15 luglio 2009

COSÌ GIOVANI E GIÀ PIENI DI “DEBITI”

Posted in adolescenti, attualità, Mariastella Gelmini, MIUR, politica, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , , , a 5:42 pm di marisamoles

debiti formativiUna volta c’erano gli esami a settembre, l’incubo di molte famiglie e la rovina di molte vacanze. Un esercito di “rimandati” trascorreva i mesi centrali dell’estate con i libri in mano, portandoseli appresso ovunque, anche nei luoghi di villeggiatura, campeggi compresi. Le madri e i padri vigilavano sugli studi estivi e, se ne avevano le possibilità economiche, mandavano i figli a “ripetizione”. In questo modo, un’altrettanta nutrita schiera di professori rinunciava volentieri al periodo di riposo per dare lezioni agli sventurati. È inutile negare che quello delle ripetizioni estive era un vero e proprio business e anche chi giura di non aver mai arrotondato lo stipendio, sempre troppo misero, con le lezioni in nero, secondo me mente.

Poi, nel 1995, gli odiati esami di riparazione sono stati aboliti. Lo spirito che allora aveva animato il Ministero della Pubblica Istruzione era quello di evitare, appunto, il mercato delle ripetizioni che talvolta causavano un vero e proprio salasso alle famiglie. Ma si sa, i genitori son disposti a tutto per aiutare i pargoli; peccato non si chiedano quasi mai perché gli sventurati figli non studiano durante l’anno scolastico e debbano rovinare le vacanze dell’intero nucleo familiare.

Per evitare, quindi, una spesa notevole per le famiglie italiane, il Decreto Legge del 28 giugno 1995, n. 253 , successivamente convertito in legge l’8 agosto dello stesso anno, stabiliva che si poteva essere promossi nonostante la presenza di qualche lacuna in una o più discipline, purché ci si presentasse puntuali a frequentare, nella fase iniziale delle lezioni, le attività per essi previste nella programmazione di classe. Alla fine, l’incubo di rientrare nelle aule scolastiche il primo settembre, condiviso da docenti e studenti, era rimasto. L’unica differenza stava nel fatto che si tenevano i famosi Corsi IDEI (Interventi Didattici ed Educativi Integrativi) e non si dovevano esaminare gli allievi, fermo restando l’obbligo di verificare il superamento o meno delle lacune attraverso delle prove di verifica, i cui tempi e modi erano liberamente scelti da ciascun Collegio dei Docenti nel pieno rispetto dell’autonomia degli istituti scolastici.

Nel 1995 inizia, dunque, l’era dei Debiti Formativi. Non più ragazzi rimandati ma promossi pur con delle insufficienze che, in ogni caso, sul tabellone non comparivano. In effetti non può esserci promozione in presenza di voti minori del 6. Ma, almeno all’inizio, quei 6 che non erano 6, visto che in realtà potevano essere dei 5 o dei 4, quando non addirittura dei 2 o dei 3, venivano segnalati sul tabellone con una grafica che poteva variare dal 6 rosso al 6 sottolineato. Tali erano le opzioni più comuni.

Lo Stato, dunque, si impegnava a finanziare dei corsi di recupero e in tal modo si convinceva di arginare il mercato nero delle lezioni private. Purtroppo, però, i fondi erogati non erano sufficienti a coprire le necessità, ovvero ad istituire un numero adeguato di corsi, tenuto conto delle diverse discipline, del numero degli studenti e delle classi frequentate. Alla fine, i corsi attivati erano limitati alle discipline fondamentali o per lo meno quelle in cui si erano riscontrate le carenze più diffuse. Così spesso le lezioni private si frequentavano lo stesso, anzi, le famiglie più abbienti, e anche un po’ snob in verità, non mandavano i figli ai corsi di recupero anche quando venivano istituiti, preferendo pagare le ripetizioni. E come dar loro torto. L’insegnante privato, infatti, pagato profumatamente, si sente in obbligo di aiutare veramente l’allievo. C’è da dire, inoltre, che la lezione individuale è senz’altro preferibile se si tiene conto che lo studente in difficoltà ha a sua disposizione un docente tutto per sé che può rispondere ad ogni domanda, che può individuare ogni ambito del processo cognitivo in cui si riscontrano delle carenze, in altre parole che non deve dividersi tra quindici-diciotto allievi con lacune differenti e diversi livelli di preparazione.

Il D.M. succitato, quindi, non ha mai davvero risolto i problemi. Anzi, i ragazzi con in tasca la promozione a giugno spesso pensavano che non fosse affatto un obbligo colmare le lacune; qualcuno, infatti, calcolava che con una o due materie poteva benissimo arrivare in quinta senza alcun problema. Anche se in tempi recenti, l’istituzione del Credito Scolastico, ha spostato l’attenzione degli “irriducibili indebitati” sul voto finale dell’esame: il credito, infatti, veniva decurtato in presenza di debiti non saldati e, conseguentemente, i ragazzi si dovevano impegnare maggiormente nelle prove d’esame, per non rischiare la bocciatura. Ma ci troviamo quasi di fronte al classico gatto che si morde la coda: spesso le materie in cui s’ “indebitavano” erano quelle caratterizzanti, comprese almeno in due prove scritte, quindi era decisamente impossibile sperare di farcela senza colmare le lacune pregresse.

Insomma, la questione del debiti non saldati che si perpetuavano era un problema reale. Così come la falsa convinzione dei ragazzi che la frequenza ai corsi IDEI bastasse per risolvere i problemi. Non solo le quindici ore concesse, nella migliore delle ipotesi, a ciascun corso non erano sufficienti a colmare le lacune, ma talvolta gli studenti arrivavano ai corsi mantenendo lo stesso atteggiamento tenuto durante le lezioni curricolari. È evidente, infatti, che un profitto insufficiente non è dovuto all’incapacità di spiegare dell’insegnante, come spesso credono le famiglie, o alla durezza diamantina delle teste degli allievi, come altrettanto spesso sostengono i docenti. Lo scarso rendimento scolastico si può, anzi si deve attribuire anche al modo in cui i ragazzi affrontano la scuola. Se mancano una forte motivazione, la volontà di recuperare, la capacità di concentrarsi, l’esecuzione dei compiti assegnati ecc. ecc. ogni sforzo sarà inutile. I docenti non hanno la bacchetta magica, tantomeno quelli che tengono i corsi di recupero che spesso non sono gli insegnanti del singolo allievo e che quindi non conoscono le problematiche di ogni ragazzo che frequenta il loro corso.

Detto questo, forse sarà più chiaro il motivo per cui il sistema dei Debiti Formativi così com’era non poteva continuare ad esistere. Arriviamo, dunque, al Decreto ministeriale n. 80, del 3 ottobre 2007 , a firma dell’allora ministro Fioroni. Esso stabilisce che le lacune in una o più discipline autorizzano i singoli Consigli di Classe a sospendere il giudizio in sede di scrutinio finale, rimandando la decisione di promuovere o respingere l’allievo in questione entro l’inizio delle lezioni del successivo anno scolastico. Nonostante non si parli più di “esami di riparazione” e di “rimandati a settembre”, cambia la forma ma non la sostanza. Qual è, dunque, la differenza rispetto ai vecchi esami a settembre? Semplicemente il fatto che non sussiste l’obbligo di fare degli esami veri e propri, con verifiche scritte e orali nel caso di materie che prevedano una distinta valutazione, ma delle “prove di verifica” decise in modo autonomo, per quanto riguarda la tipologia, da ciascun insegnante, purché sia lo stesso che ha attribuito il debito.

Con il suo arrivo a viale Trastevere, nel 2008, il ministro Gelmini non ha cambiato le carte in tavola. E come avrebbe potuto lei che predica da tempo il ritorno ad una scuola del rigore e della serietà? Certo, il D.M. del ministro Fioroni aveva il sapore di un ritorno al passato –quello per cui la Gelmini stessa è costantemente criticata- ma con la novità che lo Stato si sarebbe fatto carico del recupero per gli studenti in difficoltà anche durante l’anno scolastico e non solo alla fine. Con la Circolare Ministeriale n. 6163 del 4 giugno 2008, firmata da Mario Dutto l’Amministrazione ha destinato all’attuazione degli stessi risorse finanziarie per euro 57 milioni, aggiuntive rispetto a quelle già previste dalla disciplina contrattuale del comparto. Complessivamente, pertanto, sono in corso di erogazione alle scuole le seguenti somme:
euro 197 milioni previsti dalla sequenza contrattuale, sottoscritta in data 8 aprile 2008 tra l’ARAN e le OO.SS, relativa al fondo di istituto; trattandosi di finanziamenti che confluiscono nel fondo unico dell’istituzione scolastica, va precisato che detta quota è finalizzata al recupero e al sostegno;
– euro 57 milioni, sulla base dell’art. 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)
.
L’entità delle cifre, ad una prima occhiata, appare considerevole, ma si tratta di una sorta di specchietto per le allodole perché in realtà le somme erogate non sono sufficienti per coprire i fabbisogni delle singole scuole. Così si continua ad organizzare pochi corsi con ridotti pacchetti orario, spesso tenuti da docenti non abilitati, visto che alla fine di giugno si è stanchi e stufi della scuola, così si lascia il posto ai precari che hanno più bisogno di lavorare perché hanno fatto magari solo delle supplenze brevi. Sono anche più riposati e forse sono pure più preparati di quanto si creda. Tuttavia tenere dei corsi dalla fine di giugno a metà luglio, se va bene, con una ripresina anche nell’ultima settimana di agosto, non solo non risponde efficacemente alle esigenze degli allievi che sono effettivamente stressati dai nove mesi di scuola appena trascorsi, ma manda pure in bestia le famiglie che devono disdire le prenotazioni e rinunciare alle vacanze, se non riescono a rimandarle. Senza contare il malumore degli albergatori che si vedono fioccare le disdette da un giorno all’altro –ne conosco alcuni- ma questo discorso esula dai problemi scolastici di cui sto cercando di occuparmi.

Insomma, secondo me le cose messe così non vanno. Ovvero, va benissimo non promuovere gli allievi che non lo meritano e non hanno tratto profitto dagli stimoli ricevuti, va benissimo esigere un tempestivo recupero per permettere loro di affrontare lo studio nell’anno successivo con una preparazione di base almeno accettabile, va benissimo tendere loro una mano per non farli sentire abbandonati, ma la cosa che, secondo il mio parere, andrebbe fatta è evitare che i ragazzi arrivino a giugno con delle insufficienze. Non è volere la luna, credetemi, ma solo cercare di fare il nostro lavoro nel miglior modo possibile perché è la scuola stessa che deve offrire gli strumenti per il recupero, e non sto parlando solo dei corsi. Bisogna cambiare la mentalità di tanti docenti convinti che insegnare nel miglior modo possibile equivalga a stroncare chi non si ritiene “abbia fatto la scelta giusta” e non regalare nulla, senza, tuttavia, offrire nulla. Non sono solo i corsi di recupero a dover essere finanziati ma anche quelli di formazione per insegnanti, per adeguare la didattica ai tempi che, sì, sono cambiati. Nessun passo indietro, dunque, nessun ritorno al passato, anzi un balzo in avanti per una scuola del futuro, per una scuola migliore a partire dalla primaria. Perché, forse a qualcuno la cosa sfugge, è lì che si pongono le basi per la futura istruzione degli allievi. Spesso gli abbandoni sono dettati dalle brutte esperienze che i ragazzi hanno avuto alle elementari o alle medie, trovandosi di fronte a docenti non in grado di stimolarli ad apprendere ma capaci solo di far loro abbassare il livello di autostima. In altre parole: prevenire è meglio che curare. Sarà banale, ma è l’unica strada percorribile per migliorare la scuola.

Annunci

Scelti per voi

Selezione di post che hanno attirato la mia attenzione scelti per voi dalla blogsfera

wwayne

Just another WordPress.com site

Diario di Madre

Con note a margine di Figlia

Scrutatrice di Universi

Happiness is real only when shared.

Like @ Rolling Stone

Immagini, parole e pietre lanciate da Mauro Presini

Dottor Lupo Psicologo-Psicoterapeuta. Battipaglia (SA)

Psicologo Clinico, Terapeuta EMDR di livello II, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Terapia Metacognitiva Interpersonale.

Scaffali da leggere

Consigli di letture, recensioni e frasi tratte dai libri.

Willyco

in alto, senza parere

Macaronea

Considerazioni sparse di una prof di lettere.

Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Non è vero che sono invincibile, mi rompo in mille pezzi anche io...è solo che ho imparato a non fare rumore. *** Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

oןısɐ,ןןɐ ɐɯ ɐןonɔs ɐ opɐʌ uou

pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e eterodidatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)

Marirò

"L'esistenza è uno spazio che ci hanno regalato e che dobbiamo riempire di senso, sempre e comunque"

PindaricaMente

C'è una misura in ogni cosa, tutto sta nel capirlo (Pindaro)

Il mestiere di scrivere

CORSI DI SCRITTURA CREATIVA, ATTUALITA' EDITORIALE, DIDATTICA E STRUMENTI PER LA SCRITTURA

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Studio di Psicoterapia Dr.ssa Chiara Patruno

Psicologa - Psicoterapeuta - Criminologa - Dottore di Ricerca Università Sapienza

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Il ragazzo del '46

Settanta: mancano solo 984 anni al 3000.

Insegnanti 2.0

Insegnare nell'era digitale

la mutazione nella connessione

Prove di pensiero di GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

CRITICA IMPURA

LETTERATURA, FILOSOFIA, ARTE E CRITICA GLOBALE

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Le Ricette di Cle

Ricette collaudate per ogni occasione

Messaggi in Bottiglia

Il diario di Cle

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: