SENTENZA DELLA CASSAZIONE SULLE ADOZIONI: GLI ASPIRANTI GENITORI NON POTRANNO SCEGLIERE L’ETNIA DEI BAMBINI

Il 28 aprile avevo scritto un post sul caso della coppia siciliana che, nella domanda di adozione, aveva espresso la preferenza nei confronti di bambini europei, escludendo, quindi, altre etnie. Ne era scoppiato un vero e proprio caso e anche nei commenti a quel mio post il dibattito si era fatto acceso, forse troppo.

Oggi la Corte di Cassazione, dando ragione all’esposto presentato da parte della Procura Generale della Cassazione stessa, ha emesso la sentenza numero 13332 con la quale si stabilisce che «Il decreto di idoneità’ all’adozione pronunciato dal tribunale dei minorenni non può essere emesso sulla base di riferimenti all’etnia dei minori adottandi, né può contenere indicazioni relative a tale etnia».

Immagino che questa sentenza farà discutere ma ritengo che, come nel caso dei genitori naturali che vengono messi di fronte a precise responsabilità a prescindere dalla loro volontà o desiderio, così anche le coppie di genitori adottivi devono accogliere un bimbo da amare, a prescindere dall’appartenenza ad una determinata etnia e dai problemi che si verrebbero ad affrontare nel caso in cui per il bambino assegnato non sia semplice l’inserimento nel nuovo contesto.

Leggo sul sito dell’Aibi, l’Associazione Amici dei Bambini, che si era battuta già ad aprile affinché si giungesse a questo tipo di decisione:

Inoltre, la Cassazione batte il tasto sulla necessità che i servizi sociali diano formazione adeguata alle coppie che intraprendono le procedure di adozione internazionale per guidarle verso “una più profonda consapevolezza del carattere solidaristico, e non egoistico, della scelta dell’adozione e prevenire opzioni di impronta discriminatoria”. Con il sostegno psicologico – aggiunge la Suprema Corte – si possono aiutare le coppie a superare le difficoltà di accogliere “un bimbo che non sia a propria immagine”, o le paure di quanti dicono ‘no’ al bimbo ‘diverso’ “per il timore di fenomeni di xenofobia che espongano a rischio l’integrazione del minore nell’ambiente sociale e creino in lui problemi di adattamento”. Ad ogni modo, la Cassazione non ammette che le coppie possano esprimere ‘preferenze’ per “determinate caratteristiche genetiche” del bambino che vorrebbero. Anche in considerazione del fatto che, in generale, tutti i bambini abbandonati hanno alle spalle una storia già “profondamente tormentata” e, ancor più degli altri bimbi, necessitano di papà e mamme con “peculiari doti di sensibilità”.

Un figlio è un dono e l’amore dei genitori non può essere condizionato da alcun fattore esterno. Ciò vale per i figli naturali e deve valere anche, se non a maggior ragione, per quelli adottati.

[Fonti: Il Piccolo e Il Corriere]