NASCE “BEATRICE” IL SOCIAL DELLA LINGUA ITALIANA

beatrice-dante-marie-spartali-stillman-1895Finalmente un social che si occupa della lingua italiana e mette al bando abbreviazioni e altre storture linguistiche. Un vero proprio social network in cui si possono invitare gli amici per discutere, proporre idee, postare commenti, immagini e video.

“Beatrice” è nata grazie alla Società Dante Alighieri, già promotrice, qualche tempo fa, della campagna “Adotta una parola”, volta a custodire il patrimonio lessicale del nostro bell’idioma, preservando anche il lessico un po’ in disuso dalla definitiva estinzione.

Una volta iscritti al social “Beatrice”, sarà possibile organizzare la propria bacheca, mandare messaggi, gestire il proprio sito personale o quello della parola adottata, interagendo liberamente con gli altri utenti. Con il confronto e con lo scambio d’idee si potrà contribuire in modo più creativo alle varie campagne di promozione della lingua italiana, proponendo nuovi giochi e attività.

Come Beatrice è stata per Dante la guida illuminata verso la salus, la salvezza, così il nuovo social contribuirà non solo a salvare la lingua italiana ma fungerà anche da Musa ispiratrice per chiunque ami l’italico idioma. Non è necessario essere scrittori o poeti ma semplici appassionati che abbiano un po’ di tempo da spendere per custodire e arricchire la nostra lingua.

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[nell’immagine: “Beatrice” di Marie Spartali Stillman da questo sito]

ADOTTA UNA PAROLA: LE PREFERENZE DEI VIP

Tempo fa ho dedicato un post ad una interessante iniziativa proposta dalla Società Dante Alighieri e supportata dal settimanale IoDonna e dal Corriere della Sera: si tratta di adottare una parola, a propria scelta, poco utilizzata e/o in via d’estinzione. Tutti possono farlo, operando una scelta libera a patto che la parola preferita non sia stata già adottata da altri (in questo caso, però, è sempre possibile sostenere l’adozione altrui).

Di seguito riporto il contenuto di una e-mail inviatami dalla Società Dante Alighieri in cui vengono riportate le parole scelte da alcuni vip.
Buona lettura!

Dalla cantante Giorgia al Premio Nobel Dario Fo,
dal calciatore Javier Zanetti al Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia,
dall’astronauta Paolo Nespoli al filosofo Gianni Vattimo:
23 personaggi hanno aderito per Io donna
all’iniziativa promossa dalla Società Dante Alighieri

Dario Fo, Giorgia, Javier Zanetti, Aldo Cazzullo, Gianni Vattimo, Viola Di Grado, Giuliano Pisapia: sono alcuni dei personaggi che hanno scelto di sostenere la lingua italiana attraverso l’iniziativa “Adotta una parola”, promossa dalla Società Dante Alighieri in accordo con i dizionari Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli, e in collaborazione con Io donna.

Dario Fo

Gibigianna è la parola adottata dal Premio Nobel per la Letteratura, Dario Fo: un termine lombardo che significa illusione o trappola melodiosa e affascinante. Accomunati dalla stessa preferenza la cantante Giorgia e il calciatore dell’Inter Javier Zanetti, che hanno entrambi scelto il termine Fuggevolezza: riferendolo idealmente agli amanti la prima, e inevitabilmente ai novanta minuti di una partita il secondo.

Dopo Matteo Renzi, custode di Propinare, un altro primo cittadino ha deciso di sostenere la nostra lingua divenendo custode di una parola: Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, ha adottato Dirimere. «Sono particolarmente legato a questa parola – ha detto Pisapia -. Ripeterla nella mente, scriverla all’interno di un testo, anche se oggi si usa meno di una volta, mi fa tornare indietro nel tempo, ripercorrendo gran parte della mia attività professionale da avvocato».

Curiose le scelte degli attori Moni Ovadia (Improntitudine), Anna Bonaiuto (Diatriba) e Sonia Antinori (Sconclusionato), mentre Lusinga è stato il termine adottato dal filosofo Gianni Vattimo: «Da quando faccio (anche) il politico in una società cosiddetta democratica – ha spiegato -, e che è una società della comunicazione, cioè della pubblicità, generalizzata, ho cominciato a capire il senso della lusinga».

Tra i custodi figurano anche l’architetto Italo Rota (Calligrafia), il fotografo Luca Campigotto (Fandonia), la poetessa Antonella Anedda (Affastellare), la stilista Margherita Maccapani Missoni (Fronzolo), gli scrittori Aldo Cazzullo (Emaciato), Peppe Dell’Acqua (Delibare), Aldo Nove (Contrizione), Annalucia Lomunno (Presagio) e Viola Di Grado (Uggioso), Michela Marzano (Narcisistico), i giornalisti Filippo La Porta (Leziosità) e Francesco Battistini (Perseveranza). Adesioni anche dal mondo della gastronomia con lo chef Filippo La Mantia (Stantio) e dell’ingegneria con l’astronauta Paolo Nespoli (Dirimere, come il Sindaco Pisapia ma con una diversa motivazione: «Il momento più strano era di mattina, quando la sveglia ti scuoteva dal torpore del sonno e aprivi gli occhi nel buio pesto della cuccetta. Dove sono? Ti veniva da chiederti in una confusione di stimoli e sensazioni. Dirimere la realtà dalla fantasia era ancora troppo difficile»).

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“ADOTTA UNA PAROLA” … PER SALVARE L’ITALIANO

Interessante un’iniziativa del settimanale IoDonna e del Corriere.it: i lettori possono “adottare una parola“, scegliendola sui dizionari d’italiano Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli. Una specie di gioco on line per salvare l’italiano e, soprattutto, per rispolverare parole ormai considerate obsolete e destinate all’estinzione.

L’iniziativa è partita dalla Società Dante Alighieri, che dal 1889 si propone diffondere la lingua e la cultura italiane nel mondo, e ha ottenuto il supporto delle due testate citate. Sul sito de Il Corriere è possibile, inoltre, giocare con delle parole difficili, poco usate al giorno d’oggi, creando dei testi che le contengano. Le migliori frasi verranno poi pubblicate ogni settimana da IoDonna.

Questa iniziativa un po’ mi ricorda la mia infanzia, quando a casa arrivava puntualmente ogni mese Selezione dal Reader’s Digest ed io mi divertivo, prima ancora di sfogliare e leggere la rivista, a mettere alla prova il mio italiano (già allora, evidentemente, la lingua italiana era scritta nel mio destino!) nella rubrica “Arricchite il vostro vocabolario”. Un giochino senza troppe pretese che si faceva semplicemente con la penna, altro che giochi on line! Venivano elencate delle parole difficili con delle definizioni diverse (una specie di test a scelte multiple, insomma) fra cui scegliere quella corretta. Veniva, inoltre, fornita una sorta di “profilo” sulla base della quantità di significati azzeccati. Se non ricordo male, me la cavavo sempre abbastanza bene anche perché, grazie alla mia maestra, avevo soprattutto imparato a riflettere sulle parole, cercando di ricondurle alla corretta etimologia.

Io non ho ancora deciso quale parola adottare (chi opera la scelta, diventa per un anno custode della parola preferita ed ottiene anche un certificato elettronico che attesta l’adozione), e voi? Se l’idea vi piace, cliccate QUI.

Se invece volete mettervi alla prova con le parole difficili e inventare una frase che ne contenga alcune, cliccate QUI.

Buon divertimento!

P.S. Invece di propinarci le trasmissioni sceme che troviamo, ahimè, su tutti i canali, la tv non potrebbe riproporre “Paroliamo“? Era così divertente …