LA FILOLOGICA FRIULANA NON PERDONA PAOLO VILLAGGIO: PRONTA LA QUERELA PER DIFFAMAZIONE


Alla fine tutti, o quasi, hanno perdonato Paolo Villaggio che, nel suo libro Mi dichi, aveva offeso i friulani dicendo di loro: per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente.

Lo scorso ottobre, quando il presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia, Renzo Tondo, aveva scoperto nel libro, non proprio fresco di stampa, questa riflessione fantozziana sul popolo friulano, sembrava che la regione stessa fosse pronta per la denuncia. Poi, complici forse le scuse arrivate da Paolo Villaggio, che attribuì al personaggio Fantozzi le frasi ingiuriose, il comico genovese era stato perdonato. Ma la Società Filologica Friulana fin da subito aveva chiaramente espresso la volontà di andare avanti. Ora, dopo aver ottenuto l’appoggio di un migliaio di soci, il presidente Lorenzo Pelizzo annuncia di aver dato mandato all’avvocato Carlo del Torre di presentare alla Procura della Repubblica di Trento denuncia per diffamazione.

Secondo Pelizzo, infatti, Villaggio ha davvero esagerato: Qui non si tratta di comicità e ironia, ma di maleducazione, di scadimento morale, osserva. Poi precisa che se dovessimo vincere la causa, l’eventuale risarcimento andrà tutto a sostenere la benemerita attività dell’ospedale infantile Gaslini di Genova, la città del signor Villaggio. Un bel gesto che accompagna la determinazione dei friulani: Difendere l’onorabilità di una lingua, di una cultura e di un popolo è sacrosanto quanto doveroso, conclude Pelizzo.

[notizia del Messaggero Veneto]

PAOLO VILLAGGIO OFFENDE I FRIULANI: LA REGIONE PRONTA PER LA QUERELA


L’ironia, si sa, bisogna saperla cogliere. Però è anche vero che talvolta quella che dovrebbe essere una bonaria presa in giro si rivela un’offesa bella e buona. Questo, in sintesi, è ciò che pensa il presidente della Regione Friuli – Venezia Giulia, Renzo Tondo, a proposito della pesante, e non proprio bonaria, presa in giro del popolo friulano contenuta nell’ultima fatica letteraria, si fa per dire, del comico Paolo Villaggio.

Il libro incriminato è Mi dichi, in cui l’autore vorrebbe ironizzare sulla lingua parlata nelle diverse regioni d’Italia (le ha girate tutte? mah …). A proposito dei friulani (che difendono con grande energia e senza riserve il loro idioma), Villaggio scrive, a pagina 42:

[…] i friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente.

Insomma, gli abitanti del Friuli sarebbero degli ubriaconi e dei maleducati, oltre che rozzi. Dovrebbe essere solo ironia ma, onestamente, non fa ridere nemmeno me, figuriamoci quanta ilarità può suscitare in chi è davvero originario di queste parti.

Tutti offesi, a partire dal mondo politico. Spiega il presidente della Regione: Trovo quanto scritto da Villaggio volgare, offensivo e segno del decadimento dei tempi. Da una prima verifica ci sono gli estremi per una querela. Ho dato mandato all’ufficio legale di verificare e giovedì in giunta avremo una prima relazione. E se gli avvocati mi confermeranno che ci sono gli estremi non esiterò a presentare querela.

Indignato pure il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini che appoggia l’iniziativa di Tondo. Lo sconcerto, poi, è accentuato dal fatto che, riferendosi a Villaggio, osserva che questo qua non ha mai conosciuto un friulano e forse si è lasciato influenzare dalla critica negativa che Dante aveva fatto del friulano nel suo studio sui volgari d’Italia (nel I libro del De Vulgari Eloquentia il poeta fiorentino scrive: setacciamo via Aquileiesi e Istriani, che con quel loro accento ferino pronunciano: Ces fas-tu?). Ma, osserva Fontanini, la critica rivolta alla lingua dei friulani nacque dal fatto che il padre dell’italiano aveva interesse a promuovere la sua e comunque, pur nella sua critica, non utilizzò termini così volgari. Peccato, però, che Fontanini ignori che proprio l’Alighieri nella sua opera aveva definito lo stesso toscano turpiloquium, e infroniti (dissennati) coloro che, solo perché parlanti, lo ritenevano il dialetto migliore. Quindi, signor Fontanini, la sua non è la spiegazione giusta.

Altra cosa su cui non concordo è la difesa che il presidente della Provincia fa del friulano in quanto la dizione dei friulani è tra le migliori in Italia in quanto priva di accenti vistosi. Mi permetto un’osservazione: se Villaggio, com’è probabile, non ha mai conosciuto un friulano, Fontanini non si è mai sentito parlare e non ha mai ascoltato con orecchio non campanilistico i suoi conterranei.

A parte tutto, le parole di Villaggio paiono anche a me offensive e per nulla ironiche, anzi parecchio pesanti (quelle sull’alito poi …). In attesa della querela e della reazione dell’attore-regista-scrittore, mi viene spontaneo rivolgermi a lui, anche se so che mai mi leggerà, con queste parole rese celebri dal grande Totò:

MA MI FACCI IL PIACERE

… così, giusto per adeguarmi al suo DICHI.

[fonte: Messaggero Veneto]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 27 OTTOBRE 2011

Dopo aver scatenato una vera e propria bufera in Friuli, oggi Paolo Villaggio si scusa per aver ironizzato in maniera un po’ troppo pesante sul popolo friulano.

La conferma arriva dalla sua editor che, tra l’altro, è friulana. Pare che abbia chiesto l’indirizzo e-mail e il numero del cellulare di Renzo Tondo, presidente della Regione. Da parte sua, Tondo sembra aver fatto un passo indietro e ha commentato: «Non voglio fare guerre, mi sono un po’ seccato perché quanto detto non rappresenta il mio popolo. Ho ricevuto tante telefonate di gente arrabbiata, cittadini qualunque, gente che mi ha fermato per strada». Poi azzarda pure un invito: «Venga su in Friuli Villaggio e si accorgerà che abbiamo vini e formaggi squisiti e lavande profumatissime».

Se la querela da parte della Regione sembra sempre più lontana, chi non ha affatto perdonato il comico genovese è la Società Filologica Friulana. Il presidente, Lorenzo Pelizzo, fa sapere che si consulterà con un legale e che porterà il “caso” in consiglio per decidere se procedere con una denuncia per diffamazione.

[fonte: Messaggero Veneto]

NUOVO AGGIORNAMENTO, 28 OTTOBRE 2011

PACE FATTA

Paolo Villaggio ha scritto una mail di scuse a Renzo Tondo e lo ha anche contattato via cellulare. Pace fatta, dunque, e la querela non ci sarà.

Renzo Tondo, che non aveva risparmiato critiche al comico genovese ora definisce Villaggio una persona intelligente e corretta e si dichiara soddisfatto per aver ottenuto le scuse e per aver spinto l’autore di Mi dichi ad ammettere la caduta di stile che il Presidente della regione Friuli – Venezia Giulia gli aveva rimproverato.

Da parte sua, l’assessore alla Cultura della Provincia di Udine, Elena Lizzi, rende noto che provvederà ad inviare all’editore di Villaggio una serie di pubblicazioni sulla storia, cultura, tradizioni e lingua friulane, cosicché qualora decidessero di esprimersi ancora sul popolo friulano, lo facessero a ragion veduta.

Ora “Fantozzi” è atteso in Friuli, soprattutto nel capoluogo, Udine, che dice di conoscere e di amare.

Tutto è bene quel che finisce bene, dunque. Ma c’è chi sospetta che questa querelle sia stata montata ad arte da Tondo, in odor di elezioni. Effettivamente, pare strano che dalla sua pubblicazione, nel maggio scorso, il libro di Villaggio sia stato letto solo ora dal presidente e che nessun friulano in precedenza avesse fatto notare le frasi ingiuriose contenute in Mi dichi. Voci da corridoio, forse, ma non prive di senso.

[fonte: Messaggero Veneto]

ULTIMO AGGIORNAMENTO (SPERO!), 29 OTTOBRE 2011

C’È CHI PERDONA E CHI NO: TONDO SÌ, LA FILOLOGICA NO

Se la Regione Friuli – Venezia Giulia, nella persona del Presidente Renzo Tondo, e la Provincia di Udine, rappresentata da Pietro Fontanini, hanno perdonato Paolo Villaggio per le offese contenute nel suo libro Mi dichi, la Società Filologica Friulana, attraverso il suo presidente Lorenzo Pelizzo, rende nota l’intenzione di querelare per diffamazione il comico genovese.

«Non intendo rappacificarmi a meno che per esempio – spiega Pelizzo – Villaggio non voglia ritirare dal commercio il libro con cui ha diffamato la cultura, la lingua e soprattutto il popolo friulano. Le sue scuse non mi bastano e non servono, perché il colpo che ci ha dato è troppo forte. Chi ha letto il libro – continua Pelizzo – si fa un’idea del friulano molto diversa da ciò che è. Per questo come ufficio di presidenza della Filologica abbiamo dato mandato a un legale di presentare denuncia per diffamazione».

Qualche friulano un po’ più “morbido”, però, c’è: l’assessore alle Risorse agricole Claudio Violino (Lega), invita il comico in Friuli, in occasione dell’“Autunno Friulano” che si terrà a San Daniele il 25 e 26 novembre. L’evento avrà anche lo scopo di festeggiare il 50° anniversario del Consorzio di tutela del prosciutto di San Daniele. Secondo Violino l’invito potrebbe essere allettante per Villaggio, poiché avrebbe l’occasione di assaggiare ben 250 specialità vinicole della regione.
Naturalmente la lettera d’invito spedita al comico è stata redatta rigorosamente in due lingue: Italiano e Friulano.

Da parte sua, Pelizzo non fa nomi, ma ironizza su chi invita l’attore in Friuli. «Chi pensa di invitarlo qui – osserva – mi sembra come il detto friulano: “par lâ sul gjornâl al à copât so pari” [traduzione: per finire sul giornale ha ucciso suo padre]».

Però, dopo tutto, Pelizzo querela Villaggio considerando la sua ironia troppo pesante, ma non si risparmia di ironizzare su chi non condivide la sua opinione.

Che simpatici questi friulani!

[fonte: Messaggero Veneto]

LEZIONI DI FRIULANO A SCUOLA AL COSTO DI DUE MILIONI E 650MILA EURO

Nelle scuole primarie e secondarie di I grado del Friuli-Venezia Giulia verrà impartito l’insegnamento del friulano alla modica cifra di due milioni 650 mila euro. I corsi saranno rivolti a oltre 68 mila studenti ai quali si aggiungono altri 9 mila delle scuole paritarie. L’assessore all’istruzione, Roberto Molinaro, ha comunicato ieri alla giunta i contenuti della bozza del regolamento della legge regionale (la 29 del 18 dicembre 2007) su tutela, valorizzazione e promozione del friulano.

Così, dopo il finanziamento di 35 mila euro, ottenuto nel 2009 grazie ai fondi della legge 482/99, al fine di elaborare il software per la scrittura intuitiva dei messaggini da inviare con il cellulare, scaricabile dal sito della Provincia, (QUI la notizia), un’altra iniziativa per diffondere la marilenghe fa discutere. Senza contare che il calcolo della spesa viene fatto considerando 30 ore di lezione (meno di un’ora a settimana) da impartire ad ogni allievo da parte di insegnanti che saranno impegnati oltre l’orario di servizio.

L’assessore Roberto Molinaro rende noto, tuttavia, che a tale spesa, visto il sistema di norme statali in vigore (e cioè la legge 482 del dicembre 1999, e il regolamento di attuazione del maggio 2001) deve concorrere anche il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca con il quale devono essere intraprese le necessarie intese. E qui mi permetto di sorridere.

Con tutto il rispetto per il friulano, lingua o dialetto che sia, mi domando, in primo luogo, se ci saranno docenti in grado di insegnarlo. Perché è evidente che non basta conoscerlo e usarlo tutti i giorni come lingua viva; che lo si faccia al bar giocando a briscola oppure in sala insegnanti discutendo sull’orario, fa lo stesso. E poi mi chiedo cosa penseranno di questo bizzarro insegnamento linguistico i giovani extracomunitari, quelli che magari non sanno nemmeno parlare bene l’italiano, figuriamoci scriverlo o conoscerne le regole grammaticali.

A questo proposito, mi chiedo se non sia più utile stanziare dei fondi per l’insegnamento dell’italiano agli stranieri (attualmente devono accontentarsi di una ventina di ore, un numero esiguo, evidentemente, per chi ha poca dimestichezza con la lingua) o per portare sostegno ai diversamente abili, visto che il ministero non sembra preoccuparsene molto. Ah, già, dimenticavo che secondo il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, per i disabili sarebbe meglio creare delle classi separate

E che dire dei lavori urgenti di cui necessitano molte scuole della regione? Non parlo di ristrutturazione, mi riferisco a quella ordinaria manutenzione, tipo mettere a norma i vetri delle finestre che nelle sedi più vecchie cadono al primo soffio di vento o mettere in sicurezza i controsoffitti, onde evitare tragedie come quelle verificatesi altrove, che viene trascurata per mancanza di fondi.

Insomma, il friulano, seppur meritevole di tutela in quanto lingua minoritaria, secondo me potrebbe anche aspettare. Forse sarebbe il caso di dirottare l’attenzione verso i bisogni immediati degli studenti del Friuli-Venezia Giulia, considerando che non tutti sono friulani e forse non così interessati ad impararlo in modo tra l’altro molto approssimativo.

[Fonte: Il Messaggero Veneto]