettacolo hanno ricordato Sandra con frasi di circostanza e le cose più belle su di lei le ho sentite dire dal pubblico, il che dimostra che lei è entrata nelle loro case”. Già, perché quando guardavamo i bisticci televisivi dei coniugi Vianello alla Tv, era un po’ come stare insieme a loro. Tutti ci sentivamo un po’ dei vicini di casa di quella straordinaria coppia televisiva che sapeva mantenere anche nella finzione la spontaneità che caratterizzava la loro vita quotidiana.
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha annunciato l’intenzione di dedicare ai Vianello una piazza o un giardino, un tributo doveroso per ricordare anche il forte legame che Sandra e Raimondo sentivano per la loro città.
Toccante la conclusione dell’omelia: “”Cara Sandra – ha detto il sacerdote – a passi di danza con Raimondo ti sei messa a danzare con Dio”.

Alla fine del rito, la salma di Sandra è stata trasportata nel cimitero di Lambrate, lasciando tutti un po’ spiazzati. I domestici filippini hanno reso noto che questa era la volontà della Mondaini, essere sepolta accanto alla madre. I fan, invece, erano convinti che lei volesse riposare accanto al suo Raimondo, a Roma, nel cimitero del Verano. Ora seicento chilometri li dividono. Per molti non è giusto.

Per protestare contro questa decisione è stata aperta una petizione on line sul sito del Tgcom, in cui si legge: La coppia più tenera e innamorata della tivù rischia di essere separata per sempre dalla cecità della burocrazia funeraria. E’ stato decretato che al cimitero romano del Verano, dove Raimondo è sepolto nella tomba di famiglia, chi non porta il cognome Vianello non è ammesso a entrare. Nemmeno se si chiama Sandra Mondani. Punto e basta.
Un affronto nel giorno del dolore. E poi perché Sandra non è stata tumulata nel famedio del Cimitero Monumentale, insieme ai grandi artisti milanesi?
E’ giusto che finisca così? Secondo noi Sandra e Raimondo devono riposare come hanno vissuto: insieme. Per sempre.

[fonte delle notizie Tgcom e Il Giornale; foto da Leggo.it e notizie.it]