13 luglio 2011

BEPPINO ENGLARO: INCOSTITUZIONALE LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO

Posted in Eluana Englaro, Legge, testamento biologico tagged , , , , , , , a 12:19 pm di marisamoles

Ho dedicato al caso Englaro numerose pagine in questo blog. Nelle discussioni con i lettori ho sempre difeso l’operato del padre di Eluana in quanto, a mio parere, dovrebbe essere sempre garantita la libertà di scelta individuale, anche in casi delicati e a maggior ragione quando si tratta della vita e della morte di un proprio caro. Ho difeso Beppino da quanti l’hanno accusato di “omicidio”, l’hanno insultato e chiamato “assassino”. L’ho fatto non perché condividessi la sua scelta ma perché ritenevo che, avendo la Legge dalla sua parte, nessuno potesse e dovesse giudicarlo. Come si fa, in piena coscienza, a sostenere che abbia fatto male o bene? Ha fatto ciò che si è sentito di fare e chi più di un padre può scegliere in una situazione così drammatica? Chi meglio di un padre può decidere, con il cervello prima ancora che con il cuore, quale sia la scelta giusta?

Il fatto più pietoso, secondo me, è stato il tentativo del governo di far approvare un decreto ad hoc per evitare la morte di Eluana, ripristinando l’alimentazione e l’idratazione forzate che le erano state sospese. In quella occasione il Presidente della Repubblica Napolitano si era opposto, energicamente: non aveva voluto firmare. Un coro di voci di dissenso si erano levate da parte dei vari movimenti per la vita e associazioni cattoliche. Una delle poche volte in cui il comportamento di Napolitano è stato così aspramente criticato.

Il “sacrificio” di Eluana, così com’è stato impropriamente definito, doveva servire da monito: c’era chi gridava a gran voce la necessità di un Testamento Biologico per “salvare” altre vite (il caso Englaro, infatti, ha pur sempre creato un precedente) e chi, al contrario, rivendicava il diritto di scegliere per coloro non sono in grado di farlo in prima persona ma che hanno inequivocabilmente espresso una volontà in proposito mentre erano in piena coscienza.

Ora una proposta di legge c’è ed è proprio quella che ci si aspettava. Una legge che riguarda il fine vita e che esclude la possibilità di sospendere l’alimentazione e l’idratazione forzate.
Così recita la DAT (Dichiarazione anticipata di trattamento che rappresenta il cuore del ddl) a tale proposito:

Alimentazione e idratazione – che “non possono formare oggetto di Dat” – “devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente in fase terminale i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo”.

Immediata la reazione di Beppino Englaro:

«E’ un disegno di legge “incostituzionale” che va “contro i principi di diritto”. Così Beppino Englaro nella conferenza stampa indetta da Ignazio Marino, e alla presenza di Mina Welby, sul testamento biologico. Il ddl “va nella direzione opposta di quella in cui dovrebbe andare, secondo i principi di diritto della nostra Costituzione. Principi che – sottolinea Englaro – sono emersi chiaramente nella sentenza del 16 ottobre del 2007 della Corte Suprema di Cassazione. L’autodeterminazione terapeutica – continua – non può incontrare un limite anche se ne consegue la morte, che non ha niente a che vedere con l’eutanasia. Nessuno, né lo Stato né un medico può disporre della salute di un cittadino. Le libertà fondamentali delle persone non possono essere messe in discussione da una legge. Questo è chiaro… Più anticostituzionale di così si muore…”.

Englaro ribadisce che occorre andare “fino in fondo”, “informare”. “Un’opinione ben informata è una ‘Corte Suprema’ per chi legifera. Oggi il clima culturale è diverso. Loro (riferendosi al governo e alla maggioranza, ndr) devono rendersi conto che i cittadini non sono dei minorati, si sanno tutelare da loro, non hanno bisogno di essere tutelati da leggi non costituzionali”.» (LINK)

So che, come è già successo trattando il caso di Eluana, sarò fraintesa (tanto per evitare equivoci, come l’altra volta: non sono Radicale!) e criticata, ma non posso che dare ragione a Beppino. Il che, tuttavia, non significa che al suo posto avrei fatto la stessa scelta. Ci sono situazioni in cui un genitore non vorrebbe mai trovarsi. Per questo ho ammirato il coraggio di Englaro che dalla sua aveva anche la Legge degli Uomini. Per quella divina farà poi i conti lui con la propria coscienza.

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9 febbraio 2010

RICORDANDO ELUANA: LE PAROLE DI BEPPINO ENGLARO E DI BERLUSCONI

Posted in Eluana Englaro, Legge, testamento biologico tagged , , , , , , a 5:00 pm di marisamoles


Nel primo anniversario della morte di Eluana Englaro, il padre Beppino, che per anni si è battuto per “liberare” la figlia dalla prigionia di un corpo immobile e insensibile agli stimoli esterni, ha scritto una lettera al direttore di Repubblica. Per lui un anno fa è finito un incubo e dalle sue parole traspare una certa incredulità nel constatare che qualcuno oggi grida “mai più Eluane”. Per Beppino la situazione deve essere capovolta: nessuno deve avere il potere di disporre di un’altra vita com’è avvenuto per Eluana. Il miglior modo di tutelare la vita in tutte le situazioni è affidarne le decisioni a chi la vive. Sia a chi è in condizioni di intendere e volere, sia a chi non è più capace, ma ha spiegato che cosa avrebbe voluto per sé.
Ricordando le parole della figlia: “La morte l’accetto, fa parte della vita, ma che altri mi possano ridurre a una condizione di non-morte e di non-vita, no, questo non l’accetto”, s’interroga su quali possibilità abbia oggi chi non accetta la “non-vita” e arriva a rispondere che non c’è ancora alcuna possibilità, nonostante lo zelo con il quale il Parlamento aveva tentato di impedire, con un decreto urgente, l’esecuzione di una regolare sentenza della Cassazione, in altre parole, che Eluana morisse. Non risparmia le critiche ai politici, Beppino. Secondo lui non hanno capito nulla: i politici ne fanno una questione di conflitto di poteri, di chi decide che cosa. Dimenticano che la corte costituzionale s’è già espressa, avallando l’operato della magistratura di fronte a un cittadino che s’era rivolto a loro per il riconoscimento di un suo diritto. E se questi politici leggono bene la sentenza del 16 ottobre 2007, capiscono che è perfettamente allineata ai principi della nostra Costituzione. Per superare questo empasse, il mondo politico ha bisogno di una presa di coscienza su un tema, quello della fine-vita, che è urgente. Il signor Englaro osserva che Se i politici vogliono riappropriarsi, come del resto a loro spetta, del diritto “dell’ultima parola” su temi eticamente controversi, devono tenere conto di quello che è accaduto sinora.

La morte di Eluana non ha cancellato l’affetto paterno, come qualcuno sarebbe portato a credere. L’opinione di molti, infatti, un anno fa era che quel padre non poteva amare la figlia, altrimenti non l’avrebbe fatta morire. Ma l’opinione e i sentimenti di Englaro sono altri: Un anno dopo la morte di Eluana, io voglio semplicemente separare la tragedia privata di aver perso una figlia dalla violenza terapeutica. Non credo che la medicina giusta sia quella che offre una “vita senza limiti”. Eluana un anno dopo è come un anno fa, o diciotto anni fa: un simbolo pulito della libertà individuale. Ed è nel mio cuore costantemente.

Nello stesso giorno in cui ricorre il primo anniversario della scomparsa della giovane, un’altra lettera viene pubblicata da Repubblica: quella di Silvio Berlusconi, indirizzata alle suore di Lecco che per molti anni hanno accudito Eluana. Nel ringraziare le religiose per l’assistenza che esse quotidianamente offrono a chi soffre, ricorda Eluana e si rammarica per non aver potuto impedire la sua morte. Vorrei soprattutto ringraziare tutte voi per la discreta e tenace testimonianza di bene e di amore che avete dato in questi anni i gesti di cura che avete avuto per Eluana e per tutte le persone che assistete lontano dai riflettori e dal clamore, scrive il premier. Non a caso le sue parole sono perfettamente in linea con l’editoriale di Marco Tarquinio su L’Avvenire :
Amare la vita umana, difenderla, sostenerla e – comunque e sempre – accoglierla e rispettarla è la cosa più semplice di questo mondo. E viene naturale. È naturale e umano proteggere chi è piccolo e fragile, aiutare chi è in pericolo, consolare chi soffre. È naturale e umano dar da mangiare e da bere a chi non può provvedere da solo. Innaturale e terribile è invece l’idea di negare, in qualunque modo, la vita di chiunque o anche solo di abbandonarla nella debolezza, nell’estrema dipendenza, nella difficoltà. Innaturale e terribile è anche solo pensare di lasciar andare alla deriva una persona totalmente disabile.

Punti di vista differenti. In questo caso, non importa scegliere da che parte stare. Per Eluana non ha più importanza. Per altri, però, potrebbe averne: quanto tempo si dovrà attendere per una giusta legge sulla fine-vita?

LEGGI ANCHE L’ARTICOLO CORRELATO: LINK

16 aprile 2009

PROTOCOLLO RISPETTATO PER LA MORTE DI ELUANA ENGLARO

Posted in Cassazione, cronaca, Eluana Englaro, intervista TG3, Legge, testamento biologico tagged , , , , , , , , , a 4:10 pm di marisamoles

La perizia medico-legale, riguardante gli accertamenti sulle modalità con cui si è proceduto alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana, depositata alla Procura di Udine , non contiene né sorprese né novità di rilievo: la giovane donna, morta a Udine il 9 febbraio 2009 dopo aver vissuto per diciassette anni in uno stato di coma persistente, è stata accompagnata alla fine dei suoi giorni in modo regolare. In altre parole, il protocollo che il padre, Bebbino Englaro, aveva elaborato attraverso i suoi legali, avvocati Vittorio Angiolini e Giuseppe Campeis, è stato rigorosamente seguito dall’equipe medica, diretta dl professor Amato De Monte, che ha assistito fino all’ultimo la giovane ricoverata presso la casa di riposo “La quiete” di Udine.

Vale la pena ricordare che il comportamento professionale di De Monte era stato fin da subito oggetto d’indagine da parte dell’Ordine di Medici di Udine che, tuttavia, non aveva rilevato alcuna scorrettezza. In seguito, sempre il professor De Monte, la sua equipe e lo stesso Beppino Englaro erano stati indagati – e lo sono tuttora, in quanto le indagini non sono concluse – dalla Procura del capoluogo friulano per “omicidio volontario”. Ciò, a detta della Procura stessa, si configurerebbe come atto dovuto a seguito dei numerosi esposti giunti al magistrato competente da parte di singoli cittadini o associazioni che hanno interpretato il gesto dell’Englaro, quello di procurare la morte alla figlia in stato vegetativo, come un vero e proprio omicidio. Tutto ciò, nonostante la Corte d’Appello di Milano, in seguito alla sentenza della Corte di Cassazione depositata nell’ottobre 2008, abbia dato piena facoltà al papà di Eluana di procedere alla sospensione dell’alimentazione e idratazione alla giovane figlia.

La controrisposta di Englaro è stata la minaccia di querele nei confronti di quanti l’hanno ingiuriato attraverso tutti i mezzi informativi, web compreso. Una sorta di civil action, come l’hanno chiamata i legali della famiglia, sul modello americano che, se dovesse andare a buon fine, frutterebbe un bel po’ di milioni di euro da utilizzare per l’associazione “Per Eluana”, nel frattempo fondata da Beppino, e per finanziare la battaglia sul testamento biologico. Viste le proposte fatte a questo riguardo dal Parlamento, che escluderebbe la possibilità di interrompere la nutrizione al malato grave, la battaglia in effetti si prospetta alquanto dura.

Tornando alla perizia medico-legale, affidata dal procuratore di Udine Antonio Biancardi al dottor Gastone Zanette, ricercatore di Anestesiologia e Rianimazione dell’università di Padova e al professor Enrico Facco, essa non mette in dubbio la regolarità delle procedure attuate dall’equipe di De Monte ed esclude che la morte di Eluana sia stata in qualche modo accelerata. D’altra parte, le condizioni della giovane erano peggiorate già nella giornata di domenica 8 febbraio, lo stesso giorno in cui al suo capezzale era stata ammessa la giornalista del TG3 del Friuli Venezia – Giulia, Marinella Chirico, che aveva testimoniato quanto fossero penose le condizioni della paziente ormai in fin di vita.
Nella perizia si legge, inoltre, che la “somministrazione degli attuali farmaci sedativi non può essere ritenuta causa o concausa della incapacità di alimentazione naturale di Eluana Englaro”, come sostenuto in alcuni esposti. Al contrario, il trattamento farmacologico “rientra nei compiti del personale che assiste la paziente durante l’attuazione del processo di interruzione”. È stata, inoltre, fatta una prova sulla capacità di Eluana di deglutire, somministrando alla giovane mezzo cucchiaino di acqua naturale; la reazione, un forte accesso di tosse, ha confermato che la ragazza non era in grado di alimentarsi in modo naturale cosa che, tra l’altro, avrebbe evitato l’utilizzo del sondino nasogastrico.

Ogni dubbio, dunque, è stato fugato: la perizia scagiona De Monte poiché, come si legge nel documento, «non esiste alcun elemento che possa dare adito a dubbi relativi a ipotetiche inottemperanze nella condotta del personale che ha assistito Eluana Englaro negli ultimi giorni della vita, che si è spenta in modo silenzioso e senza apparenti segni di sofferenza».

Un capitolo chiuso, per ora. Rimane da attendere i risultati della lunga e minuziosa indagine che la Procura di Udine sta effettuando su Englaro e l’equipe medica, indagine che potrebbe concludersi con l’archiviazione del caso, visti anche gli esiti della perizia medico – legale. Almeno, questa è la speranza che personalmente nutro perché, qualunque sia il giudizio che su Englaro ognuno di noi possa avere, rimane il fatto che sia un uomo che ha sofferto e continua a soffrire e, soprattutto, dalla Legge ha sempre qualcosa da aspettarsi, visti gli anni di iter legale già passati per “rendere giustizia” alla sua Eluana.

[fonte principale: messaggeroveneto.it, articolo non firmato del 16 aprile 2009]

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