5 aprile 2014

PRENDE UNA MULTA PER BESTEMMIA E PROTESTA: “CREDEVO DI VIVERE IN UNO STATO LAICO”

Posted in cronaca, famiglia, figli, legalità, Legge, religione, società tagged , , , , , , , , , , , a 1:37 pm di marisamoles

automobilistaE’ il 27 marzo scorso. Nel pomeriggio sull’autostrada A4 si forma una lunga coda di autovetture a causa di un camion che, con uno pneumatico bucato, non può proseguire la marcia. Stufo di attendere, a un ragazzo modenese di 23 anni scappa una bestemmia ad alta voce. Come spiegherà in seguito, l’esternazione era dovuta a un dolore che si era procurato sbattendo con rabbia il polso (mezzo ingessato a causa di una caduta con lo snowboard) sulla leva del cambio.

Fatto sta che una pattuglia della Stradale sente la bestemmia, raggiunge l’autovettura, opera i controlli del caso e rilascia regolare contravvenzione: 56 euro per il mancato uso delle cinture di sicurezza da parte dei viaggiatori seduti sul sedile posteriore e 28 euro per omessa esposizione del contrassegno di assicurazione (pur risultando regolarmente pagata!). Ma non è finita qui.

A quei poliziotti la bestemmia non era piaciuta. Invocando l’articolo 724 del Codice penale “Bestemmia e manifestazioni oltraggiose” è stata comminata al giovane anche una sanzione di 102 euro. Ma il 23enne non ci sta, anzi, non proprio lui ma un compagno di viaggio ha scritto una lettera alla redazione del quotidiano friulano Messaggero Veneto, manifestando il suo disappunto:

«Desidero informarvi – si legge nella mail – di quanto avvenuto giovedì all’altezza del ponte sul Tagliamento (…), dove la Stradale ha multato una delle nostre auto – eravamo un gruppo di 8 persone, amici modenesi e ferraresi, e ci stavamo dirigendo verso l’Austria a bordo di due macchine – perché uno di noi, esasperato dalla coda, ha bestemmiato dall’auto che, per il caldo, aveva il finestrino abbassato. Gli agenti hanno sentito e hanno multato il ragazzo per 102 euro, adducendo come motivazione che “bestemmiava ad alta voce contro le divinità ovvero i simboli religiosi dello Stato”. Ora: tralasciando il discorso sull’inopportunità della bestemmia (vorrei vedere voi, in coda…), io credevo di vivere in uno Stato laico».

Naturalmente il ragazzo sta pensando di fare ricorso contro l’ingiusta, a suo parere, ammenda.

Io ricordo che una volta anche sugli autobus campeggiava la scritta “Vietato bestemmiare” e l’Italia è da sempre uno Stato laico. Qui in Friuli, purtroppo, la bestemmia è un intercalare molto diffuso, tanto che quasi quasi l’orecchio è assuefatto. Ma rimango dell’idea che, al di là di qualsiasi motivazione religiosa, bestemmiare debba essere considerato un comportamento incivile e purtroppo sta dilagando tra la gioventù, ragazze comprese. Forse anche a casa i genitori hanno l’orecchio assuefatto. Ma, a meno che non abbiano anche la mano rattrappita, un bel ceffone ai figli potrebbero pure tirarglielo.

[L’IMMAGINE tratta da questo sito NON SI RIFERISCE ALLA NOTIZIA RIPORTATA]

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5 agosto 2012

MA CAPITANO TUTTE A ME?

Posted in affari miei, vacanze tagged , , , , , , , , a 12:06 pm di marisamoles

Dopo l’impatto scioccante con la e-mail di un ormai ex webfriend, in cui mi rimproverava aspramente di non aver risposto tempestivamente ad una sua precedente, dandomi dell’ingrata, un altro edificante episodio ha vivacizzato la settimana che sta per terminare.
Questa volta non si tratta di e-mail ma di una telefonata.

Premessa: avevo deciso di andare al mare venerdì in giornata. Mi tratteneva un po’ questo caldo insopportabile e temevo che nemmeno in spiaggia si potesse godere di un po’ di fresco. Visto che, tra l’altro, quando vado al mare non prendo mai l’ombrellone ma il lettino in riva e praticamente non sto mai all’ombra (so che non dovrei … ma mi spalmo la crema protezione 20 ogni ora!).
Guardo le previsioni su Internet, un sito infallibile, e vedo che per tutta la giornata è prevista una brezza abbastanza sostenuta. Evvai! dico esultante. Però non mi fido e penso all’amica di mamma. Lei per me è una semplice conoscente, nel senso che non la frequento e mi limito a brevi conversazioni sotto l’ombrellone. Lei ha una casa al mare quindi decido di telefonarle per chiederle se in questi giorni si sta bene in spiaggia o si muore dal caldo anche là. Aspetto le nove meno dieci di sera e la chiamo a casa.

Come d’abitudine, anche se effettivamente non sempre è necessario (l’amica di mamma vive da sola quindi se risponde la telefono dev’essere lei per forza), appena sento una voce dall’altro capo del filo, prima ancora di presentarmi, chiedo “Buona sera, è la signora …?“. Lei (perché è lei, al 100%), seccata risponde “No, non sono la signora …!” e butta giù la cornetta. Rimango come un’imbecille e fisso la mia cornetta quasi fosse incredula quanto me e volesse condividere il mio stato d’animo di assoluta desolazione.

Telefono a mia madre e racconto l’accaduto. “vabbè, dice, lo sai com’è fatta. Avrà pensato che fosse una del call center, capita anche a me …. no, non butto mai giù la cornetta ma dico che non m’interessa e taglio corto”. Ok, replico, ma io non ho avuto modo di presentarmi, avesse aspettato qualche secondo ….”. Mamma dice che bisogna portar pazienza, che la sua amica è un po’ rinco. Belle amiche! penso senza commentare.

Venerdì vado al mare comunque. “Chemmefrega, penso, se non mi ha dato ragguagli sul tempo. Mi fido di Internet”. Effettivamente la giornata è stupenda: soffia un venticello gradevolissimo, non si suda quasi, l’acqua è stranamente pulita … l’amica di mamma è sotto l’ombrellone e faccio finta di nulla. “Mi vedrà e verrà lei se vuole”. Passa la mattinata, passa un bella fetta del pomeriggio, è quasi ora di tornare a casa. L’amica di mamma è sempre sotto il suo ombrellone, non mi ha vista, o ha fatto finta di non vedermi, in ogni caso decido che non è da persone educate andare via senza salutarla. Ma perché, mi chiedo, devo essere così educata, IO?

Mi avvicino alla tipa (come dicono i miei figli), saluto e inizia la solita breve conversazione. “Si sta bene, davvero una giornata splendida …” e così via. Non le dico che ho telefonato la sera precedente e, prima di congedarmi, mi fa:

Peccato che tu abbia preso il lettino, la mia amica, quella con cui condivido l’ombrellone, non c’è per tutta la settimana”.

Non si preoccupi, io sto bene sul bagnasciuga …”

“Ma la prossima volta avvisami, no? Mi telefoni la sera prima così ti dico se è libero il lettino oppure no …”

“?????”

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