LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: REGALARE LE FERIE A CHI NE HA BISOGNO

rossella cioniniUn disegno di legge sul job act, che nei prossimi giorni passerà il vaglio della commissione Lavoro in Senato, porta la firma della senatrice della Lega Nord Emanuela Munerato.

Si tratta di una proposta presa in prestito dalla legislazione francese.
La “legge Mathis” prende il nome di un bambino ammalato di tumore la cui vicenda ha commosso la Francia. I colleghi del padre di Mathis, dopo l’ennesima ricaduta del bimbo, hanno rinunciato alle proprie ferie in favore dell’amico, consentendogli di rimanere accanto al figlioletto fino all’ultimo giorno di vita, senza perdere nemmeno un giorno di lavoro. Prendendo spunto da questa vicenda, la Francia ha varato la legge che consente ai lavoratori di regalare i propri giorni di ferie o di permesso ai colleghi che ne hanno bisogno.

Esiste un caso analogo anche in Italia, pur in assenza di una legge ad hoc.
La signora Rossella Cionini lavora per la Ctt, azienda del servizio pubblico toscano. Dopo aver subito alcuni interventi chirurgici e fatto le relative terapie, aveva esaurito i giorni a disposizione e avrebbe rischiato di perdere il lavoro per poter continuare a curarsi. I colleghi hanno, quindi, chiesto all’azienda di poter donare le loro ferie a Rossella. L’azienda ha permesso ai dipendenti, che ne avevano fatto richiesta, di rinunciare ad un giorno delle proprie ferie in favore della Cionini, che si è vista così recapitare un bonus di 250 giorni – non tutti utilizzati – con il quale ha potuto continuare le sue cure.

«Per me sono stati degli angeli custodi – ha raccontato Rossella Cionini parlando dei suoi colleghi -, sapevo che si stavano muovendo ma quando ho ricevuto la telefonata di un collega che mi informava del gesto ho cominciato a piangere».

«È uno strumento che abbiamo utilizzato – conferma Riccardo Gennari della Cisl -, si tratta delle festività soppresse che il lavoratore può anche farsi pagare».

Ora questo gesto di solidarietà potrebbe diventare legge. Speriamo che per una buona causa come questa si possano superare le barriere di partito, arrivando ad un sì unanime.

[fonti: ilsalvagente.it e familyidea.it; immagine da Il Mattino]

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AGOSTO, MOGLIE MIA NON TI CONOSCO


Come molti, credo, ero convinta che il detto popolare “Agosto, moglie mia non ti conosco” fosse riferito al fatto che, specie per buona parte del secolo scorso, le mogli se ne andavano in vacanza al mare da sole o con i bimbi, mentre i mariti rimanevano in città a lavorare. Naturalmente i consorti, lasciati da soli nella città semideserta, potevano sbizzarrirsi quanto volevano, in particolar modo se avevano delle vicine di casa decisamente attraenti come la splendida Marilyn Monroe.

Il film “Quando la moglie è in vacanza” è il primo ad essere spontaneamente associato al detto di cui mi sto occupando. Forse proprio grazie a questo film si è diffusa la convinzione che “non conoscere la moglie ad agosto” significhi ignorarne l’esistenza e cornificarla. Nessuno ha mai fatto un film sulle mogli in vacanza da sole che cornificano i mariti? Credo proprio di sì ma al momento non mi viene in mente nessun titolo.

Il modo di dire, però, in origine aveva tutt’altro significato. Già Esiodo, infatti, era convinto che agosto, subendo l’influenza della costellazione di Sirio (detta anche Canicula da cui deriva anche il noto termine ad indicare il caldo particolarmente insopportabile di questo mese), che sembrava favorisse i rapporti sessuali, era d’altra parte controindicato per i signori uomini che al tempo erano considerati un po’ fiacchi se morti di caldo.

Ci sono, tuttavia, altre spiegazioni. Ad esempio, il fatto che una gravidanza iniziata ad agosto avrebbe comportato la nascita del bambino in un periodo dell’anno, la primavera, in cui per lavorare i campi erano indispensabili le braccia delle donne forti e non gravate dal peso del pancione. Ne consegue che i maschietti fossero caldamente invitati a star lontani dalle mogli in questo periodo.

Poi si arriva alla spiegazione che tutti noi attribuiamo al detto. Però c’era il sospetto che la bella vita non fosse solo quella dei signori uomini in città ma anche quella delle mogli single in vacanza. Guarda caso, nel periodo che va dagli anni Venti ai Settanta, particolarmente interessato dal fenomeno vacanziero delle mogli solitarie, i treni che il venerdì sera ricongiungevano i mariti alle mogli nei luoghi di villeggiatura erano detti “treni dei cornuti“.

Sto pensando che sia stato un bene che mio padre fosse già patentato alla fine degli anni Cinquanta. Prima non era proprio possibile per lui mantenere mia mamma nel periodo delle vacanze fuori casa.

Battute a parte, ma ora è ancora concepibile che le moglie vadano in vacanza da sole lasciando i mariti a casa? Pare di no. Dagli anni Ottanta in poi le famiglie si sono riunite, anche perché, lavorando entrambi i coniugi, è stato privilegiato il periodo di ferie in comune, proprio per non fare le vacanze separati.
Problemi di corna? Non credo. Ora all’interno delle coppie c’è molta libertà. Di certo non è necessario aspettare le ferie per cornificarsi a vicenda.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

ESTATE, TEMPO DI ABBANDONI. VITTIME NON SOLO I CANI, ANCHE I FIGLI … CON PASSAPORTO SCADUTO

L’hanno lasciata là da sola, ad appena due anni, in mezzo al via vai frenetico di un aeroporto polacco nel periodo delle ferie. Solo dopo qualche tempo il personale si è reso conto di quell’abbandono così assurdo e ha allertato le forze dell’ordine.

Una coppia polacca in procinto di partire per le vacanze, resasi conto che la bambina più piccola aveva il passaporto scaduto, l’ha abbandonata presso il banco informazioni dell’aeroporto di Katowice ed è corsa al gate, temendo di perdere l’aereo, assieme al figlio maggiore. Una leggerezza che non ha giustificazioni. Anche se i due individui – chiamarli genitori è un insulto per chi riveste questo ruolo con amore e dedizione – hanno dichiarato di aver avvertito dei parenti che avrebbero dovuto recarsi in aeroporto a prelevare la figlioletta.

Il procuratore distrettuale ha aperto un’inchiesta. I due rischiano fino a cinque anni di prigione.

Spero che venga tolta a questi irresponsabili la patria potestà non solo sulla piccola ma anche sul figlio più grande.

L’estate è tempo di vacanze e, purtroppo, di abbandoni. Ma di solito sono i cani o i gatti ad essere abbandonati. Per evitare ciò c’è stata, tempo fa, una campagna di sensibilizzazione che diceva più o meno: “Se abbandoni il tuo animale la vera bestia sei tu“. Che non si rinunci alle ferie e si abbandoni un figlio ha dell’inverosimile. Peggio degli animali.

[notizia e foto da Il Corriere]