MALEDUCAZIONE BALNEARE

In queste ultime settimane ho fatto i “salti mortali” per potermi godere qualche mezza giornata e un paio di week-end al mare nonostante l’impegno che ho dovuto onorare nelle vesti di commissario all’Esame di Stato della mia quinta. Come lo scorso anno, mia mamma si è fermata qualche tempo a Grado ed io l’ho raggiunta quando ho potuto. Ma il destino avverso ha voluto che io finissi gli orali venerdì e lei domenica, cioè oggi, dovesse ripartire per Trieste.

Oggi, quindi, è stata una giornata faticosa e per nulla gratificante: come capita sempre (almeno a me!) l’ultimo giorno di vacanza, abbiamo dovuto pulire a fondo l’appartamento. Mia mamma, mio papà ed io ci siamo divisi i compiti … e le zone dell’appartamento da pulire. Mio papà era l’addetto allo svuotamento del frigorifero, nonché al suo sbrinamento, e della dispensa. Io, almeno per un’oretta, sono riuscita a prendere un po’ di sole in terrazza, mentre mia madre preparava i bagali e mio padre trafficava in cucina. La terrazza si trova al primo piano: lo dico perché è importante per capire quello che è successo e che mi ha decisamente disgustata.

Mentre mi godevo l’oretta di sole, mio papà arriva con una bottiglietta vuota da mezzo litro e mi dice che la mette ad asciugare sulla balaustra del terrazzo così poi la riempie con il poco olio d’oliva rimasto, giusto per non portarsi dietro la bottiglia di vetro da un litro. Io apro un occhio, lo guardo, mugugno un “sì” poco convinto e, mentre lui si allontana, richiudo l’occhio e continuo a prendere il sole. Io adoro crogiolarmi al sole e non ha nessuna importanza per me che lo prenda in spiaggia, in un terrazzo o su un prato. Ciò che conta è abbronzarmi.

Dopo qualche minuto, un leggero soffio di vento fa cadere giù la bottiglietta. Non me ne rendo conto subito ma solo quando sento una signora alquanto seccata che urla: “Fatene cadere una piena la prossima volta!”. Al ché mi affaccio e vedo quasta signora anziana che spinge un passeggino e guarda all’insù. A quel punto lei non mi vede perché sta guardando in alto ma io, con tono mortificato, anche se constato che non è successo proprio nulla né a lei né al bambino, e dico “Oddio, signora, mi scusi, pensavo fosse caduta all’interno della terrazza”. Non sto a spiegare, evidentemente, che la bottiglietta era soltanto appoggiata sulla balaustra e che nessuno l’ha volutamente lanciata giù (a meno di tre metri, comunque). Ma quella si agita e inizia ad insultarmi, appoggiata da un uomo di mezza età, troppo giovane per essere il marito della donna e troppo vecchio per essere il padre del bambino nel passeggino, ma probabilmente lo è visto che va di moda far figli in “età avanzata”.

L’uomo mi urla: “Sì, sì, prima fa il danno (quale, poi, non si sa) e poi si scusa”. Io replico che la cosa è accidentale e gli dico: “Ma se l’avessi fatto apposta – e poi non mi vede che non sono una ragazzina? – le pare che mi sarei affacciata per scusarmi?” Insomma, cerco di fargli capire che è un po’ scemo se crede una cosa simile. A quel punto arriva mio padre che protesta e prende le mie difese. L’uomo, allora, grida, sempre dalla strada guardando in su: “Ma che ca**o vuole quel vecchio scemo?” Io non ci vedo più e gli faccio notare che non si insulta una persona anziana, cercando di mantenere un tono civile. Mio padre, invece, ricambia con la stessa moneta, nel senso che non risparmia parolacce a chi se le merita. Per tutta risposta quello che fa? Prende la bottiglietta e me la tira addosso. Poi si allontana continuando ad imprecare.

Non so se nel raccontare l’accaduto io abbia reso l’idea, ma giuro che sono rimasta semplicemente allibita e per un paio d’ore non ho pensato ad altro. Alla maleducazione di certa gente che poi è soprattutto ignorante. E come ha detto mio papà al tale: “Ignorante e stro**o!”, non solo cafone.