LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: E’ IN ARRIVO UN TRENO CARICO DI… LIBRI

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Questa notizia – non nuova ma certo meritevole di attenzione perché è pur sempre una #buonanotizia – mi ha fatto tornare in mente un vecchio gioco che si faceva da bambini ai miei tempi: “E’ in arrivo un bastimento carico di…”. A turno, i piccoli indicavano la lettera iniziale delle parole che gli altri dovevano trovare.

Se sostituiamo la parola “bastimento” con “treno”, ecco la notizia di oggi.

La NS, la compagnia ferroviaria olandese, ha deciso di aggiungere ai soliti vagoni dei treni uno adibito a biblioteca. Degli scaffali contenenti centinaia di libri sono stati collocati al posto delle cappelliere, a disposizione dei viaggiatori che sono invitati a lasciare un proprio libro in eredità alla biblioteca del treno, così da aumentare il catalogo e soddisfare il maggior numero possibile di viaggiatori.

Una specie di “Prendi un libro, porta un libro”, iniziativa ormai molto diffusa per promuovere la lettura e, diciamolo, per evitare che i libri invadano le nostre case! Un nuovo tipo di prestito che non ha bisogno di tante formalità (tessera di iscrizione alla biblioteca, prenotazione dei volumi, cedole di prestito, tempi di restituzione…) che spesso scoraggia le persona dal rivolgersi alle biblioteche pubbliche per prendere in prestito i libri.

La biblioteca mobile viene allestita nella parte superiore di alcuni treni Intercity che viaggiamo in tutta l’Olanda, con alcuni vani appositamente progettati per godersi la lettura di un buon libro durante un viaggio in treno.

“Con il vagone biblioteca”, hanno spiegato le ferrovie olandesi “vogliamo offrire la migliore esperienza di viaggio mettendo in pratica le nostre convinzioni: il treno è il posto migliore dove leggere”.

Oltre ai libri, l’intero vagone è allestito come una vera e propria biblioteca mobile: tappeti sul pavimento, lampade da lettura, tavolini dove appoggiare i volumi presi in prestito. Ogni tavolino è già fornito di un libro consigliato del personale ferroviario, ma naturalmente i viaggiatori possono scegliere un’altra lettura per spezzare la monotonia del viaggio.

Un’iniziativa lodevole, a mio parere, che potrebbe essere imitata ovunque, anche confidando nella disponibilità di chi vuole “disfarsi” dei libri per fare spazio nella libreria di casa. Mi chiedo, tuttavia, quale potrebbe essere la sorte di un vagone biblioteca sui treni delle Ferrovie italiane.

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[notizia e immagine da questo sito]

IO NON CAPISCO LA RAGAZZA DELLO SPOT TRIVAGO

Ricordate la ragazza punk, che chiamerò Nina, e il bel tipo, barbuto, con i capelli lunghi, che chiamerò Jack, della vecchia pubblicità Trivago? Tipi decisamente diversi. In comune avevano, allora, solo l’albergo. Ma lei è più furba: sceglie la tariffa minore per avere gli stessi servizi di lui. Ganza la ragazza.

Lei e lui, nello stesso hotel, s’incontrano in piscina, nasce la complicità, lo sguardo è ammiccante … La sera si ritrovano, lui tirato a lucido, con i capelli raccolti, in un abito nero elegante, bello da far paura … lei, vestita molto easy, con i capelli sparati, mastica un chewing gum e fa pure la bolla. Entrano in ascensore e … non ci vuole una fervida fantasia per immaginare il seguito.

Due anni dopo, ritroviamo Jack e Nina a Berlino. Un viaggio romantico assieme, ancora una volta nello stesso albergo. Belli come il sole, simpatici, complici fino quasi a scambiarsi lo spazzolino da denti. Lei è meno punk, lui è più easy, senza rinunciare alla classe che l’aveva contraddistinto nel precedente spot. In una scena porta la sua amata in braccio fino alla porta della camera. Bello, galante e …. ricco, se due anni prima poteva spendere decisamente di più per dimorare nello stesso hotel di Nina.

Una voce fuori campo, al termine dello spot, dice: “Quando prenoto voglio farlo al minor prezzo. Forse chiedo troppo?”

Ma, allora, bella mia, non hai capito nulla della vita! Che caspita t’importa del minor prezzo quando lui poteva permettersi di pagare molto più di te? Hai trovato un uomo bello, galante, romantico e ricco … fatti furba e cogli al balzo l’occasione per non badare a spese!

Chiedi troppo? No, troppo poco.

Diario di viaggio: Treviso, Verona, Trieste

Il bello del web è che, quando hai la fortuna di incontrare di persona un’amica di blog, scopri che è esattamente come te l’aspettavi, come se la conoscessi da sempre. A me è successo con Veronica – Scrutatrice, ragazza dolce e simpatica, oltreché bellissima.
Non perdetevi la cronaca di viaggio … l’ultima tappa è stata la mia città natale, Trieste, dove ho avuto il piacere di farle da Cicerone. Quello che lei non ha detto, lo dico io: è stato un tour piacevole ma molto faticoso. La mia città è tutta un sali-scendi e finché si scende, tutto bene, ma quando si sale … son dolori! Ne sanno qualcosa i miei polpacci e i miei glutei. Unica nota positiva di cotanta fatica: ho smaltito uno dei due chili messi su a Pasqua. C’è qualcuno che vuole farsi un giro dalle mie parti nelle prossime settimane? Devo smaltire il chilo che è rimasto. 🙂
Buona lettura!

Into The Wild

Primo giorno, domenica.

Dopo la tradizionale colazione di Pasqua (nel senso che è tradizione farla, non che la mia colazione sia stata la tradizionale colazione salata), montiamo in macchina con destinazione Veneto. Il viaggio di andata è quello che ogni automobilista desidererebbe: strade ampie, corsie vuote, niente camion e persino le stazioni di sosta deserte (ci credo, tutti “zampe sotto il tavolo” la domenica di Pasqua…)! Ci viene in mente il verso di una famosa canzone: “autostrade deserte, ai confini del mare…” Ma non ci stiamo dirigendo verso il mare, anzi. La nostra base durante questi quattro giorni sarà Preganziol, una piccola frazione di Treviso, cittadina che scopriremo essere davvero deliziosa. Arrivati a destinazione, DSC_2sistemiamo le valigie, facciamo un giro di ricognizione nell’appartamento (accompagnato dalle rituali foto ricordo della sistemazione!) ed usciamo per visitare il centro di Treviso.
La provincia veneta ha la particolarità di essere…

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VIAGGIO DI NOZZE INFINITO CON ABITO DA SPOSA IN VALIGIA

jennifer sposa parigi
Molto singolare l’esperienza di due coniugi americani che da cinque anni rivivono la luna di miele, viaggiando ogni estate e scattando decine e decine di fotografie in cui lei è immancabilmente immortalata con addosso l’abito da sposa.

“E ‘iniziato al nostro matrimonio”, ha detto Jeff riguardo al progetto fotografico che si è evoluto dalle nozze della coppia di Medford (New Jersey, Stati Uniti) avvenute su un cratere vulcanico dell’isola di Pasqua il 18 marzo 2008. “Volevamo andare in qualche posto spirituale, iconico e non troppo turistico”. Direi che ci sono proprio riusciti e da quel dì il viaggio di nozze per i due fortunati sposi è un’esperienza da ripetere. Né Jeff e la sua sposa Jennifer hanno alcuna intenzione di interromperlo. Dopo ben cinque anni di viaggi di nozze, con relativi scatti di lei in abito da sposa, altri viaggi sono in programma per il 2014, con mete orientali: Singapore, Thailandia e Cambogia.

Dal giorno del loro matrimonio i coniugi americani hanno viaggiato in ben diciannove paesi: Cile, Svizzera, Cina, USA, Egitto, Nuova Zelanda, Ungheria, Francia, Italia, Città del Vaticano, Perù, Islanda, Norvegia, Giamaica, Bahamas, Grand Cayman, Honduras, Grecia e Russia. Hanno percorso, con in valigia l’immancabile abito bianco che Jennifer indossava il giorno delle nozze (pagato solo 400 dollari, tra l’altro!), circa 147,500 miglia (più o meno 240.000 km), scattando 148 foto, alcune di esse veramente originali. Ad esempio, quelle che vedono la sposa ormai non più novella immersa nelle acque caraibiche, con tanto di pinne e maschera subacquea, oppure in groppa ad un cavallo nelle acque cristalline delle Bahamas. Ma altri scenari per nulla usuali, specie per delle foto di nozze, sono stati scelti da Jeff per immortalare la moglie: il campo da hockey su ghiaccio dei Philadelphia Flyers e quello da basket dei Philadelphia Sixers, ad esempio. E che dire della posa per nulla tranquilla di fronte all’avanzare di un karateca affatto intimorito dalla bella sposina?
Molto più rassicuranti gli enormi eucalipti che si sono lasciati sfiorare dalla delicata mano di Jennifer, intenta a dipingere i loro tronchi nel Maui (Hawaii).

Insomma, scatti che devono essere visti e apprezzati per la loro originalità e bellezza. Potete farlo QUI oppure QUI (il blog dedicato all’insolita avventura dei coniugi Salvage). Ma una carrellata la potete trovare anche nel video in fondo all’articolo.

Recentemente è stato pubblicato il libro One dress, one woman, one world che contiene gli scatti fatti durante i viaggi.
Jennifer sta attualmente scrivendo un diario romantico della loro storia e spera di pubblicarlo nel giorno di San Valentino. I due coniugi sono, però, ancora alla ricerca di un editore. Nel caso in cui nessuno si facesse avanti, hanno comunque intenzione di pubblicare in proprio la loro Romantic Memoire.
Non fatico a credere che prima del 14 febbraio 2014 qualche editore si sarà reso disponibile per la pubblicazione.

Che altro dire? Auguri e figli maschi … in questa romantica e infinita luna di miele il tempo di concepire un bebè di certo non mancherà.

POSTI STRANI NEL MONDO: LE CASCATE CAMERON AD ALBERTA (CANADA)

Cameron Falls (Canada)
Una fotografa davvero fortunata, Rochelle Coffey, ha immortalato un fenomeno che pare non sia così frequente: le acque delle Cameron Falls (Alberta, Canada) hanno assunto una colorazione rosso pomodoro, o per meglio dire tomato ketchup.
Il tutto è avvenuto nell’arco di due ore, tanto il tempo atteso da Rochelle e il marito che si trovavano in zona per controllare gli eventuali danni causati da un violento nubifragio.
Eppure per ben sei anni la donna aveva fotografato le cascate e l’acqua era sempre stata cristallina.

Il colore dell’acqua che sgorga dalle rocce pare sia dovuta alla pioggia caduta abbondante in precedenza che ha trascinato con sé un sedimento di colore rosso chiamato Argolite.
Infatti, il Waterton Lakes, dove si trovano le cascate, è un parco nazionale in cui si trovano alcune tra le più antiche rocce sedimentarie presenti nelle Montagne Rocciose canadesi, che risalgono a 1.500 milioni di anni fa.

[LINK della fonte]

21 DICEMBRE 2012: MACCHÉ MAYA E MAYA

maya_calendarioCredo non si debba essere dei supergeni per capire che quella dei Maya è una bufala colossale. Che finisca il mondo fra quattro giorni circa non lo credo proprio così come ho sempre pensato che qualsiasi “profezia” provenga da un lontano o lontanissimo passato è solo una questione di interpretazione.

Dunque, per capire che la fine del mondo è ancora lontanissima (io personalmente mi fido dell’astronoma Margherita Hack, secondo la quale la vita sulla Terra proseguirà ancora per 5 miliardi di anni!) partiamo dal famigerato calendario Maya. Innanzitutto bisogna dire che quest’antica civiltà precolombiana non utilizzava un solo calendario bensì tre. Il primo è l'”Haab“, il più simile al nostro attuale calendario, che conta 365 giorni e 18 mesi scanditi da un periodo di 20 giorni l’uno. Il secondo è lo “Tzolkin” che comprende 20 mesi di 18 giorni per un totale di 260 in un anno. Il terzo calendario, detto “Il Lungo Computo“, non conta il tempo in base a giorni e settimane ma indica l’inizio dell’era Maya la cui fine coincide proprio con il 21 dicembre 2012. Ed è appunto di quest’ultimo che si sta parlando da oltre un anno.

I Maya avevano, dunque, un calendario che parte dal 1° agosto del 3114 a.C. e conta tutte le giornate basandosi su una scansione in 394 cicli triennali, utilizzando il numero sacro 13. In circa 5125 anni si esaurisce il calendario Maya e quindi si torna alla data di inizio. Secondo i calcoli il nuovo ciclo inizierà proprio il 21 dicembre 2012. Niente fine del mondo, dunque. Almeno per ora.

E’ persino troppo ovvio che questa voce sui Maya sia stata messa in giro per … far girare i soldi. Una questione di marketing che poggia le sue solide basi sulla superstizione della gente. La cosa che sorprende è quanti si stiano organizzando per passare la fatidica giornata nei “luoghi sicuri”, ovvero quelli identificati come tali, dove si potrà scampare alla catastrofe.

Dall’amica Sara ho appreso che uno di questi luoghi si trova in Italia, a Cisternino, graziosa cittadina pugliese. Pare che lì gli hotel siano esauriti.
Secondo Skyscanner, il sito di prenotazione di voli aerei, nella settimana del 21 dicembre i voli per il sud della Francia, ovvero verso gli aeroporti da cui raggiungere Bugarach, un paesino montano che secondo gli “esperti” ufologhi, esoterici e simili, si salverebbe dalla catastrofe, sono aumentati del 41%. Lo stesso dicasi per i voli diretti in Turchia, in prossimità di Smirne, altro luogo definito “sicuro”. Il fatto curioso è che sono tutti voli di sola andata!

Insomma, a me pare tanto una scusa per anticipare le vacanze di Natale. Complice un professore di Storia dell’Arte del Minnesota, Joseph Anthony Argüelles, che ha diffuso questa leggenda apocalittica con il suo libro Il Fattore Maya.
E se non succede nulla (come è probabile al 100%)? Cosa fanno tutti questi “turisti per sbaglio”? Chiedono al professor Argüelles il rimborso spese?

[fonti: Giornalettismo.com, Wikipedia, ilfattoquotidiano e VanityFair]

FIOCCANO LE DISDETTE A CORTINA D’AMPEZZO. QUANTA IPOCRISIA!


Dopo il blitz degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate che, con i loro controlli, hanno messo in luce finti poveri e milioni di euro evasi al fisco, dopo che miracolosamente gli incassi degli esercizi commerciali di Cortina D’Ampezzo (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza, ecc), nel giorno dei controlli sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010, con punte fino al 400% per alcuni settori, ora nella perla delle Dolomiti fioccano … disdette. Eh sì, mica fiocca la neve come la stagione richiederebbe.

“Mai più vacanze nella capitale dell’evasione fiscale”. È il tono di una e-mail giunta in numerosi alberghi della località sciistica veneta, inviata da un gruppo di clienti che «ogni anno a metà gennaio viene a farsi una vacanza a Cortina”. “Ma quest’anno – si legge nel testo – abbiamo deciso: basta vacanze a Cortina. A noi tocca pagare le tasse anche per gli str… che non le pagano adeguatamente. Fate veramente schifo!”.

La mail non è firmata e contiene solo l’indirizzo di posta elettronica del titolare della casella. Ma all’Associazione Albergatori non è piaciuta perché, a loro dire, ha lo stesso tono ostile di diversi messaggi registrati in numerosi blog turistici.
Da parte sua, il sindaco di Cortina annuncia l’intenzione di adire alle vie legali per “danno d’immagine”.

Ma io mi chiedo: il primo cittadino di Cortina vuole far credere che non gli è mai venuto il dubbio che sarebbe stato impossibile per alcuni dei suoi concittadini, mettiamo con un reddito di 30mila euro lordi, girare su dei Suv costosissimi? Oppure non si era mai chiesto prima come mai nei bar, nei negozi o negli alberghi ci fosse del personale così distratto da dimenticare di battere lo scontrino, magari sbagliando anche il conto per difetto?

Quanto ai turisti indignati, siamo all’apoteosi dell’ipocrisia. In posti del genere, dove gira gente ricca e si sfoggia il lusso, è normale che si verifichino dei fenomeni di evasione fiscale e tutti lo sanno. Non credo che quegli sciatori, oggi così tanto indignati, non abbiano mai ceduto alla tentazione di uno “sconticino” pur di risparmiare sui prezzi esagerati che gli esercizi commerciali sparano a Cortina.

Suvvia! Non facciamo gli ipocriti. A meno che … stai a vedere che lo spot sui parassiti ha fatto effetto!

[fonte: Affaritaliani.it]