“LEI NON SA CHI SONO IO!” DISSE LA CANALIS. IL TASSISTA NON LO SAPEVA E LA LASCIÒ A PIEDI

Elisabetta Canalis, in viaggio a Berlino con il nuovo fidanzato, Mechad Brooks, la star di True Blood, chiama un taxi ma rimane a piedi.

A nulla è valso protestare e a nulla è servito presentarsi con nome e cognome: il taxista ha fatto scendere i due passeggeri in quanto un altro cliente dell’albergo, dal quale la coppia stava uscendo, aveva prenotato la corsa.

Elisabetta, Elisabetta! Magari se dicevi “sono la ex di Clooney” ti andava meglio.

[fonte: Il Giornale]

VOCE DEL VERBO BRIFFARE: DA MILANO A SANREMO, MINETTI DOCET E CANALIS DI(S)CIT


La lingua italiana è in continua evoluzione, si sa. Lo è da quel lontano 1861, giusto per restare in tema, quando pare che Massimo D’Azeglio abbia detto: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani” e la questione della lingua non era affatto un dettaglio insignificante. Fatta l’Italia, era necessario creare anche una lingua comune.

Poi nel tempo si presentò il pericolo delle invasioni barbariche a livello linguistico: in questo caso, gli Inglesi l’hanno fatta da padroni. Ma, a onor del vero, sono stati gli Italiani a saccheggiarli, non viceversa.
Nel nostro idioma i prestiti linguistici e i calchi semantici sono il risultato di questo saccheggio che, tuttavia, non ha causato danni a terzi, solo a noi stessi e alla dignità linguistica di un idioma che deriva, per la maggior parte, dalla lingua dei nostri avi: il Latino. Che ci piaccia o no, siamo eredi degli antichi Romani, anche se poi la diffusione del Latino volgare ha dato luogo a delle differenziazioni linguistiche evidenti nelle variegate parlate regionali. Tra tutte queste, poi, grazie alle cosiddette tre corone fiorentine, Dante-Petrarca-Boccaccio, il posto d’onore l’ha avuto il Toscano. Quindi, che ci piaccia o no, tutti parliamo toscano, anzi fiorentino. E se c’è qualcuno che arriccia il naso, se ne deve fare una ragione visto che anche Alessandro Manzoni, lombardissimo, scontento della lingua usata nella prima stesura del suo romanzo, I Promessi Sposi, se n’è andato umilmente a sciacquare i panni in Arno. Non a caso, proprio al noto romanziere, nominato senatore del neonato Regno d’Italia, fu affidato l’incarico di suggerire una soluzione possibile alla questione della lingua.

Tutto questo preambolo era doveroso, essendo tutto il popolo italiano, in questo periodo, immerso nelle celebrazioni dei 150 anni dall’unificazione dell’Italia. E anche questo lo dobbiamo accettare, che ci piaccia o no. Se poi anche il festival più famoso della nostra amata patria, quello di Sanremo, ha dedicato un’intera serata all’evento che tanto fa discutere i nostri politici – , festa sì festa no -, allora di un minimo di riferimenti storici, secondo il mio parere, non si può proprio fare a meno.

Sanremo, poi, c’entra in questa mia riflessione sulla lingua. Perchè? Perché Elisabetta Canalis, l’italiana più invidiata dalle italiane per aver imbrigliato il bel George Clooney, oggi in conferenza stampa, a proposito dell’intervista all’attore americano Robert De Niro, se n’è uscita con questa frase: «Io sono soddisatta di come è andata. E, comunque, sull’intervista a De Niro, con Gianni non ci siamo mai briffati». Ma che vo’ dì? Vi chiederete. Trattasi di un neologismo lanciato nel mondo dei vip, e ormai tristemente calato anche in quello dei nip, dalla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, balzata all’onore delle cronache, si fa per dire, nell’ambito del caso Ruby.

Il verbo briffare, così usato ed abusato dalla Minetti, almeno stando alle intercettazioni pubblicate, deriva dall’inglese briefing che significa “colloquio per dare disposizioni”. Quindi l’Elisabetta nazionale, supercriticata per l’inglese non brillante ostentato durante l’intervista a De Niro, nonostante la relazione con il bel Clooney (ma evidentemente lui, vivendo spesso sul lago di Como, conosce meglio l’italiano di quanto la sua ragazza conosca l’inglese, quindi avrà rinunciato ad insegnarglielo e useranno il nostro idioma per comunicare), dichiarandosi soddisfatta, voleva forse dire che era andata meglio di quanto si potesse sperare, dato che lei e Gianni non si erano nemmeno consultati, ovvero lui non l’aveva convocata ad un colloquio per darle istruzioni. Perché, ci sarebbe andata? Visto che non era presente nemmeno alla conferenza stampa in occasione della presentazione del festival, avrei i miei dubbi.

Insomma, una volta la Milano-Sanremo era una gara ciclistica. Ora è la strada che percorrono i neologismi per passare dalla bocca di una belloccia a quella di una bellissima. O no?

[foto by Vanity Fair.it]

CLOONEY-CANALIS: LA STORIA DELL’ESTATE, ANZI DI DUE ESTATI FA

clooney-canalisLeggo la notizia su ilgiornale.it e rimango di stucco. Non pensavo che un quotidiano serio, almeno rispetto a tanti altri anche se le sue pecche le ha, si occupasse di gossip, non scendendo ad un livello così basso. Infatti non avrei mai immaginato che dedicasse un articolo alla storia, vera o presunta, tra George Clooney ed Elisabetta Canalis, attraverso la “testimonianza” di un amico di lei, noto attore campano(?), tale Alessandro Siani. Costui afferma: la storia c’è. Non solo, i due si conoscono da ben due anni! Altro che invenzioni o trucchetti per rilanciare la popolarità dell’ex velina che da un po’ non dava notizie di sé e della sua Arte (?). Accantonati i calciatori lei ora pensa al cinema e alla sua carriera. Il calcio, infatti, non le avrebbe dato da vivere.

Confesso che ho dovuto ricorrere a Google per capire chi fosse questo Alessandro Siani. Ma anche dopo aver trovato il suo sito e aver visto le sue foto, il nome e la faccia di costui continuano a non dirmi nulla, tanto meno le sue battute comiche, si fa per dire, contenute nel sito. Poi ho letto sull’articolo de Il Giornale che ha recitato, sempre si fa per dire, nel film “Natale a New York”, naturalmente con la Canalis, e ho capito perché né il nome né la faccia mi dicessero qualcosa: è il genere di film che rifuggo, di certo non lo vado a vedere al cinema e anche se lo danno in TV, preferisco vedermi l’ennesima replica del commissario Montalbano.

Dice, il Siani, che Clooney lo seguiva per le strade di New York, presumo, mentre accompagnava la collega in albergo. E questo basta per azzardarsi a dire che i due avevano già una storia due anni fa? Poi, sempre il supertestimone afferma che secondo lui “si sono baciati”. Ah, se lo dice Siani, allora come facciamo a non crederci. Comunque una bella costanza quella di George se ha dovuto aspettare quest’estate per avere un bacio da Elisabetta. Credo che molti avrebbero avuto molto di più in meno tempo.

La cosa tragica, secondo me, è che il noto quotidiano pubblicizza la prossima comparsa di un articolo, contenente amenità del genere, sul settimanale Ecco in uscita il 1 settembre. Avranno lo stesso editore?
Ad ogni modo sono contenta che il gossip Clooney-Canalis abbia distolto l’attenzione dalle vacanze di altri personaggi, chessò parlamentari o ministri, e dalle spiagge della Sardegna si sia spostata sulle rive del manzoniano lago di Como. Ma una storia come quella di Lucia Mondella e Renzo Tramaglino sarebbe meglio. E riprendiamoci in mano ‘sti Promessi Sposi, va’: sempre meglio dei settimanali trash come Chi ed Ecco!