28 luglio 2015

LIBRI: “LA MISURA DELLA FELICITÀ” di GABRIELLE ZEVIN

Posted in libri tagged , , , , , , , a 4:59 pm di marisamoles

PREMESSA
Quando scelgo un libro e non ho un titolo specifico da acquistare, raramente leggo la quarta di copertina, tutt’al più do una sbirciata per farmi un’idea del tema trattato. Però a volte mi lascio tentare dalla copertina. In questo caso mi ha colpito il sottotitolo
: Come una bambina insegnò a un libraio ad amare i libri. Aggiungiamo pure che nel titolo è presente la parola felicità argomento che da sempre mi attrae – ed ecco che la scelta è fatta in 30 secondi. E non mi sono pentita .

L’AUTRICE
Gabrielle-ZevinGabrielle Zevin è nata a New York il 24 ottobre 1977. Dopo la laurea ad Harvard, ha intrapreso la carriera di scrittrice e autrice cinematografica.
Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo, Margarettown, seguito a breve distanza da Elsewhere: tradotto in diciassette lingue (in italiano col titolo Benvenuti ad Altrove), nel 2006 venne nominato al Quill Award e al Barnes & Noble Book Club, e vinse il premio Borders Original Voices Award. Nello stesso anno la Zevin scrisse soggetto e sceneggiatura del film Conversations with Other Women (diretto da Hans Canosa), lavoro per il quale ha ricevuto una nomination all’Independent Spirit Award 2007. Nel 2007 ha poi pubblicato un altro romanzo famoso, Memoirs of a Teenage Amnesiac (in Italia pubblicato col titolo Non ricordo perché ti amo), da cui nel 2010 è stato tratto il film omonimo per il quale la stessa Zevin ha riscritto la sceneggiatura. Nel 2008 è uscito Love is Hell, una raccolta di storie d’amore scritte dalla Zevin e da Melissa Marr, Scott Westerfield, Justine Larbalestier e Laurie Faria Stolarz.
Nel 2014 è uscito il romanzo The Storied Life of A. J. Fikry, pubblicato in Italia con il titolo La misura della felicità dalla Casa Editrice Nord. In breve è diventato un bestseller, grazie anche al passaparola dei lettori.

la_misura_della_felicita

LA TRAMA
A.J. Fikry è un tipo alquanto scontroso, facile all’ira, tendente alla misantropia. Non è sempre stato così, lo è diventato dopo la morte della moglie. Vive ad Alice Island, luogo di poche anime e abbastanza distante dalla “civiltà”. Sarebbe un luogo ideale per un tipo solitario se non avesse a che fare con i suoi concittadini, gente pettegola che in tutti i modi cerca di occuparsi di lui, comprendendo la sua situazione, ma che Fikry ritiene solo dei ficcanaso incapaci di farsi gli affari propri.

Dopo la scomparsa della moglie adorata, A.J. prende il suo posto nell’unica libreria dell’isola, Island Books, circa 350.000 dollari di vendite all’anno, la maggior parte nei mesi estivi, ai turisti. Questo il contenuto della nota che capita tra le mani di Amelia Loman, agente librario che, seppur riluttante, si reca in quel posto sperduto, chiedendosi se ne valga davvero la pena.
Fikry, infatti, è un libraio anomalo. Tutti sanno che disprezza i libri che vende. Viste le premesse, quel viaggio sembra davvero inutile, anche se il luogo ha il suo fascino.

L’insegna sopra il portico del cottage viola in stile vittoriano è sbiadita, e per poco Amelia non passa oltre.

ISLAND BOOKS

FORNITORE ESCLUSIVO DI BUONA LETTERATURA

AD ALICE ISLAND DAL 1999

NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA; OGNI LIBRO E’ UN MONDO

[…]

La porta dell’ufficio di A.J. Fikry è chiusa. Amelia è a metà del corridoio quando la manica del suo maglione s’impiglia in una pila, e un centinaio di libri, forse di più, crolla a terra con un fragore umiliante. La porta si apre e A.J. Fikry posa lo sguardo prima sulle macerie, poi sulla gigantessa dai capelli biondo scuro che sta freneticamente cercando di reimpilare i libri. «E lei chi diavolo è?» (pag. 20 dell’edizione citata)

Il primo incontro non è un granché, in effetti, e probabilmente nessuno dei due protagonisti immagina che quel rapporto sarà destinato a trasformarsi in una bella amicizia e forse qualcosa di più …

La vita del libraio infelice è, tuttavia, destinata a cambiare: una sera, rientrando in libreria, trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all’infanzia. Tiene in mano un biglietto, scritto dalla madre e indirizzato proprio al proprietario della libreria: Questa è Maya. Ha venticinque mesi. È molto intelligente, è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice. Voglio che cresca in mezzo ai libri e con persone che s’interessano a questo genere di cose. Le voglio un bene immenso, tuttavia non posso più occuparmi di lei. Sul padre non posso contare e la mia famiglia non può aiutarmi. Sono disperata. (pag. 66 dell’edizione citata)

Nonostante il carattere burbero e per nulla propenso a lasciarsi intenerire da un ospite così inatteso, A.J. Fikry non ci mette molto a comprendere che quella bambina è davvero speciale. Naturalmente non si sa chi sia né da dove venga, nonostante in città ci siano persone pronte a testimoniare sulla sua venuta, sulla presunta maternità e anche paternità. Poco più che voci, certamente poco attendibili. L’unica cosa certa è che gli isolani reputano il libraio inadeguato a prendersi cura della piccola.

Le madri di Alice Island temono che la bambina sarà trascurata. Cosa può saperne, lui, uomo e single, di come si crescono i bambini? Colgono quindi l’occasione di passare in negozio il più spesso possibile a dispensare consigli e, qualche volta, a portare piccoli regali: abiti, coperte, giocattoli. Notano che Maya sembra sufficientemente pulita, felice e sicura di sé e ne sono assai sorprese. […]
Facendo visita alla bambina, molte comprano anche libri e riviste. A. J. comincia a tenere certi libri perché pensa che le donne vorranno discuterne. (pagg. 90-91)

Insomma, a poco a poco la libreria si anima, si forma anche un gruppo di lettura grazie all’interesse dimostrato dal commissario Lambiase che, oltre a diventare un buon amico del libraio, riuscirà a svelare i misteri che avvolgono la scomparsa della madre di Maya e a ritrovare una copia di un prezioso libro sottratto tempo addietro a Fikry.
Forse per screditare le voci, a sorpresa A.J. decide di adottare la bimba abbandonata nel suo negozio, lasciando di stucco i detestati concittadini.
Sarà la scelta vincente che gli cambierà la vita. La piccola, infatti, gli farà riscoprire il gusto per i libri e per il suo lavoro. Non solo, farà capire al suo papà che anche la felicità si può misurare.

***
Il romanzo è davvero godibile. La storia è a volte intrigante e molte parti sono dialogate, espediente che, a livello narrativo, dilata il tempo della storia, che occupa parecchi anni dall’evento iniziale, rispetto all’intreccio, soffermandosi sui momenti salienti.
Mi è piaciuta molto l’idea della Zevin di aprire ogni capitolo con una sorta di scheda in cui il protagonista racconta e commenta importanti opere letterarie presenti nel suo negozio, per trasmetterle alla piccola Maya.
Certo, non è un capolavoro della letteratura ma il romanzo merita di essere letto, specialmente d’estate (anche se io l’ho letto in pieno inverno, durante la forzata clausura). Insomma, una tipica lettura da fare sotto l’ombrellone che, ne sono certa, appassionerà molti di voi.

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20 gennaio 2015

LIBRI: “STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI” di MARKUS ZUSAK

Posted in libri tagged , , , , , , , , , a 5:39 pm di marisamoles

L’AUTORE
MarkusZusak_GBMarkus Zusak è uno scrittore australiano nato nel 1975 e vive a Sydney con la moglie e i due figli. La madre Lisa è originaria della Germania mentre il padre Helmut è di origine austriaca. Sono emigrati in Australia verso la fine degli anni ’50.
Zusak ha scritto cinque libri. I primi tre, The Underdog, Fighting Ruben Wolfe e When Dogs Cry, usciti tra il 1999 e il 2001, sono stati pubblicati in tutto il mondo e hanno vinto diversi premi. Il successo internazionale, però, è arrivato per Markus Zusak nel 2005 con la pubblicazione del romanzo La bambina che salvava i libri (in Italia ripubblicato nel 2014 con il titolo Storia di una ladra di libri; edizione di riferimento: Frassinelli, 2014), come l’omonimo film prodotto dalla Twenty Century Fox per la regia di Brian Percival.
Il romanzo si è ben presto rivelato un bestseller da otto milioni di copie nel mondo, tradotto in quaranta lingue. Dopo l’uscita del film ha riconquistato i primi posti nelle classifiche dei libri più venduti.

storia ladra libri

LA TRAMA
La storia è ambientata nella Germania nazista e ha inizio nel 1939. Ne è protagonista Liesel Meminger, una bambina di nove anni che deve fare i conti con il difficile periodo in cui è costretta a vivere: separata dalla madre, perseguitata politica, assiste alla morte del fratellino durante il viaggio in treno che l’avrebbe portata dai genitori adottivi: Hans e Rosa Hubermann. Prima di raggiungere la cittadina di Molching, dove vive la coppia, durante il funerale del fratellino si appropria di un libretto nero perduto da uno dei becchini. Il manuale del necroforo, è il titolo, un libro ben strano per attirare l’attenzione di una bimba ma a Liesel non importa: lei non sa leggere. Quel libretto però dà il via a un’autentica passione per i libri che la salverà, in tutti i sensi, dagli orrori della guerra e della brutalità umana. Non solo: da quel momento Liesel diventa una … ladra di libri. D’altronde i tempi sono quelli che sono, la povertà di certo non le può garantire di coltivare la sua passione acquistando i libri che preferisce.

La nuova vita di Liesel scorre nella Himmerlstrasse (letteralmente “la strada del paradiso”) tra le misere pareti domestiche degli Hubermann. Rosa è una donna austera, burbera, che a suo modo, senza risparmiare rimproveri alla piccola (la aggrediva verbalmente, o con un cucchiaio di legno più volte al giorno, pag. 34 dell’ed. citata), le vuole bene. E’ una donna semplice che arrotonda le magre entrate lavando e stirando la biancheria per alcune famiglie facoltose di Molching, tra le quali quella del sindaco. Hans è, al contrario della moglie, un uomo mite che fin da subito tratta Liesel con dolcezza. La piccola ne comprende subito il valore che pare sfuggire agli altri:

Liesel notò la singolarità degli occhi del suo padre adottivo. Erano fatti di bontà e d’argento. Di un argento soffice, liquido. Osservando quegli occhi Liesel comprese che Hans Hubermann valeva molto. […] Non le sarebbe staro difficile chiamarlo papà. (pagg. 34-35)

ladra libri papà

Papà fa l’imbianchino e sa suonare la fisarmonica. Nei periodi di magra, quando non può svolgere il suo mestiere, suona lo strumento – che ha una sua storia e si riallaccia ad un evento molto importante per la famiglia di Liesel- nelle osterie della cittadina.
Sarà proprio Hans ad occuparsi della figlia, a insegnarle a leggere e a incoraggiare la sua passione per i libri, anche se in un primo momento si chiede cosa possa trovare d’interessante Liesel nel Manuale del necroforo. Ma si tratta solo del primo libro rubato. Seguiranno altri furti, come quello di Un’alzata di spalle, un libro che la bambina sottrae, mezzo bruciacchiato e ancora fumante, alle fiamme di un rogo appiccato nel giorno del compleanno di Hitler, il 20 aprile 1940.

Liesel non si vergognava affatto di averlo rubato. Al contrario, il suo era un orgoglio che assomigliava più alla sensazione di avere qualcosa nel ventre. E furono rabbia e un odio cupo ad alimentare in lei il desiderio di rubarlo. […] Che cosa era accaduto, nei precedenti quattro o cinque mesi, che culminasse in una sensazione del genere?
In breve, la risposta andava dalla Himmerlstrasse al Führer all’impossibilità di scoprire dove si trovasse la sua vera madre e ritorno. (pagg. 86-87)

ladra libri biblioteca

Ma furti a parte, c’è un luogo che affascina particolarmente la piccola: la biblioteca privata del sindaco. In uno dei giri compiuti su commissione di mamma Rosa per la consegna della biancheria pulita, grazie alla moglie del sindaco, Liesel viene introdotta in questo “mondo magico” di cui non saprà più fare a meno.

A volte Liesel si domandava se dovesse limitarsi a piantare lì la donna sola, ma Ilsa Hermann era troppo interessante, e troppo forte il richiamo dei libri. Una volta le parole avevano reso impotente Liesel, ma adesso, quando sedeva sul pavimento, con la moglie del sindaco seduta alla scrivania del marito, avvertiva un’innata sensazione di potenza. Le capitava ogni volta che decifrava una nuova parola e metteva insieme una frase. (pag. 151)

Amidst the hardships of World War II Germany, Liesel (Sophie Nélisse) and her friend Rudy (Nico Liersch) find joy.

La piccola ovviamente frequenta la scuola ma non ha rapporti facili con i coetanei. L’unico vero amico è un vicino di casa, Rudy Steiner, compagno di giochi e di … furti, anche se lui ai libri preferisce di gran lunga il cibo.
Ma un nuovo amico farà parte della vita di Liesel, qualche tempo dopo. Si tratta di un ragazzo di 24 anni, Max Vandenburg, figlio di un commilitone di Hans morto durante il primo conflitto mondiale da cui il papà di Liesel si era salvato. Eric Vandenburg, papà di Max, era il proprietario della fisarmonica e aveva salvato la vita ad Hans. Quando quest’ultimo aveva cercato la moglie di Eric per restituirle lo strumento, la donna non l’aveva voluto di ritorno e l’uomo, come debito di riconoscenza, si era offerto di tinteggiare la casa qualora lei ne avesse avuto bisogno. Per essere rintracciato le aveva lasciato un biglietto con il proprio indirizzo.

Quando a Stoccarda le cose per la famiglia Vandenburg si mettono male, la madre riesce a far fuggire il figlio e lo invita a raggiungere proprio la casa di Molching. Raccolte poche cose, nasconde i documenti e l’indirizzo degli Hubermann dentro a un libro: Mein Kampf. Un libro davvero molto singolare, considerate le circostanze.
Max è, infatti, un ebreo. Hans e Rosa sanno bene cosa significhi, in quel momento, nascondere a casa un nemico di Hitler ma accettano di proteggere il giovane, di curarlo e sfamarlo, rischiando la vita e nello stesso tempo dimostrando di non aver dimenticato il debito di riconoscenza con il padre del giovane.

ladra libri max

La vita era mutata nel modo più drammatico, ma era indispensabile comportarsi come se nulla fosse accaduto.
Immaginati di sorridere dopo un ceffone; poi pensa di farlo ventiquattro ore al giorno.
Questo voleva dire nascondere un ebreo.(pag. 223)

Costretto a trascorrere le sue giornate in cantina, il giovane Max diventa inseparabile compagno di letture di Liesel. Per il suo dodicesimo compleanno, seppur in ritardo, la ragazzina riceve da Max un regalo inatteso: un libro in cui il giovane racconta alcuni momenti salienti della sua vita, compreso l’incontro con la sua nuova amica.

[…] Max aveva tagliato una serie di pagine dal Mein Kampf, verniciandole tutte di bianco. […] sulla carta gonfiatasi e spiegazzatasi sotto la vernice asciutta, incominciò a scrivere la storia, servendosi di un pennellino nero. […] Quando terminò, si servì di un coltello per forare le pagine e legarle assieme con un laccio. Ne risultò un fascicoletto di tredici pagine. (pagg. 229-230)

Il resto della storia ruota attorno a questi personaggi: Liesel, Mamma e Papà, l’amico Rudy, gli altri vicini di casa, il sindaco e la moglie, Max l’ebreo … persone che hanno un comune destino, che trascorrono l’esistenza tra la fame, la guerra, i bombardamenti. Su Monaco le bombe furono sganciate il 9 e il 10 marzo: Fu una lunga notte, di bombe e lettura. La ladra di libri aveva la bocca asciutta, ma lesse cinquantaquattro pagine. (pag. 497)
Ma la fine del mondo doveva ancora arrivare.

***
La storia di una ladra di libri è un romanzo annoverato tra i libri per ragazzi e ciò mi stupisce molto. La vicenda, è vero, ha come principali protagonisti dei ragazzini, Liesel e Rudy in primis, ma la trama va ben al di là dei giochi da ragazzi e dei furterelli di cui i due si macchiano. Sullo sfondo si muovono, infatti, le vicende che riguardano una delle più orribili pagine della Storia del Novecento e tutto ciò viene descritto attraverso lo sguardo innocente di Liesel che, vittima anch’essa, sa pensare molto meglio di tanti adulti. Il messaggio che ne cogliamo, leggendo questo romanzo, è davvero molto profondo.
A livello narrativo questo libro è particolare: voce narrante è, infatti, la Morte. Non stupisce che essa si presenti come narratore onnisciente – chi può esserlo più della morte! – che conosce la storia e approfitta del suo ruolo per anticipare alcune vicende che noi lettori avremmo forse voluto scoprire a tempo debito.
Anche dal punto grafico il romanzo si presenta in una veste non usuale: ogni capitolo è anticipato da una sorta di indice dei paragrafi e il testo narrativo è intervallato da alcune parti scritte in grassetto che hanno la funzione di elencare dei fatti, descrivere i personaggi, esplicitare alcune riflessioni dei protagonisti stessi, narrare degli eventi particolari o addirittura spiegare il significato di certi vocaboli, perlopiù quelli che colpiscono particolarmente Liesel che, durante la lettura dei suoi libri, annota diligentemente le parole che non conosce.
Circa a metà del racconto sono inserite le tredici pagine illustrate che costituiscono il “libro” donato da Max alla ragazzina.

Nel complesso a me il libro è piaciuto, anche se non posso considerarlo tra le letture più belle. Ho apprezzato maggiormente il film che ho avuto modo di guardare appena terminata la lettura del romanzo. La trasposizione è molto fedele per ciò che riguarda gli eventi principali ma tralascia molte vicende che fanno da contorno. Del resto in poco più di due ore sarebbe stato impossibile ridurre nella sceneggiatura più di 550 pagine.
Mi sento, quindi, di consigliare non solo la lettura del romanzo di Zusak ma anche di guardare il film, facilmente scaricabile dal web. Ecco il trailer.

Infine, ringrazio gli amici blogger Monique e frz40 che mi hanno invogliata a leggere questo bel libro.

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[immagini dal film tratte da questo sito]

7 settembre 2012

LIBRI: “UN REGALO DA TIFFANY” di MELISSA HILL

Posted in libri tagged , , , , , , , , , , , , a 7:29 pm di marisamoles

PREMESSA
Quest’estate ho voluto dedicarmi alle letture leggere. A prima vista questo romanzo sembra uno dei tanti scritti per “femmine stupide”, che, secondo me, è il reale significato che normalmente si attribuisce all’aggettivo “rosa”. Dopo averlo letto, però, credo che annoverarlo nella disprezzata categoria sia ingiusto.
Perché ho deciso di leggerlo dopo aver rotto le riserve che mi hanno trattenuto dall’acquisto per qualche settimana? Fondamentalmente perché il titolo mi ha fatto tornare in mente un episodio del mio passato prossimo: la visita allo show room di Tiffany all’Harrods di Londra (ne ho parlato qui). Si tratta di un posto incantevole anche se davvero piccino rispetto alla “casa madre” di New York. Credo proprio non si possano fare confronti, anche se la magia di quel luogo, con le vetrine scintillanti, le commesse elegantissime e gentilissime, tutte sorrisi e gesti aggraziati, è decisamente indimenticabile. Così come indimenticabile è quel braccialetto d’argento, una semplice catena con un piccolo ciondolo a forma di cuore, che avrei voluto tanto comperare. Mi ha trattenuta il costo che, seppur contenuto per essere un gioiello di Tiffany, era più o meno la cifra che avrei voluto sborsare a Natale per acquistare un pc portatile. Alla fine, ho rinunciato al gioiello e pure al computer. Chissà, forse il prossimo Natale …

L’AUTRICE
Melissa Hill è irlandese, sposata, ha una figlia e vive a Dublino. Assieme al marito Kevin scrive anche legal-thriller con lo pseudonimo Casey Hill.
Approda nel mondo dell’editoria relativamente tardi, nel 2003, ma i suoi romanzi diventano subito dei best sellers. L’appellativo che la Hill si è presto meritata è “la regina della trame dagli esiti imprevisti”; nei suoi romanzi “rosa”, infatti, l’autrice riesce a combinare l’emozione e l’umorismo della narrativa femminile con intrecci che non hanno nulla da invidiare ai romanzi gialli.
Un regalo da Tiffany (Newton Comton Editori, 2011) ha subito conquistato le lettrici britanniche e solo in Italia è rimasto al top della classifica dei libri più letti per otto settimane, vendendo in poco tempo più di 250mila copie.
Recentemente la Newton Comton (che si distingue, tra l’altro, per il prezzo estremamente conveniente dei suoi libri) ha pubblicato Innamorarsi a New York, l’ultimo grande successo della scrittrice irlandese. (alcune informazioni sono tratte dal risvolto di copertina del romanzo)

IL ROMANZO
Siamo alla vigilia di Natale, a New York. Due uomini si recano sulla Fifth Avenue nella gioielleria più famosa del mondo: Ethan Greene, professore di Letteratura Inglese a Londra, accompagnato dalla figlioletta Daisy, acquista uno splendido diamante da 20mila dollari con l’intenzione di chiedere alla fidanzata Vanessa, un’irlandese di famiglia modesta ma arricchita e piuttosto snob, di sposarlo; Gary Knowles, impresario edile di Dublino, compera per la sua ragazza Rachel Conti, italo-irlandese, un’imprenditrice di successo nel campo della ristorazione, un braccialetto d’argento portafortuna.

Per uno strano scherzo del destino i due pacchetti, le inconfondibili scatoline blu di Tiffany, vengono scambiati, provocando un bel po’ di apprensione e imbarazzo in Ethan e incredulità in Gary. Da parte loro, le due donne accolgono i regali con enorme sorpresa l’una, Rachel, che non si aspettava alcuna proposta di matrimonio, e forse con un po’ di delusione vanessa che certamente si augurava di ricevere in dono qualcosa di più di un braccialetto d’argento portafortuna.

Naturalmente le cose non sono affatto semplici: Ethan dovrà penare un bel po’ per riottenere il prezioso solitario, mentre Gary non viene nemmeno sfiorato dall’idea che quell’anello appartenga a qualcun altro – né ipotizza chi – e possa venire reclamato dal legittimo proprietario.

AVVISO:

la parte che segue, anche se in realtà non rivela molto della trama, potrebbe infastidire qualcuno che ha intenzione di leggere il libro e che ne vuole sapere di più. Quindi, potrebbe contenere SPOILER.

Taccio sulle vicissitudini che dovrà affrontare Ethan ma posso dire che la trama è ricca di colpi di scena. Una commedia degli equivoci che mette in risalto molto bene il carattere dei protagonisti. È per questo che vorrei dire alcune cose sui personaggi che animano questo racconto.

Ethan è un classico gentiluomo inglese. Vedovo da qualche anno, ha una figlia di otto anni, Daisy, che adora e una fidanzata, Vanessa, che considera la donna ideale per fare da madre alla piccola. Più o meno inconsciamente nella proposta di matrimonio, che per ovvie ragioni sfuma, si cela l’intenzione di dare stabilità alla famiglia piuttosto che designare Vanessa quale sostituta della dolce Jane, la madre di Daisy. Ma le parole della moglie, con le quali gli raccomandava di rifarsi una vita, ritornano di prepotenza in mente all’uomo: trovati una donna che sappia prepararti il pane.
Da parte sua Vanessa è un’arrivista, vede in Ethan un buon partito ma non è per nulla trasparente, ha i suoi segreti e quando essi verranno a galla per lui non sarà affatto piacevole conoscerli.

Daisy è, nel racconto, una specie di grillo parlante. È evidente che accetti Vanessa solo perché suo padre l’ha scelta ma considera lo scambio dei pacchetti non uno scherzo ma un segnale ben preciso del destino: l’anello destinato alla fidanzata del padre calza a pennello sul dito di Rachel, quindi è lei la predestinata? Se poi consideriamo che la specialità della ragazza di Gary è fare il pane … Inutile dire che la vocina di Daisy condiziona i pensieri di Ethan.

Rachel Conti è una ragazza semplice ma sa il fatto suo. Sembra quasi impossibile che stia per sposare Gary, così diverso da lei, così rude, un sempliciotto cui pare interessare solo la passione per le moto. Da parte sua sembra non vivere con la stessa intensità emotiva i preparativi del matrimonio. Con la ditta sull’orlo del fallimento, l’unica cosa che realmente gli interessa è che i costi non gravino su di lui. D’altra parte, con l’anello di Tiffany che ha regalato alla futura moglie, nessuno si può aspettare che sborsi altri soldi …

Personaggi secondari, ma non del tutto, sono la socia di Rachel, Terri, e il cuoco del bistrò che le due donne gestiscono, Justin, un omosessuale. Nessuno dei due è convinto che Gary sia l’uomo giusto per la collega, anzi, lo detestano perché non sa far altro che mangiare e bere a scrocco nel loro locale. Forse quest’ultimo è sicuro che, dopo aver fatto la sua bella figura con quel solitario da sogno, tutti possano capire la sua esigenza di risparmiare. Ma è proprio quel regalo che insospettisce i due. In particolare Terri che in qualche modo troverà la soluzione all’intricata vicenda. Grazie a lei, infatti, l’anello con diamante troverà la sua giusta collocazione. Ma quale sarà? Il dito di Vanessa, cui era designato, o quello di Rachel, dove per sbaglio è finito? O forse c’è un altro dito che lo reclamerà? Magari proprio quello di una donna che sappia preparare il pane per Ethan …

Lo stile della Hill è gradevole, a volte frizzante, coinvolgente. La sua scrittura non ha grandi pretese letterarie però devo dire che il libro è scritto bene, la traduzione, in particolare, è molto accurata. Insomma, la lettura procede spedita, a volte quasi “di corsa”, spinta dalla curiosità di sapere come andranno a finire le varie vicende che si intrecciano nella narrazione.
Una lettura piacevole e intrigante, dopo tutto.

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