500.000

Mezzo milione di visualizzazioni: un traguardo che non avrei mai osato sperare. Eppure oggi, alle 22 e 18, è diventato realtà.

GRAZIE A TUTTI I MIEI LETTORI. GRAZIE DI CUORE.

[immagine da questo sito]

2010 IN REVIEW by WordPress

PUBBLICO IL POST CHE WORDPRESS MI HA INVIATO PER CONGRATULARSI CON ME PER IL SUCCESSO DEL MIO BLOG NEL 2010.

THANKS, WORDPRESS. I’M VERY HAPPY! 🙂

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

We think you did great!

Crunchy numbers

Featured image

The Louvre Museum has 8.5 million visitors per year. This blog was viewed about 320,000 times in 2010. If it were an exhibit at The Louvre Museum, it would take 14 days for that many people to see it.

In 2010, there were 296 new posts, growing the total archive of this blog to 524 posts. There were 514 pictures uploaded, taking up a total of 29mb. That’s about 1 pictures per day.

The busiest day of the year was February 28th with 7.719 views. The most popular post that day was LORENZO CRESPI-SHOW A “BALLANDO CON LE STELLE”: POLEMICHE SENZA FINE, LASCIA LA GARA ED E’ ELIMINATO.

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were oknotizie.virgilio.it, liquida.it, it.wordpress.com, wikio.it, and search.conduit.com.

Some visitors came searching, mostly for mare, babbo natale, leopardi, immagini di babbo natale, and moglie di francesco cossiga.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

LORENZO CRESPI-SHOW A “BALLANDO CON LE STELLE”: POLEMICHE SENZA FINE, LASCIA LA GARA ED E’ ELIMINATO February 2010
63 comments

2

POLEMICHE A “BALLANDO CON LE STELLE”: LORENZO CRESPI VS RAZ DEGAN February 2010
42 comments

3

LA MOGLIE DI COSSIGA August 2010
19 comments

4

DA SAN NICOLO’ A BABBO NATALE: LA LEGGENDA DI SANTA CLAUS December 2009
9 comments

5

“VITA”: GIGI D’ALESSIO DEDICA UNA CANZONE AL FIGLIO ANDREA. IL VIDEO April 2010
27 comments

Some of your most popular posts were written before 2010. Your writing has staying power!

“NATALE” DI GIUSEPPE UNGARETTI

La poesia è stata scritta durante una licenza che il poeta trascorse a Napoli in casa di amici. Appartiene alla raccolta “Allegria di Naufragi”, apparsa nel 1919 e diventata, nel 1931, “L’Allegria”.
Emerge nel testo la tristezza del poeta che ha ancora nella mente le immagini strazianti della guerra da lui vissuta in prima linea. La frammentazione dei versi dà l’idea di un singhiozzo e rimanda ai lettori l’immagine di un animo lacerato da profonde ferite che paiono non volersi rimarginare. La stanchezza di cui parla non è solo quella fisica, è soprattutto morale; l’apatia che traspare dai versi è la condizione dell’uomo che soffre e che non ha nemmeno la forza di apprezzare la compagnia consolatoria di persone amiche.
Il tono triste dei primi versi apparentemente contrasta con l’immagine del caminetto, in cui il fumo sembra divertirsi a fare “quattro capriole”, le sole compagne del poeta. Ma ad una lettura attenta si comprende che nel Natale Ungaretti vede solo un momento di pausa dopo l’agghiacciante esperienza vissuta in trincea, non un periodo di vera distensione dalle sue preoccupazioni.

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare
.

BUON NATALE AI MIEI LETTORI

natale_notteMeno di tre mesi fa, quando ho deciso di aprire un blog, non avrei mai pensato di scrivere un post come questo. Non sapevo, infatti, cosa volesse dire avere un blog; mi sembrava solo uno strumento utile per passare dei materiali ai miei studenti, evitando così di fare un mare di fotocopie che, poi, pochi tengono con cura e molti cestinano appena esco dall’aula.

Ricordo che, dopo aver atteso invano un commento per qualche settimana, ho pregato mia nipote Sabrina di inviarmene uno, tanto per vedere l’effetto che faceva.
Ancora non avevo capito che dalla mia dashboard potevo controllare le visite e sapere, in questo modo, quanti leggevano i miei articoli. Per curiosità e per vedere come funzionavano gli altri, ho iniziato a farmi un “giro per blog” e a commentare gli articoli. Così mi si è aperto un mondo fino ad allora sconosciuto e ho iniziato ad avere i primi “amici”. Ho approfittato, insomma, dei commenti per farmi un po’ di pubblicità, lasciando qui e là il link del mio sito. E i primi commenti finalmente sono arrivati.

Sono passate di qua tante persone: alcuni hanno lasciato di sé solo fugaci segni, altri sono stati lettori e commentatori assidui per un periodo e poi sono spariti, altri ancora si mantengono in contatto con me facendosi sentire di tanto in tanto.
Non potendo ringraziare tutti i lettori che di sé non hanno lasciato traccia, pur sfogliando le mie pagine, farò cenno a quelli che, con i  commenti, hanno preso “forma” e “vita” attraverso le loro parole.

Ringrazio Franco, il più assiduo dei miei commentatori, con cui ho conversato sulla scuola, sugli studenti e le loro famiglie, sul loro modo di essere a volte così indecifrabile, sulla loro scarsa attitudine a rispettare le regole. Ha parlato della sua esperienza di padre, dichiarandosi poco disposto a rinunciare ad educare i figli anche se diventati grandi; mi sono aperta a lui facendo riferimento alla mia lotta quotidiana con gli allievi, parlando delle loro manifestazioni di dissenso riguardo la legge Gelmini, anche quando della legge non ne sapevano nulla. Non lo sento da un po’; mi piacerebbe si rifacesse vivo.

È passato di qua anche Matteo, studente ventenne assai sagace, attento osservatore del mondo che del mondo dà interpretazioni molto personali, forse non tutte condivisibili ma senz’altro apprezzabili. Forse per lui, che si definisce ateo, il Natale non ha poi molta importanza ma sarà pur sempre una festa, come tante altre, illuminata da luci inconsuete e rallegrata da variopinti regali che stanno lì, sotto l’albero, in attesa di essere scartati
Poi c’è Andrea, insegnante di latino, appassionato ma preoccupato perché rischia di perdere il posto. Un precario, come tanti, ma dotato di una rara capacità di difendere il suo punto di vista senza urlare, ragionando, sostenendo un dibattito civile. Si è affacciato al mio blog con tono formale, dandomi del Lei, tanto che ho dovuto invitarlo a darmi del tu, per non sentirmi in imbarazzo. Uno spirito critico raro, una lucidità nel ragionamento che tuttavia lascia intravedere qualche sprazzo di fragilità. È questo che lo rende umano, vicino anche se lontano, e non un prodotto “preconfezionato” come tanti, troppi, che nei commenti sanno solo ripetere quello che assai spesso si sente in giro.

Paolo è uno studente con la passione del latino. Per la verità, lui il latino al liceo non lo digeriva e ora, da universitario, si dà un gran daffare per trovare un metodo veloce per apprendere questa lingua antica che per molti è un inutile fardello. Con grande zelo e infinita pazienza sta elaborando un suo metodo, lo chiama “indicizzazione” e, secondo lui, può evitare agli studenti l’ossessionante ripetizione mnemonica delle declinazioni e delle coniugazioni. Lodo il suo impegno e apprezzo il suo sforzo: gli auguro che un giorno sui manuali scolastici si legga il suo nome.

Marko è un altro blogger, anzi per me è il Blogger con la B maiuscola perché è grazie a lui che i commenti sul mio hanno preso l’avvio. In verità lui non ha lasciato tante tracce di sé qua, ma abbiamo a lungo conversato sulla scuola, i decreti e la riforma sul suo sito. È lui che mi ha insegnato, in un certo qual senso, la gestione civile dei commenti, ad essere una padrona di casa rispettosa delle altrui opinioni ma anche energica nel difendere le mie, con un po’ di garbo è un po’ d’ironia. Ricordo che un lettore l’ha definito “blogghettaro” e Marko si è divertito un mondo. Perché è questo lo spirito giusto di un blogger: immaginate quanto diverrebbe faticoso gestire un blog se non ci fosse anche il lato gioioso e un minimo di divertimento.

Di qui è passato recentemente anche Ronbo, ma oggi stesso mi ha promesso che smetterà di commentare. Il fatto è che non riusciamo a trovare un punto d’incontro, anche se ho la vaga impressione che lo risentirò. In fondo, da buona padrona di casa, ho cercato di difendere le mie opinioni senza arroganza e presunzione. Una lezione di civiltà, di tanto in tanto, non guasta.

Un altro insegnante, questa volta di scienze, mi ha fatto visita: Antonio ha espresso la sua soddisfazione perché la sua materia con la riforma avrà più spazio al liceo scientifico. Anche se stiamo su due fronti opposti, il dibattito fra noi è stato impostato sulla condivisione di molti giudizi generali sulla scuola, a dimostrazione del fatto che se è vero che ognuno tira l’acqua al suo mulino, non è poi così scontato che ci si debba scontrare per difendere il proprio pensiero senza lasciare spazio alle opinioni altrui.

Tracce appena hanno lasciato altri lettori: Claudia, Giulio, Lavyrtuosa, Elysabetta, Doza, Gullo … qualcuno ha espresso parole di lode, altri di critica. Ma va bene così: che male c’è ad essere sinceri? Il bello del commentare sul blog è la libertà di scegliere se continuare un discorso appena iniziato o di interromperlo subito per mancanza di feeling con il proprio interlocutore.
Due parole le vorrei spendere per Marco, mio omonimo. È stato bello conoscere una persona che porta il mio stesso cognome, sapere che non è uno dei tanti … in fondo, non ci chiamiamo Rossi!
Poi vorrei citare Teresa che apprezza il mio modo di scrivere e attende di leggermi su carta stampata … quando mi deciderò a pubblicare il mio libro. Non so se mai verrà quel giorno, ma mi piacerebbe risentirla prima di allora.

Un pensiero particolare va a Luky: è passato di qua come una meteora, leggendo avidamente molti articoli, scegliendo quelli più di suo gusto e lasciando commenti a raffica. Dopo un paio di giorni, il silenzio. Mi è parso un bimbo che gioiosamente si trastulla con un giocattolo nuovo, ma ben presto se ne dimentica e lo lascia in un angolo. Spero che torni a trovarmi, anche se con lui ho un rapporto particolare, non mi è sconosciuto come gli altri: è mio nipote. Anche a lui va il mio grazie, soprattutto per aver voluto conoscere di me un lato ancora ignoto.

Infine, ringrazio i miei due allievi coraggiosi: José e Giovanni. Serio, pacato, dotato di una buona capacità di analisi l’uno; distratto e svagato, proprio come fra i banchi di scuola, l’altro. Lodevoli entrambi per aver avuto il coraggio di scrivermi e, soprattutto, di leggermi … per una volta almeno, visto che sono io quella che di solito legge i loro scritti! Spero che in futuro anche i loro compagni possano divenire miei interlocutori … non solo in un’aula scolastica.

A tutti, ma proprio a tutti, auguro un FELICE NATALE, da trascorrere con le persone amate, dimenticando almeno per un giorno la difficile lotta che, a volte, è la vita.