RIFORMA UNIVERSITÀ BLOCCATA: GELMINI KO E BERSANI PROVOCA


Tempi duri per il ministro Mariastella Gelmini: dopo le proteste degli studenti universitari che hanno dato l’assalto, a colpi di uova, al senato, e stanno “occupando” ora il Colosseo, la Torre di Pisa e la Mole Antonelliana, un emendamento all’articolo 16 della Riforma Universitaria, di cui è primo firmatario Fabio Granata (Fli), è passato alla Camera con 261 no, 282 sì e tre astenuti. La stessa Gelmini, per errore, ha votato a favore. Roba da matti!

Che succederà adesso? Nonostante l’emendamento approvato non sia «particolarmente significativo», il ministro sostiene che «se saranno votati emendamenti il cui contenuto stravolge il senso della riforma, mi vedrei costretta a ritirarla».
Intanto Pier Luigi Bersani non si lascia scappare l’occasione per provocarla. «Gelmini ritiri subito il ddl e iniziamo a discutere come correggere alcune distorsioni di questa legge e come trovare risorse per sostenere diritto allo studio e alla ricerca. Il ministro mi dà dello studente ripetente», ha detto il segretario del PD, aggiungendo: «Domani metterò su internet il mio voto di laurea e di tutti gli esami sostenuti. Mi aspetto che Gelmini faccia altrettanto, compreso il giro turistico a Reggio Calabria», riferendosi all’esame di Stato per conseguire l’abilitazione come avvocato che il ministro bresciano svolse nel capoluogo calabrese.

Un appello giunge da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, che chiede «a tutte le forze politiche di approvare nel più breve tempo possibile la riforma dell’università, pur se è perfettibile, perché introduce elementi importanti per una governance più efficiente e per una migliore valutazione del merito. Sarebbe veramente inaccettabile che per litigi interni cadesse».

Una delle poche osservazioni sagge che ho sentito negli ultimi tempi a proposito dell’istruzione e dell’università. Spero venga ascoltata.

[fonte della notizia e della foto: Il Corriere]

MARIASTELLA GELMINI MAMMA: È NATA EMMA


Questa mattina, alle 10:53 a Brescia è nata la primogenita del ministro del MIUR Mariastella Gelmini.
Secondo le fonti giornalistiche, la bimba, che si chiama Emma, come già annunciato dalla Gelmini nei mesi scorsi, è nata con il parto cesareo e pesa 2,9 chilogrammi; mamma e figlia stanno bene.

A viale Trastevere. dove si trova la sede del Ministero dell’Istruzione, è stato tempestivamente esposto un fiocco rosa in occasione del lieto evento (vedi foto, fonte) e il premier Berlusconi, dal palco del convegno di Confindustria, fa sapere di essere stato lui a suggerire al suo ministro il nome della bimba. Lo stesso del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il premier ha spiegato in questo modo il suo “atto d’imperio”: I signori amici dell’opposizione mi indicano con i nomi più svariati, sono diventato Nerone, Saddam Hussein, Hitler. Mi sono ricordato che tutta questa potenza che potevo esprimere e ho imposto a un mio ministro che aspettava una bimba un nome che mi stava a cuore. È nata la figlia del ministro Gelmini e la mia imposizione è stata, la chiamiamo Emma.

Non è ancora chiarito il motivo del parto cesareo. Più volte, nei mesi scorsi, la Gelmini ha dichiarato di avere paura del parto e di sognarlo tutte le notti. Speriamo che questo timore non sia stato l’unico motivo per rinunciare al parto fisiologico che, pur doloroso, rimane una delle più belle esperienze che una donna possa provare nella sua vita.
Insomma, un ministro coraggioso e indefesso come la Gelmini non avrà scelto un intervento chirurgico solo per la paura? Sarebbe davvero un cattivo esempio, in un Paese dove il cesareo è, ahimè, già troppo diffuso.

[fonte: Il Giornale]

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