28 dicembre 2014

LINEA DEL TEMPO: IL MIO PERSONALE A.C. E D.C.

Posted in affari miei, Trieste tagged , , , , , , , , a 4:47 pm di marisamoles

clessidraIn questi giorni ho avuto modo di incontrare vari parenti, di quelli che in pratica si vedono solo a Natale e feste comandate. In particolare dei miei nipoti che vivono a Trieste e raramente riesco a incontrare in occasione delle veloci visite che facciamo ai miei genitori nella città che diede i natali a me e a mio marito.

Uscire e vedere gente mi ha ritemprata, dopo quasi due mesi di “arresti domiciliari” a causa della malattia che mi ha obbligata (veramente non la malattia in sé ma l’I.N.P.S. 😦 ) al confino entro le pareti domestiche.
Devo dire che, nonostante avessi delle fasce orarie “libere”, non avevo proprio voglia di uscire. Solo nelle ultime due settimane sono stata costretta ad andar fuori casa per le sedute di fisioterapia, per il resto del tempo mi sono riposata ed è stato un bene visto che in questi pochi giorni i dolori al braccio sono aumentati. Non che abbia fatto nulla di particolare, semplicemente mi sono spogliata e rivestita più volte al giorno, dovendo uscire, senza contare lo sforzo per indossare il piumino (mannaggia, proprio adesso doveva venire il freddo? pure la neve, ieri, ed è ancora tutto bianco), una ginnastica che decisamente non è terapeutica.

L’altro ieri eravamo a casa di una mia cognata e, naturalmente, si parlava del mio braccio. Io avrei evitato volentieri, mi sono sentita al centro dell’attenzione e non è una sensazione che amo molto. Fortunatamente il mio braccio non è stato l’unico argomento di conversazione, si è parlato del più e del meno, di cose fatte negli ultimi mesi o nelle ultime settimane. Più di una volta mi è capitato di far riferimento a degli eventi distinguendo tra cose successe prima e dopo la caduta. Ormai, ho detto, la mia linea del tempo è questa e la data spartiacque, per così dire, è quel 28 ottobre.

Mio nipote sorride e fa: “Il tuo personale a.C. e d.C., insomma”. Spero non sembri una battuta blasfema, ma a me ha fatto ridere e vi assicuro che di questi tempi ho ben poca voglia di farmi una risata.

[immagine da questo sito]

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8 maggio 2011

IN QUESTO MONDO DI MASCHI: IL MORALISMO DI SINISTRA E IL PARERE DI VITTORIO SGARBI

Posted in attualità, donne, politica, Silvio Berlusconi tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 11:25 am di marisamoles

Non sono una fan accanita di Vittorio Sgarbi, anzi. Diciamo, però, che quando scrive (e lo fa spesso sul quotidiano Il Giornale) è meno irruente e più riflessivo di quando parla. Nella comunicazione orale, infatti, si lascia andare troppo, per i miei gusti, al turpiloquio e manca completamente di rispetto nei confronti di chi non la pensa come lui.

Leggo su Il Giornale di oggi un articolo in cui Sgarbi commenta la battuta infelice di Ignazio La Russa, circa la bruttezza delle deputate di sinistra, contrapposta all’avvenenza della meggior parte delle elette nell’ambito della maggioranza. Una battuta, nulla di più. Infelice fin che si vuole, ma certamente nemmeno degna di considerazione. E invece ne è scaturita, com’era prevedibile, una polemica che occupa le pagine di tutti i quotidiani. Una polemica inutile, esattamente come la battuta del ministro della Difesa. Sarebbe meglio tacere eppure anch’io ne ho parlato ieri (nel post linkato) e oggi sono stata attratta dall’articolo di Vittorio Sgarbi.

Sgarbi, nella sua riflessione, parte da un presupposto perfettamente condivisibile: le donne, se belle, sono guardate con sospetto quando ottengono un posto di prestigio, in politica ma non solo. Spesso la bellezza passa in primo piano e i maschi (soprattutto loro ma anche non poche donne invidiose) pensano che una donna avvenente non possa essere anche intelligente. L’opinione comune è, infatti, quella che tali bellezze abbiano ottenuto il successo andando a letto con qualche uomo potente.
Il problema è, secondo Sgarbi che mi trova d’accordo, che si continua, evidentemente, a ritenere che la bellezza sia un requisito essenziale, e comunque non trascurabile per le femmine e non per i maschi. Il che non sarebbe una novità, effettivamente, ma nel mondo antico la bellezza e la bravura erano considerati doti esclusive, e perfettamente coesistenti, degli uomini.

Nell’antica civiltà greca, infatti, vigeva il concetto del kalòs kai agathòs (bello e bravo), per cui un uomo bello doveva per forza dimostrare di essere anche bravo. Nel caso contrario, sarebbe stato disprezzato e deriso dalla comunità. Un esempio proviene dall’epica omerica in cui un uomo come Paride, tutt’altro che coraggioso e per giunta uno che combina un sacco di guai per colpa della bella Elena, era il modello da non seguire, al contrario di altri eroi come Achille o Ettore.

I modelli antichi, ribaditi nel Rinascimento e in età neo-classica, da Michelangelo a Canova, e le rivendicazioni moderne non riescono a travalicare il luogo comune dell’obbligatorietà della bellezza femminile che resta invece facoltativa e non necessaria per l’uomo la cui attrazione si riconduce piuttosto al fascino e al potere, osserva Sgarbi. A maggior ragione dovremmo essere autorizzati a pensare che le donne non bellissime, come la Bindi o la Concia (faccio i loro nomi solo perché sono intervenute nella polemica seguita alla battuta di la Russa), siano bravissime proprio perché nella loro carriera non hanno potuto utilizzare il fascino che non hanno (spero non si offendano) per dimostrare di essere all’altezza degli uomini nell’acquisizione del potere.

Ma se nel mondo antico il concetto del kalòs kai agathòs era considerato inconfutabile, anche se solo relativamente all’ambito maschile, nella società contemporanea non è preso minimamente in considerazione, anzi. Sgarbi, inoltre, osserva che la convinzione che solo le donne usino la bellezza e il proprio corpo per ottenere il successo, è del tutto errata.

Si continua infatti a pensar male della donna, nel perpetrarsi dei luoghi comuni sull’uso del corpo, che ci ha portato alla legittimazione della prostituzione in una memorabile uscita di Stracquadanio. Per lo spregiudicato deputato qualunque mezzo è lecito per ottenere un risultato. E anche il prostituirsi è contemplato. D’altra parte ci sono diversi modi di prostituirsi, con diverse parti del corpo, e in molteplici settori, dal mondo universitario al mondo del cinema. E ci sono il servilismo, la prostituzione intellettuale; e, proprio oggi, anche quella sessuale non è soltanto femminile. Un importante capopartito gay potrà, come mille volte è capitato nel mondo del cinema e del teatro, favorire la carriera, non di una donna ma di un giovane compiacente. Il metodo è sempre lo stesso. E però le riserve e le allusioni investono sempre il campo femminile. Si tratta, di evidenza di contrapposizioni insensate benché suggestive. Nessuno penserebbe, infatti, di contrapporre bellezza e intelligenza, in modo così schematico nell’ambito del mondo maschile, contrapponendo uno studioso a un calciatore.
Quando si parla di «scorciatoie» si pensa a l’utilizzo del fascino femminile per ottenere migliori risultati in politica o in televisione. Nessuno farebbe le stesse considerazioni per un conduttore televisivo o per un deputato. Allo stesso modo nessuno metterebbe in contrapposizione i risultati ottenuti da un uomo con la testa con quelli ottenuti da un altro con i piedi
.

Il ragionamento di Sgarbi, secondo me, è condivisibile. Perché, in questo mondo di maschi, si continua a fare i moralisti solo quando c’è di mezzo una bella donna? Perché non si riconosce alla bellezza solo un valore estetico, quale in effetti è, che non deve far passare in secondo piano l’intelligenza? Perché si continua erroneamente a pensare che le scorciatoie, come le chiama Sgarbi, siano appannaggio delle giovani avvenenti e non anche dei maschi dotati di un certo fascino?

Chi non ricorda un’altra battuta infelice, quella di Berlusconi nei confronti della bellezza di Rosy Bindi? Ora Sgarbi le restituisce l’intelligenza che il premier le voleva togliere osservando: l’intelligenza di Rosy Bindi è proprio del non sottrarsi, se non per opportunismo politico, alle battutacce, alle espressioni vernacolari di spirito toscano, senza filtri e ipocrisie.

Massì, continua per la tua strada, Rosy: non ti curar di lor ma guarda e passa, come cantava il Sommo Vate. La bellezza sfiorisce mentre l’intelligenza, se c’è, rimane per sempre.

24 luglio 2009

BERLUSCONI NON E’ UN SANTO MA …

Posted in politica, Satyricon, Silvio Berlusconi tagged , , a 2:37 pm di marisamoles

BREBEMI INAGURAZIONE AUTOSTRADA

L’ultima battuta del premier: “Non sono un santo, lo sapete”. Eccome se lo sappiamo! Peccato, però, che non lo sia.
Si dice che l’Italia è il Paese dei santi, poeti e navigatori. Beh, il premier un poeta lo è, visto che scrive i testi per Apicella. Che sia un navigatore, lo si può supporre: avrà fatto qualche crocieretta nel Mediterraneo con uno dei suoi yacht, o no?
Se fosse stato anche un “santo”, sarebbe stato, come dice Toto Cutugno, un ITALIANO VERO. Peccato, davvero.

7 novembre 2008

W OBAMA: BELLO, GIOVANE E …

Posted in attualità, Barack Obama, elezioni americane, presidente USA, società tagged , , , , a 9:15 pm di marisamoles

berlusconi e obamaLa stampa di mezzo mondo si sta occupando da ieri della gaffe di Berlusconi su Obama. Eppure ci sarebbero tanti altri fatti di cui occuparsi con tanto zelo. Pazienza, ancora una volta la stampa e l’opinione pubblica hanno contribuito ad innalzare, se possibile, il già elevatissimo narcisismo del nostro Premier. Ora ha un motivo in più per bearsi nel suo innato egocentrismo … e dire che tutti quelli che non lo sopportano non si rendono conto che così facendo si continua a parlare di lui. Pare che la stessa elezione di Barack Obama sia passata in secondo piano.
Per curiosità ho fatto un giro, on – line, sui siti dei quotidiani italiani ed esteri, leggiucchiando qua e là i commenti all’infausto show in cui il  Silvio nazionale si è esibito nella lontana Russia. Con gran delusione ne ho dedotto che letto un articolo, li hai letti tutti. Non solo nell’ambito della stampa italiana, ma anche in quella straniera. In pratica si trovano svariate traduzioni del pezzo riportato sul Corriere della Sera: evidentemente all’estero il Corriere è per antonomasia “il Giornale”.

Fatta questa premessa, non starò a ripetere quello che è già stato detto, scritto, commentato, specie dall’opposizione che non aspettava altro che un’altra occasione per scagliarsi contro al nostro Premier, accantonata, almeno per un po’, la questione del decreto Gelmini.
Mi soffermo, perciò, su alcuni commenti letti sul sito del Times. Leggo con meraviglia che i più agitati sono gli italiani: quasi tutti si scusano, si vergognano di appartenere al popolo italiano, ritengono che le parole di Berlusconi rappresentino un’offesa per tutta la popolazione … insomma, tanti “sorry” a fronte di un più distaccato e neutro atteggiamento di molti stranieri. E questo la dice lunga sul famoso “gatto che si morde la coda”.
Tra tanti commenti ne ho scelto alcuni che vogliono, a volte in modo sagace, sdrammatizzare la situazione.

Nathan da Oxford scrive: “Ragazzi, avete bisogno di darvi una calmata! Dire a qualcuno che è abbronzato, non significa che sia razzista, come potrebbe esserlo? La gente sta semplicemente tentando di far passare una battuta per razzismo solo perché di questi tempi è la faccenda più popolare contro cui scagliarsi.”

Sempre da Oxford Jen afferma: “Dubito che qualcuno in America possa considerare la battuta offensiva. Obama stesso, probabilmente, l’ha trovata un po’ divertente. Non credo fosse un commento razzista: i neri e i mulatti generalmente passano sopra cose di questo tipo. Sono i bianchi che di solito vanno nel panico e considerano cose del genere oltraggiose, a loro vantaggio.”

E ancora, Laura da Londra: “Dovete essere felici di chiamare Obama ‘nero’, dimenticando che al 50% è bianco, quindi, secondo la logica, dovreste essere felici di chiamarlo ‘abbronzato’ dimenticando che al 50% è nero. Ma i due punti di vista sono entrambi errati: Obama non è nero ma è di razza mista, quindi, visto che dire ‘abbronzato’ equivale a dire ‘nero’, il concetto di fondo è errato.”

Evidentemente abituata alle gaffe del Premier, ancora da Oxford Sonia saggiamente osserva: “È vero che Berlusconi è famoso per i commenti fuori luogo. Comunque la gente non dovrebbe reagire in questo modo di fronte a certe cose. Nel mondo accadono fatti ben più terribili e preoccupanti. Gente, politici e stampa dovreste rivolgere la vostra attenzione su quelli! Io sono ancora orgogliosa di essere italiana!”

Infine, C.Sette da Londra fa notare che “Chiunque parli italiano dovrebbe capire che dire ‘giovane, bello e abbronzato’ equivale a dire ‘alto, scuro e carino’ … ce ne vuole per arrivare ad un commento razzista.”

Insomma, non mi pare che tutti se la siano presa a male. A parte l’elucubrazione mentale di Laura sull’essere neri o bianchi al 50 % (ho avuto delle difficoltà anche a tradurre il commento … più andavo avanti e meno capivo!), credo che persone ragionevoli possano ritenere che, al di là della sconvenienza di tale affermazione, Berlusconi volesse risultare spiritoso … Eppure, viste le infelici battute fatte in diverse situazioni, avrebbe già dovuto capire che non fa ridere nessuno. L’unico effetto che sortisce ogni volta è l’indignazione di tutta l’opposizione. Anche loro, però, potrebbero rivolgere l’attenzione altrove!
Battute a parte, sono felice per Obama e per tutto il popolo americano, bianchi, neri, meticci … insomma, di fronte al primo presidente degli States con il colorito un po’ scuro bisognerebbe inchinarsi e ringraziare Dio che, finalmente, i milioni di africani che hanno subito per secoli ogni sorta di sopruso possano avere il giusto e dovuto riscatto morale.

Se proprio vogliamo parlare di battute, a me pare molto più infelice quella di Gasparri: “Al Quaeda felice con Obama”. Purtroppo questa non era una spiritosaggine … ah, se l’avesse pronunciata Berlusconi, chissà cosa sarebbe successo. La terza guerra mondiale?

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