6 luglio 2018

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: ECCO IL DOGGYBAR PER GLI AMICI CANI

Posted in animali, attualità, Friuli Venzia-Giulia, La buona notizia del venerdì, società tagged , , , , , , , , , , , a 4:11 pm di marisamoles


Si tratta di un brevetto targato Friuli. Il Doggybar è stato, infatti, inventato da un da un cormonese, Marco Mersecchi, assieme al team con cui collabora nella sua azienda di design.

Il nuovo dispositivo, che potrebbe essere visibile a breve all’esterno di molti locali non solo nella città di Cormons (Gorizia), è costituito da una ciotola che nella forma ricorda proprio gli amici cani. Il Doggymar è dotato di un piccolo contenitore in cui si può posizionare dell’acqua o delle crocchette per far felici i miglior amici dell’uomo e anche i padroni.

«È un’idea che mi è venuta prima di addormentarmi – racconta Mersecchi – Il giorno dopo ne ho parlato con i miei collaboratori e ci siamo messi subito all’opera, brevettando il piccolo manufatto in pochissimo tempo. È un servizio pet-friendly in più».

Questa invenzione è giustificata soprattutto dall’incremento notevole dei cani e gatti, ma più in generale degli animali da compagnia, osservato negli ultimi anni nel nostro Paese. Secondo i dati recenti, in Italia 60 milioni di animali abitano nelle nostre case. Oltre ai cani e ai gatti, gli animali da compagnia per eccellenza, si contano i pesci, i più diffusi per numero, ma anche altre specie come furetti e rettili.

All’inizio del 2015 i cani registrati, tramite tatuaggio o microchip, erano poco più di 6 milioni; in tre anni sono diventati 10 milioni, con un incremento del 40%.

A Cormons l’amore verso gli animali è diffuso. I dati ufficiali disponibili (relativi alla fine del 2015) parlano infatti di oltre 1200 cani censiti nelle varie famiglie: su un totale di circa 7500 abitanti, ne deriva che c’è un cagnolino più o meno ogni sei cormonesi, praticamente uno ogni due famiglie. Non stupisce, dunque, che Marco Mersecchi abbia pensato a brevettare il Doggybar, con la speranza che il suo dispositivo possa presto diffondersi anche al di fuori della regione Friuli – Venezia Giulia.

Allora grazie Marco, per aver pensato ai migliori amici dell’uomo.

[Fonte: Il Piccolo anche per l’immagine: altra fonte: zampefelici.it]

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3 gennaio 2014

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: A BERLINO APRE IL PRIMO RISTORANTE PER CANI E GATTI

Posted in animali, La buona notizia del venerdì tagged , , , , , , a 9:18 pm di marisamoles

ristorante per cani e gatti
Da poco i nostri amici domestici hanno ingresso libero nei locali commerciali, anche nei ristoranti e pizzerie. Purtroppo, però, i padroni sono costretti a dividere con i piccoli amici il proprio pasto o a chiedere, a fine pranzo o cena il doggy bag, qui non molto diffuso per dire la verità.

A Berlino, invece, gli animali domestici hanno un ristorante tutto per loro. Si chiama Pets Deli Food Shop e offre un menù di tutto rispetto: carne di qualità tagliata al coltello, pesce fresco, verdure biologiche e croccantini fatti a mano.
L’ambiente è elegante e riservato, tanto da assicurare ai cani e ai gatti una sosta piacevole. Ma c’è pure la possibilità del take away, nel caso Fido preferisse l’intimità e la familiarità della propria casa.

Che dire? Speriamo che quello della Germania sia un esempio anche per gli altri Paesi: siamo o non siamo nell’Europa Unita?

[LINK della fonte, da cui è tratta anche l’immagine]

ALTRE BUONE NOTIZIE:

A scuola da Steve Jobs nei Paesi Bassi ma anche in Italia… di laurin42

A lezione di piano di laurin42 (notizia del 26 dicembre 2013)

A contare le stelle ci pensa Gaia di laurin42 (notizia del 19 dicembre 2013)

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

14 novembre 2012

STORIA DI BETTY, GATTINA (S)FORTUNATA

Posted in affari miei, Amici, amicizia, amore tagged , , , , , , , a 5:29 pm di marisamoles


PREMESSA: questo è un post che avrei voluto scrivere molto tempo fa, poi altri impegni (ma forse solo tanta pena per la gattina protagonista di questa storia) mi hanno fatto desistere. So che tra i miei lettori ci sono molti amanti degli animali, specialmente gatti. Non che io non lo sia, intendiamoci. Semplicemente non ne ho mai voluti per casa, anche quando i miei bimbi mi supplicavano. Ho sempre pensato che in un appartamento, per quanto grande sia, gli animali non stiano a loro agio, non si sentano sufficientemente liberi. D’altra parte, apprensiva come sono, non avrei mai accettato di tenere un cane o un gatto a mezza pensione: un po’ a casa e un po’ in giro per il mondo.
Se devo essere sincera, un po’ di diffidenza nei confronti degli animali l’ho sempre avuta. Si è accentuata quando un cane ha aggredito mio figlio da piccolo, anche se gli ha procurato solo qualche graffio. Ma questa storia mi ha commosso e l’aver fatto amicizia con due quadrupedi tanto affettuosi mi ha fatto vincere la diffidenza e mi ha portato ad avere un atteggiamento molto diverso nei confronti dei piccoli amici dell’uomo.
Dopo aver letto questa storia, capirete bene il mio stato d’animo.

Siamo agli inizi di agosto, tempo di ferie. Una gattina di circa tre mesi viene abbandonata nella piazza di un paese alle porte della città. Qualcuno l’ha vista letteralmente volare fuori dal finestrino di un’auto in corsa. Certi bipedi sono davvero molto più animali degli stessi quadrupedi.
Il paese è piccolo e la micina, bianca e grigia, bellissima, viene soccorsa e portata nel cortile del bar che sta proprio in piazza. È sabato sera.

Poco distante da quella piazza la domenica mattina Fede e Leo si svegliano. Il loro cane Teddy non fa le feste come al solito. È inquieto e la giovane coppia si stupisce. Appena si alzano vedono che in casa non c’è la loro gatta Margot. Ma lei è indipendente, spesso salta giù dalla finestra e se ne va in giro. I gatti sono così.
Purtroppo quella notte Margot non è andata molto lontano da casa. Fede e Leo si affacciano alla finestra e la vedono proprio lì davanti, in mezzo alla strada. Morta. È il week-end degli abbandoni, in tutti i sensi.

Il lunedì mattina quando Leo va al bar – è il suo primo giorno di ferie – vede la gattina bianca e grigia. Nessuno la vuole e il padrone del locale, sapendo che lui e Fede sono amanti degli animali (hanno anche una tartaruga), gli propone di prenderla. Fra le lacrime Leo racconta la morte di Margot e dice di non aver voglia di affezionarsi ad un’altra gatta. Poi, però, chiama Fede al telefono: gli bastano cinque minuti per convincersi che quella gattina abbandonata è un segno del destino, che non sostituirà mai Margot ma che saprà farsi amare e diventerà una nuova compagna di giochi per Teddy, avvilito dopo la scomparsa della sua amica.

La gattina arriva nella nuova casa e viene accolta da Fede con un pianto misto fra dolore e speranza. Lei sa che quella creaturina ha bisogno di lei: deve dimenticare i vecchi padroni che non hanno avuto cuore. Ma bisogna darle un nome. È Leo a decidere: si chiamerà Betty.
Teddy è felice ma la gattina di lui non vuole proprio saperne. Non fa che soffiargli e graffiarlo. Ma è un cane paziente e dolcissimo, non ci mette molto a conquistarla.

Passano i giorni, pochi in verità. Betty abita nella nuova casa da meno di una settimana. Una sera arrivano degli amici dei suoi nuovi padroni. Portano con sé il loro cane che è nemico giurato dei gatti. La micetta viene chiusa in camera proprio per evitare inconvenienti. Però quando Fede entra nella stanza per prendere qualcosa, lei è più veloce della luce e sgaiattola dalla fessura dell’uscio, ignara del pericolo. Pochi istanti e si ritrova fra le fauci del cane che, nonostante il tempestivo intervento di tutti i presenti, la ferisce gravemente.
La corsa dalla veterinaria, un intervento chirurgico per ridurre la lacerazione e il responso terribile: molto probabilmente l’articolazione della zampina è compromessa.

Tornata a casa dopo due giorni di “ricovero”, Betty è spaventata e non ha proprio voglia di giocare, né con Teddy né con i padroni. Fede e Leo sono tristissimi, si sentono responsabili, anche se l’unico responsabile è quel cagnaccio brutto e cattivo che non ha nulla a che vedere con il dolcissimo Teddy. Lui, da parte sua, cerca di giocare con la nuova amica ma, vedendola così tranquilla e quasi apatica, le offre la sua pancia per appoggiare la testina e fare un sonnellino assieme.

Dopo una settimana di tranquillità, la gattina riprende la sua vivacità. È come una pazza, va dappertutto, salta ovunque, un giorno la trovano addormentata nel cestello della lavatrice. Teddy è là davanti e abbaia. Lui è sempre il primo a trovarla.
Sembra che la zampina stia recuperando un po’ di sensibilità, anche se più che altro la trascina e sembra esserle di impaccio. C’è comunque la speranza che possa riprendere la sua funzionalità. Almeno, questo è ciò che credono Fede e Leo. La veterinaria è molto scettica e conferma la sua diagnosi: il morso del cane ha reciso i nervi, non c’è alcuna possibilità per quella zampina. Anche se Betty è vivace e si muove tranquillamente, si nota che quell’arto le crea impaccio, forse le fa anche male. Ma lei è tanto buona che non si lamenta mai.

Dopo qualche settimana, alla visita di controllo, la veterinaria emette un altro terribile responso: la zampina andrà amputata, non subito, si può aspettare ma l’intervento è inevitabile. Crollano le speranze che riprenda la funzionalità. Altre lacrime.

Sono passati più di tre mesi da quel brutto giorno. Oggi Betty è stata operata: non si è potuto intervenire con un’amputazione parziale. La zampetta è stata tagliata interamente, fino al bacino.
Mentre scrivo, si sta svegliando dall’anestesia. Chissà come sarà, poverina. Chissà se avrà tanto dolore. Chissà quando e come si riprenderà. Si abituerà alla nuova condizione? Tornerà ad essere la gattina vivace, quasi turbolenta, che ho conosciuto? Saprà essere riconoscente ai suoi padroncini oppure li odierà per averle fatto subire un’operazione così terribile? Lei così piccina, così indifesa …

Nel titolo ho volutamente scritto (s)fortunata, con quella esse tra parentesi. Sì, perché questa micetta è stata davvero sfortunata, per ben due volte: è stata abbandonata da gente insensibile e azzannata da un cane brutale, per nulla amico dei gatti. Non come Teddy che ha sempre condiviso l’affetto dei suoi padroni con altri animali.
Poi, però, quando vedo con quanto amore Betty è trattata da Fede e Leo, con quanto amore è difesa e coccolata da Teddy, quante cure le vengono sempre prestate da tutti, e non solo perché un destino crudele ne ha fatto una gatta zoppa, allora mi convinco che lei sia una gattina fortunata e continuerà ad esserlo, anche con tre zampette al posto di quattro.

P.S. Purtroppo non ho una foto di Betty. La gattina nella fotografia sotto il titolo le somiglia molto. L’immagine è tratta da questo sito.

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