22 novembre 2013

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: GUARIRE DALL’ANORESSIA GRAZIE ALL’AMORE

Posted in donne, La buona notizia del venerdì, salute tagged , , , , , , , a 9:18 pm di marisamoles

anoressia
Siamo a Londra. Jo Thompson è una bella ragazza di 21 anni con alle spalle un passato terribile. Sembra incredibile – anzi, vero scherzo del destino – che sia guarita dall’anoressia grazie al suo lavoro che, quando era 17enne, aveva trovato da McDonald’s.

Da quando aveva 11 anni Jo soffriva di attacchi di panico e crisi nervose che l’hanno portata all’anoressia. Si nutriva di acqua e piselli, però un giorno decise di reagire e si convinse che sarebbe guarita. Assunta dal fast food più noto nel mondo, non ha iniziato, come si potrebbe credere, a rimpinzarsi di hamburger e nuggets. Si è semplicemente innamorata del suo capo. «Zoheb mi ha aiutato a curare il mio disturbo, mi ha seguito e aiutato e pranzavamo quasi sempre insieme», ha detto in un’intervista al Daily Mail.

L’essere uscita dal tunnel della malattia e aver incontrato l’amore della sua vita hanno portato la ragazza a guardare con serenità al futuro. I medici le avevano anticipato che, a causa della malattia, sarebbe stato difficile per lei rimanere incinta. Jo ha vinto anche su questo infausto pronostico: ora è madre felice di due bambini.

Un esempio e una speranza per tutte le ragazze che si ammalano di anoressia, una malattia terribile che però si può vincere con la forza di volontà e tanto amore.

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[notizia e foto da questo sito]

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7 giugno 2011

VORREI CHE UN UOMO MI SPIEGASSE …

Posted in dieta, donne, moda tagged , , , , , , , , , a 4:34 pm di marisamoles

Due giorni fa ho dedicato un articolo alla cover di Vogue Italia di giugno, dedicata a tre modelle curvy … insomma, taglia 46, per intenderci. E anche oltre, a giudicare dal sederotto e dalle cosciotte ostentate da almeno due delle belle fanciulle in carne immortalate da Steven Meisel.

Insomma, era ora che venisse concesso un po’ di spazio anche a delle modelle non regular. A maggior ragione se tanta attenzione è stata rivolta alle curve da parte di una delle riviste cult della moda nel mondo. Anche se, come ho scritto nell’articolo precedente, ho trovato il servizio un po’ volgare. Certamente avrebbero potuto scegliere per le tre grazie abbondanti delle pose sexy ma non volgari, anche per dimostrare che la sensualità non è un appannaggio delle magre.

A proposito di magre, sono rimasta decisamente inorridita nel leggere alcuni commenti pubblicati sul sito di Vogue Italia. La scelta della rivista, d’altra parte, voleva essere soprattutto una provocazione. Oggigiorno, infatti, i grandi stilisti fanno sfilare solo le taglia 38: ragazze magrissime, spesso insignificanti, senza forme e con uno sguardo infinitamente triste, quasi imbronciato. Sembrano il ritratto dell’infelicità, quella che probabilmente è dettata da una vita (almeno una breve parte di essa, dato che la professione di modella ha i suoi tempi ben definiti) di rinunce. E non sono per nulla attraenti né sensuali.

Io non sono una che pensa solo alla buona tavola e che non è capace di trattenersi alla vista di torte al cioccolato o manicaretti vari. Non sono nemmeno una che dà all’aspetto fisico più importanza di quella che in realtà dovrebbe avere. Insomma, è giusto curarsi, tenere alla linea nel limite del possibile, cercare di muoversi piuttosto che poltrire su un divano, mangiare cibi sani e variare molto nella scelta degli alimenti. Un po’ di tutto, evitando certamente i cibi nemici della linea, pur facendo qualche strappo, ma non tanto di tutto. Insomma, basta regolarsi un po’ …

Ma qualche volta, effettivamente, non basta. Conosco donne magrissime che mangiano tre volte me, anche se a vederle sembrerebbe che facciano la fame. Insomma, madre natura ci mette lo zampino: in altri termini, si chiama “costituzione” ed è una questione genetica. Quando, però, si esprimono giudizi senza nemmeno conoscere le persone (ciò vale anche per chi è convinto dell’equivalenza “magra = anoressica”), la cosa mi fa andare in bestia.

È il caso di una lettrice che ha lasciato più commenti sul sito di Vogue Italia e che ho già riportato nello spazio discussione del precedente post.
Questa tale M.B., modella regular, sostiene che le modelle riprese da Meisel siano grasse da far schifo. Cosa che a me non pare: anche se le foto sono state sicuramente ritoccate, non vedo pance prominenti e rotoli strabordanti, né braccia flaccide o cosce tipo prosciutti di San Daniele. Complice anche il gioco delle luci e l’abbigliamento studiato per queste forme generose, le modelle (che per la “nostra” M.B. non sono nemmeno degne di questo nome) a me personalmente non sembrano assolutamente grasse da far schifo o come quelle che “si abbuffano di dolci e di cibo, senza contegno e senza pudore…”. Ma che ne sa lei se queste sono un po’ in carne perché si abbuffano o semplicemente perché non riescono a mantenere il peso forma per la loro costituzione?

Quello che decisamente non sopporto è il fatto di trarre facili conclusioni e di pensare di essere nel giusto mentre il resto del mondo la pensa diversamente. M.B., infatti, sostiene che «Magro è bello,magro è bello! Certo,non tutte le magre sono belle..ma le grasse belle non esistono».
Intanto, le magre magre (e devono essere tali visto che la commentatrice sostiene che quelle che indossano una taglia maggiore della 42 sono grasse) non sono affatto belle: cosa c’è di affascinante in due gambe e due braccia a stecchino o in un seno da prima o seconda misura? Se tutte pensassero che il seno ideale sia quello che sta nella coppa da champagne allora i chirurghi estetici potrebbero cambiar lavoro. Non dico quei seni da esibizioniste (intendo le quinte o seste non naturali), ma una terza-quarta ci sta bene, anche su un fisico asciutto. La tabula rasa non è per nulla attraente, coppa di champagne a parte. E poi i fianchi, da che mondo è mondo, sono sempre stati associati alla maternità, all’accoglienza di una creatura che cresce dentro la donna, un luogo caldo e accogliente. Altro che quella specie di tronco di pioppo cui assomiglia il corpo delle magre magre. Non è un caso se madre natura, quando una donna in età fertile è sottopeso, sospende il ciclo. Come potrebbe una che non nutre nemmeno se stessa nutrire un feto?

Passiamo all’abbigliamento. Quando vado a fare shopping, specie nel periodo dei saldi, sono felice di trovare perlopiù le taglie small ed extrasmall. Significa che le taglie dalla 42 in giù rimangono negli scaffali, capi appesi sulle grucce negli stand, in attesa di una magra che possa indossarli. Le altre taglie, invece, vanno via come il pane. Perché? Perché le forme hanno ancora un valore e, diciamolo, vestono meglio. Quando osservo le sfilate, a parte il fatto che nessuna donna normale se ne andrebbe per strada con certi capi, mi sembra che gli abiti sfilino addosso a delle grucce. Anche in questo caso il ragionamento della “nostra” M.B. è del tutto errato: «se una è magra come un chiodo certi abiti al massimo la fanno sembrare un po’ formosa..ma se una è già formosa,la fanno sembrare obesa». Ma non è vero! Io non vedo sfilare in passerella delle modelle rese formose dagli abiti, ci vorrebbe un’imbottitura creata ad hoc. Mentre una donna un po’ in carne, con l’abbigliamento giusto, fa la sua bella figura ed è elegante, altro che manici di scopa!

E ora, dulcis in fundo, un’altra affermazione della modella magra che disprezza le colleghe in carne: «se fossi un uomo non mi ecciterei con tutto sto grasso».

Ecco, io ora VORREI CHE UN UOMO MI SPIEGASSE CHE GUSTO C’E’ A TOCCARE SOLO PELLE E OSSA.

1 giugno 2011

TROPPO GRASSA PER SFILARE: STUDENTESSA TENTA IL SUICIDIO

Posted in adolescenti, cronaca, scuola tagged , , , , , , , , , a 9:44 pm di marisamoles

Si avvicina la fine dell’anno scolastico e già si teme che la cronaca nera registri qualche tentativo di suicidio da parte di studenti che non si aspettano la promozione e temono le reazioni dei genitori. A tutti faccio un appello: non c’è nulla di irreparabile e nulla di cui non si possa discutere serenamente in famiglia. La morte non è la soluzione di niente, è solo una spugna gettata quando l’incontro di boxe non è ancora finito. E invece bisogna lottare, per vincere e per vivere. Perché l’unica cosa veramente irreparabile è la morte.

A proposito di gesti inconsulti, leggo su Il Corriere che una studentessa di un istituto superiore di moda di Treviso ha tentato il suicidio perché le è stato impedito di fare la modella in occasione della sfilata di fine anno. Il suo professore, nonostante gliel’avesse promesso, alla fine non le ha permesso di sfilare perché troppo grassa. Ovvero, i patti erano che la ragazza avrebbe dovuto dimagrire per essere scelta come indossatrice.

Di fronte al “no” dell’insegnante, la sedicenne si è prima ubriacata e poi ha tentato di gettarsi nel fiume Sile. Fortunatamente alcuni passanti hanno chiamato il 113 e gli agenti hanno tratto in salvo l’aspirante suicida.

Questa storia si è conclusa bene, ma io mi chiedo: se la scuola è il luogo dell’educazione, quale messaggio ha trasmesso quell’insegnante? Molti stilisti hanno rinunciato alle modelle semi-anoressiche e il concorso di Miss Italia ha aperto le porte alla taglia 44, offrendo un ottimo segnale: per sfilare non si deve essere necessariamente un grissino.
Io non so quanto sia “grassa” questa studentessa ma, mentre a scuola si combatte l’anoressia grazie anche alle informazioni che vengono diffuse tramite conferenze ad hoc, cui partecipano degli esperti, il suo insegnante la invita a dimagrire per poter sfilare. Un bravo educatore, non c’è che dire.

[l’immagine da questo sito]

14 gennaio 2011

GIULIA NICOLE: UNA MISS CON FIANCHI TROPPO LARGHI MA …

Posted in adolescenti, attualità, donne tagged , , , , a 6:46 pm di marisamoles


con due palle così! E brava Giulia Nicole Magro, Miss Italia mancata per un soffio (è arrivata seconda, nel 2010, preceduta dalla miss in carica Francesca Testasecca), diciottenne con il pallino della moda ma che, per il momento, si impegna nello studio, decisa a prendersi la maturità scientifica a Vicenza, la sua città.

Lunga chioma bionda, occhi azzurri, un corpo statuario, la ragazza ha un metro e ottanta per cinquantasette chili, roba da fare un’invidia pazzesca a molte (a me sicuramente!). Eppure nel mondo della moda la bellezza, quella vera e genuina, non basta: è stata invitata, dall’agenzia a cui si è rivolta, a perdere tre centimetri di fianchi perché 92 sembrano eccessivi, meglio 89. Ma lei non ci sta e osserva: “giuro che se mi chiedono ancora di dimagrire, mollo tutto. Non ho intenzione di fare la fame“. Sagge parole e un ottimo esempio per le sue coetanee che, con il mito della velina o dell’indossatrice anoressica, rischiano davvero di ammalarsi. E di anoressia, quella vera, naturalmente, si può anche morire.

Giulia Nicole alla salute ci tiene, anche a costo di rinunciare al suo sogno: «Ho fatto sport e continuo, ho una vita normale, vado a scuola faccio la quinta scientifico a Vicenza, mi sono divertita a partecipare a sfilate locali. Tutto qui. Se per essere una vera indossatrice devo cambiare, non ci sto. Ciò che chiedono è davvero assurdo».

Assurdo, certo. Ma per arrivare a definire assurde certe richieste ci vuole, soprattutto, una testa ben piazzata sul collo. E purtroppo molte ragazze, proiettate nel luccicante mondo delle passerelle e dei guadagni stratosferici, la testa rischiano di perderla. Senza nemmeno capire che, facendo il verso a Morandi, “una su mille ce la fa“. O forse anche meno.

[fonte: Il Corriere]

AGGIORNAMENTO DEL POST, 28 GENNAIO 2011

Alla fine ce l’ha fatta: Giulia Nicole sfilerà il primo febbraio per Renato Balestra nell’ambito delle manifestazioni dell’alta moda a Roma. Lo stilista, che l’aveva già notata a Salsomaggiore, dichiara di non avere alcun problema a far sfilare la modella veneta con i suoi abiti e precisa: «Bisogna premettere che una cosa è fare l’indossatrice e un’altra è partecipare al concorso di Miss Italia. Nello stesso tempo non escludo nemmeno che nella moda possa essere impiegata una modella con la taglia 44».

Anche il patron di Miss Italia, Patrizia Mirigliani, ha annunciato che fin dalla prossima edizione del concorso saranno ammesse ragazze con la taglia 44. Sul nuovo regolamento esprime il proprio apprezzameno anche Maurizio Costanzo: «Tempo fa fui io a proporre per primo di togliere le misure standard per le concorrenti di Miss Italia e oggi condivido la decisione di Patrizia Mirigliani di ammettere la taglia 44. Finalmente tornano le forme e forse questo è un antidoto all’anoressia».

[LINK della fonte]

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