8 marzo 2014

AMORE DI MAMMA

Posted in amore, bambini, figli tagged , , , , , a 5:01 pm di marisamoles

Ai bambini non so resistere, specie se si tratta di video in cui dimostrano tutto l’amore che nutrono per la mamma. Qualche tempo fa ho postato il video del bimbo che si commuove quando la mamma canta, questo di oggi ha appena visto la luce ma non ha accettato di buon grado il distacco.

A dimostrazione che la nascita rappresenta per i neonati un vero choc, guardate questo piccolino: non vuole proprio staccarsi da colei che l’ha appena messo al mondo. Non sa ancora chiamarla mamma, non conosce il significato della parola ma sa tutto sul legame che si crea, fin dal primo battito del cuore, con chi lo ha ospitato al caldo per nove mesi, gli ha parlato, l’ha coccolato accarezzandosi la pancia sempre più gonfia, gli ha cantato la ninna nanna e l’ha calmato durante gli attacchi di singhiozzo. Lui sa che lei gli appartiene e non vuole staccarsene. Dimostra con il pianto questo bisogno di lei, che le parole non saprebbero manifestare in modo più chiaro e inequivocabile.
Lui sa che lei non lo abbandonerà mai.

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22 febbraio 2014

MARIANNA MADIA: NUOVO MINISTRO PA INCINTA ALL’OTTAVO MESE

Posted in bambini, donne, figli, lavoro, politica tagged , , , , , , , , , , , , , , a 1:35 pm di marisamoles

691047 GIURAMENTO GOVERNO MATTEO RENZI

La prima ministro a giurare in stato interessante fu Stefania Prestigiacomo, nominata per le Pari Opportunità nel 2001, che partorì alla fine di quell’anno.
Poi fu la volta di un’altra ministro mamma, Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione nominata nel 2008, che durante il mandato il 10 aprile 2010 diede alla luce Emma. Il suo caso suscitò clamore per aver dichiarato che non sarebbe stata a casa nemmeno un giorno e in effetti si ripresentò puntualmente al lavoro di lì a breve. Allora scoppiarono le polemiche: in particolare, dalle pagine del quotidiano cattolico Avvenire la giornalista Marina Corradi lanciò un appello: Signora ministro, auguri. Se lo goda almeno un po’, il suo bambino. Tutto, di fronte a lui, può attendere. Non si perda l’inizio di un grande amore. Voce nel deserto che rimase puntualmente inascoltata.

Ora il primato delle ex ministre è battuto da Marianna Madia che, fresca di nomina, stamattina ha giurato per il governo presieduto da Mattero Renzi. Una delle più giovani ministro della squadra renziana e credo in assoluto la più giovane di tutti i tempi, assieme alla coetanea Maria Elena Boschi, entrambe trentatreenni, è all’ottavo mese di gravidanza e possiamo scommetterci che, sfornato il pupo – o la pupa -, ritornerà al suo posto di ministro per la Pubblica Amministrazione in men che non si dica.

Del resto, a pensarci bene, le donne di spettacolo hanno dato il buon esempio: Belen Rodriguez e Michelle Hunziker, solo per fare due nomi, hanno ripreso l’attività in breve tempo. La Hunziker addirittura a cinque giorni dal parto sedeva alla scrivania di Striscia la Notizia.

Ora, senza voler fare la morale a nessuno, mi chiedo se l’emancipazione della donna consista nel sacrificare il tempo da dedicare ad un neonato in nome della par condicio – gli uomini non devono partorire perciò … – e per dimostrare che una donna con figli può fare esattamente quello che vuole perché la prole, di per sé, non rappresenta un ostacolo.
Vabbè, contente loro.

Altra cosa: il congedo per maternità è obbligatorio per legge. Di solito ci si astiene dal servizio – questo è il gergo – negli ultimi due mesi di gravidanza e nei primi tre di vita del nascituro. Ora, facendo due conti, la Madia dovrebbe essere in maternità. Non conosco le leggi che regolano l’attività di parlamentari e ministri e sono perfettamente consapevole che le donne dello spettacolo siano in fondo delle libere professioniste, ma mi chiedo: una donna incinta quasi allo scadere del tempo non ha diritto a starsene a casa tranquilla? Tanto più che la Madia pare essere alla seconda gravidanza e, visto che di anni ne ha appena 33, il primogenito deve essere ancora piccolo.

E’ vero che la gravidanza non è una malattia ma è anche vero che si tratta di una situazione speciale, se non patologica. Insomma, se uno ha l’influenza, una volta guarito riprende il lavoro e tutto torna come prima. Ma una mamma deve stare con suo figlio perché un neonato non è la febbre che si cura con un’aspirina e via.

[foto dal Corriere.it]

12 febbraio 2014

TRADIMENTO CONFESSATO (PER ERRORE) RISARCIMENTO ASSICURATO

Posted in amore, bambini, donne, figli tagged , , , , , , , , , , a 2:24 pm di marisamoles

analisi clinicheSiamo a Modena. Gianna è una giovane donna fidanzata con Fortunato (di nome ma poco di fatto, sempre che non sia un nome di fantasia). Scopre di essere incinta ma non del poco fortunato, letteralmente, fidanzato. Lei ha un amante e questa gravidanza non era ovviamente programmata, ma tant’è …

Di per sé il bambino non costituisce un problema, visto che Gianna l’aveva tanto desiderato. Certo è che, essendo frutto di una sbandata temporanea, non ha alcuna intenzione di far crescere un figlio non suo al fidanzato a sua insaputa. Vuole sposarsi e mettere su famiglia con Fortunato, anche se come inizio, costringendo ad accettare il figlio dell’amante, seppur occasionale, non è per nulla roseo.

Ecco che la poveretta confessa la verità e lui, per nulla riconoscente nei confronti della sincerità della sua donna, inizia a sfasciare la casa comune poi fa le valigie e la pianta.

Ora, immaginiamo lo stato d’animo della fedifraga. A me fa anche un po’ pena. Errare è umano, o no? E certo che sì: infatti, in questa vicenda l’errore più grande non è stato il tradimento, nemmeno la confessione che ha portato alla rottura. Non parliamo, poi, della decisione di tenere il bimbo che è la più saggia. No, l’errore più grande l’ha fatto il laboratorio d’analisi cui si era rivolta Gianna. Ad un successivo controllo si scopre che non esiste nessun bimbo in arrivo, nessuna gravidanza. Che disdetta! Aver perso l’amore della sua vita per uno stupido errore – non il suo, ovviamente – non va proprio giù a Giulia che si rivolge ad un avvocato.

Ora il laboratorio dovrà pagare 15mila euro come risarcimento morale, l’abbandono da parte del fidanzato, e materiale, la semidistruzione della casa.
C’è da dire che non è stata intentata alcuna causa, non ce n’è stato bisogno. I responsabili hanno ammesso l’errore e si sono accordati per il risarcimento.

Ora Gianna è sola, senza fidanzato, senza amante – presumo – e senza bambino. Però con 15mila euro. Sembra passato un uragano nella sua vita. Come farà a godersi la somma ottenuta?

[fonte: Il Corriere]

13 novembre 2013

GRAN BRETAGNA: INCENTIVI ALLE MAMME PER L’ALLATTAMENTO AL SENO. GIUSTO O SBAGLIATO?

Posted in bambini, donne, figli, salute, società tagged , , , , , , , a 4:28 pm di marisamoles

allattamento al senoPer una mamma la cosa più naturale che possa esistere è l’allattamento al seno. Un bambino viene nutrito dalla madre fin dal concepimento ed è, quindi, normale che questo rapporto così intimo iniziato in grembo prosegua dopo la nascita del figlio. D’istinto il neonato ricerca, oltreché il calore materno dal quale la nascita, evento per lui traumatico, lo ha allontanato, il seno della mamma. Quando sta in braccio, infatti, ricerca subito con la bocca il seno, indipendentemente da chi lo tenga. Questo accade almeno nel primissimo periodo post partum, dopodiché impara ben presto a riconoscere il profumo e la voce di colei che l’ha messo al mondo.

La “rivoluzione femminista” degli anni Settanta aveva fatto passare in secondo piano l’allattamento materno. Le donne di allora, al grido “l’utero è mio e me lo gestisco io” avevano associato, evidentemente, un altro concetto: le tette sono mie e me le gestisco io. Ma negli ultimi decenni del secolo scorso, grazie anche ad un’informazione capillare, le mamme hanno buttato via il biberon offrendo ai loro bimbi il nutrimento che ogni mammifero utilizza per crescere i cuccioli: il latte materno.

I neonatologi tuttora incentivano l’allattamento al seno perché costituisce il miglior alimento per i neonati. Il latte materno li difende dalle malattie e li fa crescere sani e forti durante i primi mesi di vita. Non solo: pare che l’allattamento materno prevenga il tumore alla mammella.
Anche se si ritiene indispensabile l’allattamento materno per i primi sei mesi, sono molte le mamme di oggi che lo prolungano fino ad un anno di età del bambino, e oltre. Ora come ora, in un periodo di crisi come questo, pur senza esagerare dilatando oltremodo i tempi di allattamento, esso costituisce anche un risparmio economico: le associazioni dei consumatori hanno calcolato che il latte artificiale costi 1.200 euro l’anno per bambino.

Dall’ultima indagine Istisan risulta che a pochi giorni dal parto il 91,7% delle italiane e il 90,1% delle straniere allatta al seno. Il quinto Rapporto della Convenzione sui diritti dell’infanzia (2012) calcola che al momento delle dimissioni quelle che nutrono il neonato con il proprio latte superano l’80 per cento.
In seguito, però, il ritorno al lavoro, sempre più anticipato per questioni economiche, e le difficoltà che comporta la raccolta del latte materno per le poppate che il neonato deve fare durante le ore di assenza della mamma, costringono molte madri a passare al biberon e al latte in polvere.

In Gran Bretagna, precisamente nel South Yorkshire e nel Derbyshire, 130 puerpere che s’impegneranno ad allattare al seno i loro bimbi per i primi sei mesi otterranno dei buoni spesa del valore di 200 sterline (circa 230 euro). Le zone sono state individuate, come rivela la stampa inglese, perché lì le donne si vergognano di allattare al seno i piccoli, sia fuori casa sia all’interno delle mura domestiche, per paura di attirare l’attenzione su una parte del corpo così esposta ad attenzioni di tipo sessuale.

L’opinione pubblica è divisa: c’è chi appoggia l’iniziativa, promossa dall’Università di Sheffield con la collaborazione del governo, e chi invece ritiene diseducativo incentivare un atto che dovrebbe essere istintivo e non sentito come qualcosa di cui provare vergogna. In più ha i suoi vantaggi anche sullo sviluppo intellettivo del bambino: la rivista pediatrica Archives of Disease in Childwood assicura che il latte, assieme al contatto pelle-bambino, aumenta le facoltà cognitive e migliora lo sviluppo neurologico.

E voi che ne pensate?
A parte che dall’articolo del Corriere non si capisce se la cifra sia da considerare forfettaria o elargita mensilmente (il che sarebbe auspicabile), la cosa che stupisce me è soprattutto il fatto che una mamma s’imbarazzi ad allattare suo figlio. Per me è la cosa più bella e dolce del mondo.

1 settembre 2013

PRIMI VAGITI ON LINE

Posted in bambini, donne, figli, vip, web tagged , , , , , , , , , , a 2:56 pm di marisamoles

nascitaLa gioia dei neogenitori alla vista del loro bambino è indescrivibile. La voglia di comunicare il lieto evento a parenti e amici, per condividere questa gioa, c’è sempre stata anche se i mezzi di comunicazione nel corso della storia sono cambiati.

Mi immagino, ad esempio, un parto avvenuto nel vecchio West, in una delle tante fattorie sperdute con il nulla attorno. Immagino qualcuno – di certo né la puerpera né il papà – prendere il cavallo e sfidare pure le intemperie per portare la notizia alle persone care, almeno quelle raggiungibili.

Il servizio postale, poi, semplificò le cose e il telegrafo dovette sembrare una sorta di miracolo. E pensare che fino a poco tempo prima c’era chi mandava messaggi con i segnali di fumo.

E poi arrivò lui, il telefono. Certo, finché esisteva solo quello fisso bisognava andare nella cabina telefonica più vicina, se proprio la voglia di dare tempestivamente la notizia era incontenibile e il percorso per arrivare a casa troppo lungo.
La telefonia mobile ha certamente segnato un svolta nelle comunicazioni post partum: la telefonata o il messaggino arrivavano in tempo reale, magari non dalla sala parto perché suppongo che lì l’uso del cellulare sia vietato. In più, con i telefonini si può inviare anche la foto del/della fortunato/a bimbo/a. L’unico neo: i costi, non proprio bassi all’inizio, che scoraggiavano i neogenitori, con il pensiero fisso sui prezzi di pannolini e abbigliamento da neonato, a farne largo uso. Giusto il minimo indispensabile.

Ma con Internet, cari miei, tutto è cambiato. Ora, attraverso i social network la foto del bebè è postata in tempi brevissimi e condivisa da decine, centinaia o migliaia di “amici”.

E sapete entro quanto tempo dal parto, in media, tutto ciò accade? Entro 57,9 minuti. (LINK)

E nei mesi e anni seguenti, tutti pronti a sciropparsi le foto della prima poppata, del primo bagnetto, del primo sorriso, della prima pappetta, del primo dentino, dei primi passi, della prima caduta con relativo ginocchio sbucciato, della prima cacca nel vasino … e così via. Sai che felicità!

E non parliamo delle mamme. Se la fortunata in questione si chiama Belen Rodriguez e a cinque giorni dal parto sfoggia una pancia ultrapiatta, potrebbe causare guai seri alle comuni mortali. Quelle che a cinque giorni dal parto sembrano tenere ancora in pancia il gemello del primo nato che non si decide ad uscire. Altro che felicità! Potrebbe essere l’inizio della depressione post partum.

[immagine da wikipedia]

6 agosto 2013

SENZA FIGLI È MEGLIO?

Posted in bambini, donne, figli tagged , , , , , , , , , , a 2:26 pm di marisamoles

cullaProprio stamattina parlavo con una mia amica che, alla soglia dei cinquant’anni, non si è pentita della sua scelta: non ha voluto figli. Mai un ripensamento né la corsa alla maternità attempata solo perché va di moda. Eppure lei adora i bambini.

Quand’era adolescente impazziva per i suoi nipoti. La sorella, infatti, al contrario di lei, di figli ne ha messi al mondo due, la prima a 19 anni. La mia amica ha un attaccamento a questi nipoti che raramente ho riscontrato in donne con figli. Sarà un caso?

La nipote, ormai giovane donna, ha seguito le orme della madre, si è sposata giovanissima e ora, non ancora trentenne, è in attesa del suo terzo figlio. La mia amica impazzisce per i bambini di sua nipote. Mi ha raccontato che la primogenita, cinque anni, ha passato domenica notte con lei e tutta la giornata del lunedì. Seguivo il suo racconto guardandola negli occhi: sprizzavano di felicità. Eppure mi ha sempre detto di non avere mai sentito l’istinto materno.

Non c’è stato nemmeno bisogno di dire nulla, lei mi ha letto nel pensiero e ha detto, a proposito dei suoi pronipoti: li coccolo, li vizio, non sai quanti regali gli faccio, poi me le sento dalla madre ma per lei, quand’era piccola, ho fatto anche peggio. Però alla fine della giornata ritornano a casa loro. Sono nata per fare la zia non la mamma, mi dice sorridendo.

Io non giudico le scelte degli altri, anzi, in questo caso apprezzo moltissimo la coerenza. Mi dà fastidio, sinceramente, chi accampa mille scuse, nel frattempo fa carriera e, dopo la realizzazione di sé, sente che manca qualcosa. Così nascono i figli delle madri attempate. Ma un figlio non deve far parte delle realizzazioni personali, non deve riempire un vuoto, non può essere programmato quando è il momento, perché quel momento può non arrivare mai e poi queste donne vanno fuori di testa o si affidano alla scienza nella speranza di generare un figlio a tutti i costi.

Io, nella mia esperienza di madre, ho capito che se ci mettiamo a pensare quale sia il momento giusto per mettere al mondo un figlio, allora probabilmente quel figlio non nascerà mai. Un po’ perché più tempo passa e meno feconda è la donna, un po’ perché, quando ci si gode la vita di coppia a lungo, è difficile accettare l’arrivo di una specie di intruso che assorbe energie e tempo. In questo caso, è probabile che il figlio arrivi, ma è anche concreto il rischio che poi lo si consideri un vero e proprio tiranno.

Non dico di aver fatto le cose senza pensare, ma per me diventare madre è stata la cosa più naturale del mondo e, soprattutto, la realizzazione di un sogno. Aver deciso di dare un fratellino al primogenito senza aspettare anni, con l’idea di offrire al piccolo un compagno di giochi non mi è sembrato né un azzardo né tanto meno un gesto eroico. Per me è stata la più naturale delle cose, pur rendendomi conto delle spese che sarebbero gravate sul bilancio familiare e delle rinunce che i figli mi avrebbero imposto.

Ora leggo sul blog La 27esima Ora del Corriere, un articolo firmato da Maria Serena Natale la quale, citando la giornalista americana Lauren Sandler, asserisce che possiamo essere pienamente noi stesse anche mettendo da parte la responsabilità e la fatica della procreazione. E aggiunge che la decisione di non avere figli è già un orizzonte naturale per milioni di donne soddisfatte di una sessualità consapevole, armonicamente inserita in una vita non «childless» ma «childfree», non «senza figli» ma «libera».

Io invito i lettori a leggere l’intero articolo della Natale e mi permetto un’osservazione: sostituire il termine chldless con childfree mi sembra accettabile dal punto di vista semantico ma non condivido che si consideri un figlio come una catena che toglie la libertà. Insomma, libera dai figli non è sinonimo di libertà assoluta, semmai di una libera scelta.
E poi ‘sto childfree mi fa pensare alle caramelle: come le vuoi, con lo zucchero o sugarfree? E la tua vita come la vuoi? Senza zucchero, grazie.

31 maggio 2013

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: NEGLI USA BOOM DI NASCITE GRAZIE A SANDY

Posted in attualità, famiglia, figli, La buona notizia del venerdì, web tagged , , , , , , , , , , a 1:24 pm di marisamoles

rosa e celeste

Accolgo volentieri l’iniziativa proposta da Laurin42 che invita gli amici blogger a pubblicare, ogni venerdì, delle buone notizie. Spero di riuscire a mantenere questo piacevole impegno anche in futuro. Le buone notizie, infatti, ci sono, anche se troppo spesso vengono sommerse da quelle brutte o bruttissime che non vorremmo mai leggere sui giornali o apprendere dai notiziari tv.
Ovviamente estendo l’invito a tutti voi che leggete e avete un blog. Credo, infatti, che lo spirito dell’iniziativa sia contagiare il prossimo con un po’ di buonumore. Citando Laura stessa:

Possiamo come gruppo generare una forma pensiero che possa navigare nel web colorata come infiniti arcobaleni, vibrante di sensazioni ed emozioni, sonora come una orchestra perfettamente accordata…
Una forma pensiero attrae chi è in sintonia e diventa una energia positiva per molti, ma molti, molti di più…per tutti
.

Una volta si diceva che chi aveva tanti figli non possedeva un televisore. Ora come ora, visto il calo delle nascite, specie in Italia ma in genere in tutti i paesi più “ricchi”, si potrebbe pensare che le coppie guardino un po’ troppa tv. Ci sono, tuttavia, delle eccezioni: può succedere che si assista ad un boom di nascite grazie a … Sandy, l’uragano che, nel novembre scorso, ha colpito l’area fra il New Jersey, New York e il Connecticut.

Negli ospedali americani della zona colpita dalla calamità, stimata tra le più spaventose che il continente nordamericano abbia mai visto, tra luglio e agosto è atteso un aumento delle nascite del 20-30%. Galeotto fu l’uragano, dunque, o per meglio dire il black out che ne è seguito. Ma non è sempre stato così.

Questo tipo di calamità, infatti, è abbastanza frequente in quelle zone e anche l’interruzione dell’energia elettrica. La stessa città di New York è stata colpita da gravi black out nel 1965, nel 1977 e nel 2003. Anche allora si ipotizzò un aumento di natalità che, però, non si verificò. Invece un boom di nascite c’è stato in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001: fu la naturale reazione al dolore causato dal terrorismo, quasi si volesse cercare un conforto, riponendo la speranza di un futuro migliore nella vita e nell’amore.

Ma Sandy fu un evento particolare, come si è detto. Mentre i black out del passato erano durati al massimo un paio di giorni, l’uragano del novembre 2012 causò un’interruzione di energia elettrica molto più duratura che coinvolse decine di migliaia di persone: 600 mila a Manhattan, 500 mila nel New Jersey, 400 mila nel Connecticut. Se si pensa che moltissimi negli USA vivono in grattacieli altissimi in cui, senza elettricità e quindi senza la possibilità di usare l’ascensore, si è praticamente prigionieri, qualcosa da fare in casa si doveva per forza trovare. Senza contare che il riscaldamento in tilt costrinse le persone ad utilizzare il calore umano sicché …

Viva la vita, allora! E che tanti fiocchi azzurri e rosa colorino le strade di New York e le altre città colpite da Sandy. E dire che normalmente un uragano semina morte e distruzione.

[fonte: Il Gazzettino]

E ora un piccolo omaggio a chi come me, negli anni Ottanta, ha sognato i capelli ricci e i pantacollant effetto pelle di Olivia Newton Jones, la dolce e romantica (prima della trasformazione) Sandy di Grease

10 gennaio 2013

ALESSANDRA MARTINES MAMMA A (QUASI) 50 ANNI … MA HUGO E’ NATO IN OTTOBRE!

Posted in attualità, bambini, donne, figli, vip tagged , , , , , , , , , a 7:23 pm di marisamoles

martines mamma
Le voci sul parto della quasi cinquantenne Alessandra Martines si rincorrono sul web da settimane. La notizia, smentita dalla diretta interessata, più quotata è che la ballerina e attrice italiana avrebbe dato alla luce il piccolo Hugo la notte di Natale. Invece, come lei stessa dichiara (almeno secondo quanto riportato da Vanity Fair, cui la Martines aveva concesso un’intervista annunciando il prossimo arrivo del piccolo), il figlio, che è nato dalla relazione con il 29enne Cyril Descours, attore francese, è stato partorito il 26 ottobre scorso.

Sul parto, avvenuto a Parigi, nella stessa clinica in cui Carla Bruni ha dato alla luce la secondogenita Giulia, avuta dall’ex Presidente Nicolas Sarkozy, è stato tenuto il segreto per timore dell’assalto da parte dei paparazzi.

Mamma e papà sono al settimo cielo. La Martines, che avrebbe dovuto partecipare come giurata alla versione francese di Ballando con le stelle, spiega che la falsa data del parto nasce da un equivoco legato proprio alla trasmissione cui, a causa della gravidanza, aveva dato forfait: «L’equivoco si è creato perché durante lo speciale natalizio di Danse avec les stars su TF1, il presentatore Vincent Cerutti mi ha fatto in diretta le congratulazioni per la nascita del bambino. Mi è molto affezionato perché l’anno scorso io stessa ero nella giuria del programma e quest’anno ho dovuto rinunciare proprio a causa della gravidanza».

Auguri, dunque, anche se in ritardo, alla bella mamma e al fortunato papà. Non è il momento delle polemiche quindi mi astengo dal commentare il lieto evento. D’altra parte l’ho già fatto in questo post alla cui lettura rimando chi fosse interessato a conoscere il mio punto di vista su queste mamme attempate … seppur splendide, come effettivamente è Alessandra Martines.

[notizia e foto da Vanity Fair]

2 gennaio 2013

NUOVI NATI A PADOVA: SUL BRACCIALETTO AL SECONDO GENITORE LA SCRITTA “PARTNER” AL POSTO DI PAPA’

Posted in bambini, famiglia tagged , , , , , , , , , a 12:43 pm di marisamoles

cullaDa anni nella clinica ostetrica dell’ospedale di Padova viene assegnato un braccialetto identificativo a mammma e neonato. E fin qui nulla di strano. La cosa bizzarra è che, su richiesta, la clinica fornisce anche un braccialetto per il papà.

Due mesi fa, di fronte ad una coppia omosessuale, la compagna della puerpera, che come “padre” ha indicato nome e cognome dell’amica, ha rifiutato il braccialetto con la scritta “papà”. La direzione dell’ospedale, allora, ha pensato ad una soluzione che, in teoria, non dovrebbe scontentare nessuno: la scritta “papà” sul braccialetto è stata sostituita con quella di “partner”.

«Ormai non si può più ragionare in modo tradizionale – ha spiegato il primario Giovanni Battista Nardelli -, abbiamo preso questa decisione per non offendere la sensibilità di nessuno».

Ma io chiedo: vi pare che con tutti i problemi che ci sono, uno (anzi, una) si impunti per la scritta su un braccialetto?
Oltre tutto, visto che l’assegnazione al “papà” non è obbligatoria e non ha nemmeno senso (in fondo il braccialetto viene assegnato alla puerpera per evitare “scambi” di neonati in culla), non mi pare proprio il caso che i veri papà si trovino sul braccialetto la scritta neutra e per di più straniera (anche se comunemente utilizzata al posto di “compagno/a”) di “partner”. Mi pare, inoltre, incoerente con l’obiettivo prefissato di non offendere la sensibilità di nessuno. E quella dei padri veri? Mi sembra non sia tenuta in grande considerazione.

[fonte: Corrieredelveneto]

12 agosto 2012

NINNA NANNA, NINNA OH, QUESTA BIMBA A CHI LA DO …

Posted in bambini, cronaca, donne tagged , , , , , a 11:02 am di marisamoles

Incredibile: una giovane donna partorisce e tre giovani uomini, ben tre dico, si presentano in ospedale rivendicando la paternità e si azzuffano. I sanitari hanno dovuto chiamare i Carabinieri.

Il singolare episodio, degno di una trama da film, è accaduto all’ospedale Civico di Palermo. I tre sono stati zittiti solo quando la puerpera ha indicato il vero padre. Gli altri due “pretendenti”, dopo una fugace occhiata, hanno girato i tacchi.
Che dite, chiederanno il test del DNA? Per me sì.

[fonte: Il Corriere; immagine da questo sito]

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