GELMINI: MATRIMONIO CIVILE TRA SPOSO DIVORZIATO E SPOSA INCINTA. CHE PROBLEMA C’È?


Che il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si sia sposata a mezzanotte del 23 gennaio u.s. è cosa nota. Io stessa ne ho scritto un post e, come me, altri blogger hanno speso qualche parola, a volte un po’ troppe, per informare i lettori di questo evento eccezionale: il primo ministro in carica che si sposa nella storia della Repubblica. Ebbene, che problema c’è? C’è quel piccolo e insignificante problema che i detrattori del ministro –ce ne sono molti, forse troppi- non perdono occasione per criticarla, anche quando la notizia riguarda la sua vita privata.

Prima “accusa”: si è sposata incinta!!! Mi pare che questo capiti spesso. Molte donne si sposano con il pancione e nessuno trova nulla da ridire. Alcune non si sposano affatto, preferendo la convivenza. Ma se la “donna” in questione è un ministro della Repubblica, allora la consuetudine non va bene per lei. Lei, il ministro, avrebbe dovuto evitarlo. Già dimenticavo: lei deve dare il buon esempio.

Seconda “accusa”: si è sposata civilmente!!! Molte coppie lo fanno. È una questione di scelta. A volte un po’ forzata. Infatti, nel caso del ministro Gelmini, la scelta del rito civile anziché il matrimonio in chiesa non è affatto spontanea, diciamo che è una scelta forzata. E qui entra in gioco la …

… terza “accusa”: ha sposato un divorziato!!! Oddio, che scandalo! Fosse la prima in Italia! Fosse la prima tra i personaggi politici di un certo rilievo! Ma anche se lo fosse, è talmente scandaloso che la Gelmini si sia sposata in municipio perché il marito è alle sue seconde nozze? Per di più incinta! Già, un esempio da non seguire.

Quello che più mi fa sorridere è che certi blogger, trattando l’argomento, sostengono che in lei non ci sia coerenza: come, lei, il ministro, che parla tanto delle famiglie, della necessità che siano unite, anche e soprattutto per il bene dei figli, alla fine si sposa un divorziato con rito civile! Non c’è che dire, un bell’esempio di coerenza.

Allora, la questione è questa: ogni persona è responsabile di quello che fa, senza per questo dover rendere conto ad altri delle sue decisioni e azioni. Tutt’al più farà i conti con la sua coscienza. Anche se si tratta di un personaggio pubblico. Se poi il personaggio in questione è particolarmente in vista, non deve per forza dare il buon esempio a costo di rinunciare alla sua libertà decisionale. In fondo, ci sono tanti genitori irresponsabili che non sono affatto un buon modello per i figli, ma non è detto che per questo venga tolta loro la patria potestà.

Ma spostiamo l’attenzione su una parte del mondo politico che dovrebbe, per coerenza, dare il buon esempio ed evitare divorzi, nascite di figli illegittimi, nuovi matrimoni o concubinaggio: i cattolici. Mi risulta che uno dei personaggi politici più in vista dell’UDC, Pierferdinando Casini, abbia prima convissuto, poi si sia sposato, quindi abbia divorziato e si sia risposato, il tutto avendo dei figli anche al di fuori del matrimonio. Perché chi rimprovera la Gelmini di incoerenza non grida allo scandalo contro Casini? Non deve dare anche lui il buon esempio, e a maggior ragione?

Se poi consideriamo chi sta più in alto ancora, gli eccelsiastici, non sono forse frequenti i casi dei preti molestatori, pedofili o gay? Eppure sono degli uomini di Chiesa. Non dovrebbero dare il buon esempio? Non dovrebbero essere coerenti e comportarsi in modo integerrimo come il loro abito imporrebbe? Contro di loro si punta il dito quando si legge qualche notizia del genere sui quotidiani, poi di questi scandali che macchiano la nostra Madre Chiesa non si parla più.

Alziamo, ora, lo sguardo ancora più in alto: non è forse vero che Gesù Cristo ha perdonato l’adultera e, più in generale, ha recato conforto ai peccatori odiosi a tutti? Non è grazie a lui che è giunta fino a noi la famosa frase: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”? Già, proprio lui. Ma evidentemente la sua lezione non è arrivata a molti che giudicano, senza averne alcun diritto, e si permettono di scagliare le pietre solo per il gusto di colpire il bersaglio preferito. E poco importa se la questione sia relativa ai progetti politici, alle riforme, ai decreti legge … il bersaglio continua ad essere centrato anche quando si tratta di scelte personali e legittime che non ledono in alcun modo gli interessi del popolo italiano.

Io ai blogger nemici della Gelmini, che non perdono occasione per criticarla, dico solo: invece di scagliare le pietre, buttate po’ di riso! E mangiatevi pure i confetti, va’.

GELMINI SPOSA A MEZZANOTTE

Alla mezzanotte di oggi, 23 gennaio 2010, il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ha detto sì al fidanzato, l’imprenditore Giorgio Patelli. Come anticipato lo scorso novembre, il ministro è convolata a giuste nozze in attesa del lieto evento previsto per aprile, quando nascerà la primogenita che si chiamerà Emma.

Cerimonia top secret e, data l’ora, poco affollata: il rito civile è stato celebrato, nell’incantevole Sirmione, sul lago di Garda, dal sindaco Alessandro Mattinsoli, alla presenza dei fratelli e testimoni Cinzia e Giuseppe e di alcuni parenti dello sposo. È la prima volta, nella storia della Repubblica, che un ministro in carica si sposa. Del resto, la Gelmini è famosa per le sue “primizie”.

La festa si terrà in una villa di Sirmione, cittadina resa famosa anche dai versi che il poeta latino Catullo le dedicò, chiamandola “perla delle isole e delle penisole”, alla presenza di una cinquantina di invitati, fra parenti e amici. Invitato speciale il premier Silvio Berlusconi e pochi altri esponenti del mondo politico. Almeno nel giorno del suo matrimonio la Gelmini avrà pensato di non voler vedere sempre le stesse facce. Quanto a Berlusconi, che in un’occasione non aveva notato la povera Mariastella nonostante fosse seduta accanto a lui ad una conferenza stampa (ne ho scritto un post: LINK), staremo a vedere se terrà a battesimo la piccola Emma. Pare sia una tradizione consolidata, per il Presidente del Consiglio, quella di avere figliocci sparsi in tutta Italia.

La favola di Mariastella ha avuto una fine lieta proprio a mezzanotte: ha trovato il suo principe … speriamo che non abbia perso la scarpetta.