ESTATE, TEMPO DI ABBANDONI. VITTIME NON SOLO I CANI, ANCHE I FIGLI … CON PASSAPORTO SCADUTO

L’hanno lasciata là da sola, ad appena due anni, in mezzo al via vai frenetico di un aeroporto polacco nel periodo delle ferie. Solo dopo qualche tempo il personale si è reso conto di quell’abbandono così assurdo e ha allertato le forze dell’ordine.

Una coppia polacca in procinto di partire per le vacanze, resasi conto che la bambina più piccola aveva il passaporto scaduto, l’ha abbandonata presso il banco informazioni dell’aeroporto di Katowice ed è corsa al gate, temendo di perdere l’aereo, assieme al figlio maggiore. Una leggerezza che non ha giustificazioni. Anche se i due individui – chiamarli genitori è un insulto per chi riveste questo ruolo con amore e dedizione – hanno dichiarato di aver avvertito dei parenti che avrebbero dovuto recarsi in aeroporto a prelevare la figlioletta.

Il procuratore distrettuale ha aperto un’inchiesta. I due rischiano fino a cinque anni di prigione.

Spero che venga tolta a questi irresponsabili la patria potestà non solo sulla piccola ma anche sul figlio più grande.

L’estate è tempo di vacanze e, purtroppo, di abbandoni. Ma di solito sono i cani o i gatti ad essere abbandonati. Per evitare ciò c’è stata, tempo fa, una campagna di sensibilizzazione che diceva più o meno: “Se abbandoni il tuo animale la vera bestia sei tu“. Che non si rinunci alle ferie e si abbandoni un figlio ha dell’inverosimile. Peggio degli animali.

[notizia e foto da Il Corriere]

BAMBINO DI NOVE ANNI NON PUÒ TORNARE A CASA DA SCUOLA DA SOLO. LA MADRE SI RIVOLGE AL TRIBUNALE


Ci sono delle situazioni che richiedono una certa libertà di scelta, nell’ambito educativo, da parte della famiglia di un minore. Decidere che il figlio, anche se in giovanissima età, possa far ritorno da scuola a casa autonomamente è una di queste. I genitori, che lavorano e quindi non possono andare a prendere il figlio al termine delle lezioni, sanno valutare sia la “maturità” del bambino, la sua affidabilità e la pericolosità che il percorso può offrire ad un bambino di nove anni.

D’altro avviso, però, è una dirigente scolastica di una scuola primaria di Buja (Udine) che ha vietato ad uno scolaro di quarta elementare di rincasare da solo. Nonostante le rimostranze della famiglia, la dirigente in persona ha riaccompagnato il bimbo una volta, poi ha delegato …. i Carabinieri.
Un comportamento inaccettabile, a detta della mamma che non ha accolto favorevolmente, com’è logico, una denuncia per abbandono di minori, subito rientrata, tra l’altro. Un atto dimostrativo da parte della dirigente, insomma.

Un eccesso di zelo da parte della dirigente? Forse. Ciò che appare inspiegabile è il fatto che questa nuova dirigente ha revocato l’autorizzazione, attraverso la quale si sollevava la scuola da ogni responsabilità nel caso nessuno venisse a prelevare il bambino, regolarmente concessa durante lo scorso anno scolastico. Una dichiarazione che, a quanto mi risulta, è accettata di frequente nelle scuole primarie; addirittura c’è qualche dirigente che accoglie la richiesta di autorizzazione con delega a terzi, chiedendo il nominativo della persona che ha il compito di riaccompagnare a casa lo scolaro nel caso i familiari siano impossibilitati a farlo.

Che dire? Forse la signora è una madre snaturata? Parrebbe, visto che a suo dire il percorso di circa duecento metri tra casa e scuola è privo di pericoli, mentre per la dirigente non lo è affatto. Ovvero, la dirigente ha commissionato alla Polizia Municipale una perizia dalla quale risulterebbe che il tragitto percorso dal bambino non sarebbe privo di pericolosità.

Del caso ora si sta occupando il Tribunale dei Minori: il giudice ha dato otto giorni di tempo alle parti (scuola e famiglia) per trovare un accordo.
Io, però, sto pensando a quel bambino che ora si starà chiedendo come mai fino all’anno scorso, quando era ancora più piccolo, potesse rientrare da solo e adesso non è più in grado di farlo. Chissà se qualcuno gli ha chiesto che ne pensa di queste beghe legali?

[fonte: Messaggero Veneto]

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