20 gennaio 2015

LIBRI: “STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI” di MARKUS ZUSAK

Posted in libri tagged , , , , , , , , , a 5:39 pm di marisamoles

L’AUTORE
MarkusZusak_GBMarkus Zusak è uno scrittore australiano nato nel 1975 e vive a Sydney con la moglie e i due figli. La madre Lisa è originaria della Germania mentre il padre Helmut è di origine austriaca. Sono emigrati in Australia verso la fine degli anni ’50.
Zusak ha scritto cinque libri. I primi tre, The Underdog, Fighting Ruben Wolfe e When Dogs Cry, usciti tra il 1999 e il 2001, sono stati pubblicati in tutto il mondo e hanno vinto diversi premi. Il successo internazionale, però, è arrivato per Markus Zusak nel 2005 con la pubblicazione del romanzo La bambina che salvava i libri (in Italia ripubblicato nel 2014 con il titolo Storia di una ladra di libri; edizione di riferimento: Frassinelli, 2014), come l’omonimo film prodotto dalla Twenty Century Fox per la regia di Brian Percival.
Il romanzo si è ben presto rivelato un bestseller da otto milioni di copie nel mondo, tradotto in quaranta lingue. Dopo l’uscita del film ha riconquistato i primi posti nelle classifiche dei libri più venduti.

storia ladra libri

LA TRAMA
La storia è ambientata nella Germania nazista e ha inizio nel 1939. Ne è protagonista Liesel Meminger, una bambina di nove anni che deve fare i conti con il difficile periodo in cui è costretta a vivere: separata dalla madre, perseguitata politica, assiste alla morte del fratellino durante il viaggio in treno che l’avrebbe portata dai genitori adottivi: Hans e Rosa Hubermann. Prima di raggiungere la cittadina di Molching, dove vive la coppia, durante il funerale del fratellino si appropria di un libretto nero perduto da uno dei becchini. Il manuale del necroforo, è il titolo, un libro ben strano per attirare l’attenzione di una bimba ma a Liesel non importa: lei non sa leggere. Quel libretto però dà il via a un’autentica passione per i libri che la salverà, in tutti i sensi, dagli orrori della guerra e della brutalità umana. Non solo: da quel momento Liesel diventa una … ladra di libri. D’altronde i tempi sono quelli che sono, la povertà di certo non le può garantire di coltivare la sua passione acquistando i libri che preferisce.

La nuova vita di Liesel scorre nella Himmerlstrasse (letteralmente “la strada del paradiso”) tra le misere pareti domestiche degli Hubermann. Rosa è una donna austera, burbera, che a suo modo, senza risparmiare rimproveri alla piccola (la aggrediva verbalmente, o con un cucchiaio di legno più volte al giorno, pag. 34 dell’ed. citata), le vuole bene. E’ una donna semplice che arrotonda le magre entrate lavando e stirando la biancheria per alcune famiglie facoltose di Molching, tra le quali quella del sindaco. Hans è, al contrario della moglie, un uomo mite che fin da subito tratta Liesel con dolcezza. La piccola ne comprende subito il valore che pare sfuggire agli altri:

Liesel notò la singolarità degli occhi del suo padre adottivo. Erano fatti di bontà e d’argento. Di un argento soffice, liquido. Osservando quegli occhi Liesel comprese che Hans Hubermann valeva molto. […] Non le sarebbe staro difficile chiamarlo papà. (pagg. 34-35)

ladra libri papà

Papà fa l’imbianchino e sa suonare la fisarmonica. Nei periodi di magra, quando non può svolgere il suo mestiere, suona lo strumento – che ha una sua storia e si riallaccia ad un evento molto importante per la famiglia di Liesel- nelle osterie della cittadina.
Sarà proprio Hans ad occuparsi della figlia, a insegnarle a leggere e a incoraggiare la sua passione per i libri, anche se in un primo momento si chiede cosa possa trovare d’interessante Liesel nel Manuale del necroforo. Ma si tratta solo del primo libro rubato. Seguiranno altri furti, come quello di Un’alzata di spalle, un libro che la bambina sottrae, mezzo bruciacchiato e ancora fumante, alle fiamme di un rogo appiccato nel giorno del compleanno di Hitler, il 20 aprile 1940.

Liesel non si vergognava affatto di averlo rubato. Al contrario, il suo era un orgoglio che assomigliava più alla sensazione di avere qualcosa nel ventre. E furono rabbia e un odio cupo ad alimentare in lei il desiderio di rubarlo. […] Che cosa era accaduto, nei precedenti quattro o cinque mesi, che culminasse in una sensazione del genere?
In breve, la risposta andava dalla Himmerlstrasse al Führer all’impossibilità di scoprire dove si trovasse la sua vera madre e ritorno. (pagg. 86-87)

ladra libri biblioteca

Ma furti a parte, c’è un luogo che affascina particolarmente la piccola: la biblioteca privata del sindaco. In uno dei giri compiuti su commissione di mamma Rosa per la consegna della biancheria pulita, grazie alla moglie del sindaco, Liesel viene introdotta in questo “mondo magico” di cui non saprà più fare a meno.

A volte Liesel si domandava se dovesse limitarsi a piantare lì la donna sola, ma Ilsa Hermann era troppo interessante, e troppo forte il richiamo dei libri. Una volta le parole avevano reso impotente Liesel, ma adesso, quando sedeva sul pavimento, con la moglie del sindaco seduta alla scrivania del marito, avvertiva un’innata sensazione di potenza. Le capitava ogni volta che decifrava una nuova parola e metteva insieme una frase. (pag. 151)

Amidst the hardships of World War II Germany, Liesel (Sophie Nélisse) and her friend Rudy (Nico Liersch) find joy.

La piccola ovviamente frequenta la scuola ma non ha rapporti facili con i coetanei. L’unico vero amico è un vicino di casa, Rudy Steiner, compagno di giochi e di … furti, anche se lui ai libri preferisce di gran lunga il cibo.
Ma un nuovo amico farà parte della vita di Liesel, qualche tempo dopo. Si tratta di un ragazzo di 24 anni, Max Vandenburg, figlio di un commilitone di Hans morto durante il primo conflitto mondiale da cui il papà di Liesel si era salvato. Eric Vandenburg, papà di Max, era il proprietario della fisarmonica e aveva salvato la vita ad Hans. Quando quest’ultimo aveva cercato la moglie di Eric per restituirle lo strumento, la donna non l’aveva voluto di ritorno e l’uomo, come debito di riconoscenza, si era offerto di tinteggiare la casa qualora lei ne avesse avuto bisogno. Per essere rintracciato le aveva lasciato un biglietto con il proprio indirizzo.

Quando a Stoccarda le cose per la famiglia Vandenburg si mettono male, la madre riesce a far fuggire il figlio e lo invita a raggiungere proprio la casa di Molching. Raccolte poche cose, nasconde i documenti e l’indirizzo degli Hubermann dentro a un libro: Mein Kampf. Un libro davvero molto singolare, considerate le circostanze.
Max è, infatti, un ebreo. Hans e Rosa sanno bene cosa significhi, in quel momento, nascondere a casa un nemico di Hitler ma accettano di proteggere il giovane, di curarlo e sfamarlo, rischiando la vita e nello stesso tempo dimostrando di non aver dimenticato il debito di riconoscenza con il padre del giovane.

ladra libri max

La vita era mutata nel modo più drammatico, ma era indispensabile comportarsi come se nulla fosse accaduto.
Immaginati di sorridere dopo un ceffone; poi pensa di farlo ventiquattro ore al giorno.
Questo voleva dire nascondere un ebreo.(pag. 223)

Costretto a trascorrere le sue giornate in cantina, il giovane Max diventa inseparabile compagno di letture di Liesel. Per il suo dodicesimo compleanno, seppur in ritardo, la ragazzina riceve da Max un regalo inatteso: un libro in cui il giovane racconta alcuni momenti salienti della sua vita, compreso l’incontro con la sua nuova amica.

[…] Max aveva tagliato una serie di pagine dal Mein Kampf, verniciandole tutte di bianco. […] sulla carta gonfiatasi e spiegazzatasi sotto la vernice asciutta, incominciò a scrivere la storia, servendosi di un pennellino nero. […] Quando terminò, si servì di un coltello per forare le pagine e legarle assieme con un laccio. Ne risultò un fascicoletto di tredici pagine. (pagg. 229-230)

Il resto della storia ruota attorno a questi personaggi: Liesel, Mamma e Papà, l’amico Rudy, gli altri vicini di casa, il sindaco e la moglie, Max l’ebreo … persone che hanno un comune destino, che trascorrono l’esistenza tra la fame, la guerra, i bombardamenti. Su Monaco le bombe furono sganciate il 9 e il 10 marzo: Fu una lunga notte, di bombe e lettura. La ladra di libri aveva la bocca asciutta, ma lesse cinquantaquattro pagine. (pag. 497)
Ma la fine del mondo doveva ancora arrivare.

***
La storia di una ladra di libri è un romanzo annoverato tra i libri per ragazzi e ciò mi stupisce molto. La vicenda, è vero, ha come principali protagonisti dei ragazzini, Liesel e Rudy in primis, ma la trama va ben al di là dei giochi da ragazzi e dei furterelli di cui i due si macchiano. Sullo sfondo si muovono, infatti, le vicende che riguardano una delle più orribili pagine della Storia del Novecento e tutto ciò viene descritto attraverso lo sguardo innocente di Liesel che, vittima anch’essa, sa pensare molto meglio di tanti adulti. Il messaggio che ne cogliamo, leggendo questo romanzo, è davvero molto profondo.
A livello narrativo questo libro è particolare: voce narrante è, infatti, la Morte. Non stupisce che essa si presenti come narratore onnisciente – chi può esserlo più della morte! – che conosce la storia e approfitta del suo ruolo per anticipare alcune vicende che noi lettori avremmo forse voluto scoprire a tempo debito.
Anche dal punto grafico il romanzo si presenta in una veste non usuale: ogni capitolo è anticipato da una sorta di indice dei paragrafi e il testo narrativo è intervallato da alcune parti scritte in grassetto che hanno la funzione di elencare dei fatti, descrivere i personaggi, esplicitare alcune riflessioni dei protagonisti stessi, narrare degli eventi particolari o addirittura spiegare il significato di certi vocaboli, perlopiù quelli che colpiscono particolarmente Liesel che, durante la lettura dei suoi libri, annota diligentemente le parole che non conosce.
Circa a metà del racconto sono inserite le tredici pagine illustrate che costituiscono il “libro” donato da Max alla ragazzina.

Nel complesso a me il libro è piaciuto, anche se non posso considerarlo tra le letture più belle. Ho apprezzato maggiormente il film che ho avuto modo di guardare appena terminata la lettura del romanzo. La trasposizione è molto fedele per ciò che riguarda gli eventi principali ma tralascia molte vicende che fanno da contorno. Del resto in poco più di due ore sarebbe stato impossibile ridurre nella sceneggiatura più di 550 pagine.
Mi sento, quindi, di consigliare non solo la lettura del romanzo di Zusak ma anche di guardare il film, facilmente scaricabile dal web. Ecco il trailer.

Infine, ringrazio gli amici blogger Monique e frz40 che mi hanno invogliata a leggere questo bel libro.

VISITA ANCHE LA PAGINA “LE MIE LETTURE”

[immagini dal film tratte da questo sito]

Annunci

13 luglio 2014

LIBRI: “IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE” di CLARA SÁNCHEZ

Posted in libri tagged , , , , , , , a 10:17 pm di marisamoles

PREMESSA.
Non conoscevo i romanzi di Clara Sanchez. La scorsa estate ho letto Entra nella mia vita che considero un buon romanzo anche se la trama è abbastanza scontata e non troppo avvincente. Il profumo delle foglie dilimone è il primo romanzo di successo della Sanchez (ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, tradotto in moltissime lingue) ed è staro consacrato anche con il premio Nadal, il più prestigioso premio letterario in Spagna. La trama è interessante ma, ahimè, ho trovato delle pecche che hanno provocato in me una delusione inattesa, visto che fin dalle prima pagine il romanzo mi ha entusiasmato, specialmente per la particolarità della trama.

il_profumo_delle_foglie_di_limone_di_clara_sanchez

L’AUTRICE
Clara Sánchez vive a Madrid. Ha pubblicato alcuni romanzi inediti in Italia, ma tradotti in molti altri Paesi, e ha vinto il Premio Alfaguara nel 2000 con Últimas noticias del paraíso. Con Il profumo delle foglie di limone (titolo originale Lo que esconde tu nombre, edito nel suo Paese natale nel 2010), ha raggiunto la fama mondiale. Nel 2012 l’autrice ha pubblicato Entra en mi vida (pubblicato in Italia l’anno successivo con il titolo Entra nella mia vita, cui è seguito, nel 2013, il romanzo El cielo ha vuelto (uscito quest’anno in Italia con il titolo Le cose che sai di me).

LA TRAMA
La vicenda di cui tratta Il profumo delle foglie di limone (ed. italiana Garzanti, 2011) si svolge in Spagna, in una località di villeggiatura marittima sulla Costa Blanca. Protagonisti sono un ottantenne argentino, Juliàn, e una giovane donna spagnola, Sandra.
Juliàn è un ex deportato, vedovo dell’amata Raquel, con cui ha condiviso i dolori e le gioie della vita, e ha una figlia cinquantenne che probabilmente lo considera un vecchio pazzo e senza speranza, ossessionato da un passato che ormai non importava più a nessuno ma del quale lui aveva conservato un ricordo destinato a non abbandonarlo mai. Vecchio e malato affronta un lungo viaggio che lo porta dalle sponde oceaniche a quelle del Mar Mediterraneo per svolgere una missione lasciatagli in eredità dall’amico e compagno di tante sventure Salvador Castro, chiamato amichevolmente Salva. Quest’ultimo, scomparso da poco, aveva condotto con successo per tutta la vita quella missione che invece Juliàn aveva portato avanti con minor destrezza. Così racconta il protagonista nelle pagine iniziali:

“Ci eravamo conosciuti giovanissimi in quel corridoio stretto fra la vita e la morte che i credenti chiamavano inferno e i non credenti come me anche, Aveva un nome, si chiamava Mauthausen, e non riuscivo a immaginare che l’inferno potesse essere diverso o peggio di così. […] Quando ci liberarono, ci arruolammo nel Centro Memoria e Azione. […] L’idea fu sua. Quando uscimmo da là dentro, io volevo essere normale, confondermi tra le persone comuni. Lui però mi disse che era impossibile, che eravamo condannati a sopravvivere. E aveva ragione […] Riuscì [Salva, NdR] a localizzare e trascinare davanti ai giudici novantadue ufficiali nazisti; […] Io non fui abile come Salva, mi capitò tutto il contrario. Non portai a termine una missione: alla fine li catturava sempre qualcun altro o riuscivano a scappare. Sembrava che il destino si prendesse gioco di me.” (pp. 8-10 dell’ed. citata)

Il destino, però, fa incontrare a Juliàn la giovane Sandra che, pur senza volerlo, si unirà a lui in quest’ultima caccia. Lei è spagnola, vive a Madrid, è incinta di cinque mesi e non sa che fare della sua vita. Decide di trasferirsi ad Alicante per riflettere sul suo futuro e soprattutto per allontanarsi dal compagno Santi, all’oscuro della gravidanza.

“Mia sorella mi aveva lasciato la sua casa al mare per riflettere con tranquillità su cosa mi convenisse fare, se sposarmi o meno con il padre di mio figlio. Ero incinta di cinque mesi e ogni giorno ero sempre più confusa all’idea di formare una famiglia, ma era anche vero che da totale incosciente avevo lasciato il lavoro in un periodo in cui sarebbe stato difficile trovarne un altro, e occuparmi da sola del bambino non sarebbe stata una passeggiata. […] Amavo Santi, ma non quanto sapevo di poter amare un uomo. Santi era a un passo, solo a un passo dal grande amore. […] Non avevo voglia di prendere decisioni definitive. Mi andava bene fantasticare a cuor leggero e senza angosce su possibilità in quel momento irraggiungibili come le nuvole […]” (p. 12 dell’ed. citata)

I due protagonisti s’incontrano grazie a una coppia di età avanzata che vive in una villa a Tosolet, sobborgo di Alicante. Sono dei norvegesi, ex criminali nazisti, se mai si può definire “ex” persone che hanno compiuto crimini così efferati. Il male, infatti, solitamente non abbandona mai le loro menti e il loro animo anche se cercano di vivere una vita tranquilla e protetta, senza pesi sulla coscienza. Fredrik e Karin Christensen sono i nazisti che Juliàn vuole catturare ma per Sandra, che li incontra in modo del tutto casuale, rappresentano solo una coppia di nonni che si prenderanno cura di lei e della creatura che porta in grembo. Almeno così pare …

Juliàn, che segue le istruzioni lasciate dall’amico Salva in una lettera fatta recapitare dopo la sua morte, capisce ben presto che i due vecchietti apparentemente amabili e inoffensivi, fanno parte di un’organizzazione più ampia, chiamata la Confraternita. Naturalmente fanno in modo di non insospettire la giovane Sandra che soccorrono in occasione di un malore sulla spiaggia e, una volta scoperto il dolce segreto, la convincono a lasciare la villetta della sorella per trasferirsi nella loro bella casa, Villa Sol, dotata di ogni comfort. In cambio dell’ospitalità, Sandra si occupa di Karin, donna forte all’apparenza ma che alterna momenti di sofferenza ad altri in cui sembra rinvigorirsi in modo quasi miracoloso. Effettivamente Sandra, con la complicità di Juliàn, scoprirà che questi mutamenti, non solo fisici ma anche umorali della donna, sono tutt’altro che il frutto del caso.

A poco a poco fra i due nasce un’intesa fatta di incontri furtivi, sempre con il sospetto di essere seguiti, e messaggi che si scambiano in un luogo insospettabile per tutti. Juliàn sa che la collaborazione chiesta a Sandra, che di nazismo e campi di sterminio aveva sentito parlare solo a scuola e nemmeno in modo approfondito e che in un primo momento sembra spaventata soprattutto per le sue condizioni di gestante, la espone a grossi rischi ma la ritiene l’unica via per stanare anche gli altri componenti della Confraternita: Aribert Heim, il macellaio di Mauthausen, Otto e Alice, Anton Wolf ed Elfe e la glaciale Frida.

“Per raccontarci le novità dovevamo vederci un giorno sì e un giorno no al Faro alle quattro del pomeriggio, a meno che Sandra non riuscisse a lasciarmi un messaggio in albergo o nella nostra “cassetta” del faro o che io mi facessi vedere quando scendeva in paese per portare Karin in palestra.” (p. 288 dell’ed. citata)

Da parte sua, l’uomo sa di essere sorvegliato, in albergo e negli altri luoghi in cui era facile si recasse. L’organizzazione è, infatti, molto efficiente e si serve di alcuni scagnozzi come Alberto (per cui Sandra usa l’appellativo “l’Anguilla”) e Martin. Tutte persone di cui diffidare, come quel certo Tony, una specie di detective, che in albergo sembra controllare che nulla di male capiti a Juliàn, dopo un’irruzione avvenuta nella sua camera da parte di ignoti.
Tra i personaggi che incutono, invece, più timore a Sandra, c’è Frida, la governante dei Christensen che cercherà in tutti i modi di metterla in difficoltà, anche per una sorta di gelosia nei confronti di Alberto su cui Sandra ha messo gli occhi e che diventerà per lei un importante punto di riferimento. Forse anche il vero amore.

[…] Alberto era stato sicuramente l’illusione di cui avevo bisogno per sopportare la tensione che avevo vissuto a Villa Sol, e senza dubbio il suo nome non era solo un nome, era il suo giubbino blu, la sua camicia stropicciata, la cenere della sigaretta che gli cadeva sui mocassini, i suoi capelli lunghi e la sua fronte arrossata dal vento, era il suo odore, il suo sguardo preoccupato e la sua voce che scivolava sotto la porta quando mi aveva detto: “Ti amo”. E poi più niente. (pp. 324-25 dell’ed. citata)

L’operazione sembra avere successo, nonostante le molte difficoltà incontrate dai due. Ma non sempre i piani riescono ad essere attuati come si prevede o almeno ci si augura.

***

La lettura del romanzo procede spedita e, per buona parte, la trama è avvincente. Però il finale lascia l’amaro in bocca. Forse la Sanchez voleva evitare, almeno in questo libro, la banalità. L’originalità del testo riguarda soprattutto la duplice focalizzazione: la narrazione è in prima persona ed entrambi i protagonisti raccontano le loro esperienze come in una sorta di diario, in cui mancano, tuttavia, precisi riferimenti temporali. Questa tecnica narrativa è, a mio parere, l’elemento vincente del romanzo, soprattutto per la bravura con cui la Sanchez “intreccia” i due piani narrativi senza perdersi nelle inevitabili sovrapposizioni.

Un’annotazione sulla forma. È evidente che quando si legge un testo straniero siamo messi di fronte a una traduzione. “Il profumo delle foglie di limone” è tradotto, nell’edizione Garzanti, da Enrica Budetta che, secondo me, non ha fatto un buon lavoro. A parte i refusi di stampa, che non dovrebbero esserci dato che il libro è pubblicato da un’importante casa editrice, l’uso (anzi, il non uso) del congiuntivo lascia molto a desiderare, così come la punteggiatura. A volte anche le scelte lessicali non mi sono parse troppo curate. Stranamente ho fatto attenzione a queste cose, il che significa che, almeno nella seconda parte, la trama non mi ha del tutto catturata.

Infine, lodevole il coraggio di trattare un tema così delicato, come la deportazione nei campi di sterminio, che per la maggior parte costituiscono la “materia” di libri autobiografici e di testimonianza.
Nell’appendice, viene riportata un’intervista in cui l’autrice spiega come mai questa pagina di storia macchiata di sangue attiri ancora l’attenzione:

“Perché non si capisce. È fuori da ogni possibilità di comprensione umana, uno sterminio tanto sistematico e organizzato. Gli psicopatici attraggono, e bisogna stare in guardia perché possono occupare gli scranni del potere, sono freddi e sanno come manipolare gli altri. Bisogna avere buon senso, rimanere lucidi.” (p. 360 dell’ed. citata)

VISITA ANCHE LA PAGINA “LE MIE LETTURE”

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: