ULLA PIPPA! CON QUEL LATO B …


Indubbiamente non è passata inosservata la damigella d’onore della neosposa del principe William: Philippa Charlotte Middleton, sorella minore di Kate. Sul web, da giorni, non si fa altro che parlare di lei, del suo lato B, del suo decolté, della sua abbronzatura (frutto di qualche seduta sotto la lampada, immagino), insomma di quanto abbia polarizzato l’attenzione di tutti oscurando persino la bellissima principessa.
Io non sono rimasta particolamente affascinata dalla damigella sexy. Ma del resto non sono mica un uomo!


Per dir la verità, la prima cosa che ho pensato quando ho appreso il suo nome, anzi il suo diminutivo, è stata: “Ulla peppa …”, espressione – subito modificata nella mia mente in “Ulla Pippa” – che, almeno dalle mie parti, significa più o meno “caspita“. Il secondo pensiero è stato: “Oh, poverina, con quel nome …”. Sempre dalle mie parti, infatti, con quel “Pippa” lì sarebbe sfottuta alla grande. Ma forse non solo dalle mie parti.

Insomma, non ho apprezzato la nuova cognata del principe William, anzi l’ho proprio trovata fuori luogo. In primis perché mi risulta che ad un matrimonio nessuna delle invitate possa vestirsi di bianco (né di nero), ma ho notato che altre “signore”, Camilla compresa, indossavano abiti chiari, bianchi o beige. Ma che non fossero vestite di bianco bianco, piuttosto di color avorio, è un dettaglio insignificante. Anche Kate, del resto, indossava un abito avorio e nessuna delle invitate dovrebbe essere vestite come la sposa.

In secondo luogo, mi chiedo come si possa sfoggiare, ad un matrimonio, e nemmeno uno qualunque, addirittura a quello reale, un vestito stile sirena. Certo se voleva essere discreta ed obbedire ad un minimo di galateo, non si è data un gran daffare. Mi sembra, inoltre, un atteggiamento poco affettuoso e gentile nei confronti della sorella maggiore. Una vera e propria mancanza di bon ton, tipica dei commoners, come direbbero i nobili inglesi un po’ snob.

In ogni caso, la neo duchessa di Cambridge, Kate Middleton, è una gran signora, così come la madre, elegantissima. La classe non è acqua, come si suol dire. Del resto deriva dalla saggezza popolare la convinzione che una pecora nera in famiglia ci debba pur essere. Magari l’obiettivo di Pippa era solo quello di far breccia nel cuore del principe Harry (tra l’altro fidanzatissimo con la sua Chelsy Davy, un legame che, tra alti e bassi, dura da qualche annetto). Come in tutte le fiabe, si auspica una fine lieta … almeno per le sorelle, se non per le sorellastre.

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WONDERFUL KATE


Da poche ore è la moglie del futuro re d’Inghilterra. Catherine Elisabeth Middleton ha già diritto ad essere apostrofata come “Sua Altezza Reale“, ma non sarà mai la principessa Kate (o Catherine); può assumere, invece, il titolo di principessa William of Wales, prendendo, all’atto del matrimonio, il nome del marito. Questo perché è una commoner o, come diremmo noi, una borghese. Nelle sue vene non scorre il sangue blu dei suoi parenti acquisiti.

Kate, grazie alla regina Elisabetta che ha il potere di conferire i titoli nobiliari, è ora Sua Altezza Reale la duchessa di Cambridge. E, visto che William, con il matrimonio, è diventato anche il conte di Strathearn e il barone di Carrickfergus, Kate è la contessa di Strathearn e baronessa Carrickfergus.

Credo che dei titoli non gliene importi un bel niente. Più che la nobiltà del lignaggio oggi conta, per una giovane sposa, la nobiltà del cuore. Non capita a tutte di essere accolte all’altare dal futuro marito in preda all’agitazione che con un fil di voce dice: “Ti amo, sei bellissima“.

Non sarà mai principessa? Ma lei già lo è, per tutti gli Inglesi e anche per gli altri. E poi lei è semplicemente wonderful.

GOD SAVE THE PRINCESS KATE

[foto da Il Corriere]

WILLIAM & KATE: “THE ROYAL WEDDING”, UN AFFARE DA DUE MILIARDI … DI TELESPETTATORI


Si avvicina la data fatidica che tutta l’Inghilterra, e il mondo intero, attende con trepidazione: il matrimonio del principe William Arthur Philip Louis Mountbatten-Windsor (28 anni) e la non nobile Catherine Elisabeth Middleton (29 anni), che sarà celebrato nell’Abbazia di Westminster il 29 aprile prossimo, di venerdì. Alla faccia della superstizione.

Non so se sarà il matrimonio del secolo (in fondo siamo solo all’inizio del XXI), ma di certo costituirà un evento eccezionale per quanto riguarda l’audience: due miliardi di telespettatori sono stimati, infatti, in tutto il mondo. Gli “appena” 750 mila spettatori che quasi trent’anni fa, il 29 luglio 1981, hanno sentito pronunciare un emozionato I will dalla dolce voce della giovanissima Diana Spencer, mamma di William, sembrano proprio una bazzecola. Molti di più hanno assistito addolorati al funerale di Lady D, nel settembre 1997: circa 33 milioni, una cifra comunque ben lontana dai dati stimati per questo evento che pare abbia ridato un po’ di fiducia nella monarchia inglese agli afflitti sudditi della regina Elisabetta II che ancora non hanno dimenticato la dolce principessa triste, nuora assai detestata da Sua Maestà.

Sull’ultimo numero di TV Sorrisi e Canzoni (n° 17, pagina 33) è riportato un commento di Carlo Rossella alle nozze del principe William. Mi sembra un intervento intelligente e mi piace riproporlo per i miei lettori.

UN GRANDE SPOT PER LA CORONA

Credo che “The Royal Wedding” contribuirà fortemente a dare alla monarchia britannica quella popolarità crollata ai minimi storici dopo gli scandali che hanno investito la relazione tra Carlo e Diana. Inoltre l’evento fa paio con gli 85 anni della Regina Elisabetta, che si festeggeranno a luglio, e cade a tre mesi dalle prossime elezioni. E non sorprenda se gli Inglesi da un lato accorrono in massa alla festa dei loro reali, e dall’altro ad ogni sondaggio si esprimono a favore dell’abolizione della monarchia: i sudditi di Sua maestà vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Intanto a Corte per la prima volta entra una ragazza senza una goccia di sangue blu e la cosa non manda in visibilio la regina né Carlo. Si dice addirittura che a un ricevimento prenuziale, al consuocero che si vantava della sua famiglia che “si è fatta da sola”, Carlo abbia risposto: “Be’, potevate farvi un po’ meglio”.
I Middleton incassano la cattiveria e fanno buon viso: dietro la fruttuosa vendita dei gadget nuziali ci sono anche loro.

A questo punto, non mi resta che dire: God save the Queen, anzi sarebbe meglio God save the Princess Kate. Per sopportare una suocerigna come Camilla e una nonna come Elisabetta, ne ha bisogno, povera Catherine.

WILLIAM E KATE SPOSI: L’ANELLO DI LADY D E LE NOZZE DI VENERDÌ


Fin da quando ero piccola a casa mi hanno spesso ripetuto il detto “di venere e di marte né ci si sposa né si parte“. Non è questione di superstizione, è che, a volte, i detti popolari, in quanto perle di saggezza, bisognerebbe proprio ascoltarli. Evidentemente nel Regno Unito delle superstizioni e dei detti se ne infischiano.

Oggi è stato annunciato, a distanza di pochi giorni dal fidanzamento ufficiale, il prossimo matrimonio del principe William, figlio primogenito della compianta Lady Diana Spencer e del Principe del Galles Charles, della dinastia dei Windsor. La data scelta è il 29 aprile e il primo ministro David Cameron ha già proclamato la giornata festa nazionale. Qualcuno sospetta che si sia optato per questa data onde permettere agli Inglesi di fare il ponte con il 1 maggio. E non ci sarebbe nulla di male, se il 29 non cadesse di venerdì. Ma, come ho detto, i britannici, popolo nordico, non sono superstiziosi come noi mediterranei.

I sudditi di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, c’è da scommetterci, sono in fermento e nemmeno la Corte sembra immune dall’ansia per l’attesa del felice evento. La più frastornata sarà di certo la povera Kate Middleton e la futura e regale nonna acquisita è già corsa ai ripari: le ha imposto uno psicologo, soprattutto per farle superare lo stress del confronto con la mancata suocera, Lady D. Inutile negarlo: negli otto anni di frequentazione, Kate e William sono stati al centro dell’attenzione mediatica in tutta l’Europa. Già il fatto che nelle vene della futura regina d’Inghilterra non scorra il sangue blu ha causato delle perplessità. Il primo confronto con Lady Diana è inevitabile: la famiglia Spencer è una delle più ricche della nobiltà inglese e persino più antica degli stessi Windsor.
Carlo era stato ben oculato nella scelta: giovane, carina, nobile e … illibata. Recentemente, sulle nozze del figlio con Kate si è espresso in questi termini: “Hanno già praticato”. Due a zero per Diana.

Proprio l’anello che Carlo aveva donato alla sua Diana, uno zaffiro contornato da diamanti, ora brilla all’anulare della fidanzata di William. Le tradizioni, si sa, vanno rispettate, ma io mi chiedo: come si fa ad affibbiare alla povera Kate lo stesso anello di fidanzamento che alla compianta Diana non ha proprio portato fortuna? Non stento a credere che, nonostante il sorriso smagliante esibito per le foto e i filmati di rito, la futura moglie di William non sia così felice dell’anello regale. Non lo vedo un gran bell’auspicio. Sarà un caso che Kate abbia scelto, per il fidanzamento, un abito blu zaffiro come Lady Diana?
Per il solo fatto di portare questo peso, alla poveretta darei un punto in più, giusto per accorciare le distanze nel confronto con Diana.

La cerimonia sarà celebrata nell’Abbazia di Westminster, la stessa in cui hanno avuto luogo, nel lontano 1947, le nozze tra Elisabetta II e Filippo di Edimburgo e la stessa in cui si sono svolti i funerali della povera Lady Diana, nel 1997. Il matrimonio dei genitori di William è stato, invece, celebrato nella Cattedrale di St. Paul perché, come pare, Carlo l’avrebbe preferita per l’acustica migliore rispetto a Westminster.
Ora, va be’ che William e Kate non si diranno I will nella stessa chiesa in cui si sono sposati Carlo e Diana, ma sposarsi nello stesso luogo in cui è stato dato l’estremo saluto alla “principessa triste” non sembra augurare nulla di buono.
Anche questo è un fardello non da poco: darei a Kate un altro punticino così da azzerare la distanza con la mancata suocera.

Il matrimonio di Carlo e Diana e il funerale della principessa sono stati trasmessi in mondovisione e visti rispettivamente da 750 milioni e da circa un miliardo di telespettatori, in assoluto lo “spettacolo” televisivo più visto nella storia della Tv. Ha battuto pure il funerale dell’amato papa Giovanni Paolo II.
Riuscirà l’evento più atteso dell’anno 2011 a battere il record? Non lo so, ma probabilmente la futura principessa sta già facendo gli scongiuri. Una volta, in un’intervista, le era stato chiesto se si considerasse fortunata ad essere la fidanzata di William; aveva risposto, con la flemma tipicamente inglese: “è lui fortunato ad avere incontrato me”. Non so se sia ancora dello stesso parere e non so quanto fortunata potrà essere la sua unione con l’erede al trono, visti gli auspici. Ecco, questo basterebbe per darsela a gambe, finché è in tempo … alla faccia della Royal Crown.

AGGIORNAMENTO, 29 APRILE 2011

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