28 luglio 2011

RISULTATI PROVE INVALSI 2011: I RAGAZZI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA PIÙ BRAVI INSIEME AI VENETI

Pubblicato in: adolescenti, bambini, Friuli Venzia-Giulia, scuola, valutazione studenti tagged , , , , a 1:57 pm di Marisa Moles

Dai dati emersi sulle ultime prove InValsi, che tanto hanno fatto discutere docenti e studenti, ancora una volta i ragazzi del Friuli-Venezia Giulia si confermano gli studenti italiani più bravi, insieme ai “compagni” del Veneto. Un risultato che confermerebbe la miglior qualità delle scuole del nord-est italiano rispetto ad altre realtà, come quelle della Calabria e della Sicilia, i fanalini di coda. L’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione, che ieri ha pubblicato i risultati degli ultimi test, specifica che nelle due regioni del sud «si riscontrano alcune evidenze di cheating», termine tecnico per indicare le copiature di massa, e quindi i risultati scolastici andrebbero rivisti.

CONTINUA A LEGGERE >>>

13 luglio 2011

ESAME DI STATO: E SE ABOLISSIMO IL VOTO FINALE?

Pubblicato in: adolescenti, Esame di Stato, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , a 7:26 pm di Marisa Moles

Riporto di seguito un articolo di Gianni Mereghetti, apparso su Il Sussidiario.net (11 luglio). L’autore propone di eliminare il voto finale dell’esame che, a suo dire, ha scarsa utilità sia nel proseguio degli studi, sia nel mondo del lavoro, sostituendolo con un giudizio di superamento degli esami che identifichi gli aspetti positivi della preparazione di uno studente, le sue abilità, le capacità sviluppate.

Io sono d’accordo, anzi, abolirei del tutto l’esame che ha dei costi ingenti e spesso, come osserva anche Mereghetti, non serve a premiare il merito e talvolta scontenta anche i docenti.

IL PROF: PERCHE’ NON ABOLIRE IL VOTO DI MATURITA’?

Gli esami di stato finiscono in un letto di Procuste. È questo l’esito di tante ansie e tanto impegno, sia degli studenti sia degli insegnanti: un numero che nella mente del legislatore dovrebbe essere la somma oggettiva del credito scolastico e delle prove e dovrebbe fotografare il valore di ogni studente. Questa è la favola che ci ha raccontato chi ha elaborato questo meccanismo che nella realtà difficilmente va a cogliere il valore reale della preparazione scolastica di ogni studente.

Sarebbe ora di denunciarlo a chiare lettere. Il meccanismo non funziona, il numero con cui si identifica l’esito finale degli esami significa poco o nulla, perché è una somma di prestazioni e molto spesso esito di una mediazione, per cui non si capisce che cosa di fatto abbia acquisito uno studente, che abilità abbia, che capacità sia in grado di esercitare. La fotografia più esemplificativa di questo pasticcio è come tante commissioni arrivano a esprimere il voto del colloquio. Si configura spesso una situazione del genere: gli insegnanti dell’area scientifica valutano il colloquio in modo appena sufficiente, quelli dell’area umanistico-letteraria lo ritengono buono, per cui bisogna mediare e il presidente propone di dare un bel 24.

Che cosa significa quel 24? Nulla, perché come vanno perse le difficoltà che ha lo studente nelle discipline scientifiche, così non vengono evidenziate le sue eccellenze a livello umanistico-letterario. E così il voto finale è l’esito di una somma di tante mediazioni, con la pretesa di identificare il valore complessivo della preparazione di uno studente. Lasciando da parte le ingiustizie che tale sistema produce, la questione seria è che questa forma di valutazione è assurda, è infatti un giudizio di massima sul valore scolastico di uno studente che non può come tale portare alla luce chi sia in realtà quello studente.

Sarebbe ora di eliminare il voto di maturità, che tra l’altro non serve a nulla, perché il mondo universitario lo registra a fatica e il mondo del lavoro non lo ritiene credibile. Al suo posto sarebbe più efficace un giudizio di superamento degli esami che identifichi gli aspetti positivi della preparazione di uno studente, le sue abilità, le capacità sviluppate. In questo modo ad ogni studente verrebbe riconosciuto il suo effettivo valore e potrebbe poi spenderlo o per trovare lavoro o per la scelta universitaria.

L’eliminazione del voto di maturità, oltre ad essere utile per gli studenti, toglierebbe gli insegnanti dalla contraddizione del sistema: un insegnante di storia avrebbe finalmente il pieno diritto di valutare nella sua materia senza poi dover fare strane alchimie per cui il voto finale deve essere la mediazione con la valutazione di scienze e di fisica. Bisogna mettere fine e al più presto a queste somme che non portano all’oggettività, ma solo a confusione e ingiustizie.

10 luglio 2011

BAMBINA BOCCIATA IN PRIMA ELEMENTARE AD ISCHIA: ESPOLDE IL “CASO”

Pubblicato in: bambini, famiglia, figli, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , , , , a 6:34 pm di Marisa Moles

Lì per lì la notizia mi aveva lascita perplessa: Assunta, sei anni, è stata bocciata in prima elementare. E’ successo a Lacco Ameno, Ischia. I genitori, però, non ci stanno: la scuola non li aveva nemmeno avvertiti della possibilità di una bocciatura e poi Assunta era stata abbandonata dagli insegnanti, relegata nell’ultima fila senza che nessuno si occupasse di quei piccoli problemi di apprendimento che, tra l’altro, non avevano nemmeno impensierito una psicologa che l’aveva visitata durante l’anno scolastico.

Letta così, la notizia può suscitare indignazione: ma come, una piccola e innocente scolara, che aveva collezionato solo qualche insufficienza nel primo quadrimestre (a detta della madre Maria), deve sopportare l’umiliazione di ripetere l’anno, all’inizio della sua avventura scolastica, solo perché i suoi problemini sono stati sottovalutati? Naturalmente, di primo acchito tutti solidali con la famiglia che ha annunciato il ricorso al TAR.

Ma, come sempre in casi simili, bisogna sentire anche l’altra campana. La dirigente del plesso scolastico, Maria Chiara Conti, afferma che, alla visita effettuata presso la ASL locale, il medico non ha riscontrato handicap o altri problemi e questo ci ha impedito di disporre per lei un’insegnante di sostegno che, quindi, non le spettava. Ma, al di là delle certificazioni che spesso per un lieve ritardo non vengono nemmeno rilasciate, come si sono comportate le maestre? Quali sono stati i rapporti scuola-famiglia? Premesso che, come osserva la Dirgente, senza una certificazione di disabilità non si ha diritto ad alcun insegnante di sostegno, pare che i problemi maggiori siano stati di comunicazione tra la famiglia e le insegnanti. Non solo, anche la valutazione delle difficoltà oggettive di Assunta non trovano corrispondenza tra quanto dichiarato dalla scuola e quanto sostiene la famiglia.

La campana-famiglia dice: La scuola ci ha abbandonati mi hanno detto (è la madre che parla, NdR)che la piccola non sapeva tutte le lettere, tutti i numeri: non è vero perchè sa contare fino a 20, e non sapeva leggere bene, ma non ci hanno informati della possibile bocciatura.
La campana-scuola ribatte: Certamente la bambina non ha subito nessun maltrattamento psicologico. Il gruppo dei docenti che ha seguito la bambina è tra i migliori del plesso scolastico di Lacco Ameno e tra le maestre ce n’è una, quella di italiano con 35 anni di servizio. Inoltre – aggiunge la dirigente, dott.ssa Conti – i genitori erano stati avvisati della probabile bocciatura sin dal primo quadrimestre e tutte le strategie possibili per aiutare la bambina atte a evitare la bocciatura sono state adottate.

Nel servizio andato in onda durantel’edizione delle 13 del Tg2 (LINK), però, la versione della madre di Assunta è ancora più “pesante”: la maestra non solo non avrebbe fatto nulla per venire incontro alle difficoltà della bambina, ma l’avrebbe pure “maltrattata“, tanto che la signora Maria l’aveva pregata di trattarla meglio perché la bambina è sensibile. L’insegnante, tuttavia, avrebbe allontanato in malo modo la signora, prendendola per un braccio davanti agli altri bambini. Ovviamente riguardo a queste affermazioni dovrebbe arrivare una smentita da parte della scuola. Io, comunque, non credo che i fatti si siano svolti così, a meno che l’insistenza della signora non sia stata tale da far perdere la pazienza alla maestra. Ma la mia è solo una supposizione.

E ora vediamo come viene considerata la bocciatura dalle parti interessate: dalla famiglia come un torto (forse una vendetta?) e un’ingiustizia; dalla scuola come un’opportunità per la bimba di proseguire con più tranquillità il suo percorso scolastico. Queste le parole della Dirigente: Se è stata bocciata l’abbiamo fatto per il suo bene, così avrà più tempo per imparare. Se le fosse stato permesso di andare in seconda avremmo complicato tutto perchè non avrebbe più avuto il tempo per il necessario recupero.

Da insegnante sono completamente d’accordo. E poi, andiamo, a qualcuno sembra possibile che la scuola non abbia avvisato la famiglia di una possibile bocciatura? Ma se per bocciare alla scuola dell’obbligo c’è tutta una trafila burocratica da rispettare, quasi quasi è necessario domandare il permesso alla famiglia su carta bollata! A meno che, al sud le cose funzionino diversamente … ma io mi rifiuto di crederlo.

Un’osservazione della dott.ssa Conti ha catturato in particolare la mia attenzione: se la scuola italiana riprendesse a bocciare alle scuole primarie, al liceo non ci sarebbero tanti bocciati, anzi in molti non arriverebbero proprio al liceo.

SANTE PAROLE!!!

[fonte: Leggo.it]

27 giugno 2011

ESAME DI STATO 2011: OGGI LA TERZA PROVA SCRITTA. MA NON CHIAMATELA QUIZZONE

Pubblicato in: adolescenti, Esame di Stato, Mariastella Gelmini, MIUR, scuola, Test InValsi, valutazione studenti tagged , , , , , , , a 6:42 pm di Marisa Moles

Da quando, con la riforma dell’esame di maturità – che oggi si chiama Esame di Stato -, varata nel 1997, è stata introdotta la terza prova scritta, essa viene, tanto volgarmente quanto semplicisticamente, chiamata “quizzone“. In realtà è tutt’altro che un quiz, almeno nella maggior parte dei casi. Ma vediamo, per chi non ne fosse ancora informato, di che cosa si tratta.

La terza prova scritta, a differenza delle prime due che sono ministeriali (la prima è uguale per tutte le scuole secondarie di II grado d’Italia), è preparata dalla Commissione esaminatrice (costituita da tre commissari esterni, tre interni e un Presidente) che decide anche la tipologia degli esercizi da sottoporre agli studenti.
Esiste, è vero, la possibilità di predisporre dei quesiti a risposta multipla (da 30 a 40), ma la maggior parte delle commissioni propende per i questiti che richiedono una risposta sintetica. Possono essere proposti, inoltre, dei problemi scientifici a soluzione rapida (non più di 2), oppure, a seconda degli indirizzi di studio, si può richiedere la realizzazione di un progetto.

Insomma, tutt’altro che quizzone. Le discipline coinvolte possono essere quattro o cinque e il numero dei quesiti varia da un minimo di 10 a un massimo di 15. Generalmente la Terza prova è costruita prendendo spunto dalle simulazioni che vengono svolte dagli allievi durante l’anno scolastico, ma non si tratta di una regola ferrea. Ogni decisione, infatti, spetta ai membri della commissione che preparano le domande da sottoporre ai maturandi la mattina stessa della prova e non anticipano le materie oggetto d’esame.

Dal prossimo anno scolastico questa prova potrebbe andare in pensione per lasciar spazio ad un test a risposta multipla di tipo anglosassone simile a quello dell’Invalsi che viene proposto per l’esame di terza media. Il tutto – ha spiegato il ministro del MIUR Mariastella Gelmini- per avere «un sistema di valutazione omogeneo per tutto il Paese».

Le commissioni hanno lavorato tutta la giornata per la correzione delle prove perché fra un paio di giorni inizieranno gli orali. Non rimane, quindi, che quest’ultimo sforzo e poi … tutti in vacanza, finalmente!

23 giugno 2011

ESAME DI STATO 2011: COME SI CALCOLA IL VOTO FINALE

Pubblicato in: adolescenti, Esame di Stato, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , a 4:15 pm di Marisa Moles

Così si calcola il voto

Nuovi punteggi
Credito scolastico 25 punti
I prova scritta 15 punti
II prova scritta 15 punti
III prova scritta 15 punti
Colloquio 30 punti
Totale 100 punti
Bonus* 5 punti

Al colloquio l’esito sufficiente equivale a 20 punti (il massimo del punteggio del colloquio è 30 punti)

*Bonus max di 5 punti per coloro che riportano almeno 15 punti di Credito e 70 punti nelle prove d’esame

Nuovi criteri per attribuire la Lode. Da quest’anno occorre essere in possesso di tutti e tre requisiti:

- Punteggio massimo nelle tre prove scritte (45 punti), nel colloquio (30 punti) e di credito (25 punti) senza fruire del Bonus di 5 punti a disposizione della commissione.
- Almeno 8 decimi in tutte le materie nella pagella dell’ultimo anno.
- Deliberazioni per l’attribuzione dei massimi punteggi delle prove e del credito dell’ultimo anno assunte all’unanimità.

TABELLA PER IL CALCOLO DEL CREDITO SCOLASTICO
Candidati interni

Media dei voti CREDITO SCOLASTICO (punti)
I anno II anno III anno
M = 6
3-4 3-4 4-5
6 < M =< 7 4-5 4-5 5-6
7 < M =< 8 5-6 5-6 6-7
8 < M =< 10 6-8 6-8 7-9

NOTA – M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico.

Fonte Ministero dell’Istruzione

22 giugno 2011

SEI STATO BOCCIATO … ANZI, NO. TANTE SCUSE

Pubblicato in: scuola, valutazione studenti tagged , , , , a 5:05 pm di Marisa Moles

Io che insegno da oltre venticinque anni ricordo bene le ore passate, ad ogni scrutinio, intermedio e finale, a compilare a mano i registri, le pagelle, i tabelloni … Non ricordo, però, che sia capitato una sola volta di sbagliare. Forse la trascrizione di un voto, subito rettificato con tanto di timbro e firma. Al massimo qualche pagella buttata. Non ricordo, tuttavia, di essere stata, assieme ai miei colleghi, responsabile di un mezzo colpo, pigliato a qualcuno che pensava di essere stato promosso, tutt’al più rimadato a settembre, ma bocciato assolutamente no.

Le nuove tecnologie, è inutile negarlo, ci hanno semplificato la vita ed hanno reso tutto molto più veloce. I voti si inseriscono on line, le pagelle e i tabelloni vengono stampati direttamente dai file contenuti nel computer. Che meraviglia! Niente più viene scritto a mano con il terrore di sbagliare. Ma l’uomo, pur essendo imperfetto, a volte sbaglia meno della macchina. E capita, purtroppo, che il sistema vada in tilt e che dalla stampante venga emesso un verdetto che sembra inappellabile: BOCCIATO!

A Udine, in un liceo cittadino, è accaduto che per un disguido tecnico del sistema informatico, alcuni esiti sono risultati errati. Per una decina di studenti, che si aspettavano di rovinarsi l’estate a causa di qualche Debito Formativo ma non di dover ripetere l’anno, deve essere stato uno choc vedere stampata, sul tabellone che riporta gli esiti dello scrutinio finale, accanto al proprio nome la scritta: NON AMMESSO/A ALLA CLASSE SUCCESSIVA. Un colpo, come minimo.

Tutto è bene quel che finisce bene, recita il detto. E infatti, compreso l’errore, la scuola ha provveduto immediatamente alla correzione dei tabelloni, che sono stati esposti nella versione corretta alle ore 16.00. Così, dopo tre ore, la temuta bocciatura è rimasta solo uno spiacevole ricordo.

Naturalmente, consapevole del disagio causato alle famiglie coinvolte, la Dirigenza porge sincere scuse.

Scuse accettate … ma che spavento!

[fonte Messaggero Veneto; immagine da questo sito]

3 giugno 2011

BOCCIATURA ALLIEVI CON TROPPE ASSENZE: PER IL CODACONS E’ ILLEGITTIMA

Pubblicato in: adolescenti, famiglia, figli, Mariastella Gelmini, MIUR, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , , a 6:54 pm di Marisa Moles

Come è noto, il MIUR, attraverso la la circolare n.4 del 20 marzo 2011 ha chiarito che, per la validità dell’anno scolastico e l’ammissione degli studenti della scuola secondaria di I e II grado, è necessaria la frequenza del 75% del monte orario annuale. Sono, tuttavia, previste delle deroghe su cui il ministero si limita a dare dei suggerimenti. Si potrà, infatti, a discrezione dei singoli Collegi dei Docenti, tener conto delle assenze motivate da:

1. problemi di salute adeguatamente documentati
2. terapie e/o cure programmate
3. donazioni di sangue
4. partecipazione ad attività sportive e agonistiche organizzate da federazioni riconosciute dal Coni
5. adesione a confessioni religiose per le quali esistono specifiche intese che considerano il sabato come giorno di riposo.

Per quanto riguarda il punto 3, credo il problema non sussista in quanto per la donazione (solo per gli allievi maggiorenni) si possono perdere al massimo due mattinate per gli studenti maschi e una per le femmine. Quanto al punto 5, si potrebbe aprire un dibattito, visto che il sabato è una giornata “sacra” per gli ebrei, ad esempio, ma il venerdì lo è per i musulmani che, a quanto pare, sono gli immigrati più numerosi e anche abbastanza prolifici. Accogliere il suggerimento del MIUR, a questo punto, sembrerebbe discriminante.

In ogni caso, le deroghe saranno applicabili «a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati».

Detto questo, sembra non ci sia più nulla da discutere. A parte la presa di posizione della Rete Studentesca che, come ho scritto QUI, ha intenzione di presentare una class action contro il MIUR.

Ma a mettere i bastoni fra le ruote al ministro Mariastella Gelmini ci pensa ora il Codacons. L’associazione consumatori obietta, infatti, che «la giurisprudenza italiana ha sempre annullato le bocciature basate sulle assenze: le malattie e le assenze giustificate non possono mai portare alla bocciatura, in quanto “la scuola deve perseguire l’obiettivo della formazione e non già quello della punizione, con la debita considerazione di temporanee situazioni contingenti che possano aver influito negativamente sul profitto” (in tal senso si veda Tar Puglia, 8 marzo 2010; Tar Firenze, n. 628/2007)».

Per il Codacons, dunque, la disposizione presente nella circolare n.4 del 20 marzo 2011 «non può trovare applicazione pratica, in quanto già bocciata dai giudici». Pare legittimo, quindi, da parte dell’associazione «intentare ricorso al Tar del Lazio per ottenere la sospensione del provvedimento».

E la storia continua …

[Fonte: Tuttoscuola.com; immagine tratta da questo sito]

24 maggio 2011

BOCCIATURA PER TROPPE ASSENZE: PRONTA UNA CLASS ACTION DEGLI STUDENTI

Pubblicato in: adolescenti, Legge, Mariastella Gelmini, MIUR, proteste studentesche, scuola, valutazione studenti tagged , , , , , , a 4:49 pm di Marisa Moles


Gli studenti della Rete studentesca non hanno gradito la circolare ministeriale n. 20 del 4 marzo che definisce i criteri e le modalità di attuazione delle norme relative alla validità dell’anno scolastico, in dipendenza del numero di presenze alle lezioni da parte degli studenti della scuola secondaria di I e di II grado, come previsto dal Regolamento sulla valutazione (dpr 122/2009). (ne ho parlato QUI )

L’anno scolastico è agli sgoccioli e c’è chi si è fatto due conti (specialmente quelli che hanno aderito alle manifestazioni contro il ministro Gelmini, occupando le scuole o gestendo autonomamente le lezioni) e ora è preoccupato di un’eventuale non ammissione agli scrutini causa troppe assenze. Il che significa, come da direttive ministeriali, la bocciatura.

La Rete studentesca ha, quindi, organizzato una class action (vanno tanto di moda, di questi tempi, specialmente quando c’è di mezzo la Gelmini), rivolgendosi ad un avvocato, (uno per tutti altrimenti non avrebbero potuto affrontare la spesa) che sta, com’è ovvio, dalla loro parte e ha espresso il seguente parere: I casi di partecipazione a manifestazioni, scioperi o ad occupazioni devono necessariamente rientrare nei casi eccezionali non computabili ai fini delle assenze scolastiche in quanto riconducibili al diritto fondamentale di libera manifestazione del pensiero ex art. 21, al diritto allo sciopero ex art. 40 Cost. e al diritto di riunirsi e associarsi nelle forme e modi previsti dagli artt. 17 e 18 Cost. Tali articoli e principi costituzionali devono intendersi prevalenti rispetto a qualsivoglia normativa nazionale.

Che bello! A quanto pare la Legge sta dalla loro parte. Peccato, però, che il diritto allo sciopero sia sacrosanto per chi lavora e percepisce uno stipendio che, in caso di sciopero, appunto, viene decurtato. Agli studenti non viene – per ora – attribuito alcun compenso in denaro per l’attività svolta che rientra nell’obbligo scolastico, fino al biennio superiore o comunque entro i sedici anni, dopodiché proseguire gli studi diventa una libera scelta che richiede una precisa responsabilità: frequentare le lezioni, studiare e ottenere un profitto almeno suffciente nella totalità delle materie. Ne consegue che le assenze dovute a motivi seri, quali malattie di una certa importanza, cure assidue e gravi problemi familiari, non peseranno sull’ammissione allo scrutinio, qualora venga superato il limite del 25% di assenze sul monte orario annuale. Ma a me non sembra che possa sussistere alcuna deroga appellandosi al diritto di sciopero o occupazione della scuola, cosa che già di per sé costituisce un reato, anche se i Dirigenti Scolastici chiudono spesso un occhio.

Il preside dell’Istituto Superiore Majorana di Palermo, professor Angelo Ganci, risponde alle accuse mosse dalla Rete degli studenti sul piede di guerra contro il provvedimento ministeriale: Se hanno qualcosa da obiettare si rivolgano al ministro dell’Istruzione. La legge in questione risale all’epoca della Moratti, la Gelmini ne ha solo dato attuazione a partire da quest’anno con una circolare (quella del 4 marzo 2011, ndr) che – seppur tardiva – ribadisce concetti già noti. Tant’è vero che io stesso a inizio settembre ho diffuso comunicazioni in merito e poi alle scuole medie vale la stessa regola credo dal 2004: la validità dell’anno scolastico è subordinata alla frequenza di almeno un quarto delle lezioni, vulgarmente 50 giorni. Commetterei un falso a dichiarare presenti studenti che non so nemmeno dove fossero in quei giorni di protesta.

Questo è solo un parere ma credo sia condivisibile. Rimane il fatto che l’ammissione allo scrutinio finale di per sé non garantisce la promozione. Chi si è assentato dalle lezioni perdendo molte ore, seppur per giustificati motivi (l’indicazione del ministero è riportata nella circolare linkata), può aver accumulato delle lacune diffuse in varie discipline quindi nessuno può avere la garanzia di essere promosso. Tantomeno chi fa sciopero.

[Fonti: l'inkiesta.it articolo 1 e 2, da cui è tratta anche l'immagine]

16 maggio 2011

QUEL FLOP DEI COBAS SUI TEST INVALSI …

Pubblicato in: MIUR, scuola, Test InValsi, valutazione studenti tagged , , , , , a 11:35 am di Marisa Moles

Il Ministero dell’Istruzione e dell’Università ha reso noto che, a prove Invalsi ultimate (l’ultima, alle elementari, si è svolta il 13 maggio), solo una minima percentuale di scuole ha fatto ostruzionismo e perlopiù limitatamente alle scuole superiori (CLICCA QUI per leggere i dati forniti da Tuttoscuola.com).

I Cobas, sindacato del personale della scuola, ha portato avanti per mesi la sua battaglia contro la somministrazione delle prove. Una contrarietà scaturita da osservazioni per la maggior parte legittime, specie se consideriamo la prospettiva dell’utilizzo dei test ai fini meritocratici. Ma la maggior parte dei docenti interessati non si è sottratto agli ordini di servizio diffusi dai dirigenti che non se la sono sentita di dire di no al ministero, facendo leva sul senso di responsabilità e di dovere degli insegnanti.

Ma se quello dei Cobas può essere considerato un flop a livello di protesta (solo una ventina i dimostranti davanti al Ministero dell’istruzione in una manifestazione indetta per venerdì 13), dobbiamo riconoscere al sindacato il merito di aver promosso una riflessione seria e non proprio politicizzata sulla validità delle prove InValsi e sull’opportunità di rivedere la tipologia delle stesse per il futuro. Perché è impensabile che il MIUR torni indietro e ormai alla rilevazione dell’Istituto per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione non si può dire di no. Ma le prove possono essere migliorate e adattate al contesto scolastico delle scuole italiane (assai diverso rispetto al sistema anglosassone, ad esempio, dove i test sono utilizzati da decenni), a condizione che si apra un dibattito tra “addetti ai lavori” e il ministero e se ne discuta anche a livello parlamentare.

Leggo su Tuttoscuola.com che in questi giorni il mondo politico ha preso piena consapevolezza della necessità di disporre di un sistema di valutazione libero da utilizzi strumentali, serio, attendibile e capace di sostenere la scuola nell’impegno quotidiano di assicurare qualità al servizio per gli alunni.
È stato chiaro a molti che i test non devono essere utilizzati per usi impropri. E il Parlamento ha chiesto di discuterne a viso aperto con il ministro. Merito anche, forse inconsapevole, dei Cobas
.

Questa riflessione mi sembra condivisibile e le premesse appaiono buone. E’, quindi, necessario che venga estesa al mondo politico per poter giungere ad un obiettivo comune che è quello di dare credibilità alle prove Invalsi, per evitare che siano sentite solo come un obbligo formale senza nessuna utilità pratica.
Secondo Tuttoscuola.com, la credibilità delle prove e la credibilità dell’Invalsi, passa attraverso almeno sei punti:

1) Le prove sono credibili innanzitutto se sono scientificamente corrette e oggettivamente valutate: da quanto emerge dai commenti degli insegnanti siamo sulla strada giusta, ma si può e si deve fare meglio.

2) Le prove sono credibili se non sono altro rispetto agli obiettivi di apprendimento definiti dalle Indicazioni nazionali: il rischio che le scuole si adeguino, di fatto, agli obiettivi contenuti nei test anziché a quelli delle Indicazioni nazionali, è reale. Spetta soprattutto al Miur chiarire la priorità e la portata degli obiettivi delle Indicazioni nazionali rispetto a quelli impliciti – ma non troppo – ricavabili dalle prove Invalsi.

3) Le prove sono credibili, poi, se sono condivise come strumento di lavoro e di autovalutazione utile e indispensabile per le scuole e per i docenti: i dirigenti scolastici e in primo luogo Miur possono concorrere a costruire questa credibilità nella condivisione delle forme, delle modalità e degli obiettivi.

4) Le prove sono credibili se il loro utilizzo non è inquinato dal timore di usi impropri che ne distorcano la finalità principale: la conoscenza dei punti di forza e di debolezza del sistema educativo da porre alla base delle decisioni delle politiche formative. Il dibattito in Parlamento può aiutare a consolidare questa consapevolezza.

5) Inoltre, le prove sono riconosciute dalle scuole anche in proporzione alla autorevolezza riconosciuta all’Invalsi, come autorità valutativa di eccellenza, autonoma il più possibile dal sistema di istruzione: è compito della politica assicurarne l’autonomia e la terzietà.

6) Concorrerebbe al superamento di comportamenti ostruzionistici l’esplicito riconoscimento del supplemento di lavoro e di fatica che accompagna le prove, con ricadute anche di natura retributiva con il salario accessorio nei confronti del personale coinvolto: sindacati e ministero al prossimo rinnovo contrattuale ne tengano conto.

Non credo ci sia altro da aggiungere. Spero solo che questa riflessione auspicata ci sia, in un futuro non troppo lontano, e che il dibattito dia dei risultati onesti e condivisi da tutte le forze politiche. Altrimenti il rischio sarebbe di vedere solo un’altra battaglia politica tra schieramenti opposti di cui la scuola non ha bisogno.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 25 MAGGIO 2011

Anche se in ritardo, pubblico, per correttezza visto che ho citato l’articolo di Tuttoscuola.com, la replica inviata il 17 u.s. al quotidiano on line da parte del portavoce nazionale dei Cobas, all’articolo riportato nel presente post.

Cari redattori/trici di Tuttoscuola,

vi scrivo a proposito della vostra newsletter n.490 e della valutazione che, in uno degli articoli della stessa, date a proposito del ruolo svolto dai COBAS nella vicenda dei quiz Invalsi. Non entro nel merito, la discussione sarebbe lunga e complessa e non riassumibile in poche righe. Le nostre posizioni le potete trovare agevolmente nel nostro sito, articolate e dettagliate. Vi scrivo solo per tre precisazioni.

1) I dati sulle astensioni dai quiz che abbiamo fornito nella giornata del 10 maggio (quella davvero cruciale, perchè le prove si svolgevano, come sapete, per la prima volta alle superiori e non erano state precedute, quasi ovunque, da decisioni dei Consigli che vincolassero i docenti alla effettuazione dei quiz) sono reali e si riferiscono all’intero campione di 2 milioni e 200 mila studenti circa; la replica Miur non ha senso perchè si rivolge alle sole 2000 classi campione (studenti coinvolti meno di 50 mila, neanche il 3% del totale) dove a far svolgere i quiz ci hanno pensato gli ispettori ministeriali; l’astensione è stata diffusa e ampia, pur se spesso neutralizzata da interventi pesanti, minacciosi e repressivi di tanti presidi-padroni che sono stati convinti dal Miur di essere i proprietari dei loro istituti.

2) Noi non abbiamo convocato alcuno sciopero, perchè abbiamo ritenuto essenziale stare a scuola e condurre lì la nostra lotta, ora per ora. Lo sciopero, del tutto inutile e persino controproducente poi l’ultimo giorno di prove, è stato convocato da una micro-organizzazione che usa un nome simile al nostro, creando molta confusione nell’informazione, ma che non ha alcun peso nelle iniziative e mobilitazioni e che appunto, come giustamente rilevate voi, non è in grado di mettere in piazza più di una ventina di persone. Le nostre mobilitazioni nazionali di piazza, quando le facciamo, muovono sempre migliaia (o decine di migliaia) di persone: ed è facile dimostrarlo.

3) Dire che è “merito anche, forse inconsapevole, dei Cobas” di aver posto la questione dell’Invalsi e della valutazione alla attenzione nazionale come mai era successo in precedenza, è una pessima “chiusa” di articolo, che non fa onore al vero, che contraddice il titolo e l’intero scritto e che é davvero ingiusta nei nostri confronti. Il merito è TUTTO nostro (non “anche”) ed è totalmente CONSAPEVOLE: le nostre tesi sono state le uniche, in questi anni, di radicale opposizione ai quiz Invalsi (e i motivi, lo ripeto, li trovate ben argomentati sul nostro sito http://www.cobas-scuola.it), il nostro lavoro capillare e assiduo (nonostate la dittatura sindacale vigente in Italia ci neghi persino il diritto di svolgere assemblee nelle scuole in orario di lavoro) in questi mesi ha toccato tutte le province e le città ed è stato l’unica fonte di informazione e di protesta; il lavoro verso i massmedia è stato altrettanto diffuso e ampio. Tutto in piena consapevolezza: come ritengo avvenga per i vostri articoli, di cui non dirò mai che siano”inconsapevoli”.

Grazie comunque dell’attenzione e buon lavoro

Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS

28 aprile 2011

SCUOLA: LE PROVE INVALSI S’HAN DA FARE. SÌ, SÌ

Pubblicato in: MIUR, scuola, Test InValsi, valutazione studenti tagged , , , , , , , a 10:11 pm di Marisa Moles


Da settimane, ormai, nelle scuole italiane si sta discutendo dei famigerati Test InValsi. In molti istituti, specialmente nell’ambito dell’Istruzione Secondaria di II grado, dove le prove InValsi si effettueranno per la prima volta, limitatamente alle classi seconde, c’è gran fermento e nei Collegi dei Docenti si discute, a volte animatamente, sull’eventualità di rifiutare quello che da molti è considerato come un inutile fardello. Insomma, queste prove InValsi non si vogliono fare, ovvero somministrare. Un termine decisamente sgradevole, manco si trattasse di dare un farmaco a quei poveri studenti le cui capacità, anzi competenze, si vogliono testare.

Sull’utilità, ovvero inutilità delle Prove elaborate dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione ho già parlato in questo post. Né ho intenzione di tornare sull’argomento. Quello che mi preme trattare ora è l’obbligatorietà o meno della somministrazione delle suddette prove.

Molti istituti, come ho detto, sono in agitazione, sollecitati anche dalle proteste del Cobas e altre associazioni sindacali avverse a questo strumento di valutazione. In alcuni Collegi dei Docenti si è pure votata l’adesione o meno all’iniziativa. Qualche tempo fa, per l’esattezza il 20 aprile scorso, il MIUR, attraverso una nota firmata dalla dottoressa Carmela Palumbo, ha ribadito l’obbligatorietà della somministrazione dei test. (LINK)

Nella nota, tra le altre cose, si legge:
Riguardo alle modalità della rilevazione nazionale, come noto, il sistema prevede la somministrazione censuaria in tutte le classi individuate dalle direttive ministeriali (classe seconda e quinta primaria, classe prima e terza I grado, classe seconda II grado). Tra di esse sono state individuate, inoltre, alcune migliaia di classi campione, per le quali la rilevazione è gestita direttamente dall’INVALSI tramite osservatori esterni, che si occupano personalmente di somministrare e correggere le prove. [...]
Per le classi non rientranti nel campione la somministrazione e la correzione delle prove è affidata alle scuole [...] Alle singole istituzioni scolastiche verrà restituito un rapporto sui risultati degli apprendimenti, in forma strettamente riservata, aggregati a livello di classe [...]

Va da sé che, escludendo le classi campione, le prove dovranno essere somministrate dai docenti della classe, ma non necessariamente i diretti interessati, ovvero gli insegnanti di Italiano e Matematica, discipline oggetto d’indagine che, però, logicamente dovranno sobbarcarsi l’onere della correzione dei test.

Su questi due punti i sindacati si sono scatenati: in primo luogo, un’attività non pianificata a livello collegiale viene imposta e sottrae il tempo-scuola alle varie materie e relativi docenti che, essendo in servizio, teoricamente non possono rifiutarsi di sorvegliare le classi; in secondo luogo, la correzione non rientra negli obblighi contrattuali, essendo la prova “calata dall’alto”, quindi i docenti avrebbero un onere in più, quello della correzione di prove di cui, per la maggior parte, non condividono la tipologia, né le ritengono un utile strumento di valutazione tout court, tanto meno sono da considerare utili alla valutazione formativa o/e sommativa.

A queste proteste il MIUR che risponde?
In linea di coerenza anche il piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal collegio dei docenti, ai sensi dell’art 28, comma 4, del vigente C.C.N.L non può non contemplare tra gli impegni aggiuntivi dei docenti, anche se a carattere ricorrente, le attività di somministrazione e correzione delle prove INVALSI.
Conseguentemente, ferma restando l’assoluta pertinenza sotto il profilo giuslavoristico con le mansioni proprie del profilo professionale, il riconoscimento economico per tali attività potrà essere individuato, in sede di contrattazione integrativa di istituto, ai sensi degli artt. 6 e 88 del vigente C.C.N.L..

Detto in soldoni: la correzione rientra tra le attività aggiuntive (leggi “straordinarie”), quindi retribuite, attraverso la contrattazione decentrata, attingendo al Fondo d’Istituto. Parrebbe un contentino per mettere a tacere i docenti scontenti. E invece no perché essi hanno comunque qualcosa da eccepire: se la correzione dei test è da considerare attività aggiuntiva, allora non può essere imposta. Giustissimo. C’è poi chi aggiunge che il FIS dovrebbe essere utilizzato per attività decise collegialmente e rientranti nel POF (Piano dell’Offerta Formativa). Anche questo è sacrosanto. Tuttavia, al ministero non importa molto, visto che, come d’abitudine, là i conti si fanno senza l’oste.

Ma il Collegio Docenti allora può deliberare la non somministrazione delle prove? No. La dottoressa Palumbo spiega:
Ovviamente anche le funzioni deliberative del collegio dei docenti devono essere esercitate nel rispetto del ruolo di concorso istituzionale che l’ordinamento scolastico assegna alle scuole nell’ambito del Servizio nazionale di valutazione.
Quindi apparirebbero quantomeno improprie le delibere collegiali che avessero ad oggetto la mancata adesione delle istituzioni scolastiche alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti, non solo in quanto esorbitanti dalle competenze deliberative proprie del collegio dei docenti elencate dall’art. 7 del d.lvo. 297/94, ma soprattutto perché in contrasto con la doverosità delle rilevazioni.

A questo punto, converrebbe rassegnarsi. E invece no. Qualcuno obietta che la doverosità delle rilevazioni è tale solo per il MIUR e che se al Collegio è impedito di deliberare, si tratta proprio di un atto di forza al quale, a maggior ragione, bisogna opporsi. Viene lesa la libertà didattica, viene sottratto del tempo alle regolari lezioni, viene imposto un carico di lavoro in un periodo dell’anno in cui ce n’è fin troppo. Anche queste osservazioni sono legittime. Tuttavia, c’è un piccolo particolare che dovrebbe convincere gli incerti sull’impossibilità di rifiutare la somministrazione delle prove InValsi: esse sono obbligatorie per gli studenti, quindi i docenti non possono impedire loro di svolgerle.

A tagliare la testa al toro contribuisce l’avvocato dello Stato Laura Paolucci: in una lettera pubblicata sul sito dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte spiega che le prove sono obbligatorie per le scuole e il collegio dei docenti non ha nessun potere di deliberare in merito.

Non è la prima volta che la dott.ssa Paolucci interviene su questa spinosa questione. Già nel 2009, infatti, aveva chiarito, in una nota, che le prove quindi hanno una “vocazione” esterna alla singola istituzione scolastica, servono (devono servire, non possono servire che) ad operare riflessioni in termini sistemici (al fine di una successiva ed eventuale ricaduta su norme o azioni di carattere generale: ad es. programmi, indicazioni didattiche e metodologiche, benchmarking, ecc.). Precisa, inoltre che nessuna norma attribuisce questa competenza (diversa essendo la valutazione periodica dell’apprendimento e del comportamento degli studenti spettante ai docenti) alle istituzioni scolastiche. Né conseguentemente agli organi amministrativi (organi collegiali e dirigente scolastico) che tali istituzioni compongono né al personale docente a titolo “individuale”. Essendo, quindi, svincolato l’InValsi dalle istituzioni scolastiche ed essendo a tale istituto, e solo ad esso, demandato il compito di provvedere alla misurazione periodica degli apprendimenti nelle varie istituzioni scolastiche, secondo l’avv. Paolucci ne deriva che è metodologicamente scorretta sul piano giuridico l’impostazione della questione in termini di uso di discrezionalità da parte degli organi dell’istituzione scolastica: la questione, se affrontata in seno di collegio dei docenti, non dovrebbe essere proposta all’ordine del giorno né successivamente gestita come se quell’organo avesse un potere deliberativo in proposito. (per leggere l’intera nota della dott.ssa Paolucci CLICCA QUI)

Esaminata la questione nella sua complessità non mi resta che suggerire ai colleghi che non condividono la somministrazione delle prove: le fate svolgere, sorvegliate (perché l’orario di servizio va comunque rispettato), le raccogliete, fate un bel pacco e lo rispedite al mittente. Non mi pare di aver letto alcuna norma che possa ostacolare quest’azione. Forse all’Invalsi se ne faranno una ragione e il MIUR cambierà strategia.

Pagina successiva

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

marialetiziablog

salviamolascuolaprimadisubito.com site

Chiara Patruno - Psicologa

Psicologa Dinamica e Clinica presso l’ Universita’ La Sapienza di Roma, Facolta’ Medicina e Psicologia

Le Parole Segrete dei Libri

Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima.

onesiphoros

[...] ἀλλ᾽ ὥσπερ ἄνθρωπος, φαμέν, ἐλεύθερος ὁ αὑτοῦ ἕνεκα καὶ μὴ ἄλλου ὤν, οὕτω καὶ αὐτὴν ὡς μόνην οὖσαν ἐλευθέραν τῶν ἐπιστημῶν: μόνη γὰρ αὕτη αὑτῆς ἕνεκέν ἐστιν. Aristot. Met. 1.982b, 25

Insegnanti 2.0

Insegnare al tempo dei "Nativi Digitali"

L'isola delle colline.

Nella mia vita ho speso più tempo a chiedere "Ci beviamo un caffè?" che a bere davvero caffè.

cucinaincontroluce

il mio mondo in uno scatto

I media-mondo

LA MUTAZIONE CHE VEDO ATTORNO A ME. PROVE DI PENSIERO DI GIOVANNI BOCCIA ARTIERI

La disoccupazione ingegna

Sono disoccupata, sto cercando di smettere. Ma non mi svendo

Nephelai

......... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Italia, io ci sono.

Diamo il giusto peso alla nostra Cultura!

lauracsbno

Blog di una bibliotecaria molto poco evoluta ...

Sentimental Blog

parole sparse nell'aria

Psicologia per Famiglia

Miglioriamo le relazioni in famiglia, nella coppia, con i figli.

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

viaggioperviandantipazienti

My life in books. The books of my life

unpodichimica

Non tutto ciò che luccica è oro, ma almeno contiene elettroni liberi G.D. Bernal

scuolafinita

Un insegnante decente (CON IL DOTTOR DI MATTEO)

occhioallapenna

Just another WordPress.com site

penna bianca

appunti di viaggio & scritti di fortuna

ARTisablast

Scambiatevi ogni giorno un po' di farfalle.

Pollicino Era un Grande

Psicologia e dintorni a cura della Dott.ssa psicologa, psicoterapeuta Marzia Cikada (Torino)

la fine soltanto

un blog e un libro di emiliano dominici (per ingrandire la pagina premi ctrl +)

ACCENDI LA VITA

Pensieri, parole and every day life

♥ melodiestonate ♥

Un blog da leggere... .Per chi ha tempo da perdere...♥

Critica Impura

letteratura, filosofia, arte e critica globale

Laurin42

puoi tutto quello che vuoi ( whatever you want you can)

LE LUNE DI SIBILLA

"Due strade trovai nel bosco, io scelsi la meno battuta, per questo sono diverso"(R.Frost)

Il mondo di Ifigenia

Svegliati ogni mattina con un sogno da realizzare!

Il Blog di Raffaele Cozzolino

Pensieri, riflessioni, tecnologia, informatica

Ombreflessuose

L'innocenza non ha ombre

Into The Wild

Happiness is real only when shared

minnelisapolis

faccio buchi nel ghiaccio

Alius et Idem

No sabía qué ponerme y me puse feliz.

A dieta...

...ma con una forte passione per il cibo e le rotondità!

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

Ecce Clelia

Storie e pensieri di una mente non proprio sana, messi in una bottiglia e lasciati andare verso ignoti ed ignari lettori, naufragati su questo sito

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Diemme

Amami quando meno lo merito, che è quando ne ho più bisogno (Catullo) - Non sprecate tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non essercene. Franz Kafka —- Non è ciò che tu sei che ti frena, ma ciò che tu pensi di non essere. Denis Waitley -- Non c'è schiaffo più violento di una carezza negata

espress451

"In ogni cosa c'è un'incrinatura. Lì entra la luce" - Leonard Cohen

Il blog della felicità

GUIDA PRATICA PER NON IMPAZZIRE IN TEMPO DI CRISI!!!!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 230 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: