LA MOGLIE DI COSSIGA

In queste ore di trepidazione, in cui si attendono delle novità sullo stato di salute del Presidente Emerito della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, ricoverato da ieri in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma, la curiosità dei miei lettori, anzi di quelli che capitano sul mio blog cercando una notizia che non troveranno, sembra essere rivolta alla moglie del Senatore a vita.
Il mio articolo, cui rimanda Google, non tratta della moglie di Cossiga, ma di un’altra consorte, anzi ex: Veronica Lario. Allora mi aveva colpito un’intervista che il Presidente Emerito aveva rilasciato e in cui aveva rivelato in anteprima il “costo” del divorzio del nostro premier.

Della moglie di Cossiga, in verità, non mi sono mai occupata. Fin dai tempi in cui era presidente in carica non ne avevo mai sentito parlare, né avevo visto alcuna donna al suo fianco, tanto da ritenere che fosse scapolo. Poi, però, ho sentito parlare dei suoi figli e ne ho dedotto che, moglie ex o convivente, una donna nella vita del noto “picconatore” ci doveva essere.
Oggi mi sono documentata e ho scoperto che Francesco Cossiga nel 1960 aveva sposato Giuseppa Sigurani, detta “Peppa”, da cui ha avuto due figli: Annamaria (secondo alcune fonti, tuttavia, la figlia si chiamerebbe Francesca) e Giuseppe.
Effettivamente la signora, un po’ schiva come si conviene alla maggior parte dei sardi, non ha mai condotto una vita pubblica da first lady, emulando la signora Voltolina, allora moglie dell’ex presidente Sandro Pertini, predecessore del marito.

Il matrimonio tra Francesco e Giuseppa si concluse nel 1993 con la separazione, seguita dal divorzio siglato cinque anni dopo. Nel 2007, ben 47 anni dopo la celebrazione delle nozze, la Rota Romana (nuovo nome della più conosciuta Sacra Rota) ha annullato il matrimonio. Allora ne parlò Bruno Vespa nel libro L’amore e il potere. Da Rachele a Veronica in secolo di storia d’Italia, suscitando molte perplessità. Perché mai la Rota annulli con facilità le “sacre” unioni, anche in presenza di figli nati all’interno del matrimonio, rimarrà sempre un mistero. Anzi, la cosa può essere spiegata con gli interessi economici: l’istruttoria dura a lungo, mi pare sette anni dalla richiesta, i processi si susseguono e, quindi, anche il conto del Vaticano ne trae beneficio. Proprio su questo tema è più volte intervenuto il papa Benedetto XVI che ha scagliato un severo monito contro questi annullamenti facili. Non conosco, tuttavia, il risultato.

In queste ore, al capezzale del padre ci sono i due figli; nulla si sa della signora Sigurani (né, onestamente, so se è ancora in vita). Quello che è certo, al di là del divorzio e dell’annullamento, Cossiga amò molto la moglie. In un’intervista rilasciata in occasione dei suoi ottant’anni, alla domanda “È stato il matrimonio il più grande dolore della su vita?”, il senatore a vita rispose: «Non amo parlare delle mie cose private. Posso solo dire che la madre dei miei figli era bellissima, intelligentissima, bravissima, molto colta. Che ha educato benissimo i ragazzi. E che io l’ho amata molto». (Intervista de Il Corriere a questo Link)

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 AGOSTO 2010

Il Presidente Emerito della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, è spirato oggi alle 13 e 18. Ottantadue anni, da lunedì 9 agosto era ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per dei problemi respiratori. L’ultimo bollettino medico, emesso oggi alle 12, parlava di condizioni disperate, nonostante la ripresa dei giorni scorsi.

Esprimo il mio dispiacere per la scomparsa di un uomo che ho sempre ammirato e rispettato, prima di tutto come uomo. La politica è tutta un’altra cosa. Per questo dico a chi ha pregato per la sua morte: MI FATE SCHIFO!

ADDIO PRESIDENTE: ORA IO PREGO PER LA SUA PACE.

MISTERIOSA CARLÀ

Leggo quest’articolo sul Corriere e rimango interdetta. In questi giorni non si fa che parlare di G8, dei grandi della terra che si sono incontrati a L’Aquila. Meeting nella terra di terremotati fortemente voluto dal premier Berlusconi con la complicità di Bertolaso che, almeno vedendo la sua faccia nei video che fanno il giro dei TG, tanto felice non sembra. Senz’altro stressato, più che felice.

Finché si parla della crisi economica, dei problemi dell’Africa e del Medio Oriente nulla da eccepire. Ma, purtroppo, l’attenzione si è spesso spostata sulle ladies che hanno accompagnato i mariti e che, probabilmente, di politica non ne capiscono nulla, ed hanno quindi approfittato per fare un tour turistico a Roma e dintorni. Non poteva mancare nemmeno una visitina in Vaticano altrimenti Benedetto XVI si sarebbe offeso. Non sia mai che gli si preferisca un neo-separato come Berlusconi.

Naturalmente si sono sprecati i servizi televisivi e gli articoli sull’abbigliamento delle dame, sui menù (a proposito, la carbonara senza pancetta è improponibile, comunque la ricetta originale prevede l’uso del guanciale … ma questo un cuoco tedesco forse non lo sa), sugli alloggi ricavati nell’ex scuola della Guardia di Finanza e per i quali si è spesa una bella cifra. Per fortuna dicono che il mobilio acquistato sarà sistemato nei prefabbricati che verranno consegnati ai terremotati a settembre. Staremo a vedere.

Fin qui tutto abbastanza normale. Ma che si sprechino fiumi di parole sulla signora Sarkozy, che i giornalisti si perdano ad interrogarsi perché non stia col marito o perché non se ne vada in giro con le altre ladies, mi sembra davvero troppo. Manco a dirlo, s’insinua che Carlà (perché mai quell’accento se il suo nome è italiano?) non abbia piacere di incontrare Berlusconi. Forse perché ai tempi dell’infelice battuta del premier a proposito della carnagione del Presidente Obama si è espressa in questi termini:

Mi sembra strano vedere Berlusconi che prende alla leggera l’elezione di Obama e scherza sul fatto che il presidente eletto è abbronzato, spesso sono felice di essere diventata francese.” (dal TG2 delle 20 e 30 del 9 novembre 2008). Allora Cossiga, che peli sulla lingua non ne ha, aveva replicato: “Anche noi italiani siamo ben lieti che la Bruni non sia più italiana, anzi felici

Ma sulla nazionalità della Bruni c’è un mistero: invitata alla trasmissione di FazioChe tempo che fa” del 25 gennaio scorso, lei ha affermato di avere la doppia cittadinanza italiana e francese, avendo sposato un cittadino francese. Allora mi chiedo: perché mai poco più di due mesi prima si era dichiarata felice di non essere più italiana?

A parte questo, ma a noi che c’importa dei misteri di Carlà? Anzi, che c’importa di Carlà?

TRA MOGLIE E MARITO … COSSIGA CI METTE IL GOSSIP

berlusconi_cossigaAlle “picconate” di Francesco Cossiga c’eravamo abituati. Certo, si può essere d’accordo con lui o meno, ma bisogna portargli rispetto. È sempre, in fondo, un ex Presidente della Repubblica nonché un Senatore a vita, seppur non per meriti ma per diritto. Tuttavia, qualche osservazione sulle sue uscite, più o meno opportune, mi azzardo a farle.

Sulla questione del divorzio Lario-Berlusconi il Presidente Cossiga aveva già espresso il suo parere. Nessuno stupore, nessuna condanna. Berlusconi è Berlusconi ma è pur sempre un uomo come tanti e ha diritto pure a divorziare. Nella sua veste di premier, però, il divorzio chiesto dalla moglie, per colpe vere o presunte, non sta a me giudicare, può suscitare reazioni politiche. Non dovrebbe, ma può. Cossiga aveva già appoggiato il cavaliere considerando che, a parte il fatto che nella sua vita privata è libero di fare ciò che vuole, il divorzio non avrebbe cambiato i suoi rapporti con la Chiesa. Il rischio che tali rapporti s’incrinassero, in effetti c’era. Perché, dal momento in cui il Vaticano sta sul territorio italiano, ha sempre creato dei problemi “politici”. Ma il Senatore a vita ha fin da subito considerato che tale faccenda privata non avrebbe avuto conseguenze in tal senso. Ai giornalisti che lo intervistarono all’indomani della notizia shoc della lettera di Veronica Lario pubblicata su Repubblica, dichiarò, infatti, che «alla Chiesa importa molto dei comportamenti privati, ma tra un devoto monogamo che contesta certe sue direttive ed uno sciupafemmine che le dà invece una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine. Sant’ Ambrogio disse non a caso “Ecclesia casta et meretrix“». [vedi editoriale di Eugenio Scalfari su Repubblica.it del 11 maggio 2009].

Se allora le sue parole potevano costituire l’espressione di un semplice punto di vista da parte di chi esprime, nel suo solito modo pungente, la solidarietà con il premier, ora le ultime dichiarazioni mi hanno lasciato di stucco. Più che dichiarazioni appaiono, in verità, puro gossip, pettegolezzo da corridoi, che non ci aspetta provengano da quelli di Palazzo Madama però. Nel senso che si pensa, forse a torto, o lo penso solo io, che in quei corridoi si parli di cose più serie. Ma la moda del pettegolezzo, evidentemente, ha contagiato tutti, senza distinzioni di classe, professione, ruolo pubblico o privato che sia.

Che dice, dunque, ora Francesco Cossiga sul divorzio più famoso del momento, forse destinato a rimanere scritto perpetuamente nelle pagine di storia del presente secolo? Queste le sue parole riportate in un’intervista che ho letto sul quotidiano Epolis Friuli:

Ora Berlusconi dovrà regolare i suoi rapporti con Veronica. Quando sono andato da lui, l’ho trovato addolorato per quello che la moglie gli aveva fatto. Adesso pare che, con la leggera flessione del voto elettorale [alle europee, NdR], sia incavolato nero e non gli [ma se è riferito a Veronica, non è corretto le? Non capisco se sia il giornalista o Cossiga a non conoscere la grammatica] voglia dare più nulla. Potrei dare anche cifre, ma … ho saputo da uno dei banchieri di Berlusconi quello che Veronica gli ha chiesto …”

Alla giornalista Silvia Zingaropoli, incuriosita dal gossip –in fondo è anche il suo mestiere, mentre non lo è per nulla quello di Cossiga- che insiste per avere dei dettagli in più, il Senatore a vita replica:

Un miliardo di euro. Lui adesso è furibondo … per la questione dei voti cattolici”.

Resosi, forse, conto di aver esagerato, cerca di glissare l’argomento “indennità per Veronica” spostando l’attenzione sul voto, che poi è più corretto, politicamente almeno. Alla domanda della giornalista: “Il gossip ha influito sul voto?”, l’ex Presidente risponde:

Certamente ha influito su una fascia di elettorato cattolico, specie quello femminile del Sud, che è emigrato o nell’astensione o nell’Udc. Ma la Chiesa come istituzione preferisce uno sciupa femmine che segue le sue direttive, piuttosto che non un marito pio e devoto come Franceschini che gli [di nuovo l’errore; se è riferito alla Chiesa, il pronome dovrebbe essere femminile. Ora il dubbio è che sia proprio Cossiga a non conoscere la grammatica italiana] fa la guerra su ogni cosa.”.

A questo punto il gossip è: la Lario ha chiesto al marito un miliardo di euro. Sarà vero? Anche se, secondo i dati divulgati da Forbes, nel 2005 il patrimonio di Berlusconi ammontava a 12 miliardi di euro, il reddito dichiarato, però, nel 2007 era di “soli” 14.532.538 euro. Sarà che a me un miliardo di euro sembra una cifra da extraterrestri piuttosto che da umani, ma la richiesta mi pare esosa comunque, considerando anche il fatto che il patrimonio non è certo costituito da somme liquide. Mi sa che il cavaliere si dovrà vendere qualcosa …

Maria Latella, autrice del libro Tendenza Veronica pubblicato nel 2004, sostiene che la Lario, in caso di separazione, rinuncerebbe, come erede, al 25% del patrimonio del marito che invece le spetterebbe se rimanesse sposata con lui. Ora, anche se i conti in tasca del premer non li so proprio fare perché nelle sue tasche mi ci perdo, mi viene il dubbio che Veronica voglia per il divorzio un miliardo di euro per decurtargli fin d’ora il patrimonio. Mossa strategica? Ma lui, Silvio, tutti questi soldi glieli darà? Considerato anche il fatto che, come dice Cossiga, “è incavolato nero” per la flessione dei voti alle europee? È pronto, il premier, a una battaglia legale contro chi gli è stato accanto fedele per tanti anni? Certo, lo stuolo di avvocati è già al lavoro e presumo che siano lautamente pagati, il che dovrebbe portarli a fare un buon lavoro, nonostante di questi tempi il divorzio non sia l’unico problema legale del Presidente del Consiglio. Insomma, un bel tour de force per i “poveri” avvocati!

Quanto alla posizione della Chiesa descritta da Cossiga, sarei fondamentalmente d’accordo. Molto meglio un presunto fedifrago e sciupa femmine come Berlusconi, che al potere c’è già, rispetto ad un monogamo qualunque che il potere lo vorrebbe ma, per lo meno ancora, non ce l’ha. E il potere, come sostiene quella “vecchia volpe” di Andreotti, logora proprio chi non ce l’ha.