17 luglio 2010

IO, PROF DELUSA, RISPONDO ALLA GELMINI: “I SUOI TAGLI C’ENTRANO, ECCOME”

Posted in adolescenti, affari miei, lavoro, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, riforma della scuola, scuola tagged , , , , , , , a 10:43 am di marisamoles

PREMESSA:
Ho inviato una lettera, che riporto di seguito, alla redazione del quotidiano La Stampa che ha pubblicato lo “scambio epistolare” tra la studentessa Alice e il ministro del MIUR Mariastella Gelmini. Non so se sarà mai pubblicata sul quotidiano torinese né nutro troppe speranze che la signora Gelmini la legga. Ma io, prof delusa, avevo delle cose da dire e non potevo più stare zitta.

Fin d’ora mi scuso con i colleghi e con il mio Dirigente Scolastico, persone che godono della mia stima e che ogni giorno si impegnano per fare del nostro liceo una scuola di qualità, se ho fatto qualche riferimento più o meno esplicito alla nostra realtà. Ma il mio mondo, professionalmente parlando, è la scuola in cui insegno. Qualsiasi considerazione non può che nascere dalla mia esperienza di insegnante e da quel mondo che condivido con tante persone che, forse, stanno soffrendo quanto me per una scuola che dobbiamo salvare dalla deriva, prima che sia troppo tardi.

Cara Gelmini,

ho letto anch’io con attenzione la lettera di Alice, quattordicenne esclusa, causa sovrannumero, dal liceo classico da lei scelto. Anch’io ho percepito la delusione e la preoccupazione di questa ragazza che altro non chiede che poter realizzare un sogno. Da Lei, cara ministro, mi aspettavo però una risposta diversa, più onesta, più obiettiva. E invece, forse non se n’è resa conto, Lei ha alimentato quell’ansia e quella disillusione che Alice non era preparata ad affrontare. Anche Lei, come gli altri adulti con cui la ragazza si è confrontata, ha dimostrato che, quando si hanno quattordici anni, non si può fare a meno di fidarsi di chi è più grande e ha maggiore esperienza, anche quando quella innocente fiducia è “malriposta”, causa contingenze non prevedibili.

Io sono un’insegnante, cara Gelmini, una delle tante che da tanti e tanti anni si prodiga per fare del bene ai ragazzi che le sono affidati, per dare loro una formazione e una cultura di cui, in futuro, non si debbano vergognare. Io sono una delle tante che ha sacrificato, e continua a sacrificare, molto per la scuola, per migliorarsi e per far sì che la scuola stessa, se non gli insegnanti, poveretti loro, non cada sempre più in basso. L’ho fatto per lungo tempo gratis, signora ministro, ho fatto volontariato, ma l’ho fatto, scusi il bisticcio, volentieri, con la consapevolezza che la mia professione aveva, e spero continui ad avere, una dignità, al di là di qualsiasi stipendio e compenso accessorio.

Vede, cara ministro, io ho sempre voluto fare l’insegnante, fin dalle elementari. Il mondo della scuola, le aule scolastiche, i corridoi lunghi e anche un po’ bui, quella cattedra che potevo vedere stando dall’altra parte, quegli insegnanti che potevo ascoltare mentre parlavano dall’alto della pedana (che ora, ahimè, non esiste più!) su cui era appoggiata la cattedra … questo mondo, sapevo sarebbe stato il mio, un domani. E mi sono data tanto da fare, mi creda, per realizzare il mio sogno, cominciando da quello di frequentare il liceo classico. Ed ora, leggendo la delusione di Alice, mi sono chiesta: cos’avrei fatto se mi avessero detto “per te non c’è posto”? Mi sarebbe crollato il mondo addosso e, probabilmente, avrei ripiegato sull’altro liceo classico della mia città. Ma non sarebbe stata la stessa cosa: fin dagli incontri di “scuola aperta” (che ai miei tempi non c’erano), fin dagli stage che i ragazzini di terza media fanno nella mia scuola, fin dal primo ingresso nell’aula loro destinata, io leggo nei loro sguardi l’emozione e la gioia di essere lì, tanto felici da non voler essere da nessun’altra parte, tanto convinti di aver fatto la scelta giusta. Poi, magari, qualcuno si pentirà, ma agli inizi coltivano dentro di loro l’illusione, almeno, di essere al posto giusto.

Come si fa, gentile signora, a dire a questi ragazzi che i “tagli” non c’entrano? Lei lo sa, eccome, che c’entrano: non è Lei ad aver firmato, assieme ai colleghi Tremonti e Brunetta, la famosa Legge 133 e, in particolare, il famigerato articolo 64? Non rientra, forse, nella logica del risparmio la decisione di riformare la secondaria di II grado, con i quadri orario più agevoli, senza quelle inutili sperimentazioni che portano via tanto tempo agli allievi e notevoli risorse allo Stato? Non ha deciso Lei, infine, di rivedere il numero di allievi per classe (non meno di 27 e non più di 32) e di accorpare gli istituti frequentati da pochi alunni, in particolare quelli delle primarie? E questi, diciamo, “ritocchi”, non hanno come scopo principale quello di risparmiare? Non si offenda, gentile ministro, ma quando la gente parla di “tagli” non è vittima di una cattiva informazione o delle insensate critiche dell’opposizione: la gente interpreta quelle che sono state Sue decisioni, non mie, non nostre, non loro, Sue. Perché non dirlo, allora, alla povera Alice che le scuole hanno l’ordine di accettare il numero di iscrizioni che corrispondano all’organico di diritto? Un organico che non hanno deciso le scuole, ma ancora una volta Lei. Perché illudere la povera Alice che poi magari si vedrà, che forse con l’organico di fatto un posto per lei lo si troverà, che se ne occuperà Lei in persona, signora ministro? Perché fare una promessa, sull’onda dell’emotività, ad una sola allieva delusa, pur sapendo che in Italia ci saranno molte altre “Alice”? A me, scusi la sincerità, non sembra una cosa giusta.

Nonostante le parole un po’ dure, Le posso assicurare, cara Gelmini, che io sto dalla Sua parte. Ovvero, stavo, ci sono sempre stata, ho appoggiato ogni Sua proposta, prima fra tutte quella del riordino dei licei. Sono convinta anch’io che le sperimentazioni, con il loro monte ore a volte troppo esoso, erano inutili. Certo, il mio è un ragionamento da insegnante, quindi non ho mai pensato al “risparmio”, quanto alla qualità dell’apprendimento: meglio poche materie ma studiate con serietà, arricchite magari da degli approfondimenti, piuttosto che un’offerta ricca che, però, mette in difficoltà gli allievi. Insomma, sono dell’idea che sia meglio studiare poco ma bene, piuttosto che tanto ma male.

Io, cara Gelmini, ho anche un blog (questo è l’indirizzo; se avrà la compiacenza e il tempo di leggere qualche mio post, si potrà fare un’idea di come la penso), cui mi dedico con la stessa passione con la quale faccio le mie lezioni. Nel mio blog ho scritto tanti articoli su di Lei e sulla Sua riforma, prendendo spesso, se non sempre, le Sue difese. Ho dovuto subire le critiche, a volte gli attacchi, o semplicemente il compatimento da parte di colleghi che, essendo io un’insegnante di Lettere in un liceo scientifico, mi hanno considerata un’autolesionista, visto che negli anni futuri perderò un bel po’ di ore. Eppure io ho sempre difeso la Sua riforma, cara Gelmini, perché non ho mai messo in primo piano i miei interessi personali ma il bene degli studenti, le opportunità che mi ero illusa la Sua nuova scuola potesse offrire loro: una scuola migliore che premia gli studenti migliori e i più bravi insegnanti. Ho fatto un errore di valutazione, evidentemente, e lo dico con grande, gradissimo dispiacere.

Sono amareggiata nel vedere la “mia” scuola, quella in cui ho sempre creduto, andare alla deriva. Perché sa, signora ministro, studenti delusi come Alice ne vedremo tanti. Perché in tutte le scuole dovremo dire a qualcuno, forse molti, “non c’è posto per te”. Perché abbiamo dovuto procedere alla cieca nell’elaborare, per le classi prime, un’offerta formativa che potesse soddisfare le richieste dei ragazzi che si sarebbero iscritti nelle nostre scuole. Delle offerte che, pur rispettando la Sua riforma, tenessero anche conto di quell’autonomia che Lei, a parole, ha lasciato ai singoli istituti per differenziare l’offerta. Peccato che poi, con gli organici di fronte, le promesse non le abbiamo potute mantenere e ora dobbiamo trovare il coraggio di dire ai nostri futuri allievi “quella ‘sperimentazione’ non è più possibile, quel potenziamento dell’insegnamento linguistico (da lei stessa tanto auspicato) non si può più fare …”, dovremo trovare il coraggio di proporre quell’unica offerta del piano base, per il liceo scientifico, che Lei, cara Gelmini, ha caldeggiato, senza tutti quegli inutili “fronzoli” delle sperimentazioni.
Non solo, il liceo scientifico alla fine è stato depauperato poiché le province hanno affidato le “scienze applicate” agli ISIS o agli scientifici che avevano già la sperimentazione del “tecnologico”. Già, lei non c’entra, ma è stata comunque sottoscritta da Lei una riforma che non tiene conto del fatto che il “vecchio tecnologico” non trova per nulla una continuità nel “nuovo liceo scientifico delle scienze applicate”. È stata mal consigliata, evidentemente. Ma i ragazzi subiranno delle conseguenze anche in questo caso: frequenteranno un liceo che si avvicina molto al “vecchio” PNI ma che di tecnologico non ha praticamente nulla.

Vede, gentile signora, non avrei mai voluto scrivere queste cose, anche perché sono una persona molto orgogliosa e mi è difficile ammettere che avevo torto quando difendevo le Sue riforme. Ho, comunque, ancora qualche speranza di ricredermi ma, dopo aver letto la risposta data ad Alice, trovo difficile riporre in Lei la fiducia che avevo nutrito prima.
Quando Lei afferma che “i tagli non c’entrano”, si riferisce anche alla situazione degli insegnanti, oltreché degli studenti? Glielo chiedo perché dovrebbe spiegarglielo alle colleghe di Lettere che ho visto compilare in fretta e furia, e con notevole disappunto, la tardiva domanda di trasferimento (era ormai quasi la fine di giugno), perché dichiarate soprannumerarie. E non sto parlando di giovani ragazze appena laureate che hanno tutta la vita davanti e sono pronte al sacrificio per una professione in cui hanno riposto molte speranze. No, cara ministro, mi riferisco a delle donne quarantenni, anno più o anno meno, che per ottenere la nomina in ruolo hanno atteso quindici anni. Pensavano di aver trovato, dopo i “vagabondaggi” del pre-ruolo, finalmente la loro scuola, quella in cui, magari, portare a termine la loro esperienza di insegnamento con la meritata pensione.
Già, la pensione, altra spina sul fianco delle donne. Lei è una donna, ministro, ed è stata una studentessa: che ne dice di questa classe insegnante destinata ad invecchiare in cattedra, assistendo inerme all’inesorabile estensione del divario d’età tra docenti e studenti? Oh, lo so, che Lei non c’entra. Questo è vero; c’entra la UE che ha deciso così. Veramente la UE ha solo chiesto di equiparare l’età pensionabile delle donne a quella degli uomini. Perché mai aumentare l’età delle donne e non diminuire quella degli uomini? Forse in questa decisione Lei non c’entra ma si fa strada lo spettro dei “tagli”, del risparmio: le insegnanti andranno in pensione più tardi (e Lei lo sa che la maggior parte del corpo insegnante è costituita da donne!) così ci sarà un minor ricambio e i giovani avranno meno possibilità di dedicarsi all’insegnamento. Potrebbe essere un vantaggio: persone con maggior esperienza sono una garanzia di qualità (a Lei piace tanto la parola “qualità” quando si parla di scuola!). Sì, ma i nostri poveri studenti rischiano di vedere seduti in cattedra i loro nonni e bisnonni, sicuramente non al massimo della loro efficienza, diciamo pure anche un po’ rimbambiti. Ma se in tal modo si può risparmiare …

Mi rendo conto di essermi dilungata oltremodo, ma queste cose dovevo dirglieLe, signora ministro. Probabilmente me le sarei tenuta per me se non avessi letto la lettera di Alice e la Sua risposta. Ma ora mi sono sfogata e mi scuso per avrLe portato via così tanto tempo (sempre che la legga, questa lettera). Avrei voluto sostenerLa ancora una volta, ma così non è stato. Tuttavia nutro ancora la speranza di potermi fidare di Lei, in futuro. Anch’io voglio una scuola migliore, non una scuola che, ancora una volta, si sacrifica in nome del risparmio: è vero che la crisi pesa sull’intera collettività, ma non si può avere un prodotto di qualità facendo economia. E poi, noi insegnanti abbiamo in mano il futuro dei figli degli Italiani, tutti: chi mai vorrebbe risparmiare sul futuro dei propri figli?

Io amo ancora profondamente la mia professione, ma temo di non amare più questa scuola.

Cordialmente

Marisa Moles

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16 luglio 2010

MARIASTELLA (GELMINI) RISPONDE AD ALICE: “I MIEI TAGLI NON C’ENTRANO”

Posted in adolescenti, iscrizioni scolastiche, Mariastella Gelmini, riforma della scuola, scuola tagged , , , , a 11:44 am di marisamoles

Non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, all’accorata lettera pubblicata ieri sul quotidiano La Stampa, scritta da Alice, studentessa quattordicenne con il sogno di frequentare il liceo classico nella sua città. La pubblico di seguito, anche questa volta senza commenti. Spero, però, che i miei lettori, o Alice stessa, diano il via ad una discussione.

Cara Alice,
ho letto con attenzione la tua lettera. Una lettera che mi ha colpito.

Capisco il tuo disappunto e la delusione per quanto ti è accaduto. Ti invito però a non farti ingannare dalla propaganda messa in piedi ad arte contro il ministero: i cosiddetti «tagli», come li chiami tu, non c’entrano nulla.

Anche nei mitici Anni 80 e 90 era così.

Anche allora, quando aumentava la spesa pubblica senza che migliorasse la qualità dell’insegnamento, si agiva allo stesso modo. Se il numero delle domande era superiore all’offerta formativa, si procedeva per estrazione e si assegnavano gli studenti in soprannumero alla scuola corrispondente più vicina.

Anche oggi alcuni istituti che eccellono per la qualità della didattica ricevono molte richieste di iscrizioni e non è materialmente possibile soddisfarle tutte.

Dunque Alice, ribadisco: i «tagli» non c’entrano!

Tuttavia spero che, nella composizione dell’organico di fatto, sia possibile iscriverti all’istituto che hai scelto. Mi attiverò personalmente per verificare se questo tuo desiderio possa essere realizzato. Così come spero, anzi ne sono sicura, che le riforme che abbiamo approvato per l’istruzione superiore cambieranno il volto della scuola italiana. Più qualità della didattica, maggior legame col mondo del lavoro, più ore di scienze e di lingua straniera, rilancio dell’istruzione tecnica.

Questa è la scuola che sogno, la scuola che stiamo costruendo per le nuove generazioni.

Un caro saluto

Mariastella Gelmini

Solo una cosa: Alice ha ottenuto l’attenzione del ministro, ma quante altre “Alice” ci sono in questa scuola ormai così sgangherata?

[fonte: La Stampa]

15 luglio 2010

LETTERA APERTA DI UNA STUDENTESSA DELUSA AL MINISTRO GELMINI: “IO ESCLUSA PER SORTEGGIO”

Posted in adolescenti, Mariastella Gelmini, riforma della scuola, scuola tagged , , , , a 10:20 pm di marisamoles

Pubblico, e volutamente non commento, una lettera che una studentessa quattordicenne ha inviato al quotidiano La Stampa, perché esclusa dal liceo che aveva scelto per il prossimo anno scolastico … causa riforma Gelmini.

Caro ministro Gelmini,
mi chiamo Alice e ho 14 anni. Ho appena finito l’esame di terza media e pensavo di portare l’attestato alla scuola che avevo scelto per confermare la mia iscrizione al liceo classico. Invece, per colpa dei tagli della sua riforma, mi hanno detto che eravamo in troppi. Che era stata concessa una sola classe di 32 alunni e noi eravamo in 35. Tre di noi erano di troppo e bisognava fare un sorteggio per vedere chi rimaneva fuori.

Hanno estratto il primo numero: «Numero 27!». Il mio numero. Mi stavano dicendo che io non potevo frequentare il liceo classico. Ci sono rimasta così male. Il classico era la mia scelta, la mia ambizione, il mio sogno. Sono triste e arrabbiata. La mia famiglia e i miei insegnanti mi hanno sempre parlato di impegno, di diritti e doveri, di scelte consapevoli. Non mi hanno mai parlato di «sorteggi» e un po’ sono arrabbiata anche con loro.

E ho anche un po’ di paura per il futuro. Quando sarò grande e cercherò un lavoro, sorteggeranno ancora per vedere se c’è un posto per me? Quando sarò vecchia e malata e non ci saranno abbastanza posti negli ospedali, sorteggeranno per vedere se potrò essere curata? Cosa farò se, come ora, non sarò abbastanza fortunata?

Vuole rispondermi, ministro Gelmini? O anche per le lettere si fa un sorteggio per meritarsi una risposta?

Buone vacanze.
Alice

[Fonte: La Stampa]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 16 LUGLIO 2010:
GELMINI RISPONDE AD ALICE

Potete leggere la risposta del ministro Gelmini ad Alice CLICCANDO QUI.

27 febbraio 2010

ISCRIZIONI SCOLASTICHE: IL MIUR PUBBLICA UNA “GUIDA ALLA NUOVA SECONDARIA SUPERIORE”

Posted in iscrizioni scolastiche, MIUR, scuola tagged , , , a 12:04 am di marisamoles

Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri della Riforma della Scuola Secondaria di II grado, il Ministero della Pubblica Istruzione (MIUR) pubblica una guida alla scuola riformata (istruzione liceale, tecnica e professionale) per i ragazzi che si iscriveranno alla classe prima nell’A.S. 2010/2011 e per i loro genitori.
La guida è consultabile on-line: questo è il LINK

Nella Circolare Ministeriale n° 17 del 18 febbraio 2010 s’informano gli interessati che le domande di iscrizione dovranno essere presentate entro il 26 marzo prossimo. C’è una novità per quanto riguarda le procedure:

Le domande di iscrizione devono essere presentate ad un solo istituto di istruzione secondaria di II grado, per evitare che una doppia opzione da parte delle famiglie possa alterare le situazioni di organico. Tuttavia, in considerazione della possibilità che si verifichi eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili e che, conseguentemente, si renda necessario indirizzare verso altri istituti le domande non accolte (anche in base ai criteri di ammissione deliberati dal consiglio di istituto), le famiglie, in sede di presentazione della istanza di iscrizione, possono indicare, in subordine, fino ad un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Sarà cura del dirigente scolastico dell’istituto secondario di II grado presso cui la domanda non è stata accolta, provvedere all’inoltro immediato delle domande di iscrizione, d’intesa con le famiglie, verso gli istituti indicati in subordine.

17 gennaio 2009

LA “NUOVA SCUOLA SPIEGATA AI GENITORI”

Posted in famiglia, iscrizioni scolastiche, maestro unico, Mariastella Gelmini, riforma università, scuola, società tagged , , , a 9:47 am di marisamoles

Come sapete la riforma Gelmini ha creato un po’ di scompiglio. Dal prossimo Anno Scolastico sarà effettiva la riforma della “primaria” limitatamente alla classe prima, con l’abolizione del modulo dei tre maestri. Anche la “scuola media” sarà investita da un’ondata di novità, mentre per la riforma delle “superiori” bisognerà attendere l’Anno Scolastico 2010/2011.
Le iscrizioni per il prossimo A.S. sono state prorogate di un mese rispetto alla consueta scadenza di fine gennaio. C’è ancora tempo, quindi, fino al 28 febbraio.

Nel frattempo, credendo di fare una cosa utile, informo i miei lettori che oggi in edicola, in allegato al Corriere della Sera , potranno trovare una Guida curata da “Tuttoscuola” che vuole venire incontro ai dubbi dei genitori alle prese con la prossima iscrizione dei figli nella Scuola Primaria e Secondaria di I grado. Ad esempio, si prende in esame la possibilità di scelta tra tempo “normale” o tempo pieno alla primaria o la preferenza rispetto ad un maggior numero di ore di lingua inglese alle medie.

La guida consta di 224 pagine, contiene oltre cinquanta risposte a possibili quesiti e un indice analitico per argomenti con più di 250 voci, che esplorano ogni aspetto della materia con linguaggio semplice e appropriato. Il costo è di euro 4,90 ed è disponibile in un numero limitato di copie … quindi, conviene affrettarsi!

Inoltre, sul sito tuttoscuola.com c’è la possibilità di trovare uno speciale con i modelli di iscrizione, la normativa e la possibilità di porre dei quesiti sulle iscrizioni ai quali verranno date le risposte sullo stesso sito.

Vi invito anche a leggere gli ARTICOLI CORRELATI .

AGGIORNAMENTO 19/01/2009

La redazione di Tuttoscuola fa sapere che, visto il successo ottenuto dalla Guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” e considerato che in alcuni comuni di provincia l’allegato al Corriere della Sera di sabato 17 gennaio non è neppure arrivato, la stessa verrà ridistribuita da oggi nelle edicole.

Ricordo che chi volesse ulteriori informazioni può consultare lo “Speciale iscrizioni” sul portale tuttoscuola.com. Sullo stesso sito è inoltre possibile usufruire gratuitamente di un servizio di consulenza sulle iscrizioni.

AGGIORNAMENTO 02/02/2009

Leggo sulla newsletter di Tuttoscuola che la guida “La nuova scuola spiegata ai genitori” sarà in edicola con il Corriere della Sera fino a metà febbraio.

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