24 novembre 2010

WILLIAM E KATE SPOSI: L’ANELLO DI LADY D E LE NOZZE DI VENERDÌ

Posted in attualità, matrimonio tagged , , , , , a 12:31 am di marisamoles


Fin da quando ero piccola a casa mi hanno spesso ripetuto il detto “di venere e di marte né ci si sposa né si parte“. Non è questione di superstizione, è che, a volte, i detti popolari, in quanto perle di saggezza, bisognerebbe proprio ascoltarli. Evidentemente nel Regno Unito delle superstizioni e dei detti se ne infischiano.

Oggi è stato annunciato, a distanza di pochi giorni dal fidanzamento ufficiale, il prossimo matrimonio del principe William, figlio primogenito della compianta Lady Diana Spencer e del Principe del Galles Charles, della dinastia dei Windsor. La data scelta è il 29 aprile e il primo ministro David Cameron ha già proclamato la giornata festa nazionale. Qualcuno sospetta che si sia optato per questa data onde permettere agli Inglesi di fare il ponte con il 1 maggio. E non ci sarebbe nulla di male, se il 29 non cadesse di venerdì. Ma, come ho detto, i britannici, popolo nordico, non sono superstiziosi come noi mediterranei.

I sudditi di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, c’è da scommetterci, sono in fermento e nemmeno la Corte sembra immune dall’ansia per l’attesa del felice evento. La più frastornata sarà di certo la povera Kate Middleton e la futura e regale nonna acquisita è già corsa ai ripari: le ha imposto uno psicologo, soprattutto per farle superare lo stress del confronto con la mancata suocera, Lady D. Inutile negarlo: negli otto anni di frequentazione, Kate e William sono stati al centro dell’attenzione mediatica in tutta l’Europa. Già il fatto che nelle vene della futura regina d’Inghilterra non scorra il sangue blu ha causato delle perplessità. Il primo confronto con Lady Diana è inevitabile: la famiglia Spencer è una delle più ricche della nobiltà inglese e persino più antica degli stessi Windsor.
Carlo era stato ben oculato nella scelta: giovane, carina, nobile e … illibata. Recentemente, sulle nozze del figlio con Kate si è espresso in questi termini: “Hanno già praticato”. Due a zero per Diana.

Proprio l’anello che Carlo aveva donato alla sua Diana, uno zaffiro contornato da diamanti, ora brilla all’anulare della fidanzata di William. Le tradizioni, si sa, vanno rispettate, ma io mi chiedo: come si fa ad affibbiare alla povera Kate lo stesso anello di fidanzamento che alla compianta Diana non ha proprio portato fortuna? Non stento a credere che, nonostante il sorriso smagliante esibito per le foto e i filmati di rito, la futura moglie di William non sia così felice dell’anello regale. Non lo vedo un gran bell’auspicio. Sarà un caso che Kate abbia scelto, per il fidanzamento, un abito blu zaffiro come Lady Diana?
Per il solo fatto di portare questo peso, alla poveretta darei un punto in più, giusto per accorciare le distanze nel confronto con Diana.

La cerimonia sarà celebrata nell’Abbazia di Westminster, la stessa in cui hanno avuto luogo, nel lontano 1947, le nozze tra Elisabetta II e Filippo di Edimburgo e la stessa in cui si sono svolti i funerali della povera Lady Diana, nel 1997. Il matrimonio dei genitori di William è stato, invece, celebrato nella Cattedrale di St. Paul perché, come pare, Carlo l’avrebbe preferita per l’acustica migliore rispetto a Westminster.
Ora, va be’ che William e Kate non si diranno I will nella stessa chiesa in cui si sono sposati Carlo e Diana, ma sposarsi nello stesso luogo in cui è stato dato l’estremo saluto alla “principessa triste” non sembra augurare nulla di buono.
Anche questo è un fardello non da poco: darei a Kate un altro punticino così da azzerare la distanza con la mancata suocera.

Il matrimonio di Carlo e Diana e il funerale della principessa sono stati trasmessi in mondovisione e visti rispettivamente da 750 milioni e da circa un miliardo di telespettatori, in assoluto lo “spettacolo” televisivo più visto nella storia della Tv. Ha battuto pure il funerale dell’amato papa Giovanni Paolo II.
Riuscirà l’evento più atteso dell’anno 2011 a battere il record? Non lo so, ma probabilmente la futura principessa sta già facendo gli scongiuri. Una volta, in un’intervista, le era stato chiesto se si considerasse fortunata ad essere la fidanzata di William; aveva risposto, con la flemma tipicamente inglese: “è lui fortunato ad avere incontrato me”. Non so se sia ancora dello stesso parere e non so quanto fortunata potrà essere la sua unione con l’erede al trono, visti gli auspici. Ecco, questo basterebbe per darsela a gambe, finché è in tempo … alla faccia della Royal Crown.

AGGIORNAMENTO, 29 APRILE 2011

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO SULLE NOZZE: WONDERFUL KATE

Annunci

4 marzo 2010

IL BOTULINO A SEDICI ANNI: TUTTA SUA MADRE

Posted in adolescenti, attualità, figli, società tagged , , , , a 11:20 pm di marisamoles

Su Il Corriere leggo un divertente articolo di Maria Laura Rodotà che, per il tema che tratta, di divertente ahimè non ha proprio nulla: la quarantanovenne inglese Sarah Burge, detta la Human Barbie, anche se di umano ha davvero poco, soprattutto per quanto riguarda il cervello, già da un anno fa regolarmente delle iniezioni di botulino alla figlia adolescente Hannah, sedici anni appena.

Com’è vero: le figlie vogliono assomigliare alle madri e non sopportano di essere meno belle delle loro genitrici. Questo generalmente porta al complesso di Edipo, ma se, invece, tra madre e figlia si crea una certa complicità, anche il famoso complesso di freudiana memoria se ne va a farsi friggere.
La signora Huges, quarantanovenne bionda platino, ha subito tanti e tali interventi chirurgici nella sua vita da essere praticamente priva dei cosiddetti pezzi originali. La figlia, dunque, ha pensato bene di chiedere alla genitrice esperta di lifting (in realtà è solo un’estetista) di farle delle iniezioni di botox perché aveva già delle antipatiche e antiestetiche rughette sulla fronte. Naturalmente la ragazza afferma di non essere stata influenzata dalla madre, in questo caso, ma dalle compagne di scuole. Il che significa che in Inghilterra il botox è utilizzato senza controlli anche sulle minorenni. Meno male che qui in Italia hanno deciso di vietare gli interventi di chirurgia estetica alle ragazzine che dovranno attendere i diciotto anni. Come se a quell’età ci fosse bisogno del chirurgo.

Leggo sull’articolo che la Human Barbie “ha speso mezzo milione di sterline e sembra non avere più un pezzo originale: sono nuovi il seno e il mento, gli zigomi e il collo, le cosce liposuzionate e l’intera faccia (dopo tre lifting)”. E ha solo 49 anni. Se ora inizia anche la figlia, mi chiedo che reddito abbia la signora e che mestiere realmente faccia, vista l’attenzione che presta nei confronti del suo fisico. E poi, va bene che i figli hanno bisogno delle nostre attenzioni, ma che gli si corra dietro con la siringa in mano mi sembra decisamente troppo.

[FOTO DA Il Corriere]

30 dicembre 2009

DAI “MAMMONI” DI CASA NOSTRA ALLA “BOOMERANG GENERATION” INGLESE

Posted in attualità, famiglia, figli, lavoro, società tagged , , , , , , , , , a 11:09 am di marisamoles

I giovani inglesi sono da sempre molto indipendenti: quelli che studiano si trasferiscono in giovane età nei campus, quelli che decidono di trovare un lavoro, ben presto abbandonano il nido familiare per vivere da soli. Questo almeno fino ad oggi. Pare, infatti, che la gioventù inglese sia afflitta da un nuovo morbo, sconosciuto fino ad ora: uno strano effetto boomerang che, qualora abbiano lasciato la casa paterna per studiare, al termine del corso di studi, li riporta dritti dritti a casa di mamma e papà. Non va meglio ai giovani in cerca di lavoro: anche se l’occupazione giovanile è aumentata, in Inghilterra, del 15% rispetto al dicembre 2008, i boomerang kids sono attualmente in aumento. Secondo le stime ONS (Ufficio Nazionale di Statistica), un quarto dei maschi di età compresa tra i 25 e i 29 anni vive ancora in famiglia, contro 1/8 delle femmine; va un po’ meglio ai più grandi, tra i 30 e i 34 anni: un uomo su dieci contro una donna su venti coabitano con i genitori. (FONTE)

Insomma, pare che gli Inglesi, che da sempre prendono in giro i “mammoni” di casa nostra, ora debbano stare zitti. Non solo: se da noi la situazione è, diciamo così, sotto controllo, visto che da tempo il “vado a vivere da solo/a” dei figli è sostituito dal rassegnato interrogativo dei genitori “ma quando se ne vanno?”, le famiglie inglesi pare non siano così preparate ad affrontare questa sorta di emergenza. E dev’essere proprio così visto che Lord Peter Mandelson, ministro del Business, ha pubblicato ieri una sorta di guida per genitori che non sanno come sbarazzarsi dei figli, ormai cresciuti, che non intendono lasciare la famiglia di origine.

Secondo Mandelson, i genitori non devono assecondare i propri figli grandicelli ma piuttosto mostrare loro una sorta di “tough love”, ovvero “amore severo”. Il ministro, infatti, si chiede: “Se gli rendete la vita comoda, quando mai se ne andranno?”. Ecco, questa è una buona domanda. Le madri italiane dovrebbero porsela, e invece propendono per il loro insostituibile ruolo di “chioccia” che sembra far parte del loro DNA da generazioni. Come ben osserva il ministro inglese, “se le madri continuano ad offrire ai figli, completamente gratis, vitto e alloggio, se lavano e stirano i loro indumenti, se puliscono la loro stanza, se garantiscono ogni agio” è evidente che i pargoli non vedranno alcun motivo per andarsene.

La guida pubblicata, chiamata Parents motivators, vuole dare un aiuto pratico ai genitori in difficoltà perché, come osserva Mandelson, “brontolare non serve a nulla”. Anzi, rende ancor più stressante la vita di genitori e figli.
Ma quali sono questi “consigli”? Ecco un breve elenco di ciò che si deve e non si deve fare:


Una volta diplomati, permettere ai figli di rilassarsi un po’, evitando, però, che poche settimane diventino dei mesi
Far sì che percepiscano la vicinanza emotiva dei loro genitori
Individuare qualcuno, tra le proprie conoscenze, che sia in grado di aiutare il figlio (ah, le solite raccomandazioni che qualche maligno vuole siano tutte italiane! NdR)
Fare attenzione al loro stato mentale: se si notano dei cambiamenti a livello di alimentazione o riposo , consultare un medico
Predisporre una tabella in cui aggiornare gli eventuali progressi.

NO
Non brontolare di continuo. Non è facile, per un giovane, trovare un lavoro perché c’è un’inevitabile concorrenza, essendo questo l’obiettivo di tanti
Non assumersi degli incarichi al posto loro, come, ad esempio, telefonare in giro per cercare un lavoro
Non cercare di sostenerli troppo: amarli sì, ma con “severità”
Non accordare ai figli un finanziamento per un corso di formazione troppo costoso, senza prendere in considerazione delle alternative
Evitare di sminuire le loro idee, anche se è preferibile non incoraggiare sogni irrealizzabili

In conclusione, secondo Mandelson, i genitori dovrebbero improvvisarsi attori, seguendo una sorta di sceneggiatura, pur evitando di buttar via un sacco di tempo nel tentativo di consigliare al meglio i propri rampolli. È noto che per i figli si cerca di ottenere il meglio, ma talvolta è preferibile procedere a piccoli passi: cominciare da un lavoro anche modesto, giusto per essere indipendenti economicamente, è sempre meglio che coltivare il sogno di far carriera per anni, senza concludere nulla.

Beh, credo che per le mamme italiane tutto questo non sia una novità: loro ci sono già abituate ai mammoni. Le English mothers no, e si vede!

[Articolo originale sul Timesonline: LINK]

1 ottobre 2009

ADOTTA UN NONNO? NO, “VENDE” LA SUA NONNINA BRONTOLONA

Posted in bambini, famiglia, stampa estera tagged , , , , , a 4:31 pm di marisamoles

nonnaSembra uno scherzo e invece la notizia è vera: in Inghilterra una nipotina un po’ insofferente, stanca del continuo brontolare della nonna, si è affidata alla moderna tecnologia per … sbarazzarsene. L’intraprendente ragazzina, di soli dieci anni, ha messo in vendita la nonna su eBay. E poi non si osi dire che sul web non sia possibile vendere di tutto!

La piccola Zoe, che vive nell’Essex, ha giustificato il gesto dicendo che la nonna si lamentava troppo e questa sua particolarità è stata sottolineata anche nel testo preparato per la vendita all’asta. La dolce bimba descrive la nonnina in questo modo: non comune e seccatrice e che si lamenta in continuazione, ma anche molto coccolona e amante dell’enigmistica. Beh, almeno qualche virtù l’ha trovata nella signora Marion, sessantaduenne, amante del tè e del caffè. Il bello è che la signora ha assistito alla stesura del testo e ha obiettato che in cucina non ama il curry, come sostenuto dalla nipote, ma le piace il cibo cinese.
Il padre di Zoe, da parte sua, non ha fatto una piega e ha tenuto a precisare che la bambina ha fatto tutto da sola e che sulle osservazioni fatte riguardo la nonna era anche lui perfettamente d’accordo .

L’asta, comunque, incredibilmente è partita prima che gli amministratori di eBay si accorgessero che la merce era in realtà una nonna. Sono arrivate ben 27 offerte e la cifra più alta è stata di 2000 sterline. Ma certamente sarebbe salita se eBay non avessero rimosso l’annuncio giustificandosi con queste parole: eBay non consente la vendita di esseri umani.

Però una soddisfazione devono averla avuta tutte e due le protagoniste: la bimba per l’attenzione che ha attirato su di sé (è stata intervistata anche dal Daily Mail) e la nonnina per aver trovato degli acquirenti, nonostante quel fastidioso vizio di brontolare.

Chi ricorda la campagna di sensibilizzazione di alcuni anni fa che invitava all’adozione dei “nonni”? Altro che “adotta un nonno”, questa si voleva vendere la sua! Credo che in Inghilterra si debbano ancora sensibilizzare le nuove generazioni sul “tesoro” che rappresenta l’avere dei nonni. Se non intervengono, gli English children i nonni se li mangiano!

[FONTE: Il Gazzettino]

31 maggio 2009

NIENTE TOPLESS, SIAMO INGLESI

Posted in attualità tagged , , , , , , , , a 8:51 pm di marisamoles

6185468Non è il titolo di uno spettacolo teatrale, nulla a che vedere con “Niente sesso siamo inglesi” di Anthony Marriot & Alistair Foot, gradevole commedia anni Settanta, ma il “pudore” tutto anglosassone in fondo c’entra un po’. La ditta Kiniki ha, infatti, inventato un costume da bagno, il Tan Through, che permette l’abbronzatura totale anche senza scoprirsi. Il merito è di un tessuto speciale, il Transol, la cui trama è costituita da microscopici forellini che permettono il passaggio dell’80% dei raggi solari. Un gioco di fantasie astratte e animalier permette di nascondere le nudità sia maschili che femminili, poiché il costume è disponibile in più modelli per entrambi i sessi. Il prezzo, poi, è conveniente: il modello meno caro costa poco meno di 40 euro.

Naturalmente le associazioni antitumore inglesi non sembrano apprezzare l’invenzione: l’abbronzatura integrale fa male e il costume non offre alcun tipo di protezione, anzi. Ma a me viene da pensare: lo stesso discorso non vale forse anche per il topless? Il proprietario della Kiniki, John Walker, spiega: «Abbiamo lanciato ufficialmente la linea appena quattro settimane fa ma non riusciamo già più a stare al passo con la domanda. L’idea mi è venuta sei anni fa, ma siamo noi stessi i primi ad avvertire i clienti dei rischi di un’eccessiva esposizione al sole, spiegando che devono mettere comunque un’adeguata protezione sia sopra che sotto al costume, perché i raggi, passando attraverso il tessuto, possono bruciare la pelle». Quindi, la crema protettiva si può stendere anche sopra il costume; m’immagino che poltiglia ne viene fuori, specie sulle spiagge sabbiose. Per applicarla sotto il costume, però, quanto meno bisogna trovare un posto dove potersi spogliare per eseguire l’operazione. Ma se uno è veramente patito dell’abbronzatura, è pronto a qualsiasi sacrificio
La cosa che mi sembra più strana, però, è che questa specie di rivoluzione nell’ambito dell’abbigliamento da spiaggia arrivi proprio dall’Inghilterra, dove anche in piena estate non sono molte le giornate di sole e, soprattutto, fa piuttosto freddo. Almeno io ho avuto questa esperienza sul Mare del Nord dove, complice il vento e anche un po’ di pioggia, la spiaggia l’ho vista solo dall’alto di una stradina panoramica. I pochi “bagnanti” erano vestiti di tutto punto e perlopiù si davano al windsurf.

Insomma, niente topless per le inglesi. Ma siamo sicuri che l’invenzione sia proprio britannica? Sarà, ma su e-bay sono già in vendita da tempo degli articoli simili, made in Netherlands (sito sunselect.nl), e ad un prezzo molto più conveniente: da più o meno 10 euro a 20. Oddio, non è che in Olanda faccia più caldo che in Inghilterra, quindi mi stupisco che siano proprio dei paesi nordici a proporre sul mercato questo tipo di indumenti. In ogni caso, topless a parte, siamo sicuri che funzionano? Perché il rischio che al posto delle “chiappe chiare” ci si ritrovi un fondo schiena tipo bertuccia c’è. Io, che comunque non ho mai preso in considerazione il fatto di prendere il sole nuda, preferisco i vecchi tessuti e soprattutto le valide e anche un po’ costose creme protettive. Sono un po’ diffidente, lo so, ma la pelle è preziosa e proteggerla è una precisa responsabilità che tutti dobbiamo avere. Inglesi e Olandesi compresi.

[fonte principale: Il Corriere.it, articolo di Simona Marchetti, del 30 maggio 2009; nella foto: la spiaggia di Cromer, Norfolk, UK]

Pagina precedente

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, di temi originali e copiati, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

i media-mondo: la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dr.ssa Marzia Cikada (Torino e Torre Pellice)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: