DESPERATE HOUSEWIVES: FINE DELLA SERIE. E ORA DISPERATE SONO LE FAN


Ci sono poche fiction che seguo per il piacere di farlo (la maggior parte NON le seguo perché mi interessano poco e mi addormento regolarmente …). Una di queste è Desperate housewives, fin dalla prima serie. Trovo che la fiction sia ben fatta, che le protagoniste incarnino, nel bene e nel male, tutte noi, con i loro piccoli e grandi drammi quotidiani, gli amori che iniziano e poi finiscono, a volte ritornano (come quello fra Susan e Mike), i problemi con i figli, con i mariti/compagni o con le suocere, i litigi con i vicini ma anche le grandi amicizie che si possono stringere abitando fianco a fianco.

Insomma, le Desperate housewives mi piacciono, anche per quella vena noir che condisce immancabilmente in ogni stagione la routine quotidiana, con quel non tutto è quel che sembra così vero e così inevitabile. Mi piacciono gli affetti sinceri tra donne che si commiserano a vicenda ma anche si supportano, con quella rara capacità di scaldare il cuore con parole semplici e talvolta con candida onestà. Mi piacciono perché in ciascuna di esse c’è qualcosa di me e in ognuna c’è qualcosa che non ho ma vorrei avere. Sognare per 50 minuti, tranquillamente distesa sul divano, sintonizzando il cervello solo su una finzione per dimenticare la realtà ha un sicuro effetto antidepressivo. Anzi, si può dire che tanto più sono disperate loro, tanto meno lo siamo noi, anche se non propriamente casalinghe, che le osserviamo. Ma poi, c’è qualche donna che non è ANCHE casalinga? Poche e fortunate, forse, o magari altrettanto disperate perché gli agi non sono sinonimo di felicità.

Oggi dagli States arriva la notizia che tutte temevano ma che speravano fosse solo una chiacchiera priva di fondamento: l’ottava serie di Desperate Housewives sarà l’ultima. Qui in Italia è di recente andata in onda su Rai3 (dopo l’inspiegabile trasloco da Rai2) la sesta serie mentre la settima è stata trasmessa dal 24 novembre 2010 al 13 luglio 2011 su Fox Life.

Abbiamo, dunque, ancora due stagioni per seguire le avventure di Susan Mayer (Teri Hatcher) Lynette Scavo (Felicity Huffman), Bree Van de Kamp (Marcia Cross) e Gabrielle Solis (Eva Longoria), più tutti gli altri personaggi di contorno che animano le vicende sempre strampalate ma molto verosimili delle casalinghe più disperate della tv.

[le foto con le quattro attrici sono tratte da questo sito e da quest’altro]

LUCIA LAVIA SULL’ “INCIDENTE” CON HABER: “UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE”

Ha debuttato ieri, al Teatro Romano di Verona, l’Otello della disordia tra Lucia Lavia, Desdemona, e Alessandro Haber, il moro licenziato a pochi giorni dalla prima. (QUI ho raccontato la vicenda). Un pienone forse determinato più dallo “scandalo” delle molestie subite dalla giovane attrice che dal talento drammatico che la figlia d’arte indubbiamente possiede. Una prova doppiamente difficile per lei, ma il teatro, come racconta in un’intervista, è la sua vita, da sempre.

«Io vengo dal teatro, ci sono nata dentro. Glielo dicevo anche a mio papà quando ero piccola: il teatro è la mia vita», spiega. Fin da bambina sentiva di adorare il teatro per una questione di odore: «Un odore strano, non so, il legno. Credo sia proprio il legno. Ho sempre sognato questo. È il profumo dell’infanzia, il mio profumo, quello che mi porterò dentro tutta la vita». Lei, ancora lontana dai ruoli da interpretare, da dietro le quinte osservava il palcoscenico e studiava il lavoro degli attori, quello che poi sarebbe diventato il suo lavoro: «Sono cresciuta guardando il mondo da quella parte».

Ad appena diciannove anni è difficile frenare l’entusiasmo per una carriera agli inizi che qualche maligno attribuisce solo al fatto di essere la figlia di Lavia e della Guerritore. Ma Lucia è una persona determinata e ha dimostrato un carattere ferreo anche nell’affrontare la vicenda che ha visto Haber protagonista di una performance poco teatrale. Così commenta l’episodio Lucia: «Una situazione insostenibile che durava da tempo e che si è prolungata troppo. Io a un certo punto non ce l’ho fatta». Poi mette in guardia le donne e le invita a “farsi valere”, senza lesinare critiche alle colleghe che fanno di tutto per farsi notare da produttori e registi: «Non esiste, non mi abbasserei mai a un livello del genere. Non potrei più guardarmi nello specchio. Quelle donne non hanno rispetto per se stesse, c’è una mercificazione dei corpi infernale, e questo non mi piace. Bisogna seguire i propri sogni».

Una dichiarazione del genere non piacerà a molte donne. Ma credo si possa perdonare alla giovane attrice l’innocenza dei suoi diciannove anni.

[fonte: La stampa; foto da questo sito]

MONICA BELLUCCI MAMMA BIS: È NATA LEONIE

Monica Bellucci, splendida quarantacinquenne, ha dato alla luce giovedì notte la sua seconda bambina; dopo Deva, cinque anni, è nata Leonie, “brunetta e carina”, lunga ben 53 centimentri per 3,220 chilogrammi. Il parto naturale, “come quello delle contadine umbre”, è avvenuto senza problemi in appena due ore e mezza.

Si allunga la lista delle ultraquarantenni che decidono di mettere al mondo dei figli. Un tempo una decisone del genere sembrava una pazzia, specie per i rischi di mettere al mondo una creatura non perfettamente sana. Ma la tecnologia anche in questi casi ha determinato il crollo degli antichi pregiudizi: la diagnosi prenatale, infatti, permette di conoscere in modo quasi infallibile gli eventuali rischi per mamma e bambino. Tuttavia, se è vero che le quarantenni moderne sono delle giovani donne in gamba e pure molto belle, è anche vero che crescere dei figli nella “maturità” può essere molto faticoso. Naturalmente non lo è per la Bellucci e per tutte le donne dello spettacolo che hanno mille aiuti e una situazione economica che può far dormire loro sonni tranquilli … anche se i neonati piangono la notte!

Anche la Bellucci, comunque, qualche interrogativo se l’è posto, quando ha deciso di avere un altro figlio passati i quarant’anni. In un’intervista a Vanity Fair, sulla cui copertina ha esibito il pancione scoperto, ha detto di non essere un esempio da seguire: «Mi avevano consigliato di fare subito il secondo figlio, ma non ero pronta. E quando mi sono sentita pronta speravo che arrivasse in fretta. Ma i bambini non sono film, non è che si organizzano mettendo intorno a un tavolo un regista o un produttore…». E già, i bambini non sono dei film e anche la miglior attrice non è mai una mamma perfetta.

Io ritengo che i figli abbiano il diritto ad avere dei genitori giovani, sia per le energie che richiedono sia per la differenza d’età che non dev’essere mai troppa. Insomma, c’è un’età per fare le mamme e una per fare le nonne. Ma la Bellucci pare essere d’altro avviso: «Quando mia figlia avrà vent’anni, io ne avrò sessanta. E allora? Già oggi le sessantenni sono stupende! Il mondo è cambiato e, con tutte le cautele del caso, oggi è possibile avere un figlio a 40 e vederlo invecchiare».

Se lo dice lei …

[fonte: style.it]