BOCCIATURA ALLIEVI CON TROPPE ASSENZE: PER IL CODACONS E’ ILLEGITTIMA

Come è noto, il MIUR, attraverso la la circolare n.4 del 20 marzo 2011 ha chiarito che, per la validità dell’anno scolastico e l’ammissione degli studenti della scuola secondaria di I e II grado, è necessaria la frequenza del 75% del monte orario annuale. Sono, tuttavia, previste delle deroghe su cui il ministero si limita a dare dei suggerimenti. Si potrà, infatti, a discrezione dei singoli Collegi dei Docenti, tener conto delle assenze motivate da:

1. problemi di salute adeguatamente documentati
2. terapie e/o cure programmate
3. donazioni di sangue
4. partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni
5. adesione a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese che considerano il sabato come giorno di riposo.

Per quanto riguarda il punto 3, credo il problema non sussista in quanto per la donazione (solo per gli allievi maggiorenni) si possono perdere al massimo due mattinate per gli studenti maschi e una per le femmine. Quanto al punto 5, si potrebbe aprire un dibattito, visto che il sabato è una giornata “sacra” per gli ebrei, ad esempio, ma il venerdì lo è per i musulmani che, a quanto pare, sono gli immigrati più numerosi e anche abbastanza prolifici. Accogliere il suggerimento del MIUR, a questo punto, sembrerebbe discriminante.

In ogni caso, le deroghe saranno applicabili «a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati».

Detto questo, sembra non ci sia più nulla da discutere. A parte la presa di posizione della Rete Studentesca che, come ho scritto QUI, ha intenzione di presentare una class action contro il MIUR.

Ma a mettere i bastoni fra le ruote al ministro Mariastella Gelmini ci pensa ora il Codacons. L’associazione consumatori obietta, infatti, che «la giurisprudenza italiana ha sempre annullato le bocciature basate sulle assenze: le malattie e le assenze giustificate non possono mai portare alla bocciatura, in quanto “la scuola deve perseguire l’obiettivo della formazione e non già quello della punizione, con la debita considerazione di temporanee situazioni contingenti che possano aver influito negativamente sul profitto” (in tal senso si veda Tar Puglia, 8 marzo 2010; Tar Firenze, n. 628/2007)».

Per il Codacons, dunque, la disposizione presente nella circolare n.4 del 20 marzo 2011 «non può trovare applicazione pratica, in quanto già bocciata dai giudici». Pare legittimo, quindi, da parte dell’associazione «intentare ricorso al Tar del Lazio per ottenere la sospensione del provvedimento».

E la storia continua …

[Fonte: Tuttoscuola.com; immagine tratta da questo sito]

NO ALLE CLASSI POLLAIO: CLASS ACTION CONTRO LA GELMINI


Dopo quella dei precari, è pronta un’altra class action contro il ministro Gelmini. Il Codacons è, infatti, ricorso al Tar del Lazio per far sì che le classi non si trasformino in pollai accogliendo un numero esagerato di allievi – si parla di 35-40, anche se a me personalmente pare molto strano – rispetto alla capienza della aule.
Il Tar ha dato ragione al Codacons e ha concesso ai ministri della Pubblica Istruzione e dell’Economia, Giulio Tremonti, 120 giorni di tempo per emanare il Piano Generale di Edilizia Scolastica rimasto, fino ad ora, solo una promessa.

La sentenza, emessa dalla III sezione bis presieduta da Evasio Speranza, ha dichiarato ammissibile la richiesta del Codacons in quanto il Piano generale di riqualificazione dell’edilizia scolastica (previsto dall’art. 3 del Decreto 81/09) non è stato ancora adottato, nonostante i tempi previsti fossero fissari prima dell’anno scolastico 2009-2010. Per i giudici, quindi, «è evidente che l’inerzia si sia già protratta ampiamente oltre il limite di legge».

Per Mariastella Gelmini il ricorso è infondato perché «le classi con un numero di alunni pari o superiore a 30 sono appena lo 0,4% del totale», specificando che «il sovraffollamento riguarda prevalentemente la scuola secondaria di II grado e si lega soprattutto alle scelte e alle preferenze delle famiglie per alcuni istituti e sezioni». Inoltre chiarisce che «è già stato stanziato infatti un miliardo di euro e assegnata una prima tranche di 358 milioni per avviare gli interventi più urgenti».

Di tutt’altro avviso l’associazione di consumatori che ha preso l’iniziativa di ricorrere al Tar. Il presidente Carlo Rienzi annuncia che, qualora il ministro non provveda a pubblicare il Piano per l’edilizia scolastica, «saremo costretti a chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al ministro ed ottemperi a quanto disposto dal Tar. Grazie a questa sentenza, inoltre, docenti e famiglie i cui figli sono stati costretti a studiare in aule pollaio, potranno chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro in relazione al danno esistenziale subito».

Risarcimento a parte, bisogna sottolineare che il sovraffollamento delle aule, oltre a disattendere la Legge sulla Sicurezza, influisce sulla qualità della didattica. I limiti massimi di legge sono, a prescindere dall’ampiezza delle aule a disposizione degli alunni, decisamente anti-didattici: per la Scuola infanzia 26 alunni (elevabili in casi eccezionali a 29); per la Scuola primaria 26 alunni (elevabili in casi eccezionali a 27); per la Secondaria di primo grado 27 alunni (elevabili in casi eccezionali a 30) e per la Secondaria di secondo grado 27 alunni (elevabili in casi eccezionali a 30). Ancora peggiore, se possibile, la situazione che si viene a creare nel caso una classe ospiti un allievo disabile: il massimo di legge è di 20 alunni, ma sappiamo che ci sono le deroghe e raramente il limite viene rispettato. Senza contare che in taluni casi si verificano delle situazioni gravemente problematiche in cui, agli alunni con regolare certificazione di disabilità, si aggiungono elementi non certificati ma con evidenti problemi, specie a livello di comportamento, che rendono oltremodo difficile l’insegnamento.

Insomma, il problema non è solo il pollaio, ovvero il sovraffollamento in spazi non adeguati e, quindi, a rischio nel caso di evacuazione. Il problema è che non si può concepire la scuola solo come un parcheggio dove, anche se si sta un po’ stretti, ci si sta comunque. La qualità dell’insegnamento è a rischio, tanto quanto l’incolumità delle persone -allievi ed insegnanti- nel caso di un’emergenza.

[fonte: leggo.it]

LE MOZZARELLE BLU E LA CAPRESE DEI PUFFI

È da circa un mese che si parla delle ormai tristemente famose “mozzarelle blu”. Tale anomalia dipenderebbe da un batterio, lo pseudomonas fluorescens (sa molto di stabiloboss), che avrebbe contaminato il latte, e di conseguenza altri prodotti caseari come la mozzarella, proveniente dagli stabilimenti di un’industria tedesca, la Jaeger, che rifornisce anche degli hard-discount italiani.

È di ieri la notizia, riportata dal quotidiano La Stampa, che l’anomalo color blu delle mozzarelle sarebbe stato riscontrato anche in un prodotto che si autoproclama italiano: la mozzarella Granarolo. Subito si è gridato allo scandalo: la Codacons, infatti, denuncia che, se la ditta italiana si rifornisse da quella tedesca per produrre i latticini, allora la pubblicità, nota a tutti per la mucca Lola, sarebbe ingannevole.
Il presidente della Codacons cita, infatti, le pubblicità dell’azienda relative al “Latte Alta Qualità”, che parlano di mucche italiane selezionate, di filiera garantita e controllata e di latte garantito e certificato ogni giorno con controlli più numerosi e approfonditi di quelli di legge.

Da parte sua, la Granarolo, si difende e smentisce categoricamente che l’azienda utilizzi il latte tedesco e assicura che effettua regolarmente analisi, nell’ambito dei propri sistemi di autocontrollo, sia sul processo produttivo, sia sulle acque, che non evidenziano alcuna irregolarità; è stata sottoposta recentemente a controlli da parte delle Autorità sanitarie, nell’ambito dei quali sono stati prelevati campioni ufficiali (acque e mozzarelle) che sono stati analizzati e risultano perfettamente conformi.

Intanto, però, nelle case degli Italiani si è diffusa una strana fobia: tutte le mozzarelle acquistate, delle diverse ditte italiane ed estere, vengono aperte ore prima del consumo per osservare eventuali mutamenti cromatici. Ciò, tuttavia, comporta un rischio ignoto ai più: se tenuto per molto tempo a temperatura ambiente, con il caldo che fa in questi giorni, nel latticino rischia di proliferare una colonia di batteri di vario genere che, anche ammesso che la mozzarella rimanga candida, potrebbe avariare in poco tempo il prodotto e procurare un fastidioso mal di pancia. A meno che non si attenda che la mozzarella cambi colore riponendola nel frigorifero. Ma non si sa mai che la trasformazione si attui solo a temperature più alte …

Insomma, io d’estate adoro mangiare la caprese, il tipico piatto campano a base di mozzarella e pomodoro: che faccio? Mi fido delle ditte italiane, cosa alquanto ingenua da fare visto le ultime notizie, o aspetto di consumare la caprese dei Puffi?

[fonte: Il Corriere ]