Falcone lo ricordo così, con il sorriso

Per commemorare Giovanni Falcone lascio la parola a Pino Scaccia che, molto meglio di quanto potrei fare io, ci lascia un ricordo di questo grande uomo che non temeva nulla e nessuno.
Voglio solo ricordare una sua frase: “La mafia è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà una fine”.
Mi chiedo solo: quando?

La Torre di Babele

Il giorno di Capaci stavo a Mosca. Ricordo che fu uno choc anche per i russi: la notizia ebbe ampio risalto. Con Falcone avevo fatto appena in tempo ad avere un minimo di rapporto. Dopo averlo inutilmente inseguito a Palermo, me l’ero ritrovato faccia a faccia a Oslo. Era il principale relatore in un convegno sulla droga e non mi lasciai sfuggire l’occasione rara di intervistarlo. Mi colpì di lui la pacatezza. Parlava piano, guardandomi negli occhi, ma ogni parola era un macigno. In due minuti mi regalò un’analisi lucida e concreta sulla piovra. Aveva idee chiarissime e il coraggio per portarle avanti. Come hanno ricordato anche all’Fbi fu il primo a intuire, molto prima della globalizzazione, che la lotta al crimine doveva essere universale, senza confini. Era sicuramente un passo avanti tutti gli altri, forse perché veniva dalla Kalsa, un quartiere dove non era facile scegliere da che parte…

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