19 maggio 2010

MANIFESTI GAY A UDINE: NON SI PLACANO LE POLEMICHE

Posted in attualità, Friuli Venzia-Giulia, pubblicità tagged , , , , , , , , , , a 3:59 pm di marisamoles


Dal 17 maggio scorso, giorno in cui si è celebrata la giornata mondiale contro l’omofobia, nelle strade del centro cittadino di Udine e di Pordenone sono stati affissi centinaia di manifesti con le immagini di due coppie di omosessuali, due maschi e due femmine, riprese nell’atto di baciarsi. Ne ho già parlato in questo post.
Le reazioni di protesta, soprattutto da parte del PdL e della Chiesa non si sono fatte attendere. Ma il sindaco di Udine, Furio Honsell, già rettore dell’ateneo friulano e noto al grande pubblico per le sue numerose ospitate, avvenute qualche tempo fa, nella trasmissione “Che tempo che fa”, condotta su Rai 3 da Fabio Fazio, è irremovibile. La campagna pubblicitaria, voluta e sponsorizzata a spese dell’amministrazione comunale, conferma, secondo il primo cittadino, che di questo tipo di pubblicità ce n’è davvero bisogno: l’omofobia è una realtà.

In effetti sembra che Honsell abbia ragione: non appena affissi i manifesti, nottetempo sono stati oscurati: in pratica qualcuno, probabilmente più persone e ben organizzate, visto che hanno girato tutta la città, ha nascosto i manifesti gay coprendoli con altri completamente bianchi. Non solo, in diverse parti della città sono comparsi degli adesivi con delle scritte ingiuriose contro gli omosessuali.
Da parte dell’Arcigay il commento è questo: il nostro obiettivo non è lo scontro ma generare un franco dibattito su un problema di stretta attualità qual è l’omofobia, un problema che ha sancito una giornata di carattere mondiale. Resta il fatto che questi adesivi confermano che l’omofobia è un problema reale, vero, e non un’invenzione delle nostre associazioni. E che dunque chi ha voluto dedicare il 17 maggio a questo problema lo ha fatto sicuramente a ragion veduta.

Anche il sindaco Honsell esprime il suo disappunto: È con profondo rammarico che abbiamo assistito a questa azione di inciviltà. Un’azione che condanniamo in tutti i sensi. Per quanto riguarda la copertura dei manifesti avvenuta nella notte (tra il 17 e il 18 maggio, NdR) ci attiveremo in base a quanto previsto dal regolamento comunale, che prevede il ripristino dei manifesti del committente. È chiaro comunque che sporgeremo denuncia contro ignoti e condanniamo questa azione così come tutte le espressioni di intolleranza. Come ho già avuto modo di rilevare da tutto questo emerge il fatto che di giornate contro l’omofobia c’ è davvero bisogno.

Direttamente chiamato in causa, il movimento La Destra del Friuli Venezia Giulia, attraverso il responsabile regionale Ernesto Pezzetta, ha rivendicato di aver “oscurato” a Udine i manifesti con il bacio omosessuale realizzati da Arcigay e Arcilesbica. Lo rivendico – ha dichiarato Pezzetta – assumendone la piena responsabilità. Si tratta di un’iniziativa prettamente politica, in contrapposizione alla scelta fatta dai Comuni di Udine e di Pordenone di patrocinare i manifesti.

Ma la gente comune che dice? Nelle interviste trasmesse sui vari Tg le reazioni sono state diverse: si va dall’indifferenza all’indignazione, ma da parte dei genitori si manifesta una certa preoccupazione per l’impatto che i manifesti potrebbero avere sui bambini: è difficile, infatti, spiegare loro il messaggio che si vuole trasmettere. A questo proposito, Eduard Ballaman , in veste di Tutore dei minori, definisce la campagna dell’Arcigay «aggressiva e mal congegnata». Mentre un dirigente scolastico ha protestato per l’affissione dei manifesti in prossimità dell’edifico scolastico e ne ha chiesto la rimozione.

Insomma, il problema è complesso e non saranno certo i manifesti con i baci tra gay a risolverlo. Tanto meno le polemiche che ne sono scaturite. Forse i tempi non sono ancora maturi per affrontare una tematica che pone in primo piano ancora molti pregiudizi e discriminazioni. Ma è anche vero che, nel momento stesso in cui da parte delle associazioni pro-gay si sente l’esigenza di una campagna pubblicitaria del genere, si ammette che una diversità, nel senso buono del termine, c’è: perché, infatti, non si tappezzano le strade di manifesti che ritraggono delle coppie eterosessuali o delle allegre famiglie con prole? Perché ciò che è “normale” non ha bisogno di pubblicità: ha già di suo un valore intrinseco su cui è difficile dubitare, se non altro perché fa parte della storia dell’uomo.

[fonti: Messaggero Veneto e Gazzettino; LINK per la foto]

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15 maggio 2010

A UDINE OMOSEX È UN PRODOTTO TIPICO … DI CIVILTÀ

Posted in attualità, Friuli Venzia-Giulia, pubblicità tagged , , , , , , , a 10:20 pm di marisamoles

Ha suscitato polemiche a non finire l’affissione in città di manifesti che ritraggono degli omosessuali nell’atto di baciarsi. In occasione della giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebrerà il 17 maggio, l’amministrazione comunale ha pensato di accompagnare i manifesti con una scritta che propaganda la civiltà, e quindi implicitamente la tolleranza nei confronti delle coppie omosex, come “prodotto tipico friulano” accanto ai prosciutti, al vino e ai formaggi per cui questa regione è nota.

Niente da obiettare sul fatto che la civiltà sia un dovere di tutti i cittadini; ma in questo ritengo che non debbano primeggiare per forza i friulani. Se poi vogliamo essere sinceri, chi vive in Friuli-Venezia Giulia non può ignorare che siano esistite, e purtroppo non ancora sopite, diatribe tra i friulani e i giuliani. Quindi, a parer mio, un chiaro sintomo di civiltà dovrebbe essere rinunciare alle antiche e ingiustificate rivalità tra i friulani e i triestini. E lo dico con cognizione di causa, essendo io una triestina che vive da quasi venticinque anni in Friuli e che ha visto spesso degli atteggiamenti di insofferenza e sospetto da parte degli “autoctoni” non appena dichiaravo la mia origine.

Per molti anni ho dovuto fare i conti con i pregiudizi; ho rinunciato per lungo tempo alla mia identità, cercando di mascherare la mia origine per non essere emarginata, per essere considerata per quello che sono e non per la mia provenienza. Non è stato facile perché, sembra incredibile, ma l’intolleranza nei confronti dei triestini è sempre viva, si trasmette per via ereditaria. Il popolo friulano, popolo di emigranti, che ha vissuto sulla propria pelle l’esperienza dell’emarginazione, non è ancora riuscito a mandar giù il “boccone amaro”. Più volte ho cercato di capire la ragione di questo atteggiamento, senza risultato. Ovviamente non mi è capitato spesso di sentirmi a disagio rivelando la mia origine, ma so che alla classica e scherzosa domanda “Chi vuoi buttar giù dalla torre: un extracomunitario o un triestino?”, molti sceglierebbero la seconda opzione.

Ma a parte questa mia esperienza personale, gli stessi pregiudizi sono ancora nutriti nei confronti dei meridionali: un paio di mesi fa aveva fatto notizia il licenziamento di un docente napoletano nel pordenonese. Ne avevo scritto questo post e i commenti che avevo ricevuto da due friulani doc avevano un tono molto diverso da quella “civiltà prodotto tipico friulano” che ora si vuol propagandare per combattere contro l’intolleranza nei confronti degli omosessuali.

Insomma, a me pare che ci siano molti modi per dire no ai pregiudizi e all’intolleranza, anche agendo in modo meno plateale, rischiando di urtare la sensibilità di chi, pur rispettando le scelte degli altri, non ha piacere di vedersi di fronte i manifesti descritti. Ad esempio, il presidente della Provincia di Pordenone, altra città in cui è stata diffusa questa campagna, Alessandro Ciriani, ha osservato: «È un’ostentazione pubblica fuori luogo di orientamenti sessuali privati e non è neanche trasgressiva, perché, considerate le immagini con le quali i media ci bombardano ogni giorno, ormai sarebbe più trasgressivo mostrare una famiglia normale».
Da parte sua, il direttore dell’Ufficio di pastorale della famiglia della Diocesi di Udine, don Giuseppe Faccin, ha definito “indecente” il patrocinio dato dal Comune di Udine alla campagna in questione.

A questo punto mi aspetto che prima o poi per la propaganda della “civiltà prodotto tipico friulano” siano affissi dei manifesti in cui un udinese (o pordenonese) baci un triestino. Anche omosex va bene.

[fonte della notizia e foto da Il Gazzettino]

POTETE LEGGERE ALTRI COMMENTI SULL’INIZIATIVA A QUESTO LINK DEL MESSAGGERO VENETO DEL 17/05/2010

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