14 febbraio 2016

SANREMO, IRENE E I FIGLI DI

Posted in attualità, canzoni, Festival di Sanremo, figli, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , a 11:09 am di marisamoles

Irene

Calato, finalmente, il sipario sul 66° Festival della Canzone Italiana, cerchiamo di voltare pagina ma non ci riusciamo. Sanremo ci perseguiterà ancora per tutta la domenica, almeno, dato che i vari contenitori del pomeriggio di Mamma Rai saranno trasmessi dall’Ariston, e per le settimane a venire.

Questo è stato il festival dei troppo, secondo me: troppe puntate, troppo lunghe, troppe canzoni, troppi ospiti, troppi valletti (la sola Virginia Raffaele, con la sua poliedricità, poteva bastare), troppi vestiti…
Un merito a questo festival comunque non possiamo negarlo: l’aver distolto l’attenzione del pubblico dai fannulloni comunali, timbratori di cartellini a tradimento.

Ma non è di questo che voglio parlare. La mia vuole essere una riflessione sui figli di. Partendo da Irene Fornaciari, figlia di quel mostro sacro della canzone italiana che di nome fa Adelmo ma che tutti conoscono come Zucchero.
Ebbene, la bella e brava Irene, figlia di cotanto padre, è stata relegata all’ultimo posto della classifica dei big (ammesso che lei lo sia davvero e non solo grazie all’eredità paterna… le colpe dei padri, ma anche le virtù, ricadranno sui figli). Qualcuno ieri ha detto che non dobbiamo dimenticare che la kermesse sanremese è all’insegna delle canzoni e non dei cantanti. Eppure il pezzo di Irene era molto bello, buona la musicalità e interessante il testo, se non altro attuale. Forse considerato troppo studiato per attirare l’attenzione del pubblico. Sempre che questo possa essere considerato un difetto, dal momento che chi partecipa al Festival non dimentica che il pubblico vuole la sua parte.

Io penso che Irene abbia, in qualche modo, scontato la colpa di essere figlia di. Nella serata di ieri, l’ultima, è stata ripescata e riammessa alla gara. Subito sui social si sono scatenati i maligni che hanno insinuato che papà Zucchero si sia comprato interi call center… Semplice insinuazione, verità, non so. Ma credo che la canzone della Fornaciari, non solo la sua voce, meritasse una posizione più alta in classifica.
Anche il suo illustre papà non ebbe miglior fortuna nel lontano 1985 quando con “Donne” guadagnò il 20° posto, battuto nella sfiga da un certo Garbo di cui non conserviamo memoria. Speriamo che Irene segua le sue orme.

Miglior sorte è toccata agli altri figli di: quelli dei talent.
Ormai dobbiamo farcene una ragione: le voci più belle, i talenti più autentici arrivano da lì. Il mondo musicale è così complicato e difficile da raggiungere, considerando anche la crisi profonda della discografia italiana, che la vetrina dei talent offre una delle poche chance di farsi conoscere. Si chiamino essi “Amici” di Maria, “X Factor”, “The voice” o “Ti lascio una canzone” che ha consegnato su un piatto d’argento la vittoria ai ragazzi del Volo lo scorso anno.

annalisa

Partendo dal fondo della classifica di quest’ultima edizione di Sanremo, maggior fortuna avrebbero meritato Alessio Bernabei (14°) e Annalisa (che di cognome fa Scarrone ma è meglio dimenticarselo), data per probabile vincitrice e relegata all’11° posto. Entrambi usciti dal talent di Canale 5, figli di Maria che da decenni si rivela mamma affettuosa di corteggiatori e cantanti.

Annalisa è ormai una cantante affermata e penso non sentirà in futuro il “disonore” di un così modesto piazzamento.
Che dire invece di Alessio Bernabei? Lui, oltre ad essere figlio di Maria, è anche il figliol prodigo uscito dalla band dei Dear Jack che l’aveva consacrato nel mondo musicale degli ultimi anni. Che sia prodigo non so; in fondo non è noto di quale patrimonio si sia appropriato, in diritti SIAE, lasciando il gruppo né se in futuro, dopo aver sperperato il gruzzoletto, tenterà di essere riammesso nella vecchia famiglia musicale. Per ora chiamiamolo ingrato e anche un po’ presuntuoso: la sua “defezione”, per il momento, non ha giovato né a lui né ai vecchi compagni, nemmeno ammessi alla finale.

E che dire di Valerio Scanu? Il piazzamento al 13° posto è la vera sorpresa di Sanremo 2016. Già vincitore nel 2010, dopo aver tentato di rimettersi in gioco partecipando all’ “Isola dei famosi” e al talent condotto da Carlo Conti “Tale e quale show”, e dopo essersi autoprodotto un album sperando di riconquistare un posto di riguardo nel panorama musicale degli ultimi anni, nonostante il seguito dei fan che mai l’hanno abbandonato, a partire dalle famose zie, non si è classificato fra i primi.
Anche se il ragazzo mi sta cordialmente antipatico, come non ho mancato di dichiarare in un post di qualche anno fa, la sua canzone è l’unica che, svegliandomi stamattina, mi è tornata in mente. In fondo è ciò che chiediamo ai pezzi presentati al festival.

Veniamo ora ai figli di “X Factor”. Bistrattata Noemi, che pure ha presentato una canzone non banale, nel testo, con una buona musicalità e una splendida voce, arrivata solo ottava. Miglior fortuna è toccata a Lorenzo Fragola (5°), vincitore dell’edizione del talent nel 2013, anche se a me non è piaciuto particolarmente.

Il posto d’onore è, invece, toccato a Francesca Michielin, giovanissima e bellissima, spontanea e innocente. Mi ha ricordato la giovane Elisa quando ha vinto il festival con la sua “Luce” nel 2001. Lei, secondo me, è la vera vincitrice di Sanremo 2016 e credo che il suo riscatto avverrà attraverso le vendite del pezzo, bellissimo e cantato con una voce davvero splendida.

Il terzo posto sul podio è toccato al giovane Giovanni Caccamo, già vincitore della sezione Giovani lo scorso anno (e ciò, a mio parere, rimane troppo poco per considerarlo un big), affiancato da un’altra figlia di Maria, Deborah Iurato, vincitrice del talent “Amici” nel 2014. Bella voce, scarsa presenza. Ma se è vero che la canzone e non chi la esegue ha il predominio, anche questa a me è sembrata alquanto modesta.

stadio.JPG

Se ci pensiamo bene, in fondo la vittoria di questo Sanremo è stata conquistata da altri figli di: gli Stadio, gruppo scoperto e portato in auge dall’indimenticabile Lucio Dalla fin dagli anni Settanta. Questa vittoria, non inattesa, è forse paragonabile a quella conquistata da Roberto Vecchioni nel 2011. Un ritorno all’antico, dunque. E non poteva essere diversamente in un festival che ha celebrato i 50 anni di carriera dei Pooh e di Patty Pravo. E anche l’inossidabile Renato Zero, l’unico che si salva tra gli “antichi”, non scherza. Gran brutti modelli: ora il nostro governo li additerà come esempio di longevità lavorativa per prolungare l’età pensionabile fino ai 90 anni.

Tuttavia, gli anni passano e si vede, anzi, si sente. I Pooh, specie Facchinetti, dovrebbero farsi controllare le coronarie; la bionda Patty ha più capelli (ammesso che siano i suoi) che voce. E anche Currieri, leader degli Stadio, è testimone del tempo che avanza.

Ma a Sanremo vince la canzone e non gli interpreti, vero? Be’, a me non è piaciuta nemmeno quella. Un giorno mi darai ragione?

[immagini da questo sito]

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20 febbraio 2011

SANREMO 2011: VITTORIA MANCATA PER EMMA MARRONE

Posted in Amici, canzoni, Festival di Sanremo, Marco Carta, Valerio Scanu tagged , , , , , , , a 11:53 am di marisamoles


La vincitrice di Amici 9, Emma Marrone, si è unita alla rock band milanese, i Modà in occasione di Sanremo 2011. Per la ragazza è la prima esperienza su un palco così importante, mentre i Modà avevano partecipato a Sanremo Giovani nel 2005. Entrambi sono stati protagonisti delle hit parade dell’estate e dell’autunno e il brano Arriverà si è rivelato un successo di pubblico fin dalla prima serata. Eppure non ha avuto la meglio sul brano Chiamami ancora amore, magistralmente interpretato dal veterano della canzone d’autore italiana Roberto Vecchioni.

Quest’anno, dunque, a Sanremo ha vinto la poesia in musica. Avesse ottenuto la vittoria, per la terza consecutiva dopo le vittorie di Marco Carta e Valerio Scanu, un’altra cantante ex di “Amici” di Maria De Filippi, sarebbe stato decisamente troppo. A dispetto di chi dice che i cantanti usciti dai Talent Show non sono cantanti veri, loro possono contare su migliaia di fan e fanno lievitare i proventi delle case discografiche. Il secondo posto guadagnato da Emma e i Modà conferma questi presupposti, anche se i giovani, almeno questa volta, hanno dovuto chinare il capo di fronte ad un maestro della canzone italiana che, pur non avendo fan avezzi al televoto come gli ex amici di Maria, ha avuto la meglio.

Il posto d’onore, comunque, se lo sono meritati. La canzone è gradevole, la voce di Francesco Silvestre, leader dei Modà, è davvero possente e in certi punti sovrasta quella di Emma. Lei in ogni caso si difende, anche se a me non è mai particolarmente piaciuta.
Molto bella, inoltre, la versione presentata, nella serata dei duetti, con il contributo della splendida voce di Francesco Renga che ha indubbiamente valorizzato il pezzo.

Un’unica cosa: ma a quale sarta si è rivolta Emma? Un abbigliamento terribile e poi … la pettinatura della seconda serata (vedi video sotto) era inguardabile: sembrava avesse in testa una verza ossigenata. Poveretta.

Piangerai come pioggia tu piangerai e
Piangerai come pioggia tu piangerai
te ne andrai come le foglie col vento d’autunno triste tu
Te ne andrai … certa che mai ti perdonerai
Ma si sveglierà … il tuo cuore in un giorno
[d’estate rovente in cui sole sarà
E Cambierai … la tristezza dei pianti in
sorrisi lucenti tu sorriderai
E arriverà … il sapore del bacio più dolce
e un abbraccio ti scalderà…
Arriverà … una frase e una luna di quelle
che poi ti sorprenderà
Arriverà … la mia pelle a curar le tue
voglie … la magia delle stelle
Penserai … che la vita è ingiusta e
piangerai … e ripenserai alla volta in
cui ti ho detto no…
Non ti lascerò mai…
Poi di colpo il buio intorno a noi…
Ma si sveglierà … il tuo cuore in un giorno
d’estate rovente in cui sole sarà
E cambierai … la tristezza dei pianti in
sorrisi lucenti tu sorriderai
E arriverà … il sapore del bacio più dolce
e un abbraccio che ti scalderà
Arriverà … una frase e una luna di quelle
che poi ti sorprenderà
Arriverà … la mia pelle a curar le tue
voglie … la magia delle stelle …
La poesia della neve che cade e rumore non fa…
La mia pelle a curar le tue voglie …
La poesia della neve che cade e rumore non fa
te ne andrai come le foglie col vento d’autunno triste tu
Te ne andrai … certa che mai ti perdonerai
Ma si sveglierà … il tuo cuore in un giorno
d’estate rovente in cui sole sarà
E Cambierai … la tristezza dei pianti in
sorrisi lucenti tu sorriderai
E arriverà il sapore del bacio più dolce
e un abbraccio ti scalderà
Arriverà una frase e una luna di quelle
che poi ti sorprenderà
Arriverà … la mia pelle a curar le tue
voglie … la magia delle stelle
Penserai … che la vita è ingiusta e
piangerai … e ripenserai … alla volta in
cui ti ho detto no…
Non ti lascerò mai…
Poi di colpo il buio intorno a noi
Ma si sveglierà … il tuo cuore in un giorno
[d’estate rovente in cui sole sarà
E cambierai … la tristezza dei pianti in
[sorrisi lucenti tu sorriderai
E arriverà … il sapore del bacio più dolce
[e un abbraccio che ti scalderà
Arriverà … una frase e una luna di quelle
che poi ti sorprenderà
Arriverà … la mia pelle a curar le tue
[voglie … la magia delle stelle
La poesia della neve che cade e rumore non fa
La mia pelle a curar le tue voglie
La poesia della neve che cade e rumore non fa

[LINK]

10 ottobre 2010

AMICI 10: CHE NOIA LA DIATRIBA TRA JURMAN E ZERBI DI SABATO POMERIGGIO!

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Marco Carta, Maria De Filippi, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , a 1:54 pm di marisamoles

Ieri è andata in onda la seconda puntata del pomeridiano di “Amici 10”, condotta da Maria De Filippi. La scorsa settimana abbiamo conosciuto i partecipanti a questa decima edizione e appreso le novità del regolamento: la suddivisione tra titolari e aspiranti (in attesa della formazione definitiva della classe), due percorsi distinti per i concorrenti cantanti e ballerini ed il giudizio espresso da commissioni esterne. Questa è, soprattutto, la novità che si aspettava da tempo, vista la parzialità ostentata dai “maestri” nelle passate edizioni.

Ieri abbiamo assistito solo a cinque performances dei titolari: quelle di Vito, Michelle e Debora per la sezione ballo e di Antonio e Annalisa per i cantanti. Il resto della puntata è stato dedicato ad un aspirante cantante, Daniele Blaquier, che si è esibito in quattro pezzi da sottoporre al giudizio della commissione interna per aspirare alla titolarità del banco. Il tutto si è svolto in quaranta minuti, pochissimi dei quali occupati dall’esibizione del cantante. Per il resto, di fronte agli occhi dei telespettatori, del pubblico in sala, delle commissioni esterne ed interne, ha avuto luogo un’inutile, noiosa e a tratti insopportabile diatriba tra Luca Jurman e Rudy Zerbi. Alzi la mano che non ha sbuffato più di una volta in quei quaranta minuti!

Ora, non voglio nemmeno esprimere la mia opinione sulla performance di Daniele che, se non altro per aver sopportato pazientemente la discussione piuttosto accesa dei due “maestri”, merita tutta la mia comprensione. Vorrei, invece, riflettere sul ruolo dei due “paladini” a difesa del buon canto.

Come si saprà certamente, durante la passata edizione Luca Jurman ha fatto solo qualche sporadica apparizione durante il serale e si è sobbarcato il carico di una mission impossible: quella di portare a livelli accettabili l’esibizione del cantautore Enrico Nigiotti e, di conseguenza, prolungare il più possibile la sua permanenza al serale. Impresa disperata e naufragata nello spazio di un paio di serate, se non erro. Dopodiché, Jurman ha assistito stranamente silenzioso alle restanti tappe del programma, salvo dire la sua in separata sede, ovvero di fronte ai suoi fedelissimi fan, in occasione di qualche concerto.

Jurman ha sparato a zero sul programma della De Filippi: ha detto che non gli piaceva nel modo più assoluto la piega che aveva preso, giudicando in maniera assai negativa il ruolo a volte condizionante dei discografici che avevano spesso esaltato come talenti indiscutibili persone che, sempre secondo Jurman, non possedevano qualità eccelse. In particolare, durante un concerto tenuto a Varese il 26 marzo scorso, ai suoi fan ha spiegato così l’abbandono del programma: “Ci sono troppi interessi che a me non piacciono. A questo punto è meglio così”.

Ora, ritornando nella “scuola” di Amici, su cui aveva sputato, anzi vomitato critiche a non finire, che cosa si poteva aspettare di meglio? I discografici sono ancora là e i giornalisti pure. Tutti pronti a supervalutare i concorrenti sin dalle prime esibizioni. C’è pure Rudy Zerbi, che discografico non è più nei fatti ma dell’antica attività ha conservato tutta la mentalità, con il quale Luca Jurman non poteva che arrivare allo scontro.

Quello che stupisce, però, è che, per quanto riguarda il giudizio espresso dai due su Daniele Blaquier, ci siamo trovati di fronte ad un capovolgimento dei ruoli: Jurman, sempre molto prudente nell’elogiare i cantanti e nel definirli talenti, salvo poi coltivare quelli in cui ha davvero creduto (Marco Carta, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu, per intenderci), ieri ha difeso a spada tratta l’aspirante concorrente, definendolo un vero talento; Zerbi, invece, senza aver smesso i panni del discografico e, quindi, proiettato nella direzione del “talento da guadagni stratosferici”, ha definito il povero Blaquier “noioso e ripetitivo” nel suo modo di cantare.

Per arrivare alla decisone di non ammettere nella scuola l’aspirante cantante, ci sono voluti ben quaranta minuti, buona parte dei quali occupata dalla diatriba Jurman-Zerbi. Alla fine, il giudizio è stato unanime: no, sia per i giornalisti che per i discografici e per Vessicchio. Quest’ultimo, tuttavia, deve aver avuto un ripensamento durante la pubblicità, visto che in un primo tempo aveva espresso parere favorevole nei confronti di Daniele. Quando, però, si è rientrati in studio, ha ammesso che Amici non è lo spazio adatto per il concorrente, pur avendolo definito, poco prima, un talento.

Che la diatriba tra Jurman e Zerbi abbia confuso le idee anche al maestro Vessicchio? In questo caso, andrebbe perso l’unico esempio di giudizio lucido e competente che la scuola di “Amici” era riuscita ancora a conservare.

30 marzo 2010

EMMA MARRONE VINCE LA NONA EDIZIONE DI “AMICI”

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Marco Carta, Maria De Filippi, Matteo Macchioni, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 12:18 am di marisamoles


Dopo una serata alquanto monotona, mancando fra i finalisti almeno un ballerino, la gara canora che ha caratterizzato questa finale di “Amici 9” è stata vinta da Emma Marrone.
Il premio della critica messo in palio da Tezenis (50 mila euro) è assegnato a Pierdavide Carone
.

La puntata si apre con un RVM celebrativo dei più virtuosi talenti usciti dal programma delle De Filippi: Marco Carta, di cui è in uscita il prossimo cd, Valerio Scanu, che non ha vinto la scorsa edizione ma si è rifatto con il successo ottenuto al Festival di Sanremo, e Alessandra Amoroso che, dalla vittoria dello scorso anno, ha collezionato dischi di platino ed è stata protagonista, a fianco di Gianni Morandi, di un show su Rai 1 che l’ha definitivamente consacrata agli occhi del grande pubblico, anche quello che di solito snobba i talent show come “Amici”.

Maria ricorda anche il successo ottenuto dai ballerini di questa edizione, seppur esclusi dalla finale: Rodrigo, destinatario di un contratto con il Boston Ballet, Elena D’Amario, scelta da David Parsons per la sua compagnia di ballo, e l’ultimo eliminato dalla gara, Stefano De Martino, che farà parte della compagnia Complexions con un contratto di un anno.

A contendersi la vittoria scendono in campo, dunque, quattro cantanti: Emma Marrone, Loredana Errore, Matteo Macchioni e Pierdavide Carone. Questo è l’ordine di classifica con il quale sono stati ammessi alla finale lunedì scorso. Ma quando Maria rende nota la classifica settimanale, che sarà determinante per le sfide di stasera, c’è una sorpresa: Matteo riconquista la vetta, seguito da Loredana, Emma scende dalla prima alla terza posizione mentre Pierdavide mantiene la quarta ed ultima, avendo il diritto di scegliere per primo chi sfidare.

Se c’è una cosa che ha caratterizzato questa edizione di “Amici” è stata la proposta quasi perenne dei soliti confronti: limitandoci ai quattro cantanti rimasti in gara, Emma contro Loredana e Pierdavide contro Matteo. Ma se la prima coppia di antagoniste è plausibile, in quanto entrambe interpreti originali, ognuna con le sue peculiarità, lo scontro tra un cantautore e un tenore lirico appare un po’ forzato e non del tutto appropriato. D’altra parte, Matteo, essendo l’unico cantante lirico in gara, si è sempre trovato di fronte a competizioni improbabili e si è dovuto adattare a cantare il pop, non potendo pretendere che i suoi compagni di scuola si esibissero nella lirica. Per questo, secondo me, si dovrebbe in ogni caso considerare lo sforzo e l’impegno dimostrato.

La prima sfida, dunque, è quella fra Pierdavide, ultimo in classifica, e Matteo, suo antagonista di sempre e stimato apertamente dal tenore. Inizia la gara, che consiste in cinque sfide, di cui una sola prevede l’esibizione di un brano in comune, per ovvi motivi. Da parte dei giornalisti presenti in sala, com’è ovvio, quasi esclusivamente parole di elogio. D’altra parte, entrambi sono bravissimi, ognuno nella propria specialità: la voce di Matteo, anche quando canta il pop, è fantastica e supera di parecchi decibel quella di Pierdavide che, tuttavia, riesce a coniugare abilità interpretativa, quando canta pezzi non suoi, e originalità creativa nell’esibizione delle sue canzoni. Tutti sono concordi nel prevedere il successo di entrambi. Mangiarotti azzarda il confronto tra Macchioni e Bocelli – che poi è esattamente ciò su cui punta la sua casa discografica, la Sugar – e dice che la voce del tenore è calda ed emotiva, pronta per fare un percorso verso il successo non solo italiano. Matteo ribatte: “posso augurarmi timidamente di seguire i suoi passi”.
Tra gli elogi di tutti, spicca la battutaccia di Balestri che, rivolto a Maria De Filippi, osserva l’assenza dell’unica radio che potrebbe rappresentarla: “radio maria”. Beh, anche questo serve per smorzare la tensione.
L’unica cosa che non mi è piaciuta, in questa prima parte di gara, è stata la pubblicità del libro scritto da Pierdavide “I sogni fanno rima” che viene lanciata in esordio al primo stacco. Ma tanto sappiamo che il Carone di pubblicità ne ha avuta molta in passato, specie dopo la vittoria di Scanu a Sanremo, con un pezzo di sua creazione. D’altra parte, la bravura del cantautore è innegabile e, proprio per questo, non ha bisogno di conferme né di esaltazioni.

Il momento più divertente della serata è stato il confronto nel genere del Musical: Hairspray, interpretato da Matteo, in un improbabile ma delizioso travestimento da donna oversize, davvero spiritoso e bravissimo, e American graffiti, con protagonista un Pierdavide irriconoscibile, con tanto di parrucca rossa e occhialoni, allegro, spigliato, perfetto nell’interpretazione canora, sciolto nei movimenti, al contrario del solito, e bravissimo nella recitazione.
Dopo questa parentesi spensierata, ricomincia la gara che, alla fine delle sfide, vede vincitore Pierdavide, com’era prevedibile. Il momento più emozionante, secondo me, di questa prima fase della gara, è l’interpretazione da parte di Pierdavide della canzone “Di notte”, già scaricatissima su I-Tunes, mentre la sua ragazza Grazia , presente fra il pubblico insieme agli altri concorrenti eliminati, piange a dirotto.
Matteo, che punta più sulla carriera teatrale che sulla scalata della classifica delle vendite con il suo album che, tra l’altro, uscirà appena il 9 aprile, appare comunque soddisfatto. Quando si ritrova tra le mani la copertina del suo disco quasi non crede ai suoi occhi e non fa che ringraziare, dicendo pure “siete matti” con quel suo incantevole accento emiliano. Il giovane tenore ringrazia tutti, in particolare il suo –aggiungerei “adorato” – maestro La Stella, Vessicchio e la Martinez che hanno creduto in lui. E come avrebbero potuto fare diversamente, con un talento come il suo?

La gara prosegue con Pierdavide che sceglie di sfidare, come era scontato, Loredana Errore. A questo punto, tra i dj presenti in sala, si scatena La Pina, che fin da subito dichiara apertamente la sua adorazione per la cantante siciliana, esibendosi in sorrisi che un po’ assomigliano a quelli che il maestro La Stella ha riservato a Matteo durante le sue esibizioni. Poteva, a parer mio, evitare di esibire le braccia tatuate, ma proprio questa caratteristica rivela la trasgressività de La Pina che ben si sposa con l’eccentricità di Loredana.
Degna di nota un’osservazione di Gnocchi su Pierdavide che ha interpretato un pezzo dei Queen: “mi fa incazzare che canti una canzone rock e non ti muovi”. Protesta di Platinette e replica di Giordano: “è esagerato chiedere a Pierdavide di muoversi, non si può chiedere a un artista di cambiare, ci sono grandi cantanti che stanno immobili sul palco”. In effetti ha ragione, ma mi chiedo dove sia finita tutta la verve manifestata nell’esibizione del musical.
Menzoni, di Libero, chiede a Loredana “quando la rabbia uscirà che cosa succederà?”. Lei risponde “Si colorerà di arcobaleno”. Una delle più belle cose sentite in trasmissione. Un elogio particolare le arriva da Giordano al termine della sua interpretazione di “Anche per te”: “ha raggiunto livelli di eccellenza assoluta, dando quel tocco in più che trasforma una cover”. Insomma, condivisibili o meno, i commenti mettono chiaramente in evidenza come sia difficile, stasera, decidere chi meriti la vittoria. Più volte, da parte di tutti, si è osservato che i vincitori di questa edizione di “Amici” sono quattro. Purtroppo, però, la gara prosegue e al termine della sfida, Loredana prevale su Pierdavide il quale, tuttavia, lascia la competizione soddisfatto, guardando il futuro da cantautore e pregustandosi magari anche il successo bis a Sanremo come autore. Meglio sarebbe, ammette lui stesso, parteciparvi in prima persona. Eh, già, dopo la vittoria di Carta due anni fa e di Scanu quest’anno, pare che il festival sia uno degli obiettivi obbligati dei talenti di “Amici”.

Rimasta in gara, Loredana si deve ovviamente scontrare con Emma. La cantante pugliese, fresca come una rosa essendo stata seduta fino a questo momento sullo sgabello, può confrontarsi al meglio delle sue forze, per l’ennesima volta, con la rivale, per la verità un po’ affaticata e già messa a dura prova dal punto di vista emotivo. Questo è quello che si doveva evitare: si preannuncia lo stesso epilogo dello scorso anno quando l’Amoroso, benché non favorita, ha superato lo Scanu già reduce dallo scontro con il Napolitano. Ma non è solo questione di “freschezza”. Certo Emma parte avvantaggiata da questo punto di vista, ma la cosa che maggiormente può influire sull’esito dello scontro è il televoto: i fan di Loredana, infatti, hanno già votato per lei (ai fedelissimi, poi, si sono aggiunti anche i fan di Matteo, non tutti, ma buona parte sì) una volta, quindi devono affrontare una spesa supplementare per televotarla anche in questa sfida. Non so quanto ciò possa influire sulla vittoria di Emma, ma credo che abbia almeno una parte non del tutto insignificante.

Lo scontro tra le due cantanti si svolge come altre decine di sfide: appare, in verità, un po’ noioso e dall’esito scontato. Emma è brava, ha un potenziale di voce notevole ma si esibisce in modo tecnico, infilando dappertutto quel non so che di soul, ma risultando, a livello emozionale, paradossalmente quasi senz’anima. Riesce ad emozionarmi solo quando interpreta “Calore”, ma quando poi la sento esibirsi anche in “Davvero” e “Meravigliosa”, alla fine mi sembrano tutte uguali. La differenza con Loredana è che da quest’ultima non si sa mai cosa ci si debba aspettare, perché una stessa canzone viene eseguita in modo diverso passando da una performance all’altra. Emma, invece, è sempre uguale, monotona. Mannucci, de Il Tempo, paragonando le esibizioni delle due ragazze nei loro brani, osserva: “Loredana le canzoni se le strappa dall’anima: si vede che ha delle ferite che sono diventate cicatrici. Sarebbe bello se la trasmissione finisse qui”. Concordo pienamente e devo ammettere che il resto non riesco nemmeno a godermelo. Il finale è scontato ed inizio a credere che le voci messe in giro da Paolini, il noto tele-disturbatore, siano vere: la vittoria di Emma era già decisa da tempo ed organizzatissima, a cominciare dalla scelta compiuta dalla Universal di far uscire il suo ep prima di tutti gli altri. Le sue canzoni sono in vetta alle vendite sul web e si sentono alla radio già da tempo: come si poteva prevedere un altro epilogo?

Si va verso la fine. Prima, però, si esibisce Biagio Antonacci, autore e produttore di Loredana. Ma la sua presenza sul palco, ormai a tarda notte, non serve a svegliare i fan di Loredana che, com’era già scritto sul copione tipico della trasmissione di Maria, lascia il podio ad Emma che vince i 200 mila euro in palio. A Pierdavide, come già anticipato, va il premio della critica, consistente in 50 mila euro. Forse se lo sarebbe meritato maggiormente Matteo, visto che il Carone di glorie ne ha già avute molte, dal successo sanremese alle vendite super del suo libro “I sogni fanno rima”. Ma in fondo per Matteo si prospetta una carriera brillante da tenore: in un rvm il maestro Daniel Oren, direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno, tra le lodi per il suo talento gli annuncia la scrittura per tre rappresentazioni dell’ “Elisir d’amore” di Donizetti, nella parte del protagonista Nemorino. Noi lo sapevamo già ma per Matteo è una vera e propria sorpresa (e non c’è motivo di dubitarne, viste le lacrime con cui il tenore accoglie la notizia). Alla fine, ha vinto anche lui. (ulteriori notizie QUI)

Si conclude, quindi, un’edizione contrassegnata da una vera e propria pianificazione: ormai la trasmissione di Maria è diventata quasi un’agenzia di collocamento. Lo spettacolo ne ha guadagnato, grazie ai talenti messi in mostra. Forse manca quel pizzico di improvvisazione e anche di imperfezione che caratterizzava le edizioni precedenti; in un certo senso, la vittoria inaspettata di Marco Carta a Sanremo 2008 ha messo in moto una vera e propria macchina da guerra: quella tra discografici, prima di tutto, e quella dell’audience.
Ma è inutile fare polemiche: davvero i quattro finalisti meritavano tutti di vincere e avranno comunque il successo che meritano. Rimane il sospetto sul televoto, la cui regolarità è stata più volte messa in discussione, anche nelle precedenti edizioni. Ma questa è un’altra storia.

24 febbraio 2010

LA COPERTINA DI TV SORRISI E CANZONI: A SANREMO IL TRIONFO DEGLI “AMICI” VALERIO E ALESSANDRA

Posted in Alessandra Amoroso, Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , a 4:49 pm di marisamoles


Quest’anno la copertina post-Sanremo di TV Sorrisi e Canzoni è davvero graziosa: niente leoni né smoking né coriandoli che cadono dal cielo. Semplicemente due “amici”: Valerio Scanu, trionfatore del 60esimo Festival della Canzone Italiana, e Alessandra Amoroso che ha duettato con lui sul palco dell’Ariston. Camicie a quadretti, bocche spalancate, linguaccia con piercing in vista … due giovani amici scanzonati. Quello che ci voleva per celebrare una vittoria così. Semplicemente.

23 febbraio 2010

STRISCIA LA NOTIZIA: TELEVOTO DAL CALL CENTER PER IL TRIONFO DI PUPO E IL PRINCIPE A SANREMO?

Posted in Festival di Sanremo, Marco Carta, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , , , , , a 2:13 pm di marisamoles

Ci sono andati vicino. Per poco Pupo, il principe Emanuele Filiberto e il tenore Luca Canonici non hanno vinto il Festival di Sanremo. In solo 53 minuti si è deciso tutto, in 53 minuti c’è stato il sorpasso da parte dell’ex Amico di Maria De Filippi, Valerio Scanu. Accidenti, mi vien da pensare, l’abbiamo scampata bella.

Oggi su L’Avvenire sono stati pubblicati tutti i dati del televoto di sabato sera: Scanu ha raccolto 235.105 televoti, pari al 37,01% dei votanti, 56.066 voti dalla rete fissa e 180.039 dai cellulari. Pupo e i due compagni d’avventura ne raccolgono 113.284 dai telefoni fissi e 100.582 dai cellulari, in tutto 213.866, pari al 33,53%. Marco Mengoni, terzo classificato, ha raccolto 34.866 dai telefoni fissi e 153.047 dai cellulari, per un totale di 187.913, pari al 29,46% dei voti.
Percentuali a parte, vediamo di fare i conti dei soldi spesi dagli italiani per sostenere i propri pupilli: 2.705.212,50 euro, considerando anche le preferenze espresse per i Giovani in gara. Un bell’affare, non c’è che dire. Sono sempre più d’accordo con Nino D’Angelo che, avrà pure il dente avvelenato per l’eliminazione, ma ha fatto un’osservazione più che legittima: se il voto è democratico non bisogna pagare. (ne ho parlato in quest’altro post ).

Ieri sera a Striscia la notizia il bravo Staffelli, nel consegnare il tapiro a Pupo e al principe, proprio per il loro piazzamento d’onore sospetto, ha chiesto a Pupo se avesse fatto ricorso al call center. Il cantante ha negato, assumendo un atteggiamento piuttosto sdegnato. Eppure qualche settimana fa aveva ammesso che nel 1994, quando le preferenze per le canzoni in gara avvenivano per mezzo del Totip, aveva comprato pacchi di schedine: “Eppure –ha dichiarato- sono arrivato quarto. Evidentemente qualcuno ne ha acquistate più di me”.

Insomma, davanti ad una smentita così decisa e senza alcuna prova, bisogna credere a Pupo. Tuttavia, perché la stessa domanda non è stata rivolta al principe? Lui, con quell’aria sempre alquanto stralunata, forse avrebbe potuto fugare definitivamente i dubbi. Non solo, avrebbe potuto difendersi dalle insinuazioni che qualcuno ha fatto circa la sua vittoria nella scorsa edizione di “Ballando con le stelle”.

Pensare che il televoto non sia in qualche modo inquinato è impossibile: la testimonianza di una direttrice di un call center ieri a Striscia (vedi video sotto l’articolo) ha confermato che le supposizioni sono una realtà, non un’invenzione dei maligni. La signorina ha, infatti, confermato che viene spesso richiesto un “pacchetto telefonate” per i televoti; si parla di 20mila o 40 mila euro al colpo, non di bruscolini. Eppure nessuno fa nulla per impedire che ciò avvenga. Quello che poi fa più male è che il sospetto si allarga e alla fine non sappiamo quanti siano gli onesti e quanti gli imbroglioni. Le case discografiche, in fondo, sono in grado di investire delle belle cifre pur di far emergere i loro cantanti: perché puntare il dito solo contro Pupo che, secondo me, è onesto? Lo è sempre stato, anche quando ha pubblicamente ammesso di essere “poligamo” e di essersi rovinato giocando d’azzardo.

PUBBLICO, INFINE, UN COMUNICATO CHE L’ADOC MI HA INVIATO IERI, COMMENTANDO UN ALTRO POST:

L’Adoc si unisce alla protesta, basta alla farsa del televoto.

“Il televoto per l’Adoc va abolito in tutte le trasmissioni almeno fino ad una nuova regolamentazione del sistema, che sia più corretto, trasparente e verificabile dai telespettatori. La farsa durante la serata finale del Festival di Sanremo è l’ennesima prova delle debolezze di un sistema di voto che non garantisce la veridicità della partecipazione popolare. Siamo solidali con la protesta degli orchestrali e del pubblico dell’Ariston, il voto deve essere reso pubblico, per eliminare qualsiasi dubbio sulla sua regolarità. Si è verificata una profonda mancanza di correttezza e trasparenza nei confronti dei telespettatori, televotanti o meno. Vorremmo fosse fatta chiarezza in merito alla computazione dei voti ricevuti, al numero dei votanti e alla ripartizione dei voti tra i concorrenti: tutti aspetti su cui, finora, non è stata resa una corretta informazione e pubblicità. L’Adoc chiede che vi sia da parte della polizia postale e dell’Autorità delle comunicazioni la verifica della provenienza dei voti.”

AGGIORNAMENTO DEL POST: 24 FEBBRAIO 2010

A proposito dei dati sul televoto diffusi da L’Avvenire, nel suo blog sul sito di Repubblica, Ernesto Assante ha abilmente smentito i calcoli fatti dal quotidiano, sulla base dei quali negli ultimi 53 minuti di televoto Valerio Scanu avrebbe avuto un notevole recupero, prendendo le distanze dai secondi classificati, cioè Pupo e co.
Siccome per la matematica non ci sono tagliata, vi rimando alla lettura dell’articolo (questo il LINK), così ognuno può trarne le dovute considerazioni. Da parte mia, voglio solo fare un’osservazione sul presunto “acquisto di voti” fatto da Pupo tramite call center (cosa su cui non sono affatto d’accordo): il maggior numero di telefonate proveniente dalla rete fissa, rispetto ai voti ottenuti dagli altri concorrenti, può essere giustificata tenendo presente che i fan di Pupo, da oltre trent’anni sulla breccia dell’onda, nonché gli estimatori di Emanuele Filiberto, probabilmente monarchici nostalgici, sono forse meno abituati all’uso del cellulare e all’invio degli sms. Tutto qui. I call center rimangono una pura illazione.

Infine, nonostante il successo tanto sbandierato di quest’edizione del festival e gli elogi sperticati alla conduttrice Antonella Clerici, i televoti sono stati complessivamente molti di meno: lo scorso anno, Marco Carta aveva ottenuto 800mila voti (ma nell’edizione di “Amici” ne aveva collezionato addirittura un milione e mezzo!); quest’anno, Valerio Scanu ha vinto con solo 235.105 preferenze da casa: un segnale che la gente si fida sempre meno del televoto. Quindi, concordo con l’adoc che su questa pratica “popolare” ci debba essere maggior chiarezza e trasparenza. E a fronte di una spesa di 2.705.212,50 euro, ritengo sia il minimo che si possa chiedere.

22 febbraio 2010

SANREMO 2010: SULLA STAMPA INFURIANO LE POLEMICHE SUL TELEVOTO

Posted in Amici, Festival di Sanremo, spettacolo, talenti, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , a 10:36 am di marisamoles

Sembra impossibile, ma quell’ “Italia amore mio” cantata in modo tanto appassionato quanto opportunistico dal trio sanremese, Pupo, Emanuele Filiberto e Canonici, si è divisa pro e contro il televoto. Che questo sistema di votazione sia pericoloso, l’ho già scritto QUI. Che fosse scontato che la vittoria sarebbe andata ai giovani usciti dai Talent show, penso fosse già chiaro nella mente di tutti. Quello che fa riflettere nel dopo-Sanremo non è tanto la vittoria di Valerio Scanu, quanto il piazzamento d’onore del trio capitanato da Pupo.

Le critiche, piuttosto feroci, non si sono fatte attendere; costituiscono una naturale e logica continuità rispetto al dissenso manifestato, in modo piuttosto spettacolare ed insolito, dai maestri d’orchestra, cui era stato affidato il compito di giudicare a loro volta i cantanti in gara.
Leggo su Il Giornale che i fischi arrivati a Lippi che nella serata di venerdì ha regalato un grande spot al brano patriottico, hanno scatenato le reazioni degli italiani tifosi. Di conseguenza, i tifosi offesi avrebbero iniziato a televotare come pazzi, tanto che per quasi tutta la durata della manifestazione il trio sarebbe stato in testa . Anche le percentuali, non ufficiali, testimonierebbero che Pupo e co. sono davvero andati vicino alla vittoria: 35% per Scanu, 33% per il trio patriottico e il resto per Mengoni.
Sempre su Il Giornale, la giornalista Laura Rio osserva che solo l’ora tarda cui si è arrivati per la proclamazione del vincitore potrebbe aver influito sulla vittoria dell’ex concorrente di “Amici”: probabilmente a mezzanotte e mezza i ragazzini più svegli dei vecchietti nostalgici della monarchia, hanno avuto la meglio e consegnato la vittoria al giovane sardo.
Per allontanare i sospetti di un televoto in qualche modo “tarocco”, dai vertici Rai arriva, tuttavia, una rassicurazione: Il sistema non è andato in tilt, ha funzionato sempre, sono invece cambiati i flussi, aumentati per Scanu e diminuiti per Pupo. Rimane un mistero, tuttavia, come il 50% dei voti assegnati dagli orchestrali abbiano potuto essere ribaltati dal televoto.

Cambiamo testata. Su Il Corriere vengono riportate le perplessità del direttore artistico di Sanremo, Gianmarco Mazzi: È in apparenza il sistema più democratico e giusto, ma nella realtà non lo è. Favorisce determinati artisti che appartengono a determinate zone di Italia. Chi verrà dovrà fare modifiche, si dovrà lavorare a un sistema nuovo. Naturalmente è una sua opinione, condivisibile o meno, ma smentita dalla Rai, come già detto.
D’altro avviso il Codacons che, assieme all’Associazione utenti radiotelevisivi, ha chiesto alla Guardia di Finanza di Sanremo e all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di sequestrare tutti i televoti che hanno determinato i primi tre classificati al festival e verificare le utenze di provenienza per escludere che siano collegate ad agenzie specializzate.

Su La Stampa , si ricorda la polemica che Nino D’angelo, grande escluso e mai ripescato, ha rivolto specialmente contro certi artisti in gara: gli rode, infatti, essere stato eliminato da giovani provenienti dai talent show e da un trio costituito ad hoc per far breccia nel cuore del pubblico televotante. Il cantante napoletano, come ricorda il quotidiano, intervenuto a La vita in diretta, ha criticato il televoto in quanto, secondo lui, se il voto è democratico, allora non si deve pagare. Non ha tutti i torti.

Insomma, come nella migliore tradizione del Festival della Canzone Italiana, le polemiche infuriano e sono destinate a durare a lungo. Visto che sul successo delle ultime due edizioni, condotte da Bonolis e dalla Clerici, non si può dire nulla, ci si attacca al sistema del televoto che già lo scorso anno ha premiato un ex concorrente di “Amici”. Ma mentre lo scorso anno il dito era puntato su Marco carta, pare che quest’anno ciò che rode maggiormente sia il secondo posto di Pupo e del principe: hanno promesso che non canteranno più in televisione la canzone, per la pace di tutti, specie delle nostre orecchie. Ma, visto il successo ottenuto con il televoto, non mi stupirei se qualcuno proponesse di sostituire l’Inno di Mameli con “Italia amore mio” . Anche Lippi e i fan della nazionale di calcio sarebbero d’accordo.

21 febbraio 2010

SANREMO SEMPRE PIÙ FIGLIO DI “AMICI”

Posted in Alessandra Amoroso, Amici, Festival di Sanremo, Maria De Filippi, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , a 4:26 pm di marisamoles


Il 22 febbraio dello scorso anno ho scritto un post in cui esternavo la mia contrarietà nei confronti di una vittoria, quella di Marco Carta, che sembrava pilotata da una serie di fattori prettamente televisivi: il fatto che il cantante, già vincitore di “Amici”, sia stato inserito nella gara dei big, pur senza avere l’esperienza musicale dei tanti artisti che vantavano un curriculum di tutto rispetto, che provenisse da un talent show programmato su una rete “nemica”, Canale 5, che sul palco ci sia stata, guarda caso, la sua madrina, Maria De Filippi, e che la vittoria sia stata sancita dal televoto, in maggior parte appannaggio delle giovanissime. Riflessioni, le mie, sicuramente condivise da tanti che, come me, hanno vissuto gran parte della storia del Festival di Sanremo.
Mentre Marco vinceva, un altro talento di “Amici”, Valerio Scanu, si stava facendo notare, non solo per le doti canore, ma anche per il comportamento non proprio esemplare che stava tenendo nella trasmissione Mediaset. Esattamente quello che era successo a Marco Carta nel suo percorso “scolastico” nel talent di Maria. Ero talmente contrariata da quella vittoria, ma forse intimamente rassegnata nel constatare una inevitabile contaminazione del festival più amato dagli Italiani con i talent show, che avevo concluso il post con questa frase: “Per il prossimo anno mi aspetto qualcuno di loro [i partecipanti ad “Amici”] sul palco dell’Ariston … magari non Valerio, per favore“.

Come dire: le ultime parole famose! Eppure qualcosa è cambiato in questi dodici mesi: si è discusso molto, in questi giorni, e si continua a discutere a giochi conclusi, sul fatto che ormai i nuovi talenti sono quelli che escono dai programmi televisivi (oltre ad “Amici”, anche XFactor, da cui proviene Marco Mengoni, arrivato terzo), e sul potere del televoto da casa che può davvero stravolgere qualsiasi previsione. Mentre lo scorso anno mi indignavo, ora accetto la vittoria di Valerio Scanu perché sono entrata nella nuova logica che governa il mondo della musica: i dischi si vendono sempre meno e le case discografiche investono proprio nei concorrenti talentuosi dei programmi televisivi, seguiti da milioni di spettatori, disposti a spendere dei soldi per mandare gli sms o votare attraverso il telefono fisso per i loro beniamini. Nella rassegnazione più totale a questo dato di fatto, accolgo, quindi, benevolmente la vittoria di Valerio che ha cantato una canzone bellissima, “Per tutte le volte che …”, di cui è autore Pierdavide Carone, attuale concorrente di “Amici 9”. Non nascondo, tuttavia, che questo improvviso favore nei confronti di Valerio, che durante il talent non avevo mai apprezzato, è dovuto anche al fatto che Carone mi piace molto. Se poi aggiungo che la canzone, in un primo momento considerata una noia mortale, mi ha conquistata ascoltando il duetto in cui, sul palco dell’Ariston, si sono esibiti lo Scanu insieme ad Alessandra Amoroso, un’artista che amo molto, ex “amica” di Maria lei stessa, devo dedurre che a favorire la vittoria di Valerio è stata una combinazione di fatti, tutti riconducibili al talent show di Maria De Filippi.

Qualcuno sostiene che il sistema di votazione andrebbe cambiato. Anch’io ritengo che il televoto sia un’arma pericolosa per molti artisti i cui fan non hanno grande confidenza con gli sms, ma è un affare talmente grosso che a nessuno converrebbe abolirlo. Certo è che, facendo i conti, milioni di voti significano anche milioni di euro che in parte vanno ai gestori telefonici e in parte agli organizzatori degli eventi, senza contare che l’Iva va allo Stato.
Nel caso di Valerio, ai voti dei suoi fan vanno aggiunti quelli dei fan di Pierdavide e forse anche quelli dei fan di Alessandra Amoroso. “Amici”, quindi, si è trasformato in una grande famiglia in cui la cooperazione favorisce, a seconda dei casi, l’uno o l’altro componente. Una famiglia in grado di sconfiggere gli avversari a suon di televoti.
Non resta che chiedersi: la canzone di Scanu sarà davvero la più ascoltata tra quelle che hanno partecipato al festival?

VALERIO SCANU VINCE IL FESTIVAL DI SANREMO 2010. IL VIDEO DELLA PREMIAZIONE

Posted in Festival di Sanremo, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , , , , , , a 12:49 am di marisamoles


Un’emozionata Antonella Clerici, dopo aver cercato di sedare gli animi di chi non ha approvato le scelte del pubblico televotante, nomina i tre finalisti che si giocano la vittoria del 60esimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo: Marco Mengoni, Valerio Scanu e il trio formato da Pupo, il prinicipe Emanuele Filiberto ed il tenore Luca Canonici. Contro questi ultimi si sono sollevati i soliti fischi. Eppure, sono stati ripescati e avrebbero potuto essere eliminati ieri.
Ciò che fa rimanere letteralmente esterrefatta la conduttrice è il gesto, mai visto prima nella storia del festival, degli orchestrali che appallottolano gli spartiti (quelli della canzone di Pupo, in particolare, o di tutti e tre i pezzi?) e li buttano all’aria. A gran voce chiedono di far conoscere al pubblico la votazione attribuita alla canzone di Malika Ayane, ma la Clerici, quasi persa e con lo sguardo in cerca di qualche conferma, non sa che rispondere. Però, dice, bisogna rispettare l’esito del televoto perché il pubblico regna sovrano. Allora viene da chiedersi: perché hanno chiesto ai maestri d’orchestra il loro contributo?

A parte il trio suddetto, la finalissima si gioca fra i talenti degli show televisivi di Rai (Mengoni per XFactor) e Mediaset (Scanu per “Amici”). Com’era, del resto prevedibile, dal momento che i loro fan sono avezzi al televoto.
Prima dell’esibizione dei finalisti, alle 23 e 44 viene presentato sul palco dell’Ariston la new entry in Rai, Maurizio Costanzo, che si affretta a dire che anche lui avrebbe preferito Malika Ayane e Cristicchi. Chissà cos’ha pensato Maria! Poi invita a rivolgere un pensiero e un applauso al grande Mike Bongiorno; si associa la Clerici che idealmente abbraccia la moglie Daniela e i figli di Mike.
Costanzo osserva, poi, che i dischi che vendono di più sono quelli che non vincono, quindi non merita prendersela tanto per l’esclusione di chi forse meritava maggiormente la finalissima.

Piccolo talk show di Costanzo, che inevitabilmente allunga i tempi per l’esibizione dei tre finalisti, mentre presumibilmente la loro adrenalina sale a mille. Ma non si poteva, evidentemente, concludere lo spettacolo senza far riferimento ai guai della gente comune, nella fattispecie quelli degli operai della Fiat di Termini Imerese che sta per chiudere. Per carità, è giusto preoccuparsi per le sofferenze di chi non vive di sole canzoni, ma mi chiedo: uno spettacolo leggero e nazionalpopolare come il festival, non poteva rimanere una parentesi lieta fra i mille drammi, piccoli o grandi, che assillano più o meno tutti nella vita quotidiana? Mi sembra un modo per far sentire in colpa chi si sta divertendo spensierato davanti alla Tv; bastava far seguire il festival da una puntata speciale di “Porta a Porta”: Bruno Vespa è sempre molto attento ai drammi sociali. Fosse finita prima la kermesse sanremese, ci sarebbe stato lo spazio anche per lui. Ma forse non sanno come far guadagnare la pagnotta quotidiana al neoacquisto Maurizio Costanzo. Evidentemente il pubblico in sala la pensa come me perché protesta. Dopo l’intervento del ministro Scajola, rientra sul palco la Clerici, piuttosto scocciata, ricordando che si tratta pur sempre del festival di Sanremo; come dire: il palco forse non è quello giusto per i comizi.

A mezzanotte passata iniziano le esibizioni dei tre cantanti. Emozionatissimi i due giovani, specie Valerio. Soddisfatto, nonostante i fischi, Emanuele Filiberto. Forse un velo di disappunto si legge sul volto di Pupo, ma è bene che se ne faccia una ragione: la canzone non è bellissima, sa tanto di già sentito, e poi il testo è spudoratamente una captatio benevolentiae. Sul web si legge qualche commento simpatico del tipo: “I Savoia si son venduti i gioielli di famiglia per comprarsi i call center” (LINK). Ma è un commento di parte … avversa! Pupo assicura che, dopo l’apparizione alle prossime puntate di Domenica In e I Raccomandati, di cui è presentatore oltre al principe, la canzone non la eseguirà più in pubblico. Sarà vero?

Mentre l’adrenalina continua a salire nell’attesa della proclamazione del vincitore, si esibisce la banda dei Carabinieri diretta dal maestro Massimo Martinelli che viene pure intervistato dalla Clerici. Serviva anche questo? Insomma, prima dell’una non finisce.
Una piccola rivincita per Malika Ayane che vince il premio della critica. La cantante sembra felice ugualmente e ringrazia tutti quelli che l’hanno sostenuta, in particolare Caterina Caselli sua produttrice. Sono certa che si rifarà con le vendite dei dischi. Lei è una cantante di classe, forse troppo per vincere un festival nazionalpopolare come quello di Sanremo.

Alle 00:48 finalmente il verdetto: il vincitore del 60esimo Festival di Sanremo è VALERIO SCANU! Emozionato, forse non troppo sorpreso (sa che può contare sulle sue fan -scanine, scanone, irriducibilizie e chi più ne ha più ne metta), riesce a cantare nuovamente il pezzo firmato dall’attuale “amico di Maria” Pierdavide Carone che, a questo punto, credo sia rimbecillito del tutto (leggi QUA).
Vittoria meritata? Sicuramente le polemiche non mancheranno: sono iniziate già prima del festival, continueranno per chissà quanto tempo. In questi casi è normale che non tutti siano soddisfatti, ma, come dice la Clerici, il pubblico regna sovrano.

20 febbraio 2010

AMICI 9. PIERDAVIDE A MARIA: “QUANDO MI NOMINANO DIVENTO STUPIDO”

Posted in Amici, Festival di Sanremo, Maria De Filippi, spettacolo, televisione, Valerio Scanu tagged , , , , , a 7:07 pm di marisamoles

Nella puntata di questo pomeriggio non poteva mancare il riferimento alla serata sanremese e a Valerio Scanu. La De Filippi, a inizio puntata, legge un cartellone su cui una fan di Valerio e Pierdavide ha scritto: “Antonella Clerici, te lo spieghiamo noi insieme a Vale e Pier come si fa l’amore nei laghi”. Durante la seconda serata, infatti, la presentatrice aveva chiesto a Valerio come si possa fare l’amore nei laghi. Domanda cui il cantante ha risposto con un sorriso, com’è nel suo stile.

Sono state mosse molte critiche al testo della canzone “Per tutte le volte che”, scritta da Carone per lo Scanu. In particolare la Clerici ha sottolineato il passaggio in cui si dice “noi coperti sotto il mare a far l’amore in tutti/i modi, in tutti i luoghi in tutti i laghi in tutto/il mondo l’universo che ci insegue ma ormai siamo irraggiungibili”. Va be’, adesso non cerchiamo il pelo nell’uovo: si sa che i testi delle canzoni sono spesso senza senso. E poi, non è difficile capire che si tratta di un’espressione iperbolica, quasi un climax ascendente, se proprio vogliamo fare un’analisi stilistica puntuale.
Comunque Maria sembrava divertita nel leggere il cartello e nel constatare che chi lo reggeva era una ragazza di quindici/sedici anni, quindi forse non troppo esperta nell’ars amandi. Ha, infatti, osservato, rivolta alla ragazza che reggeva la scritta: “Pensavo che tu sapessi come si faceva ed ero curiosa di saperlo anch’io”. Forse voleva sperimentarlo anche lei con Maurizio.

Quando poi la De Filippi ha interpellato Pierdavide, chiedendogli perché durante l’esibizione di Valerio, mentre gli altri erano agitati ed emozionati, se ne stava là, fermo, quasi inespressivo e paonazzo in volto, lui ha risposto che non pensava che, nel presentare la canzone di Valerio, facessero il nome e il cognome dell’autore, cioé il suo. Poi ha aggiunto: “Non mi rendo ancora conto. Quando mi nominano divento stupido.”
Che dire? Qualcuno potrebbe osservare che stupido lo è davvero. A me sembra, invece, che sia tenerissimo, un’anima candida. Almeno quando non deve elaborare strategie per la nomination degli avversari.

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