GELMINI SPOSA A MEZZANOTTE

Alla mezzanotte di oggi, 23 gennaio 2010, il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ha detto sì al fidanzato, l’imprenditore Giorgio Patelli. Come anticipato lo scorso novembre, il ministro è convolata a giuste nozze in attesa del lieto evento previsto per aprile, quando nascerà la primogenita che si chiamerà Emma.

Cerimonia top secret e, data l’ora, poco affollata: il rito civile è stato celebrato, nell’incantevole Sirmione, sul lago di Garda, dal sindaco Alessandro Mattinsoli, alla presenza dei fratelli e testimoni Cinzia e Giuseppe e di alcuni parenti dello sposo. È la prima volta, nella storia della Repubblica, che un ministro in carica si sposa. Del resto, la Gelmini è famosa per le sue “primizie”.

La festa si terrà in una villa di Sirmione, cittadina resa famosa anche dai versi che il poeta latino Catullo le dedicò, chiamandola “perla delle isole e delle penisole”, alla presenza di una cinquantina di invitati, fra parenti e amici. Invitato speciale il premier Silvio Berlusconi e pochi altri esponenti del mondo politico. Almeno nel giorno del suo matrimonio la Gelmini avrà pensato di non voler vedere sempre le stesse facce. Quanto a Berlusconi, che in un’occasione non aveva notato la povera Mariastella nonostante fosse seduta accanto a lui ad una conferenza stampa (ne ho scritto un post: LINK), staremo a vedere se terrà a battesimo la piccola Emma. Pare sia una tradizione consolidata, per il Presidente del Consiglio, quella di avere figliocci sparsi in tutta Italia.

La favola di Mariastella ha avuto una fine lieta proprio a mezzanotte: ha trovato il suo principe … speriamo che non abbia perso la scarpetta.

W OBAMA: BELLO, GIOVANE E …

berlusconi e obamaLa stampa di mezzo mondo si sta occupando da ieri della gaffe di Berlusconi su Obama. Eppure ci sarebbero tanti altri fatti di cui occuparsi con tanto zelo. Pazienza, ancora una volta la stampa e l’opinione pubblica hanno contribuito ad innalzare, se possibile, il già elevatissimo narcisismo del nostro Premier. Ora ha un motivo in più per bearsi nel suo innato egocentrismo … e dire che tutti quelli che non lo sopportano non si rendono conto che così facendo si continua a parlare di lui. Pare che la stessa elezione di Barack Obama sia passata in secondo piano.
Per curiosità ho fatto un giro, on – line, sui siti dei quotidiani italiani ed esteri, leggiucchiando qua e là i commenti all’infausto show in cui il  Silvio nazionale si è esibito nella lontana Russia. Con gran delusione ne ho dedotto che letto un articolo, li hai letti tutti. Non solo nell’ambito della stampa italiana, ma anche in quella straniera. In pratica si trovano svariate traduzioni del pezzo riportato sul Corriere della Sera: evidentemente all’estero il Corriere è per antonomasia “il Giornale”.

Fatta questa premessa, non starò a ripetere quello che è già stato detto, scritto, commentato, specie dall’opposizione che non aspettava altro che un’altra occasione per scagliarsi contro al nostro Premier, accantonata, almeno per un po’, la questione del decreto Gelmini.
Mi soffermo, perciò, su alcuni commenti letti sul sito del Times. Leggo con meraviglia che i più agitati sono gli italiani: quasi tutti si scusano, si vergognano di appartenere al popolo italiano, ritengono che le parole di Berlusconi rappresentino un’offesa per tutta la popolazione … insomma, tanti “sorry” a fronte di un più distaccato e neutro atteggiamento di molti stranieri. E questo la dice lunga sul famoso “gatto che si morde la coda”.
Tra tanti commenti ne ho scelto alcuni che vogliono, a volte in modo sagace, sdrammatizzare la situazione.

Nathan da Oxford scrive: “Ragazzi, avete bisogno di darvi una calmata! Dire a qualcuno che è abbronzato, non significa che sia razzista, come potrebbe esserlo? La gente sta semplicemente tentando di far passare una battuta per razzismo solo perché di questi tempi è la faccenda più popolare contro cui scagliarsi.”

Sempre da Oxford Jen afferma: “Dubito che qualcuno in America possa considerare la battuta offensiva. Obama stesso, probabilmente, l’ha trovata un po’ divertente. Non credo fosse un commento razzista: i neri e i mulatti generalmente passano sopra cose di questo tipo. Sono i bianchi che di solito vanno nel panico e considerano cose del genere oltraggiose, a loro vantaggio.”

E ancora, Laura da Londra: “Dovete essere felici di chiamare Obama ‘nero’, dimenticando che al 50% è bianco, quindi, secondo la logica, dovreste essere felici di chiamarlo ‘abbronzato’ dimenticando che al 50% è nero. Ma i due punti di vista sono entrambi errati: Obama non è nero ma è di razza mista, quindi, visto che dire ‘abbronzato’ equivale a dire ‘nero’, il concetto di fondo è errato.”

Evidentemente abituata alle gaffe del Premier, ancora da Oxford Sonia saggiamente osserva: “È vero che Berlusconi è famoso per i commenti fuori luogo. Comunque la gente non dovrebbe reagire in questo modo di fronte a certe cose. Nel mondo accadono fatti ben più terribili e preoccupanti. Gente, politici e stampa dovreste rivolgere la vostra attenzione su quelli! Io sono ancora orgogliosa di essere italiana!”

Infine, C.Sette da Londra fa notare che “Chiunque parli italiano dovrebbe capire che dire ‘giovane, bello e abbronzato’ equivale a dire ‘alto, scuro e carino’ … ce ne vuole per arrivare ad un commento razzista.”

Insomma, non mi pare che tutti se la siano presa a male. A parte l’elucubrazione mentale di Laura sull’essere neri o bianchi al 50 % (ho avuto delle difficoltà anche a tradurre il commento … più andavo avanti e meno capivo!), credo che persone ragionevoli possano ritenere che, al di là della sconvenienza di tale affermazione, Berlusconi volesse risultare spiritoso … Eppure, viste le infelici battute fatte in diverse situazioni, avrebbe già dovuto capire che non fa ridere nessuno. L’unico effetto che sortisce ogni volta è l’indignazione di tutta l’opposizione. Anche loro, però, potrebbero rivolgere l’attenzione altrove!
Battute a parte, sono felice per Obama e per tutto il popolo americano, bianchi, neri, meticci … insomma, di fronte al primo presidente degli States con il colorito un po’ scuro bisognerebbe inchinarsi e ringraziare Dio che, finalmente, i milioni di africani che hanno subito per secoli ogni sorta di sopruso possano avere il giusto e dovuto riscatto morale.

Se proprio vogliamo parlare di battute, a me pare molto più infelice quella di Gasparri: “Al Quaeda felice con Obama”. Purtroppo questa non era una spiritosaggine … ah, se l’avesse pronunciata Berlusconi, chissà cosa sarebbe successo. La terza guerra mondiale?