LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: LA LIBRAIA CHE PORTA I LIBRI AI BAMBINI DEL DESERTO

jamilahassounePer due venerdì ho fatto una pausa. La scorsa settimana per impegni personali e due settimane fa perché la tragedia di Lampedusa ha fatto passare in secondo piano qualsiasi buona notizia. Però, visto che avevo preparato il post, l’ho pubblicato sull’altro blog, laprofonline. Parla di un’iniziativa molto lodevole di una ex insegnante che si dedica agli immigrati insegnando loro la lingua italiana. Questo è il link, per chi non l’avesse letto.

Anche oggi mi voglio occupare di cultura, considerato anche il fatto che sembra davvero messa in un angolino.
C’è una scrittrice e libraia marocchina, Jamila Hassoune, che dal 2006 porta le sue «carovane di libri» ai bambini del deserto.

Jamila recentemente è venuta in Italia, a Cosenza, per ricevere il Premio Cultura Mediterranea promosso dalla Fondazione Carical. Un riconoscimento per la missione che svolge con tanto amore e che ha descritto nel libro La libraia di Marrakech (edizioni Mesogea).
«Hollywood vorrebbe girare un film sulla mia storia – dice la scrittrice – A me interessa soltanto che si parli del mio Paese. Un popolo che legge è un popolo libero. Più lettori, meno sudditi».

Ai bambini del deserto Jamila, assieme ai libri, porta un po’ di speranza perché, secondo lei, la cultura, l’istruzione e l’educazione sono le armi più potenti della primavera del popolo arabo.

«La parte più profonda e importante del mio lavoro è dare a questi ragazzi la libertà di esprimersi perché in Marocco non sempre abbiamo la possibilità di farlo – spiega la scrittrice – I genitori educano i figli a stare zitti e a non mettere in discussione le decisione degli adulti. Col mio lavoro, io gli regalo uno spazio per esprimersi e crescere. E se cresci, se progredisci, potrai anche decidere del tuo futuro in maniera consapevole».

Nonostante si sia fatta volentieri carico di un impegno non indifferente per trasmettere ai bambini che hanno poco o nulla il valore della cultura, la Hassoune non può fare a meno di chiedersi: «Perché non è lo Stato a portare cultura in queste zone? Il governo ha i soldi, le risorse e le competenze. Il suo dovere non è solo quello di portare l’acqua alle popolazione, ma anche i libri che sono il cibo della mente».

Nella ferma convinzione che i libri possano cambiare il mondo, perché l’hanno fatto secoli fa, Jamila continua a viaggiare nel deserto affinché i bambini possano cambiare la propria vita, com’è successo a lei durante la sua infanzia e adolescenza: «Vengo da una famiglia tradizionale, non ho avuto la possibilità di andare al cinema, andare a ballare, andavo a scuola e basta. E lì c’erano i libri: attraverso quelle pagine ho potuto viaggiare, conoscere il mondo, aprire la mia mente ed essere tollerante verso gli altri popoli. E spero che ora questa magia possa accadere nuovamente con i miei ragazzi del deserto».

[fonte: Il Corriere; immagine della Hassoune dal suo blog]

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