LA “SIGNORINA” DI MARCO CARTA … CONQUISTA IL MIO CUORE

Non avrei mai pensato di essere conquistata da una canzone di Marco Carta. Non dopo averlo “massacrato” per bene negli articoli scritti in seguito alla sua vittoria al Festival di Sanremo. Su questo, però, non ho cambiato idea; cioé sul fatto che non meritasse di vincere la gara, considerato che la sua vittoria è stata determinata dai voti delle ragazzine … ma di questo ho già parlato, quindi è inutile che mi ripeta.

Ma com’è che Marco mi ha conquistata? È successo un po’ per caso. Non ascolto molto la musica, non ne ho il tempo. Ma mentre sono in auto mi piace ascoltare la radio, anche se, in verità, il tragitto è talmente breve che spesso non riesco a sentire nemmeno una canzone intera. Dipende dal traffico, ovviamente. Ieri pomeriggio la strada era libera e, proprio mentre infilavo il cancello di scuola, sento le note di una canzone orecchiabile e gradevole; parlava di una “signorina”, di brividi, di mani che si sforano, occhi azzurri … sarà che sono stressata, in questo periodo, dagli innumerevoli impegni di lavoro, ma quella canzone, mai sentita prima, mi ha fatto tornare indietro di parecchi anni. Quando si ha la mia età, ogni ricordo di “gioventù” diventa particolarmente commovente. Se poi ci aggiungiamo il fatto che è primavera, il sole comincia ad accarrezzarci il viso con i suoi raggi non più tiepidi ma decisamente caldi, sentiamo gli uccellini cinguettare, vediamo la natura risvegliarsi dal torpore invernale … insomma, tutto ciò in aggiunta alle gradevoli note di una canzone che sembra un pezzo della nostra storia, non può che commuoverci.

Tornando al brano musicale, non sapevo chi cantasse la canzone in questione, anche se da alcune tonalità avevo intuito che l’interprete potesse essere proprio Marco Carta. C’è da dire che, nonostante gli sforzi fatti dalla bravissima Fioretta Mari, insegnante di dizione ad “Amici”, le vocali “sardicheggianti” di Marco rimangono inconfondibili anche quando canta. Ma non volevo credere che fosse lui il cantante soprattutto perché la frequenza su cui ero sintonizzata era quella di RDS che, notoriamente, snobba gli “amici” di Maria De Filippi. In breve, gli impegni pomeridiani mi hanno del tutto allontanata da quel pensiero … non che meritasse tutta questa attenzione, ma comunque ne ho cancellato il ricordo. Almeno fino a questo pomeriggio.

In un attimo di pausa dal lavoro, ho acceso la radio e chi ti sento? Di nuovo lo stesso cantante e l’identica canzone. Visto che ero già connessa ad Internet ho soddisfatto subito la mia curiosità: meno male che c’è Google, lui ha sempre la risposta pronta. In breve ho scoperto che si tratta in effetti di una canzone di Marco Carta, conosciuta come la “sua signorina” anche se il titolo è un altro: “Dentro ad ogni brivido“. E bravo Marco! Questa volta i brividi me li hai proprio fatti venire. Anche se, devo ammettere, la melodia del ritornello mi ricorda qualche vecchia aria … ma come dice Vessicchio, “le canzoni italiane si fondano su luoghi comuni”. E come possiamo contraddirlo?

Ok, allora non è che ho proprio cambiato opinione su Marco; diciamo che la canzone mi piace. Stop. Magari in futuro mi capiterà di ascoltare un pezzo di Valerio Scanu, senza sapere che il cantante è lui, e mi conquisterà. Mi sembra improbabile, ma mai dire mai.

Per i fans di Marco o per chi, come me, semplicemente ama questa canzone anche se non il cantante, ecco il video:

LAPSUS FREUDIANO DEL TG1 SU MARCO CARTA … IL VIDEO

Dopo le basse insinuazioni relative alla sessualità di Marco Carta, in seguito alla diffusione di alcune foto osé, ora il TG1, ovvero i “sottotitolatori”, incappano in un vero e proprio lapsus freudiano. Il “povero” Marco, infatti, nel sottotitolo dell’intervista diventa “MARCA”. Che altro dire? Meglio guardarsi il video.

MARCO CARTA APRIRÀ IL CONCERTO LONDINESE DI MICHAEL JACKSON … MA È UN PESCE D’APRILE

pesce_aprileLeggo su tgcom.it che Marco Carta, vincitore dell’ultimo Sanremo, nonché della scorsa edizione di “Amici”, è stato notato dal produttore William Shrak che, contattato Michael Jackson, gli ha fatto ascoltare dei pezzi del cantante sardo. “Ti rincontrerò” e “La forza mia” sono particolarmente piaciuti al cantante internazionale, tanto da scritturare Carta per l’apertura del suo concerto londinese, previsto per il prossimo luglio.

Inutile dire che Marco è al settimo cielo e, insieme a lui, potranno gioire tutti i suoi fans. È vero che io non appartengo a tale schiera, tuttavia riporto volentieri la notizia perché, qualora fosse vera – qualche dubbio, lo ammetto, ce l’ho – sarebbe davvero clamorosa. Una rivincita enorme per il cantante, dopo le polemiche che hanno accompagnato la sua vittoria al Festival della Canzone Italiana. Tuttavia, a me qualche interrogativo rimane: visto che il produttore di Marco è Paolo Carta, che non è il fratello del cantante ma il compagno di Laura Pausini, e visto che la “Laura nazionale” è una delle interpreti più conosciute all’estero, che ci sia il suo zampino anche in questo colpaccio?

Per i sostenitori di Carta, qualora volessero seguire l’avventura londinese del loro beniamino, e anche per i fan di Michael rendo noto il programma dei concerti di Jackson: dall’8 luglio al 3 agosto si esibirà nella capitale inglese, a giorni alterni, ma i concerti, 44 in tutto, continueranno fino a settembre, per poi riprendere dal 7 gennaio al 12 febbraio. È possibile che Carta apra tutti i 44 concerti di Jackson che, non solo ha voluto sentire i suoi pezzi, ma anche visionare dei video. Pare, poi, che Jacko osservando Marco abbia detto: “Sguscia sul palco come un’anguilla”, riferendosi alla presenza scenica del cantante sardo. E sembra addirittura che Michael, che già aveva notato Marco, abbia sciolto le riserve dopo averlo visto nella prima esibizione a Sanremo. Sarà, ma io comunque mi chiedo: Jackson non ha altro da fare che interessarsi proprio ad un cantante esordiente e sicuramente mai sentito nominare all’estero? Forse qui c’è anche un altro zampino, quello della De Filippi; magari ha mandato lei a Shrak, se non proprio al cantante americano, i video del suo pupillo.

In ogni caso, la carriera di un “ex amico” di Maria sarebbe davvero in ascesa, oltre alle normali aspettative. Che sia di buon auspicio anche alla nuova “amica”: Alessandra Amoroso. Lei ha già dichiarato che andare a Sanremo non le dispiacerebbe. Beh, se il palcoscenico dell’Ariston si trasforma in un trampolino di lancio verso la fama internazionale, le auguro di poter passare in breve tempo dai mediterranei lidi pugliesi a quelli oceanici.

All’ultimo mi assale un altro dubbio: e se fosse un pesce d’aprile? Non mio, comunque, visto che la notizia sul sito di tgcom.mediaset.it c’è davvero. Guardare per credere!

LA COPERTINA DI TV SORRISI E CANZONI: LA PREMIATA DITTA DE FILIPPI-BONOLIS CON MARCO CARTA

c_R Sc9_cop SAn_2a CARTA_LCol

Se qualcuno aveva ancora dubbi sullo scontato trionfo di Marco Carta al Festival di Sanremo, grazie all’ “appoggio” di Maria De Filippi e l’amicizia tra la signora Costanzo e Paolo Bonolis, ecco che la copertina di TV Sorrisi e Canzoni parla da sola: il tripudio di RAISET, ovvero il palcoscenico dell’Ariston divenuto succursale di Mediaset.

Non commento oltre ma rimando i lettori al precedente post

MARCO CARTA VINCE IL FESTIVAL: SANREMO FRATELLO DI “AMICI” E MARIA LA MADRE

08_sanremo2009_marco_carta_ansa

A Sanremo i pronostici, si sa, valgono fino ad un certo punto. Superfavoriti dopo la prima puntata erano Dolcenera, poi nemmeno ammessa alla finale, pur cantando un pezzo bellissimo con una voce straordinaria, e Francesco Renga, mio mito, che non è stato incluso nemmeno nei primi tre.
Non solo, sembrava che Povia, con tutte le polemiche iniziate già prima del Festival e proseguite per tutta la sua durata, non sarebbe nemmeno arrivato sul podio nella serata finale. Eppure là sopra c’è salito anche se, onestamente, non certo per le sue virtù canore e nemmeno per il testo della canzone, abbastanza mediocre e scontato.
Nessuno, probabilmente, immaginava che la vittoria alla fine sarebbe andata a Marco Carta, già vincitore di “Amici” 2008. Credo che per chi segue la trasmissione di Maria De Filippi non fosse uno sconosciuto, anche perché la sua vittoria, allora immeritata se non altro per l’atteggiamento arrogante e presuntuoso e per il talento mediocre dimostrati, era stata al centro di polemiche da parte di molti detrattori

Non so quanti, come me, ieri sera, alle ultime battute di quell’interminabile maratona che da anni è diventato il festival, abbiano fatto una riflessione sulla strana coincidenza della contemporanea presenza sul palco, assieme al vincitore, di Maria De Filippi. Già, proprio lei, scopritrice del soggetto in questione e, in qualche modo, suo “mentore”. Non solo, a me è parso che il palcoscenico sanremese fosse una succursale di Mediaset: la De Filippi e Bonolis con l’inseparabile Luca Laurenti che hanno trasformato l’evento canoro in una serie di scenette sullo stile “Gianni e Pinotto”. Senza contare lo show canoro dei due inseparabili amici che, in altri tempi, non sarebbe stato ammesso all’interno di una manifestazione che dovrebbe avere come protagoniste canzoni italiane rigorosamente in gara. In tempi meno sospetti, infatti, gli ospiti erano sempre stranieri e cantavano per lo più in inglese per far sì che il bel canto italiano avesse come spazio esclusivo quello della gara.

Uno show del tutto insolito, quindi, quello organizzato da Bonolis e pianificato nei minimi particolari, compresi gli interventi estemporanei di Grillini, contro Povia, e della porno attrice Laura Perego con tanto di bodypainting. Che c’entrava quell’uscita e, soprattutto, la presenza delle conigliette di PlayBoy al seguito del “padrino” ancora non l’ho capito. Ma il dubbio che la spontaneità di tali manifestazioni non fosse poi tanto reale a me è venuto e credo anche ad altri. Fin dall’inizio questo Sanremo è stato etichettato come una sorta di riscatto dai fallimenti degli ultimi anni, e Bonolis è fin da subito apparso come una specie di “presentatore alla riscossa”.

Tornando al vincitore, non mi spiego come mai Marco Carta sia stato ammesso alla gara tra i big: qualcuno oltre ai fans della De Filippi lo conosceva? Ma anche ammettendo che fosse conosciuto ad una cerchia meno ristretta di telespettatori, perché allora Karima, che aveva fatto parte del cast di “Amici” nel 2006, arrivando seconda, e che ha alle spalle un’attività musicale iniziata in tenera età (alle elementari già cantava, ha fatto parte di un coro gospel, partecipato ad un musical e fatto serate jazz) è stata fatta rientrare nella categoria “Nuove Proposte”? Oppure, perché una cantante di 62 anni, Iskra, con una carriera ultradecennale nel ruolo di corista di Lucio Dalla e un’esperienza canora sicuramente più consolidata del poco più che ventenne Marco Carta, è stata costretta a concorrere con ragazzi giovani che potrebbero essere suoi nipoti? La differenza, forse, sta nel fatto che il vincitore ha già ottenuto un disco di platino con il disco “Ti rincontrerò”? Ma se facciamo un confronto con un’altra rivelazione 2008, Giusy Ferreri, mi chiedo quanti sappiano intonare due note del pezzo di Carta e quanti conoscano almeno l’intero ritornello di “Non ti scordar mai di me”.

Non so se una “raccomandazione” di Maria sia servita a far cantare Marco Carta tra i big, non so se nella sua vittoria ci possa essere lo “zampino” della madrina in questione, ma il festival quest’anno, pur avendo visto solo mezzora sul totale delle puntate, mi ha dato l’impressione che fosse più che mai “costruito”, che nulla fosse spontaneo e che si sia puntato sui colpi di scena e sulle ospitate alla Benigni per alzare l’audience. Insomma, ho il sospetto che la Rai si sia piegata alla volontà di Mediset, che Sanremo sia una sorta di figlio di Maria, De Filippi naturalmente, e che anche a livello qualitativo, fatte le dovute eccezioni, si sia rivelato una specie di Amici Bis. Se faccio, poi, un confronto tra la performance del vincitore con quelle di alcuni cantanti dell’attuale edizione di “Amici”, compreso il povero e tenerissimo, nonché bistrattato, Mario, non c’è proprio paragone. Per il prossimo anno mi aspetto qualcuno di loro sul palco dell’Ariston … magari non Valerio, per favore.