F-150: L’UNITÀ D’ITALIA DÀ ORIGINE AD UNA DIATRIBA TRA LA FERRARI E LA FORD


La notizia mi era sfuggita, lo ammetto. Me ne ha parlato oggi a pranzo mio figlio maggiore, appassionato di motori, Formula 1 e Rally, nonché lui stesso pilota e navigatore nelle gare di rally.

In breve: la Ferrari, mitica casa automobilistica di Maranello, ha pensato di fare un omaggio all’Italia Unita, di cui il 17 marzo prossimo ricorre il 150esimo anniversario, come ben sappiamo, battezzando F-150 la sua ultima creatura, da lanciare nella prossima stagione di F1. Fino a qui nulla da dire, almeno da parte degli ammiratori – e non – della F1 che tifano Ferrari. Ma così non è per un’altra casa automobilistica: la Ford.

Leggo solo ora la notizia pubblicata sul sito di Tgcom il 10 febbraio scorso: «Secondo la Ford (che è diretto concorrente di Chrysler, marchio che fa parte del gruppo Fiat come la rossa di Maranello), la Ferrari “ha usurpato il celebre marchio depositato F-150 annunciando una vettura da corsa di formula 1 denominata F150 e ha cominciato a fare la promozione”. La casa automobilistica americana spiega in una nota che “F-150 è un marchio stabile e importante per Ford, essendo il nome del suo modello di pick up più venduto nella serie di pick up serie F”. Questo marchio, “duramente conquistato”, è invece ora “seriamente minacciato dall’adozione del nome F150”, continua la Ford..»

Naturalmente da Maranello è giunta sollecita la replica tramite una nota che recita così: «La sigla F150 (utilizzato come abbreviativo della denominazione completa Ferrari F150th Italia) non è, né mai sarà, il nome di un prodotto commerciale, non ci sarà certo una produzione di serie della monoposto, ma, come sempre nella storia della Scuderia, rappresenta la nomenclatura di un progetto di una vettura da competizione».

Pensate sia finita così? No, perché l’ “incidente diplomatico” avrebbe rischiato di incrinare i rapporti tra Italia e Stati Uniti, di conseguenza la casa della Rossa ha fatto un passo indietro: la prossima monoposto porterà intera la denominazione e si chiamerà F150th Italia. Una sigla orribile, per giunta.

I rapporti con l’America sono salvi, ma mi chiedo: la Ferrari non poteva risparmiarsi tutto questo patriottismo che, sinceramente, pare fuori luogo? In fondo è la Rossa per antonomasia, per il tricolore mancano il verde e il bianco.

[immagine tratta da questo sito]

PASSIONI CONDIVISE … UN ANNO DOPO


Oggi, nella splendida cornice di piazza della Libertà a Udine, si sono spenti i riflettori sul 46° Rally delle Alpi Orientali. Più o meno un anno fa, all’evento avevo dedicato un post (LINK) in cui riflettevo sulle passioni condivise da due innamorati. Raccontavo che mio marito, appassionato di motori, mi aveva contagiata, da fidanzata, a tal punto da seguirlo nei rally che si disputavano nella nostra regione. Uno di questi, il più importante, è appunto quello delle Alpi Orientali, prova valida per il campionato nazionale.

Questa passione, che per un po’ di tempo ho condiviso con lui, mio marito l’ha trasmessa anche ai miei figli. L’anno scorso i miei tre uomini erano partiti da casa separatamente per andare a vedere le prove speciali che si tenevano nei dintorni di Cividale del Friuli, per poi ritrovarsi, forse, in prossimità di qualche tornante e assistere assieme alla gara.

Così, un anno fa, avevo descritto la partenza da casa del mio primogenito:

[… ] mio figlio, il maggiore, è partito da casa, zaino in spalla e borsa termica in mano, per andare a vedere alcune prove del 45° Rally delle Alpi Orientali di cui si corre, nei dintorni di Cividale del Friuli, proprio oggi la seconda e ultima giornata di gara.

Ragionavo, poi, sul fatto che anche i miei figli, un giorno, avrebbero continuato la tradizione di famiglia:

[…] forse i ragazzi a loro volta continueranno a trascinare le ragazze, e poi le mogli e i figli, se li avranno (ogni tanto ho dei dubbi in proposito!). E le ragazze si lasceranno entusiasmare dalle corse automobilistiche per un po’, ma poi diranno basta anche loro e, magari, resteranno a casa lasciando che i figli condividano questa passione con il padre.

Quest’anno, però, le cose sono andate un po’ diversamente. Mio marito ha fatto, come al solito, da spettatore, ma mio figlio primogenito ha partecipato, come navigatore, al 46° Rally delle Alpi Orientali. Un debutto che suo padre certamente gli ha invidiato (non ho mai capito se, pur avendo il patentino da navigatore, avesse abbandonato l’idea di partecipare a qualche gara per colpa mia o per sua libera scelta) e che ha costretto me, dopo tanti anni, a seguire almeno la prova speciale-spettacolo che si è tenuta il 2 settembre in piazza I maggio a Udine.

Diciamolo chiaramente: se non ci fosse stata quella speciale a due passi da casa, probabilmente non avrei fatto da spettatrice. In ogni caso, questa occasione mi ha costretta a riflettere ulteriormente sulle passioni condivise. Ho capito che mio figlio è molto determinato a fare quello in cui crede e non si fa molti scrupoli né nei nostri confronti (in pratica non ha chiesto il permesso e ci ha messi di fronte al fatto compiuto) né in quelli della sua ragazza. Lei, emozionatissima, era al mio fianco l’altra sera e credo che se non ci fosse stata, io mi sarei emozionata ben poco. Non perché io sia insensibile di fronte alle esperienze nuove di mio figlio, ma semplicemente perché quando si vede sfrecciare davanti un’auto da corsa e sì’intravede un casco oltre il vetro del finestrino, onestamente si ha l’impressione che ci sia chiunque al posto del navigatore.
E poi, lo confesso, un tantino di rabbia mi è venuta: mio marito ha condiviso così bene la sua passione con il figlio e io non sono mai riuscita a portarlo a teatro!

In ogni caso, è arrivato terzo nella sua categoria. Come debutto non c’è male. Sono felice per lui e spero che continui a coltivare questa sua passione condivisa o meno.

[la foto della vettura del vincitore, Andreucci, è scaricata da questo sito; per postare quella di mio figlio, devo aspettare che qualcuno si degni di scaricarla nel mio pc!]