PASSEGGIATA O BLOG?

scrivereOggi, anche se siamo solo a metà febbraio, la giornata è decisamente primaverile. Temperatura mite, il sole che scalda l’aria e asciuga l’umidità lasciata dai giorni di pioggia, giornate decisamente più lunghe… cose che scaldano il cuore e fanno venire voglia di una bella passeggiata. E invece no, invece sono nel mio studio davanti al pc e sto scrivendo questo post.

Prima di sedermi alla scrivania pensavo a quanto sia cambiata la mia vita negli ultimi mesi. Ho rallentato il ritmo e, nonostante tutto, sento una stanchezza infinita che non lascia spazio a nessuna attività in cui debba concentrarmi con la mente o che implichi uno sforzo anche minimo. Pigra? No. Demotivata, forse.

A parte ciò che è successo a casa dei miei e il rientro forzato a Trieste per tre settimane abbondanti, è proprio la routine quotidiana che non riesco a ritrovare. Complice, forse, un progetto che ho concluso ieri a scuola e che ha prosciugato tutte le mie forze, specialmente a livello intellettivo (ne parlo QUI, nella “Premessa”) ma che mi ha anche coinvolta emotivamente parecchio.

Per il resto, a scuola questo momento è tranquillo. Dalla prossima settimana inizierà la solita mitragliata di compiti, uno dietro l’altro, e la correzione non mi lascerà il tempo di respirare. Se oggi avrei potuto concedermi, dopo settimane intense di lavoro, una passeggiata in centro, dalla prossima settimana sarò agli arresti domiciliari.

E ora che sono qui davanti al monitor del pc, scrivo ma non so bene di cosa io debba parlare, cosa io abbia voglia di comunicare e soprattutto a chi.

Un tempo il blog era davvero il mio rifugio, il mio angulus, come direbbe Orazio. Ille terrarum mihi semper praeter omnes angulus ridet, scriveva in un’ode. Io il mio “angolo di terra” lo trovavo nel mio studio, 20 metri quadri di felicità.

Cercavo di dedicare alla scrittura ogni momento libero. Era il mio sfogo, un modo per rilassarmi. Qualcuno diceva “meglio andare in palestra”. Vero, ma io odio la palestra anche se so che fa tanto bene, specialmente alla mia età. E proprio questa consapevolezza mi fa odiare la palestra ancora di più. Quando ero più giovane e non ne avevo bisogno, trovavo il tempo di andare in palestra e lì trovavo la mia felicità, quello era il mio “angolo di terra”, sul materassino blu che, alla fine, arrotolavo con cura e mettevo sotto il braccio prima di recarmi nello spogliatoio. Poi, all’uscita, trovavo il mio amore ad aspettarmi e, assieme alla mia amica e il suo fidanzato, spesso rimanevamo fuori per cena. Così le calorie perse andavano a farsi benedire. Pazienza. Ero felice.

Ho aperto questo blog più di otto anni fa e, devo dire, mi ha dato molte soddisfazioni. Ricordo che qualche anno fa un lettore malevolo, mal celando un’invidia profonda, aveva insinuato che avessi qualcuno che scriveva per me. Rido pensando a Terenzio, commediografo latino, che doveva difendersi dalle accuse di essere solo un prestanome e di farsi scrivere le commedie da altri.

Scrivevo per me, ne ero convinta. Ma, come credo di aver avuto modo di dire in un altro post, sono tutte balle: nessuno scrive per se stesso, almeno non su una piattaforma pubblica. Insomma, il blog non è il diario segreto cui, da ragazza, affidavo le mie più intime confidenze, richiudendolo accuratamente con il lucchetto in attesa di riempire ancora un’altra pagina, e un’altra ancora.

Da ragazza scrivevo molte lettere, avevo tanti amici di penna, qualche amore lontano… lettere che emanavano il profumo dell’altro. E poi l’attesa della risposta, l’invio di un’altra missiva… tempi lontani, fatti di cose buone, genuine, spontanee. Adesso, pensando a chi scrive sul web, soprattutto a chi frequenta i social, realizzo che spesso i commenti sono cattivi, a volte le adulazioni sono troppo evidenti, altre l’autoreferenzialità è davvero eccessiva. Forse i blog ancora si salvano ma per essere vivi, veramente vivi, devono avere dei lettori.

Non ho mai badato ai like, non ho mai contato i commenti. Ricordo quanto un tempo mi pesasse rispondere a tutti, con puntualità, in modo tempestivo. Occupavo ogni momento libero, perfino le ore buche a scuola, quelle non pagate che ciascuno di noi è libero di passare come meglio crede. C’è chi fa un giro in centro, chi si rifugia al bar in compagnia di un cappuccino fumante e una fragrante brioche, chi approfitta del tempo libero per correggere compiti o preparare le lezioni. Io, cappuccino e brioche a parte, ora faccio questo. Prima rispondevo ai commenti o preparavo la bozza per qualche post, approfittando di una postazione libera dotata di pc e connessione.

Ora che sto per concludere questo post, mi rendo conto di scrivere per me. Qualche volta capita. Per me che sono ancora l’amministratrice di un blog ormai silente. Certo, l’ho trascurato parecchio negli ultimi tempi e capisco che un blog ha bisogno di cura per mantenere i contatti, per ricordare agli altri che esiste. I lettori non mancano, ma i numeri non mi interessano. Molti ancora passano di qua però, nonostante i 457 follower, quasi più nessuno lascia traccia di sé.

Il sole è ormai tramontato da un pezzo, dalla scrivania vedo le luci della città che brillano e penso che forse avrei fatto meglio ad uscire. Una passeggiata sarebbe stata senz’altro più salutare di questo sfogo amaro che pochi leggeranno. Forse questa volta deciderò di chiudere. Anche se, in fondo, il web è pieno di luoghi abbandonati di cui nessuno quasi si accorge. Forse queste pagine rimarranno aperte, forse domani avrò già cambiato idea. Forse mi iscriverò in palestra o andrò dall’estetista a fare qualche massaggio. Mens sana in corpore sano.

Forse…

[immagine da questo blog]

Annunci

8 ANNI CON VOI

torta8candeline
Cari lettori, affezionati o di passaggio, questo blog oggi compie 8 anni. Dal lontano 27 settembre 2008 ad oggi ne ha fatta di strada…

Dando una scorsa ai post di “celebrazione” dei vari compleanni mi sono accorta che manca quello del settimo. Io credo che questa dimenticanza non sia casuale, anzi la ritengo un po’ freudiana. Questo blog, infatti, ha subito la crisi del settimo anno, come in tutte le coppie che si rispettano. Io e lui abbiamo passato momenti altalenanti, in particolare negli ultimi due anni. Devo dire che non ho mai pensato di chiuderlo, anche se è come se avessi preso un po’ le distanze. Non sempre ho voglia di scrivere, non sempre ho qualcosa da dire.

In questi anni ho visto blog chiudere o “spegnersi” lentamente senza un apparente perché. Ma forse c’è un’altra spiegazione a riguardo: la vita dei blog è continuamente minata dall’amplificazione che ormai sul web hanno i social network.

Io stessa, da quando sto su Twitter, dedico molto meno tempo ai blog (questo, laprofonline e summertimetogether), preferendo la pubblicazione di testi brevi (i 140 caratteri di Twitter non offrono di certo la possibilità di dilungarsi), immediatamente condivisi, se è il caso. Ho calcolato che se entro 2 minuti dalla pubblicazione di un tweet non arriva almeno una condivisione, il tweet è destinato al dimenticatoio, sarà letto ma non susciterà nessuna discussione.

Su queste pagine i lettori non mancano. Attualmente il blog ha superato 2.400.000 visualizzazioni, che non sono di certo poche. Quello che manca, invece, è la discussione. I commenti sono pochi e alla fine il blog cessa di essere un salotto e diventa un luogo silenzioso, triste.

Qualcuno dirà che scrivere non comporta necessariamente che ci siano dei lettori. Se qualcuno ama scrivere lo fa per se stesso. Balle.

Confesso che anch’io lo pensavo, all’inzio. Poi, complice anche il buon andamento del blog, ho cominciato ad apprezzare il senso di scrivere per qualcuno, trattare argomenti che possano interessare, suscitare una discussione che trasformi una pagina scritta da statica in qualcosa di dinamico. Non a caso la parola “dinamico” sottintende che ci sia una forza di fondo che dà l'”anima” ad ciò che è inanimato. Quest’anima è lo scambio di idee. Senza, il blog diventa un soliloquio.

Insomma, il blog è un po’ vecchierello e ha rallentato il ritmo. Nulla di male. Vorrà dire che in futuro cercherò di “rianimarlo” e se non centrerò l’obiettivo, pazienza. In fondo non è un lavoro, deve e vuole essere un passatempo. Così l’ho concepito all’inizio e continuerò a considerarlo tale.

Ringrazio tutti i lettori per avermi permesso di raggiungere questo traguardo e spero che continuiate a seguirmi… nonostante il mio passo sia un po’ lento.

Ciao! emoticon baci

Analisi del 2014 by WordPress

Come ogni anno, WordPress mi ha inviato il report sull’attività del blog nell’anno appena concluso. Mi piace condividere con voi quest’analisi, ringraziando tutti i lettori e commentatori assidui che hanno contribuito a rendere “grande” e speciale questo piccolo spazio.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Il Museo del Louvre riceve 8,5 milioni di visitatori ogni anno. Questo blog è stato visto circa 250.000 volte nel 2014. Se fosse un’esposizione al Louvre, ci vorrebbero circa 11 anni perché lo vedessero altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

6° COMPLEANNO DEL BLOG

torta compleanno 6 anniCari amici ( e lettori qui di passaggio), oggi questo blog compie sei anni. Tanti, considerato che non è facile tenere aperto un blog, aggiornarlo periodicamente, mantenere l’impegno preso prima di tutto con sé stessi e poi con gli altri.

Da cosa nasce l’esigenza di tenere un blog? Per quanto mi riguarda, sono una grafomane, lo sono sempre stata. Da piccola scrivevo poesie (ahimè, ho perso con il tempo la vena poetica!), tenere un diario era una consuetudine durante l’adolescenza, al liceo e all’università ho riempito quaderni di appunti, la stessa cosa ho fatto quando preparavo i concorsi a cattedra. Insomma, carta e penna sono stati i compagni di viaggio preferiti per gran parte della mia vita.

Poi è arrivato il computer. All’inizio lo odiavo, pensavo che non sarei mai stata capace di utilizzarlo. Più che altro non capivo a che cosa potesse servire, dato che avevo sempre scritto con la penna, al massimo con la macchina da scrivere …
Quando sei anni fa ho deciso di aprire questo blog (al quale sono seguiti altri due) in realtà non credevo che potesse essere una sorta di diario. Non mi piace molto parlare di me, delle mie abitudini, delle persone che amo, delle cose che faccio. Infatti, su un totale di 1177 post scritti in questo arco di tempo, solo 154 sono inclusi nella categoria “affari miei”. Però non si può dire che non mi stia sforzando di “sbottonarmi” un po’ di più rispetto agli inizi.

Molti amici hanno, nel corso del tempo, riflettuto su ciò che significa scrivere in un blog. Quasi tutti dicono che quando si scrive, lo si fa soprattutto per sé stessi. Concordo ma, soprattutto da quando si è formata una cerchia di blogger che si seguono a vicenda, quindi io seguo altri che seguono me, ho notato che a volte si è condizionati proprio dalla consapevolezza che le cose che scriviamo sono poi lette da chi conosciamo bene, e allora quello scrivere per sé stessi passa in secondo piano. Quante volte è capitato, infatti, di mettersi al pc e pensare che il post in via di pubblicazione possa piacere a Tizio più che a Caio. Ecco, secondo me questa è la fondamentale differenza tra un blog e un diario che è l’esclusivo destinatario dei nostri pensieri e delle nostre parole.

Fatto questo preambolo, mi avvio, seguendo ormai la consuetudine consolidata, a dare un po’ di numeri.

Ad oggi le visualizzazioni sono state 1.927.398. Nell’ultimo anno i click sono stati poco più di 231.000.

I commenti degli ultimi 12 mesi sono 1538 (una buona metà, comunque, sono costituiti dalla mie repliche!)

I POST PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO: 129 (caso strano ma vero: esattamente quanti ne avevo pubblicato nell’anno precedente!)

La TOP TEN dei post (accanto al titolo il numero di visualizzazioni, sempre riferite agli ultimi 12 mesi e tra parentesi l’anno di pubblicazione):

1. IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI MA È MEGLIO NON CERCARLO (2012) 13.634

2. “MIO FIGLIO È STATO BOCCIATO. MALEDETTE LE PROF”. LO SFOGO DI UNA MAMMA FURIOSA (2010) 10.668

3. MAMME CINQUANTENNI: ADESSO E’ IL TURNO DI ALESSANDRA MARTINES (2012) 6.908

4. LE DONNE DI ULISSE: PENELOPE, L’AMATA SPOSA … MA TRADITA (2010) 6.757

5. NON VIAGGIATE CON RYANAIR, SE POTETE (2011) 6.123

6. LE POESIE DEL RISORGIMENTO: “SANT’AMBROGIO” DI GIUSEPPE GIUSTI (2011) 5.742

7. LE POESIE DIMENTICATE: “L’AQUILONE” di GIOVANNI PASCOLI (2013) 5.572

8. LE DONNE DI ULISSE: L’AMANTE NINFA CALIPSO (2010) 5.317

9. LE DONNE DI ULISSE: CIRCE, L’AMANTE MAGA (2010) 5.077

10. LATINO: UN METODO PER TRADURRE (2009) 5.004

Hanno visualizzato la HOMEPAGE del blog, sempre nell’ultimo anno, 20.955 persone.

Come potete notare, nessuno dei post citati è stato scritto nel corso degli ultimi 12 mesi e ciò mi spiace molto perché mi viene da pensare che davvero la mia “vena scrittoria” si stia esaurendo …
Ad ogni modo, io tengo duro e vado avanti. Sperando, naturalmente, di avere sempre con me i lettori affezionati che mi hanno, in molte occasioni, dimostrato il loro apprezzamento e la loro stima (che contraccambio!).

Non mi resta che ringraziare i miei amici blogger, alcuni sempre presenti anche come commentatori, i lettori abituali che mi seguono fedelmente e tutti quelli che passano di qua per caso … mi auguro trovino interessante il blog diventando anche loro followers!

Ciao a tutti e … al prossimo anno per un nuovo aggiornamento sui dati!

[immagine torta da questo sito]

NON ABBIAMO MAI TEMPO PER LEGGERE? TUTTE SCUSE

1856 - Alfred Stevens (jeune femme lisant)

La lettura, in quanto occupazione inesorabilmente solitaria, implica una sensazione di egoismo che è difficile da sostenere con serenità. Una madre che esasperata dal caos domestico si chiude in cucina a stirare prenderà questo piccola azione di barricamento come legittima e giustificata; la stessa madre che si chiude marito e figli fuori dalla camera da letto per leggere mezzora in santa pace lo percepirà come un lusso che è ingiusto concedersi.

Da lettrice che ha sempre mille cose da fare e crede di non avere mai il tempo per leggere, concordo pienamente con questa riflessione di Matteo B. Bianchi (QUI potete leggere l’intero articolo, molto interessante).

Quant’è vero che consideriamo, a volte, la lettura un lusso che non possiamo permetterci, qualcosa che ci svia dai doveri. Un piacere che, immancabilmente, viene dopo ciò che ci sentiamo obbligati a fare. Tuttavia, non pensiamo quasi mai al tempo che sprechiamo durante la giornata, quando accendiamo pigramente la tv anche se non c’è proprio nulla di interessante da vedere, oppure quando stiamo incollati davanti al monitor del pc in attesa di qualcosa di interessante da scoprire.

Concedersi il lusso della lettura, sottraendo il tempo ai doveri, non è cosa da biasimare, né dobbiamo pensare che la lettura ci impegni maggiormente, specie a livello mentale, dello stare in ozio sul divano con il televisore acceso o alla scrivania davanti al computer.

Forse dovremmo volerci un po’ più bene e regalarci qualche ora piacevole in compagnia di un buon libro. E pazienza se non riusciamo a leggere più di 10 o 20 pagine alla volta. C’è sempre il tempo per recuperare.

P.S. detto da una che trova sempre qualsiasi scusa per non leggere durante il periodo scolastico … però è anche vero che con gli occhiali da presbite mi stanco molto, dovendo già leggere o i testi scolastici o i compiti degli studenti. Aggiungo, anche se sono consapevole che possa sembrare una scusa, che faccio molta fatica a concentrarmi e quindi trovo meno impegnativo accendere la tv o stare al pc. 😦

[nell’immagine: Jeune Fille Lisant – 1856 Alfred Stevens (1823-1906) da questo sito]

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: MILANO, TRENTO E TRIESTE LE CITTÀ PIÙ ROMANTICHE D’ITALIA

donna-che-leggeOggi è San Valentino e la buona notizia non poteva che essere dedicata all’amore, anzi, al romanticismo. Qual è la città più romantica d’Italia, secondo voi? Io direi Venezia, seguita da Verona, la città dei fidanzati più famosi della letteratura nonché i più sfortunati. Ma una sosta sotto il balcone di Giulietta fa dimenticare anche il triste epilogo.

Questa notizia, però, non riguarda i luoghi preferiti dagli innamorati per il loro aspetto. Qui si parla di letture e, rimanendo in tema, ovviamente di romanzi rosa. E in questo caso, il primato della mia città natale, Trieste, mi piace un po’ meno. Capirete perché.

Amazon.it in base alla comparazione delle vendite pro capite dello scorso anno dei romanzi rosa, includendo sia gli eBook Kindle che i libri stampati, in 48 città con più di 100.000 abitanti, ha elaborato la top ten delle città più romantiche d’Italia. Eccola:

1. Milano
2. Trento
3. Trieste
4. Bolzano
5. Monza
6. Bergamo
7. Genova
8. Novara
9. Verona
10. Cagliari

La città di Giulietta e Romeo si salva per un soffio ma, come si può vedere, a Venezia il rosa non è di moda (la città lagunare si piazza al 28° posto), forse perché si preferisce vivere l’amore fra calli e canali piuttosto che sognarlo attraverso i libri.

La capitale è fuori dalla top ten per poco, piazzandosi all’11° posto, mentre un’altra città che spesso i fidanzati scelgono come meta per un week-end romantico, Firenze, è solo 22esima.

Fin qui tutto bene. La felicità di appartenere, almeno con il cuore, alla terza città più romantica dello stivale scema moltissimo quando si scorre la classifica dei romanzi rosa più venduti. Eccola:

1. Cinquanta sfumature di grigio di E. L. James
2. Cinquanta sfumature di nero di E. L. James
3. Io che amo solo te di Luca Bianchini
4. Cinquanta sfumature di rosso di E. L. James
5. Non lasciarmi andare di Jessica Sorensen
6. Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli
7. Innamorarsi a Notting Hill di Ali McNamara
8. Qualcosa di meraviglioso di Judith McNaught
9. Léonie di Sveva Casati Modignani
10. L’uragano di un batter d’ali di Sara Tessa

Nei primi quattro posti vediamo i best seller di E. L. James. Ringrazio Luca Bianchini per essersi intromesso, anche se in modo del tutto inconsapevole, e per esprimere la mia immensa gratitudine nei suoi confronti prometto pubblicamente di leggere (non credo prima della prossima estate) il suo romanzo, che poi mi sembra si trovi già nella lista che compilo diligentemente leggendo le recensioni dei miei amici blogger divoralibri.

Insomma, accontentiamoci. Stiamo parlando di romanzi rosa, mica di pietre miliari della letteratura mondiale. In ogni caso, con i tempi che corrono e la scarsa attitudine alla lettura, possiamo anche ritenerci soddisfatti. Meglio rosa che nero, almeno secondo i miei gusti.

[fonte: Affaritaliani.it; nell’immagine: Charles Edward Perugini, “Donna che legge” da questo sito]

ALTRE BUONE NOTIZIE

Il crowdfunding anche in Italia di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

NON COMMENTO MA … I LIKE


Cari lettori e webamici,

è un momento di grande lavoro per me. Le giornate corrono veloci e invece di riuscire a togliermi di mezzo qualche pacco di compiti, finisce che nel frattempo sulla scrivania si accumulino altri pacchi. 😦
In più, le riunioni pomeridiane non agevolano certo il lavoro di correzione.

Quando riesco a scrivere qualcosa, lo faccio in fretta e non come vorrei. Alla fine, mi pare cosa assai sensata non scrivere nulla.
Faccio i salti mortali tra un blog e l’altro dei miei amici, leggo in fretta gli articoli ultimogeniti (mi piace un sacco quest’espressione adottata dall’amica Diemme!), ma non sempre riesco a commentare come mi piacerebbe fare.

Per fortuna WordPress ha inventato il “pulsante” Like. Quindi, non commento ma … I like. E’ un modo per far capire ai miei blogamici che magari in una briciola di tempo riesco comunque a passare da loro.

Ai lettori non blogger chiedo scusa. Verranno momenti migliori … come disse una mia amica, riponendo in un cassetto i fermagli, dopo essersi fatta tagliare i capelli cortissimi. 🙂