NOVITA’ SCUOLA 2011: ALBI REGIONALI PER I DOCENTI E TEST D’ACCESSO

Come aveva promesso a pochi giorni dalla nascita di Emma, nell’aprile scorso (LEGGI QUI la notizia), il ministro Mariastella Gelmini ha accolto la proposta della Lega per la sostituzione delle graduatorie dei docenti precari con albi regionali che richiedono un test d’accesso e la permanenza di cinque anni nella scuola dove si prende servizio in seguito alla nomina in ruolo.

Non solo: sarà obbligatorio eleggere il proprio domicilio professionale, ovvero la regione in cui si vuole insegnare. Chi ci ripensa, dovrà rifare il test d’ammissione per un altro albo regionale. Questo per convincere con validi argomenti i docenti a rimanere nel luogo in cui prestano servizio, evitando quello che il ministro più volte ha definito “il balletto degli insegnanti”.

All’inizio gli albi avranno un doppio canale: in uno confluiranno automaticamente i precari (230.000) inseriti nelle graduatorie. Nell’altro saranno messi i nuovi abilitati. Solo essendo iscritti all’albo di una regione si potrà partecipare ai concorsi indetti su quel territorio. Chi sarà assunto dovrà restare nella stessa scuola per un numero di anni minimo, almeno cinque. Con la doppia «blindatura» (concorsi locali per aspiranti locali, numero di anni minimo in una scuola) si eviteranno le migrazioni da una regione all’altra per ottenere assunzioni e supplenze (tema caro alla Lega) e i cambiamenti annuali di scuola a scapito della continuità didattica.

Per notizie più dettagliate invio alla lettura dell’articolo originale del Messaggero.

GELMINI: GRADUATORIE REGIONALI DAL 2011. IL FEDERALISMO A SCUOLA

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Da tempo si parla di federalismo: il ministro del MIUR, Mariastella Gelmini, ha reso noto che dall’A.S. 2011/2012 sarà una realtà nelle scuole statali della penisola. Con le graduatorie regionali, infatti, il ministro vuole porre fine al “balletto degli insegnanti” che, nominati “fuori sede”, fanno di tutto per essere trasferiti più vicino al luogo di residenza l’anno successivo. Una situazione, questa, su cui si era fermata a riflettere già la scorsa estate (ne ho scritto QUA) e che va superata per garantire la continuità didattica agli studenti, migliorando in tal modo la qualità dell’offerta formativa.

Ad una settimana dal parto (sulla nascita di Emma ho scritto questo post), la Gelmini ha partecipato ai lavori del tavolo delle Infrastrutture per l’Expo al Pirellone e ha incontrato il presidente Formigoni per parlare delle novità in materia di istruzione. Già da tempo la Lega propone un “federalismo dell’insegnamento” volto a salvaguardare le risorse interne: la migrazione annuale degli insegnanti del sud verso il settentrione è cosa nota, ma ha anche delle motivazioni serie che forse non tutti conoscono (ne ho scritto nel post linkato più sopra).
Il governatore della Regione Lombardia, Formigoni, si è confrontato con il ministro del MIUR sulla necessità di istituire delle graduatorie regionali e la Gelmini ha assicurato che il suo progetto è ben più ampio: Stiamo lavorando a un elevamento della qualità didattica all’interno della scuola, con un Ddl sul reclutamento dei docenti e la loro valutazione. E si ritorna a parlare di meritocrazia e di valutazione dell’insegnamento: Noi abbiamo proceduto a realizzare i risparmi previsti dalla Finanziaria e tutto questo porta una cifra piuttosto considerevole che dovrà essere riversata in incentivi per gli insegnanti nel 2011. Non dobbiamo perdere tempo e varare un ddl che ottenga due obbiettivi: l’avanzamento degli insegnanti legato alla carriera e non soltanto all’anzianità, come avviene oggi, affiancato da un sistema di valutazione che ci permetta di ridistribuire i risparmi in termini meritocratici.
La Gelmini ha dichiarato, inoltre, la sua intenzione di reclutare i docenti vincolandoli alla stessa sede assegnata per un quinquennio. Addirittura un arco di tempo maggiore rispetto ai tre anni richiesti dalla Lega.

Se da parte della maggioranza si plaude alle parole del ministro, molto scettico appare il mondo sindacale. Sul sito di Tuttoscuola.com si può leggere un resoconto delle principali obiezioni.
Secondo Scrima, segretario della Cisl-scuola, la proposta del ministro di avvicinare i docenti al luogo di residenza è “antistorica”; prima di tutto bisogna stabilizzare gli insegnanti.
Pantaleo, segretario della Cgil-scuola dichiara che se l’intento è quello di dare stabilità agli organici, obiettivo più che legittimo, gli strumenti per farlo possono essere altri, primo fra tutti quello di procedere al reclutamento pluriennale degli insegnanti.
Il parere del segretario della Uil-scuola, Di Menna, è orientato piuttosto verso il reclutamento tramite concorsi da bandire con urgenza. Dello stesso parere Di Miglio, della Gilda, che ritiene sia doveroso garantire a tutti gli aventi diritto, in possesso dei requisiti previsti, l’accesso ad un concorso pubblico.

Un altro problema che viene messo in risalto da Tuttoscuola riguarda il distinguo tra “albo” e “graduatoria”, due termini che in queste ore vengono usati indifferentemente dalla stampa come fossero sinonimi. Ma in realtà è necessario distinguere tra “albo”, ipotizzato a livello regionale, che consiste in un semplice elenco di docenti che aspirano alla nomina senza vincoli di punteggio, e “graduatoria”, che attualmente è provinciale, dove l’ordine di punteggio è rigoroso e vincolante. Naturalmente per la nomina in ruolo dei docenti sarà necessario un pubblico concorso.

[foto by titolando]