21 marzo 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: TORNA A DANZARE SENZA LA GAMBA PERSA NELL’ATTENTATO DI BOSTON

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, scienza, spettacolo, talenti tagged , , , , , , , , , a 12:39 am di marisamoles

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Era il 15 aprile 2013: due ordigni piazzati nei pressi del traguardo, su Boylston Street vicino a Copley Square, hanno funestato la maratona di Boston causando la morte di 3 persone e il ferimento di almeno altre 178.

Fra i feriti gravi causati dall’esplosione c’era anche Adrianne Haslet-Davis, oggi 33enne, ballerina di professione. La bomba esplosa nel luogo in cui si trovava le ha causato la perdita di una gamba. Per chi fa il suo lavoro significa normalmente abbandonare sogni e speranze e dire per sempre addio al palcoscenico.

Adrianne, però, è forte e determinata. Non si arrende, non pensa che la vita le abbia tolto tutto. Il fato le ha tolto una gamba, questo sì, ma non i sogni.
Ecco che la scienza viene in suo soccorso: un professore del Mit ha creato per lei un arto artificiale che le permette di eseguire movimenti di danza. Il sogno spezzato della giovane ballerina ha ripreso forma: Adrianne ha danzato una rumba alla Ted Conference, con il partner Christian Lightner.

«Un essere umano non può rompersi», ha detto, piangendo, alla fine dell’esibizione.

[notizia e immagine dal Corriere.it]

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18 dicembre 2010

ANBETA: LA BALLERINA CHE NON DEVE MAI CHIEDERE SCUSA

Posted in Amici, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , a 4:23 pm di marisamoles

Un’Anbeta agguerrita si è resa protagonista di un simpatico siparietto che ha spezzato la noia della puntata odierna di “Amici10” che lasciava speranza a qualcosina di più, visto il maggior tempo a disposizione. La puntata era iniziata prima e tutti speravano di vedere, finalmente, più esibizioni dei concorrenti. E invece no, perché una bella fetta di puntata se l’è guadagnata il cast quasi al completo del cine-panettone annuale “Natale in Sudafrica”. Ci siamo, quindi, sorbiti la premiata coppia (degli spot) Christian De Sica – Belen Rodriguez per una ventina di minuti. Impacciati, non sapevano nemmeno che fare e, per occupare lo spazio generosamente concesso, hanno improvvisato qualche canzone – tanto penosa da far sembrare degli artisti già fatti i concorrenti della sezione canto – e un waka-waka ballato quasi in solitaria da Belen che non si è lasciata sfuggire l’occasione per fare la primadonna. E meno male che la Telecom l’ha accusata di aver fatto calare i profitti!

Ma poteva bastare il cine – panettone? No. Ed ecco che sul “palco” di “Amici” arriva una ex-amica di Maria: Alessandra Amoroso. Esibizione gradevole, tutto sommato. Emozionata come sempre, ha ricevuto dalla mani della sua scopritrice il secondo disco di platino e poi via, lasciando finalmente un po’ di spazio ai concorrenti.
La puntata, quindi, prosegue come da copione: sfide, assegnazione delle stelline, qualche polemica qua e là, sguardi annoiati delle commissioni. Niente di particolare. Ma, ad un certo punto, Maria se ne esce con una delle sue, quest’anno frequenti, strigliate: oggi ce l’ha con i ballerini professionisti, colpevoli di aver deriso il ballerino Riccardo dietro le quinte, in occasione del giudizio a lui favorevole da parte del giudice esterno. I ballerini, però, spiegano che non hanno commentato l’esibizione di Riccardo ma il giudizio del commissario: una derisione trasversale, visto che, mettendo in discussione il giudizio, è come dire che il giudicato sia un incompetente, esattamente come il giudice.

Secondo Maria, però, la principale responsabile di quest’atto ingiurioso (e si badi bene che sul povero giudice, tacciato di incompetenza, non è stata spesa nemmeno una parola) è Anbeta, già nota per la sua rigidità e la scarsa comunicativa. La Toromani è una che dice quel che pensa e non bada al modo in cui lo dice. Lei ha ragione e, di conseguenza, non c’è nulla per cui debba scusarsi.

Non chiedo scusa. Anche loro del pubblico sono maleducati che fanno oooh. Non devono commentare neanche loro. In camerino di commenti ne facciamo tanti, con i ragazzi mai. Io non riesco a essere indifferente, mi appassiono come una del pubblico. Ho anch’io dei preferiti. Non sopporto che poi si lamentano sempre con noi e mai ci chiamano per ringraziarci.

Maria, però, visibilmente contrariata, non condivide questa presa di posizione e si scusa lei a nome di Anbeta. Che questo sia l’ultimo “Amici” per la ballerina albanese? Lo scorso anno aveva minacciato di andarsene lei; quest’anno mi sa che la silura Maria. Che segua le orme di Steve? Quando uno dice quel che pensa, la De Filippi non perdona.

Ma a Natale non dovrebbero essere tutti più buoni?

9 maggio 2010

ELENA D’AMARIO E STEFANO DE MARTINO A “DOMENICA 5”: PICCOLI AMICI CRESCONO

Posted in Amici, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , , , , a 2:51 pm di marisamoles


Questo pomeriggio a “Domenica 5“, spettacolo condotto da Barbara D’urso, si è alzato il sipario su un assaggio dello spettacolo teatrale che vede, tra i protagonisti, due ex Amici di Maria De Filippi: i ballerini Elena D’Amario e Stefano De Martino. Esclusi entrambi dalla finalissima del talent show di Canale 5, oggi hanno dimostrato di essere davvero cresciuti. Bravi e sicuri di sé, tanto da non sfigurare al confronto con i ballerini professionisti che sono attualmente in tour con lo spettacolo Let’s dance, nato da un’idea di Patrick Rossi Gastaldi e Alberto Alemanno, con le coreografie di Garrison Rochelle e per la regia dello Patrick Rossi Gastaldi, già insegnante ad Amici, almeno fin quando erano ammessi alla gara gli attori.

Ospite di Barbara D’Urso l’intera compagnia che ha eseguito qualche coreografia di gruppo, ma abbiamo potuto godere anche di un passo a due eseguito da Elena in coppia con Amilcar Moret Gonzales ed un assolo (quello con il secchio e il mocio, già visto durante la gara di Amici 9) di Stefano. Nell’ensamble Elena e Stefano hanno ballato in coppia: che diranno Enrico Nigiotti, il cantautore ribelle, ed Emma Marrone, la vincitrice dell’ultima edizione di Amici?

Let’s dance è in scena a Milano al TEATRO VENTAGLIO SMERALDO dal 4 al 16 maggio 2010. Per altre informazioni, clicca QUI, sito da cui è tratta anche l’immagine riportata in alto.

26 febbraio 2010

“AMICI 9”: ANBETA, OVVERO L’OROLOGIO SVIZZERO, CONTRO GAROFALO

Posted in Amici, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , a 9:48 pm di marisamoles

Tempi duri per Marco Garofalo, coreografo assoldato da “Amici” per questa edizione, non ho capito bene perché. Gli scontri con la concorrente Elena D’Amario sono noti a tutti. Ormai non la calcola più, qualcosa dica o faccia la ragazza, lui fa solo smorfie di disgusto. Più o meno le stesse che faccio io quando guardo le sue “coreografie”, più o meno oscene.

Che non avesse tanti estimatori, s’era capito. Ma probabilmente Garofalo non si aspettava lo scontro anche con una professionista di “Amici”: Anbeta Toromani. La ragazza, che evidentemente è puntuale come un orologio svizzero, arriva in sala prove alle 13, ma la trova occupata dal coreografo. Gli fa notare che sono le 13 e lei deve provare. Incurante delle proteste di lui, Anbeta dice che si deve scaldare. Di malavoglia alla fine lui congeda i suoi ballerini ma rimane in sala per godersi lo spettacolo, ne approfitta pure per prendere in giro i “classici“, in particolare la calzamaglia bucata di Rodrigo. Biascica qualcosa come “La bara c’è?” (devono mettere pure i sottotitoli, visto che quando parla è incomprensibile), riferendosi alla musica che accompagna il balletto che i ragazzi provano.

La sceneggiata continua per un po’, Marco fa pure il verso ad Anbeta, con un fare troppo scimmiesco per essere credibile, sotto gli occhi di Alessandra Celentano che pare divertita. La ballerina, però, si diverte un po’ meno.
Insomma, alla puntualità e alla classe lui non c’è abituato. Ma Anbeta, rigida com’è, non molla e continua a controbattere. Poi lui si scoccia e se ne va dicendo: “Arevuarre”. Que finesse!

PER VEDERE IL VIDEO CLICCA QUI

7 febbraio 2010

POLEMICHE A “BALLANDO CON LE STELLE”: LORENZO CRESPI VS RAZ DEGAN

Posted in Lorenzo Crespi, spettacolo, televisione tagged , , , , , , , , , , , , , , , a 6:16 pm di marisamoles

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO NON E’ RECENTE. POTETE LEGGERE IL POST SULLA PUNTATA DEL 27 FEBBRAIO 2010 CLICCANDO SU QUESTO LINK
L’ULTIMO ARTICOLO SUI COMMENTI DI MILLY CARLUCCI LO TROVATE CLICCANDO QUI
POTETE LEGGERE IL POST SULL’ULTIMA PUNTATA DEL 6 MARZO CLICCANDO QUI
L’ULTIMO ARTICOLO E’ A “Ballando con le stelle niente Crespi più sorrisi

Lo ammetto: sono un’affezionata spettatrice di “Ballando con le stelle” fin dalla sua prima edizione. I motivi di questa mia assiduità sono essenzialmente due: mi piace il ballo e adoro Milly Carlucci che ritengo una delle poche vere “signore” della TV che, con la sua eleganza e professionalità, rappresenta la garanzia di un buon prodotto televisivo. Questo il mio pensiero, almeno fino a ieri. Nell’ultima puntata, infatti, in un crescendo di tensione, dovuto anche alle sempre maggiori difficoltà cui i concorrenti vengono messi di fronte nella gara, abbiamo assistito, purtroppo, ad uno spettacolo border line, cioè ai confini del trash.

“Ballando”, come altri spettacoli del suo genere, è una gara ad eliminazione progressiva, quindi è normale che tra i concorrenti si creino degli antagonismi. Ma, come sanno gli amanti dello sport, la rivalità, specie quando si misura nel progresso fatto da ognuno, partendo da zero, non deve per forza generare odio e conflitti insanabili, mettendo a rischio il buon umore dei partecipanti e del pubblico. Fino allo scorso anno le rivalità ci sono state, favorite e incrementate anche con la complicità della giuria –cosa che non sempre appare corretta, ma lo spettacolo è pur sempre spettacolo! – ma mai ci sono stati scontri accesi tra partecipanti e il clima, tutto sommato, sembrava comunque disteso.

Cos’è successo ieri sera, in particolare? Lorenzo Crespi, attore, ha avuto un exploit dopo aver visionato una clip di presentazione in cui, a suo dire, le cose dette durante un’intervista, sono state girate e rigirate fino a stravolgere il suo pensiero. Il motivo del contendere sarebbe la sua superiorità nel ballo rispetto all’antagonista Raz Degan, non apprezzata ed adeguatamente valutata dalla giuria, a partire dal presidente Carolyn Smith che pare preferirgli, spudoratamente, l’ex modello israeliano. In effetti, dovrebbe imparare a tenere a bada gli ormoni impazziti da pre-menopausa.
Secondo Crespi, il montaggio dell’intervista, da cui erano state estrapolate solo alcune parti senza una connessione logica con le domande cui aveva risposto, lo facevano apparire come superbo e pieno di sé. Già convinto di vincere l’attuale edizione del programma, insomma. Questa falsa immagine avrebbe potuto, secondo l’attore, mettere in cattiva luce la sua persona e, al di là dell’effettivo impegno e bravura, escluderlo dalla competizione. La permanenza dei “ballerini” è, infatti, determinata dalla valutazione della giuria e dal televoto: i telespettatori potrebbero essere influenzati negativamente da ciò che hanno visto nella clip. Ad un certo punto, Crespi ha pure affermato: “Se la giuria vuole che me ne vado, me ne vado subito”.
Accanto a questo sfogo diretto contro gli autori del programma e i giudici, ce n’è stato un altro contro Raz che avrebbe insinuato che, bravo com’è, Crespi di ballo non dev’essere proprio digiuno. Ma l’attore siciliano è pronto a replicare. “Io a dodici anni facevo la break sugli angoli dei marciapiedi. È tutta l’esperienza di ballo che ho.”.

In tutto questo baillame, la povera Milly non sapeva che pesci pigliare. Come nel suo costume, ha cercato di calmare gli animi, ha tranquillizzato Crespi assicurandogli, tra l’altro, che l’intera intervista sarebbe stata pubblicata sul sito (a tutt’oggi non ve n’è traccia) e che nessuno è prevenuto nei suoi confronti, essendo sotto gli occhi di tutti la sua bravura che certamente sarebbe stata premiata dal televoto. Così è stato. Tuttavia, la polemica inutile e decisamente sgradevole, è durata troppo, allungando i tempi del programma e facendo saltare l’esibizione delle “stelline” visto che i bambini a quell’ora (erano ormai le 23 passate) dovevano andare a dormire. Poi il resto della serata, con le rimanenti gare valide per l’eliminazione, è proseguita con un’atmosfera pesante che si poteva tagliare con un coltello.

Ora, giusto per ricordare a chi non ne ha memoria, chi è Lorenzo Crespi, citerò due fatti in particolare, riguardo alla sua carriera. Il primo risale al 2002: dopo varie esperienze sul grande schermo, l’attore ha raggiunto la notorietà girando la prima serie di “Carabinieri” con Manuela Arcuri, con cui ha anche avuto un flirt. La sua partecipazione alle serie successive non c’è stata, pare per motivi di salute (problemi seri alla schiena, se ricordo bene), e nonostante il suo allontanamento dal set fosse più che giustificato, il suo ruolo è stato eliminato. Eppure il ruolo di altri attori, in seguito, ha condizionato la trama della serie, ridimensionandola pur di non fare a meno della loro partecipazione. Allora Crespi polemizzò a lungo con la produzione e si sfogò sulla stampa in diverse riviste.
Il secondo fatto risale al 2007: dopo che nel 2005 aveva girato la prima serie della fiction “Gente di mare”, la sua partecipazione al seguito, girato nel 2007, fu limitata alle prime puntate dopodiché il suo ruolo fu affidato a Fabio Fulco. Il motivo ufficiale furono dei disaccordi con la produzione ma, dalle interviste lette, ricordo che l’attore confessò di non sentirsi al sicuro (la trama della fiction aveva a che fare con la mafia) e questo suo timore, confermato anche dalle minacce ricevute (se la memoria non m’inganna), non fu compreso dalla produzione che preferì sostituirlo.

A questo punto appare chiaro il ruolo preferito da Lorenzo Crespi: quello della vittima. Peccato, perché all’inizio, dopo aver letto che l’attore aveva accettato di partecipare al programma di Milly Carlucci anche per uscire dalla profonda crisi che l’aveva colpito proprio nel 2007, credevo che prendesse la gara con un altro spirito. E invece ha messo in risalto quel lato del carattere, la permalosità, che evidentemente l’esperienza non è riuscita a limare sufficientemente. Se poi consideriamo che se la prende con la giuria che gli ha “assegnato” come rivale Raz Degan, uomo affascinante dallo sguardo di ghiaccio ma apparentemente innocuo, non si capisce proprio perché Crespi si senta ancora una volta vittima di una persecuzione. Forse non ha ancora capito che con quel suo modo di fare più che suscitare commiserazione, suscita proprio antipatia. La sua bravura è innegabile e si meriterebbe anche la vittoria; vedremo se cambierà atteggiamento. In fondo è un attore, faccia vedere una buona interpretazione! E chissenefrega se finge una simpatia che non ha.

La ciliegina sulla torta, però, è stata un’altra ieri sera a “Ballando”: la partecipazione di Clotilde Courau come “ballerina per una notte”. La graziosa madame è, come tutti sanno (o no?), la moglie del principe Emanuele Filiberto di Savoia, ex concorrente di “Ballando” nonché vincitore della passata edizione. In virtù della sua esperienza di concorrente, Emanuele Filiberto si è pure esibito in un valzer con la moglie, dopo che la stessa, eccellente ballerina e probabilmente non proprio digiuna della disciplina (com’è possibile che non abbai mai ballato, lei, una principessa!), si era già esibita in un tango con il maestro di turno. All’ennesima apparizione del principe su Rai 1, ho pensato che l’onnipresenza non sia una pura casualità: Emanuele Filiberto, infatti, parteciperà al Festival di Sanremo in coppia con Pupo, accompagnati entrambi dal tenore Luca Canonici. Già da mesi non si fa altro che discutere su questa sua partecipazione, non essendo un cantante, e le recenti polemiche che riguardano anche il testo della canzone, “La verità”, hanno acceso ancor di più gli animi degli estimatori e non della kermesse canora, tanto che Pupo, la scorsa settimana, aveva manifestato la sua intenzione di ritirarsi dalla gara. Ma poi le acque si sono calmate e quindi vedremo l’insolito ma ben affiatato duo –non dimentichiamo che entrambi conducono, sempre su Rai 1, la trasmissione “I Raccomandati”- sul palcoscenico dell’Ariston.
Ebbene, a me la partecipazione dei principi ieri sera a “Ballando” è parsa strategica: dopo le polemiche sul testo della canzone di Povia, sulla mancata partecipazione di Carla Bruni, sulla coppia Pupo-Emanuele Filiberto, sulle rivelazioni fatte da Morgan sull’uso di stupefacenti, penalizzate con l’esclusione dalla gara, l’esibizione del principe al gran ballo di Milly sembra un’altra mossa dell’enorme battage pubblicitario che si sta facendo al Festival della Canzone Italiana. Non mi stupirei se l’ormai prossima edizione 2010 fosse la più seguita nella storia sanremese!

Una cosa, però, non digerisco: il fatto che Milly si presti a tale gioco. E poi che la Tv trash sia entrata anche nel mitico Teatro delle Vittorie, tempio del varietà televisivo italiano da cinquant’anni. Credevo che “Ballando” si distinguesse da altri programmi in cui si va un po’ troppo sopra le righe, come “Amici” o “X Factor”. Mi sbagliavo, purtroppo. Anche i programmi di qualità, evidentemente, devono rispondere alla dura legge dell’audience. E dire che anche senza polemiche fra concorrenti e principi danzanti, il programma di Ballandi ha sempre superato quelli delle reti rivali. Lo share non bastava: bisognava trovare “qualcosa di cui sparlare”.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 9 FEBBRAIO 2010

Finalmente sul sito di “Ballando” hanno pubblicato l’intervista a Lorenzo Crespi (anche se non sono sicura che sia nella versione integrale, visto che dura poco più di 3 minuti!). In ogni caso, mi sono sorbita per ben sei volte la pubblicità dei Baci Perugina, ma il video dell’intervista non parte.
Comunque, questo è il LINK . Se qualcuno è più fortunato di me, o solo meno imbranato, mi può lasciare un commento per spiegarmi come si fa per vedere la famosa intervista? GRAZIE!!!! 🙂

NUOVO AGGIORNAMENTO DEL 12 FEBBRAIO 2010: CRESPI LASCIA “BALLANDO?”

Secondo TVBolg Lorenzo Crespi per tutta la settimana non si è presentato alle prove. Lo comunica la maestra Natalia Titova, intervenuta a La Vita in diretta. La ballerina pare in apprensione per il suo partner che non avrebbe superato la tensione causata dall’intervista della scorsa puntata e dalle polemiche che ne sono seguite.

Non resta, quindi, che attendere domani: Crespi scenderà o non scenderà in pista? La suspense non fa altro che alimentare l’audience e, se non stimassi Milly una vera professionista, sarei tentata a credere che anche questa decisione dell’attore sia stata pilotata.

AGGIORNAMENTO, 5 MARZO 2010

PER LEGGERE L’ULTIMO ARTICOLO SULLA “SOAP-OPERA LORENZO CRESPI”, CLICCA QUA. Si tratta di un’intervista a Milly Carlucci in cui la conduttrice ipotizza un rientro in gara di Lorenzo Crespi per il ripescaggio.

25 gennaio 2010

ELENA D’AMARIO E I CALZONCINI BIRICHINI

Posted in Amici, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , a 4:58 pm di marisamoles

Uno dei momenti più teneri delle ultime edizioni di “Amici” è andato in onda ieri sera grazie alla ballerina Elena D’Amario. La ragazza, durante l’esibizione di un passo a due di Steve La Chance, accompagnata da quel bel fusto di Amilcar, si è trovata in imbarazzo perché i calzoncini birichini le sono saliti durante una presa, lasciandole scoperti un po’ i glutei. La poveretta ha cercato di continuare ad esibirsi, tirandosi giù meglio che poteva i pantaloncini, ma ad un certo punto si è fermata comprendendo che l’inconveniente si sarebbe ripetuto. Il tutto davanti allo sguardo ingelosito del suo “fidanzato” Enrico Nigiotti che non ha tardato a difendere energicamente la sua decisione di sospendere il ballo.

Quando la musica si è fermata, Elena con gli occhioni spalancati e un sorriso nervoso si è inginocchiata di fronte alla commissione, probabilmente rivolta al suo maestro con il quale voleva scusarsi, sapendo di averlo deluso. Steve, per nulla intenerito, ha detto che sono cose che capitano ma che avrebbe potuto comunque proseguire. Di fronte alla ragazza dispiaciuta, che a stento tratteneva le lacrime, la De Filippi è intervenuta rievocando un incidente simile occorso alla professionista Eleonora lo scorso anno: la spallina dell’abito aveva ceduto e la ballerina si era fermata durante l’esibizione. Insomma, come dire: non condanniamo la povera Elena, sono cose che succedono anche ai professionisti.

A questo punto interviene quel tenerone di Garrison che chiede se non sia possibile per Elena rifare il passo a due. Maria, interdetta, guarda verso la squadra bianca e la telecamera inquadra gli occhioni spalancati di Stefano De Martino, lo sfidante di Elena nel balletto in questione. Lui continua a fare sì con la testa, come dire “non c’è problema” e sembra sinceramente dispiaciuto per l’accaduto. Accertatasi che una ri-esibizione di Elena fosse regolare, anche in considerazione del televoto, Maria dà il suo benestare.
Il ballo riparte, dopo che Elena ha indossato i leggins, e la sua esibizione è davvero strepitosa.

Strana questa ragazza: già nell’eseguire le coreografie osé di Garofalo , Elena aveva manifestato il suo disagio. Quello che è accaduto ieri ha confermato il suo pudore. In un’epoca in cui fare mostra del proprio corpo, lato A o B che sia, è considerato una specie di passaporto per il successo, la bella e giovane Elena ha dimostrato che si può essere pudiche e brave allo stesso tempo. Il successo futuro, per ora, sembra non sfiorarla nemmeno. Si goda, quindi, il presente rimanendo genuina com’è. Oltre all’indubbia bravura, che sembra acquisire sempre più con il passare delle settimane, quest’altra qualità le fa davvero onore.

Per i curiosi, ecco il VIDEO.

15 giugno 2009

LA FORZA DI UN UOMO E LA LEGGEREZZA DI UNA FARFALLA

Posted in adolescenti, affari miei, Amici, scuola, spettacolo tagged , , , , , , , , , a 9:59 pm di marisamoles

scarpe-danza-classicaSono stata invitata al saggio finale di danza da una mia allieva di seconda. Lei, la mia dolcissima allieva, sa che la danza è stata la mia passione da bambina e sa che l’amo tuttora. Chi ama la danza, specie quella classica perché la DANZA è solo quella CLASSICA, tutto il resto è semplicemente BALLO, comprende che è una passione talmente travolgente e unica che, anche a distanza di tempo, non la si può dimenticare. E io devo ringraziare Carla –non è il suo vero nome, ovviamente, ma la chiamerò così in onore della ballerina per antonomasia, la mitica Fracci– per avermi fatto rivivere delle emozioni che, pur rendendomi conto di non aver mai del tutto dimenticato, non sapevo che albergassero ancora in un angolino del mio cuore, in attesa di essere risvegliate.

Fin dal primo momento, fin dal mio ingresso nel teatro, il più grande e bello della città, non ho potuto fare a meno di ripensare ai miei saggi di danza. Me li hanno riportati alla memoria gli sguardi orgogliosi delle madri, i sorrisi fieri dei padri, i delicati bouquet di roselline che sbucavano qua e là dai crocchi di gente che si era fermata nel foyer. Entrare nella platea mi ha catapultato in quel mondo che ormai, per la troppa stanchezza che la sera mi fa stramazzare sul divano alle nove, non frequento più da tempo. Ed è stato bellissimo vedere il sipario calato e immaginare la concitazione delle allieve e degli allievi –pochi, in verità- in procinto di fare il debutto nella serata di gala. È meraviglioso sentirsi protagonisti per una sera, sapere di avere tutti gli occhi puntati addosso, ma è anche tremendamente inquietante perché sai che tutti si aspettano da te una grande esibizione, sai che non puoi sbagliare, che non puoi deludere amici e parenti.

Dalla mia poltrona di prima fila, mentre attendevo l’inizio dello spettacolo, ripensavo alla mia agitazione, a quando dietro le quinte provavo e riprovavo i passi più difficili per l’ultima volta prima di entrare in scena, e mi pareva di non ricordare più nulla, proprio come succede, per l’emozione, prima di un’interrogazione o di un esame. Ti assale l’ansia ma cerchi di dominarla perché sai che non puoi fare brutte figure. Leggere negli occhi delle compagne la stessa paura ti conforta. Poi, una volta alzato il sipario, sai che non puoi scappare, ti devi buttare in mezzo a quel palcoscenico e non pensare ad altro se non al tuo balletto.
Pensando ai miei saggi sono stata spettatrice di quello di Carla e di molte altre. Negli abiti a volte leggeri e ariosi come un palpito di vento, a volte fruscianti come un alito che smuove appena appena le foglie, rivedevo i miei tutù, corti e romantici, e gli abiti di scena. Il primo saggio fu, tutto sommato, una delusione: io associavo alla danza le scarpette di raso con la punta e i lacci che s’intrecciano attorno alle caviglie e, invece, fui costretta a ballare con le anonime “scarpette da salto” –espressione usata comunemente per definire le scarpe senza punta- mentre ad una compagna, la più brava e forse già un po’ esperta, fu permesso di partecipare ad un balletto con le più grandi e di usare le tipiche scarpine con la punta rafforzata. Ho sempre avuto delle difficoltà ad accettare che qualcuno ottenesse qualcosa che, invece, a me era preclusa. Il primo tutù fu, però, quello corto, classicissimo, con il tulle bianco, il mio sogno da sempre. Poi via via che passavano gli anni e diventavo più esperta ho avuto modo non solo di ballare sulle punte ma anche di indossare i tutù romantici, quelli lunghi. Ne avevo uno viola e uno bianco, con cui ho interpretato il valzer viennese di Strauss. Mi ricordo che il tipico chignon era incorniciato da un diadema di strass, al collo avevo una collana di perle di vetro, quelle che se le guardi alla luce scintillano riflettendo tutti i colori dell’arcobaleno –un po’ come capita quando si osserva una bolla di sapone prima che scoppi-, i guanti di raso lunghi e un ventaglio, anch’esso bianco con l’orlo di pizzo e una delicata fantasia di fiori che ravvivava il tessuto, lucido come i guanti.

Guardando i costumi delle ballerine che sfilavano sul palcoscenico davanti a me, ho ripensato anche ai balli interpretati senza il classico tutù. Uno di questi era ambientato in una fattoria, con le musiche di Respighi. Io ero la “prima contadina”. Già, proprio così, niente di eclatante davvero, ma quando ho letto il mio nome sul programma con a fianco esplicitato il ruolo, per me aveva lo stesso significato di “prima ballerina”. Il mio compito, infatti, era quello di dar da mangiare a tutti gli animali, e poco importava se le altre compagne avevano parti più impegnative, io ero e sarei restata per sempre, almeno su quella pagina, la “prima contadina”.

Vedendo le maestre di danza che, da dietro le quinte, si affannavano per ricordare le coreografie alle ballerine meno esperte, non potevo non pensare alla mia insegnante. Paragonata a lei, Crudelia Demon era una specie di fata turchina. Si chiamava Cornelia e per l’assonanza dei nomi il confronto con Crudelia vien da sé. Lei era non dico cattiva, semplicemente spietata. Non ammetteva errori, non giustificava ritardi o malesseri e credo che ce l’avesse con me perché fisicamente non assomigliavo per nulla a una ballerina, almeno non all’inizio. Un po’ in carne –ma mio fratello, simpaticone, vedendomi in tutù la prima volta, rincarò la dose paragonandomi alle elefantesse interpreti della “Danza delle ore” in Fantasia di Disney- certamente non abile nella spaccata o nel gran jeté, alla sbarra avevo delle difficoltà a tener diritta la schiena … insomma, non ho mai negato i miei difetti, sia fisici sia tecnici, ma essendo una che s’impegna in tutto ciò che fa, avrei voluto almeno una gratificazione per quello. Senza contare che, finiti i corsi, continuavo ad allenarmi per buona parte dell’estate nella camera da letto dei miei, per fortuna molto spaziosa e con lo stesso parquet della palestra, creando anche delle coreografie originali. Non credo che l’inquilino del piano di sotto fosse particolarmente felice, ma io non potevo rimanere un’intera estate senza la danza.

Uno dei balli che ricordo con maggiore affetto fu la danza ungherese. Non solo l’affetto mi lega a quel ballo, ma anche un episodio, per dir la verità, alquanto comico. Avevo un abito splendido, in velluto giallo e verde, con la tipica corona guarnita con dei nastri che cadevano ai lati del viso, gonna ampia con sei strati di tulle che la facevano rimanere gonfia e stivali rossi. Mentre il vestito l’avevamo dovuto comperare, gli stivali ci furono noleggiati dal teatro. I miei, invece di essere del mio numero, cioè 38, erano 40. Alle mie proteste, Crudelia Demon rispose che potevo metterci un po’ di cotone in punta. Detto fatto. Peccato che alle prime prove, per fortuna eseguite in palestra –dovevamo abituarci a ballare con gli stivali, quindi cominciammo subito ad indossarli- al primo slancio in aria della gamba destra, lo stivale è partito a razzo, attraversando la palestra in diagonale e arrivando pure a sfiorare la terribile Cornelia. In quel momento avrei voluto colpirla in pieno ma ottenni ugualmente soddisfazione: il giorno dopo arrivarono dal teatro i “miei” stivali numero 38.

La cosa che, al saggio di Carla, ho potuto vedere con maggior piacere, a parte ovviamente le splendide coreografie, è stato il gran numero di ballerine formose, per intenderci non quelle filiformi sul modello di Oriella Dorella. Ciò significa che, almeno dalla scuola di danza frequentata dalla mia allieva, lo spettro dell’anoressia è tenuto sufficientemente lontano. Mi viene in mente uno sketch recitato almeno trent’anni fa da Tullio Solenghi, non ricordo in quale trasmissione. Nelle vesti di un’improbabile ballerina, si presentò in scena come Galina Padovanska, parodia di una delle ballerine russe del Bolscioi che, come si sa, sono tra le più brave al mondo. Nella scenetta ricordo che Solenghi, presentando il personaggio con il tipico accento sovietico, disse che “le ballerine devono avere poco di seno, poco di sedere e devono fare poco amore … ma con poco di seno e poco di sedere questo non è affatto difficile”. Sorrido a ripensare allo sketch, anche se mi rendo conto che leggere la battuta scritta non è come vedere Solenghi conciato al modo che io ricordo. In effetti, una ballerina esile è più sciolta, può essere sollevata facilmente dal partner che non si trova “impacci” che, in altre situazioni, sarebbero assai graditi, ma sicuramente no quando si deve fare una presa. Certo è che al saggio ho visto qualche allieva grandina con una seno prosperoso e un sederotto alquanto sporgente che se mi ha consolata un po’, ricordando i miei tempi, mi ha portata ad osservare, forse per la prima volta con reale obiettività, che il fisico in una ballerina è fondamentale. Quindi, comprendo perfettamente tutte le critiche che Alessandra Celentano fa alle allieve di “Amici”, comprese quelle relative al “collo del piede” e devo ammettere che sul palcoscenico l’altra sera di piedi come li vuole la Celentano ne ho visti assai pochi.

Quando è entrata in scena Carla, l’ho riconosciuta subito, per quelle sue fossette che le si disegnano sulle guance ogni volta che sorride. Osservando il suo sorriso, sono stata travolta da altri ricordi. Una ballerina brava deve sorridere sempre. Non importa se si fa una fatica bestiale a stare sulle punte e se i piedi ti fanno malissimo, anche a causa delle vesciche che vengono più spesso di quanto si possa pensare. Il sudore che imperla la fronte e che rischia di scendere fino alla bocca facendoti assaporare l’inconfondibile gusto salato, che ricorda l’acqua del mare, non può far sparire il sorriso dalle labbra di una brava ballerina. Io so quanto è difficile mantenerlo quel sorriso, quando la fatica ti schiaccia e la concentrazione sui passi si distoglie dalla tua bocca. Per questo ho ammirato Carla, con quel suo dolce sorriso sempre immutato; l’ho apprezzata ancor di più quando mi sono resa conto che non tutte riuscivano a mantenerlo così lungo.

La danza è rigore, disciplina, sacrificio. La mamma della mia allieva, anche lei ex ballerina nonché ex allieva della mia stessa maestra crudele, ha definito le qualità che per danzare una ragazza deve avere con un’espressione che mi è rimasta nel cuore: la forza di un uomo e la leggerezza di una farfalla.
Io credo di aver avuto davvero la “forza di un uomo”, forse un po’ meno la “leggerezza di una farfalla”; ad ogni modo la mia era davvero una grande passione Eppure il mio sogno, il mio amore di bambina e di ragazza ad un certo punto è finito. Ricordo ancora quel pomeriggio: dopo aver passato due ore a percorrere su e giù la palestra in diagonale senza quasi mai scendere dalle punte, arrivai nello spogliatoio con i piedi doloranti, un dolore così intenso che non dimenticherò mai. Tolte le scarpine, mi sono ritrovata la calzamaglia completamente insanguinata; aveva cambiato il colore, da rosa a rosso. Forse le scarpette nuove o la fatica eccessiva dell’allenamento disumano cui Crudelia-Cornelia mi aveva obbligata, aveva causato le vesciche; queste poi erano scoppiate ma io avevo continuato a danzare sulle punte e la carne viva aveva cominciato a sanguinare copiosamente. A quel punto io quel sorriso che, mentre ballavo, avevo imparato a tenere immutabilmente stampato in faccia, l’ho perduto. Insieme alla fatica, al sangue e al sorriso se n’è andato via quel grande amore, la mia passione di sempre. Ho, come si dice, appeso al chiodo le scarpette e con la danza ho chiuso definitivamente. Ho continuato a ballare, questo sì, ma non a danzare. Mai più indossati i tutù e gli abiti di scena se non a Carnevale.

Per non ammettere la mia sconfitta, ho giustificato l’abbandono con la scusa di essere diventata grande, vesciche a parte, ovviamente. La danza classica, allora, era praticata per lo più dalle bambine e dalle ragazzine. Io ero cresciuta e il mio cuore mi stava portando altrove.
Quando, per l’ultima volta, ho sceso le scale e varcato il portone d’ingresso della scuola di danza, ho ripreso a sorridere. Un sorriso che, questa volta, era destinato non al pubblico che dalla platea, dai palchi o dalle gallerie del teatro assisteva al mio spettacolo, ma al ragazzo per cui avevo preso una cotta e che mi aspettava là sotto. Lui mi ha preso per mano e mi ha portato via dal sogno. Non gli ho mai detto il vero motivo per cui avevo smesso di sognare. Forse non lo sapevo nemmeno io.

16 novembre 2008

“AMICI” DI MARIA O RACCOMANDATI DAGLI INSEGNANTI?

Posted in Amici, attualità, Maria De Filippi, reality show, spettacolo, talenti, televisione tagged , , , , , , , , a 9:54 pm di marisamoles

amici_di_maria_de_filippiChissà perché il sabato pomeriggio, mentre tento di schiacciare il solito pisolino davanti alla TV, m’imbatto inesorabilmente in qualche programma di Maria De Filippi. Se non è “Il ballo delle debuttanti”, fortunatamente concluso anzi tempo, è “Amici”.

Ricordo la prima edizione: il titolo, secondo me più appropriato, era “Saranno Famosi”, ed era veramente una fucina di talenti, ragazzi normali che sapevano a mala pena canticchiare, ballicchiare e recitacchiare. Non l’ho visto tutto, ammetto, anche perché non è il mio genere di trasmissione, ma mi sono appassionata verso la fine quando ho scoperto che uno dei partecipanti era un mio concittadino. Dennis Fantina vinse e ne fui felice, anche se non l’ho granché apprezzato come cantante. Nemmeno ora, che qualche migliaio di CD è riuscito a vendere, può essere definito uno dei miei cantanti preferiti. Allora per lo meno apprezzai questo tipo di video – scuola in cui si poteva realmente vedere crescere dei “piccoli” artisti. Negli anni, di qualcuno si è continuato a sentir parlare, su altri è calato il silenzio, ma visto che hanno tutti potuto godere di un momento di celebrità, si può dire che l’obiettivo primario l’hanno raggiunto. Se poi aggiungiamo il fatto che hanno perfezionato ciascuno la propria “arte”,anche se la trasmissione in sé poteva sembrare alquanto costruita su cliché visti e stravisti, l’intento poteva essere comunque lodevole.
Non so come sia successo, ma ad un certo punto, con il procedere delle edizioni, la trasmissione si è trasformata in una specie di arena in cui la dote primaria pare essere diventata l’urlare più forte. Certo ci sono sempre i cantanti, gli attori e i ballerini, tutti accomunati, però, al di là della propria specialità, dall’arroganza, dalla presunzione, dalla saccenteria, dalla maleducazione …. Dall’altra parte, insegnanti che litigano fra loro, che si contendono i “banchi”, che s’insultano, sporgono denunce … E hanno il coraggio di chiamarla scuola? Io che ci vivo, in una scuola vera, m’immagino cosa potrebbe succedere se davvero noi insegnanti ci comportassimo così di fronte agli allievi e se permettessimo loro di rivolgersi in modo così arrogante e maleducato, o soltanto se ci lasciassimo guardare con quell’aria di superiorità e tollerassimo che ragazzi diciottenni o ventenni, che potrebbero essere nostri figli, ci diano del “tu”. Inconcepibile.

La cosa che mi ha più colpito nelle ultime edizioni, anche se non seguo le puntate e più che altro ne sento parlare, è la serietà e la franchezza con cui esprime le sue opinioni Alessandra Celentano. Lei è davvero l’insegnante più vicina al modello reale, quella che, anche a costo di deludere le aspettative dell’allieva, le dice in faccia quello che pensa. Ballerine, lo so, si nasce ed è poco probabile che lo si diventi. Lo so perché ho studiato danza classica da ragazzina e avevo un’insegnante ancora più crudele della Celentano. Bisogna capire, innanzitutto, che non si può prescindere dal fisico. È come se si dicesse ad uno stonato come una campana che può diventare un novello Frank Sinatra. Se la voce c’è, si può imparare la tecnica, perfezionarsi e diventare cantanti, altrimenti no.

A prescindere dal fatto che chiamare “scuola” quella di “Amici” è un eufemismo, tuttavia si presume che, visti i provini e le rigorose selezioni, vi accedano quei ragazzi che realmente hanno le doti e, quindi, qualche speranza di migliorare magari arrivando fino alla fine del programma. Personalmente, però, sentendo le esibizioni degli allievi e osservando i balletti, ho notato che arrivano sempre più bravi e preparati, come se studiassero anni prima di presentarsi alle selezioni. Insomma, quella che manca, secondo me, è la spontaneità, l’ingenuità e anche l’impreparazione dei ragazzi delle prime edizioni. Ed era proprio quella la condizione che rendeva il programma interessante.
Sabato pomeriggio ho sentito una ragazza (non ricordo il nome e da ciò si evince che la trasmissione proprio non la seguo)cantare “Se telefonando”. Un brano non proprio semplice, come ha ammesso lo stesso Vessicchio, che a me è sembrato cantato più che bene, tanto che, ricordando l’interpretazione di Mina, mi sono venuti pure i brividi. Eppure, la poveretta è stata stroncata dal maestro Palma che ha contato ben diciotto errori! Figuriamoci se l’interpretazione fosse stata perfetta. Magari sono io che non so giudicare. Mah.

Rimanendo sulla puntata di sabato pomeriggio, c’è stata pure un’espulsione, quella di Arturo. Pare, anzi è sicuro perché lui stesso ha ammesso la colpa, che ancor prima di aver notizia dell’ammissione alla scuola e, presumibilmente, senza essene certo, avesse fatto delle esibizioni canore sfruttando, durante lo spettacolo, il logo di “Amici”. Non entro nel merito della questione, tuttavia ritengo che, nonostante la faccia seria, contrita, quasi basita della commissione, tutti gli insegnanti fossero consapevoli che quell’Arturo potesse avere la certezza di entrare nella scuola, anche prima che l’ammissione fosse ufficiale. Perché? Ve lo spiego subito.

Qualche giorno fa ho incontrato un mio ex allievo. Ricordo che, appassionato dell’arte canora, attendeva con ansia i diciotto anni per presentarsi alle selezioni di “Amici”. Nonostante, come s’è capito, io non sia una fan del programma, non espressi parere negativo e lo incoraggia a rincorrere il suo sogno. Bisogna considerare, infatti, che le aspirazioni personali non devono essere stroncate e che anche un provino per partecipare ad una trasmissione televisiva può servire da stimolo, specie per le persone con un’autostima non proprio alta.
Poi, con il passare del tempo, pensai che, acquisita una maggiore maturità, il ragazzo avesse accantonato quel proposito. E invece no. Infatti, mi ha detto di aver fatto i provini la scorsa estate. Una delusione, e non soltanto perché non era stato preso. Mi ha raccontato che i provini durano trenta secondi, al massimo un minuto. Un tempo decisamente esiguo per poter dimostrare le proprie capacità. I cantanti, ad esempio, vengono provinati a gruppi di sei, accomunati dalla scelta della stessa canzone, ciascuno tiene in mano il microfono qualche secondo e poi lo passa al vicino. Per i ballerini idem: entrano a gruppi di otto, quattro avanti e quattro dietro e dopo pochi secondi si scambiano la posizione. Alla fine vengono scelti due o tre che vanno avanti. Gli altri a casa.
Il mio allievo, poveretto, è tornato a casa. Prima di ripartire, però, ha incontrato una sua amica che aspettava di entrare. Lui, già esperto, le ha raccontato com’era andato il suo provino, come per dirle “non farti tante illusioni”. Lei, però, sembrava non essere particolarmente preoccupata.
Qualche tempo dopo, incontra il padre della sua amica e gli chiede l’esito del provino. L’uomo, seccato, riferisce che la figlia non era stata presa, eppure aveva pagato un bel po’ di soldi. Peccato, però, che nello stesso gruppo in cui si trovava la ragazza, qualcuno avesse pagato più di lui. E poi c’erano tutti i “protetti” degli insegnanti, gente che faceva gli stages con loro, pupilli che se non proprio per le doti, almeno per le quote elargite, avevano dei diritti in più rispetto ai comuni mortali come il mio ex allievo.

Mentre il ragazzo mi parlava, ho pensato ad un episodio che avrebbe dovuto farmi capire come stanno realmente le cose. Qualche tempo fa, sempre nella puntata di sabato pomeriggio, avevo assistito ad una diatriba tra l’insegnante di danza hip-pop, Maura, e una ragazza che rischiava di perdere il “banco” di classica: questa rinfacciava alla prof di privilegiare l’altro allievo in quanto lo conosceva da tempo, erano vicini di casa e aveva frequentato dei corsi con lei. Lì per lì non ci avevo fatto caso, anzi avevo cambiato canale perché ero proprio disgustata dall’atteggiamento di entrambe.
Ora capisco. Prima di tutto perché i ragazzi sono sempre più bravi e preparati, poi l’astio che gli insegnanti sembrano provare gli uni nei confronti degli altri, infine perché c’è gente così brava in giro e non riesce a superare i provini nonostante li tenti ogni anno.

Allora, prima di spendere soldi per il viaggio, perdere un sacco di tempo, studiare tanto per prepararsi …. consiglio ai ragazzi di coltivare le loro passioni senza sogni di gloria. Se succede anche nelle scuole private che agli allievi vengano consegnate le risposte dei test d’esame, non meravigliamoci se ad “Amici” entrino solo i raccomandati dagli insegnanti. C’est la vie!

28 settembre 2008

DEBUTTANTI? NO, GRAZIE!

Posted in reality show tagged , , , , a 4:56 pm di marisamoles

ballo-debuttanti_cast-professionisti1Sabato pomeriggio, mentre facevo zapping annoiata e in procinto di schiacciare il solito pisolino, mi sono imbattuta in una puntata – sommario de “Il ballo delle debuttanti”.

Premetto che non ho mai visto la trasmissione, né ho alcuna intenzione di farlo in futuro. Tuttavia, incuriosita dalla scena che mi sono trovata di fronte, quella in cui a una concorrente della squadra Pop veniva chiesto di mangiare degli spaghetti al pomodoro, ho volentieri rinunciato al riposo e a cambiare canale. Della trasmissione sapevo che tra due squadre, una Chic e l’altra Pop, costituite ciascuna da sei concorrenti, attraverso varie sfide, prevalentemente basate sul ballo, sarebbe uscita la vincitrice, cioè la “debuttante” da mandare al ballo.

Dal sito apposito leggo che “il Gran Ballo Viennese delle Debuttanti, nella romantica e suggestiva cornice dei saloni di Palazzo Brancaccio a Roma, nasce dall’esigenza di condividere con le nuove generazioni un’emozione unica, un sogno che porterà ciascuna delle 25 debuttanti, tutte di età compresa fra i 17 ed i 23 anni, a riassaporare i valori e le tradizioni dei famosi balli viennesi.”. Seguono gli intenti benefici della manifestazione, sempre lodevoli ma mai troppo sentiti. Insomma, se uno decide di parteciparvi, è per mettersi in mostra e non certo per fare opere di bene. Per quelle sarebbe opportuno aderire alle molte iniziative superpubblicizzate e comunque sempre in modo discreto, non troppo plateale.

Ma torniamo alla poveretta alle prese con gli spaghetti. Era evidente il suo imbarazzo ma anche il disappunto; evidentemente si chiedeva perché mai fosse costretta a far vedere a tutti come li mangiava: seduta con poca grazia, gambe accavallate a fianco del tavolino, con la forchetta che proprio non ne voleva sapere di trattenere gli spaghetti arrotolati, tanti ne coglieva e la metà li faceva ricadere sul piatto, fino all’intuizione di prendere il cucchiaio per aiutarsi ma senza troppa convinzione che in tal modo l’operazione le risultasse più semplice, piuttosto perché pensava che il galateo richiedesse l’ausilio dell’utensile in questione. Niente di più sbagliato … bastava guardare il volto esterrefatto dell’insegnante di portamento, facente parte della giuria, che aveva chiesto tale prestazione.

La reazione di parte della giuria è stata feroce: perché accanirsi in quel modo? È davvero importante vedere come mangiano se poi devono andare al ballo? La ragazza, poi, indispettita continuava a ripetere che lei voleva essere se stessa e basta. Ma finiamola, dico io, con la storia che durante i reality, di qualsiasi tipo si tratti, i concorrenti tengano sempre a precisare che loro “sono se stessi”. Ma chi gli crede? Se le Pop devono per forza essere anticonformiste, libere di esprimersi anche a costo di fare le figuracce, altrettanto costruite mi sono sembrate le concorrenti Chic, sempre aggraziate e corrette nelle loro prestazioni, ma tanto tanto finte. Afflitte per aver perso due puntate consecutive, tornate a “casa”, hanno espresso il loro rammarico con garbo e desolatamente si sono chieste come mai il pubblico non sappia apprezzare la loro classe.

Ma il problema di fondo qual è? È la trasmissione. Perché se si deve scegliere una ragazza da mandare al Ballo delle Debuttanti, non si può ignorare che debba rispettare un certo cliché al quale, volenti o nolenti, costruite o meno, rispondono le ragazze Chic. Quindi è del tutto impensabile che, dovesse vincere una Pop, possa essere in grado di atteggiarsi a gran dama. A meno che le Pop si convincano che i consigli dati dalle esperte di bon ton e portamento non siano solo strumenti di tortura per far vedere a tutti che il galateo proprio lo ignorano. È inutile che continuino a dire che sono “se stesse”: è ovvio che abbiano delle precise istruzioni da seguire su come comportarsi.

Però io mi domando: se Pop è l’abbreviazione di “popolare”, perché si confonde il significato della parola facendola diventare sinonimo di “cafone”? E perché per essere “se stesse” le poverette della squadra Pop devono attenersi ad un modello che nemmeno esiste più, quello di ragazzotte di provincia, senza né arte né parte, con poca cultura e ancor meno educazione?

Alla fine mi sono convinta che ciò che più conta per le concorrenti è apparire in tv, né più né meno di altri partecipanti ai reality che impazzano su ogni canale, in qualsiasi stagione, con l’audience che ci rende tristemente consapevoli di quanto siano discutibili le scelte del pubblico, quello sì popolare, nel vero senso della parola.

E ancora, è mai possibile che i giovani oggi ricerchino solo la fama e la visibilità? Non bastavano le Veline, i ragazzi di Amici e i tronisti? Come si fa a trasmettere alle nuove generazioni il senso della vita comune, quella fatta di gesti d’amore, di solidarietà, di concretezza? Se il sogno di quelle ragazze è davvero il ballo, perché non provano a pensare all’umiltà con cui la povera Cenerentola affrontava la prova più importante della sua vita, senza fiatare di fronte al divieto di fare tardi – a mezzanotte a casa e poi il sogno finisce! Solo per la sua modestia e per l’assenza di rancore nei confronti di chi non la rispettava, alla fine è lei che ha ottenuto il premio.

E non pensiamo che siano solo fiabe; si sa che sotto sotto c’è sempre una morale.

È un luogo comune quello secondo il quale i ragazzi di oggi sono maleducati, senza valori né rispetto per le regole, sfrontati e trasgressivi … non è così per tutti, ovviamente. Ma se alla televisione passa il messaggio che per ottenere un premio bisogna essere sfrontati, polemici e determinati a fare di testa propria, tanto non si ascolta nessuno, cosa ne sarà, davvero, delle nuove generazioni?

Un vecchio detto recita che “La classe non è acqua”. Ora ho l’impressione che la classe sia la Coca – Cola: attraente, irresistibile, colorata, frizzante … peccato per quel “ruttino” che spesso, dopo averla bevuta, non si riesce proprio a trattenere!

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