22 marzo 2011

ROSY BINDI, LA PROMESSA SPOSA CHE NON SI E’ FATTA PRENDERE

Posted in politica, Satyricon tagged , a 7:06 pm di marisamoles

Rosy Bindi si mette a nudo – si fa per dire, per fortuna – e confessa di aver avuto, in gioventù due o tre fidanzati, uno dei quali, con degli splendidi occhi blu, piaceva anche a sua nonna. Ah, però.

Il presidente del partito democratico si racconta ad A dopo che per una intera vita ha fatto di tutto per tenere nascosto il proprio lato privato, facendo un’eccezione per il settimanale diretto da Maria Latella. Alla domanda: “Mai avuto delusioni?” Bindi, che ha da poco compiuto sessant’anni, risponde: “Eh no, manco per idea, e che, mi faccio lasciare, io? Piuttosto non mi faccio prendere… Un amore non corrisposto non l’ho mai preso in considerazione”.

Leggendo questo stalcio di “confessione” pubblicato su Il Giornale, mi è venuto in mente l’episodio del Promessi Sposi (siamo all’VIII capitolo) in cui Agnese, madre di Lucia, cerca di trattenere la Perpetua di don Abbondio, permettendo a Renzo e Lucia di introdursi, insieme a due testimoni, nella casa del curato per il “matrimonio a sorpresa”.

[…] venne avanti anche Agnese, e salutò Perpetua per nome.
– Buona sera, Agnese, – disse Perpetua: – di dove si viene, a quest’ora?
– Vengo da… – e nominò un paesetto vicino. – E se sapeste… – continuò: – mi son fermata di più, appunto in grazia vostra.
– Oh perché? – domandò Perpetua; e voltandosi a’ due fratelli, – entrate, – disse, – che vengo anch’io.
– Perché, – rispose Agnese, – una donna di quelle che non sanno le cose, e voglion parlare… credereste? s’ostinava a dire che voi non vi siete maritata con Beppe Suolavecchia, né con Anselmo Lunghigna, perché non v’hanno voluta. Io sostenevo che siete stata voi che gli avete rifiutati, l’uno e l’altro
– Sicuro. Oh la bugiarda! la bugiardona! Chi è costei?
– Non me lo domandate, che non mi piace metter male.
– Me lo direte, me l’avete a dire: oh la bugiarda!
– Basta… ma non potete credere quanto mi sia dispiaciuto di non saper bene tutta la storia, per confonder colei.
Guardate se si può inventare, a questo modo! – esclamò di nuovo Perpetua; e riprese subito: – in quanto a Beppe, tutti sanno, e hanno potuto vedere… Ehi, Tonio! accostate l’uscio, e salite pure, che vengo -. Tonio, di dentro, rispose di sì; e Perpetua continuò la sua narrazione appassionata.
[…]

Chissà, forse i fidanzati della Bindi si chiamavano Beppe e Anselmo …

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19 febbraio 2011

VOCE DEL VERBO BRIFFARE: DA MILANO A SANREMO, MINETTI DOCET E CANALIS DI(S)CIT

Posted in Festival di Sanremo, Satyricon, spettacolo, televisione, vip tagged , , , , , , , , , , , , , , , , a 5:49 pm di marisamoles


La lingua italiana è in continua evoluzione, si sa. Lo è da quel lontano 1861, giusto per restare in tema, quando pare che Massimo D’Azeglio abbia detto: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli Italiani” e la questione della lingua non era affatto un dettaglio insignificante. Fatta l’Italia, era necessario creare anche una lingua comune.

Poi nel tempo si presentò il pericolo delle invasioni barbariche a livello linguistico: in questo caso, gli Inglesi l’hanno fatta da padroni. Ma, a onor del vero, sono stati gli Italiani a saccheggiarli, non viceversa.
Nel nostro idioma i prestiti linguistici e i calchi semantici sono il risultato di questo saccheggio che, tuttavia, non ha causato danni a terzi, solo a noi stessi e alla dignità linguistica di un idioma che deriva, per la maggior parte, dalla lingua dei nostri avi: il Latino. Che ci piaccia o no, siamo eredi degli antichi Romani, anche se poi la diffusione del Latino volgare ha dato luogo a delle differenziazioni linguistiche evidenti nelle variegate parlate regionali. Tra tutte queste, poi, grazie alle cosiddette tre corone fiorentine, Dante-Petrarca-Boccaccio, il posto d’onore l’ha avuto il Toscano. Quindi, che ci piaccia o no, tutti parliamo toscano, anzi fiorentino. E se c’è qualcuno che arriccia il naso, se ne deve fare una ragione visto che anche Alessandro Manzoni, lombardissimo, scontento della lingua usata nella prima stesura del suo romanzo, I Promessi Sposi, se n’è andato umilmente a sciacquare i panni in Arno. Non a caso, proprio al noto romanziere, nominato senatore del neonato Regno d’Italia, fu affidato l’incarico di suggerire una soluzione possibile alla questione della lingua.

Tutto questo preambolo era doveroso, essendo tutto il popolo italiano, in questo periodo, immerso nelle celebrazioni dei 150 anni dall’unificazione dell’Italia. E anche questo lo dobbiamo accettare, che ci piaccia o no. Se poi anche il festival più famoso della nostra amata patria, quello di Sanremo, ha dedicato un’intera serata all’evento che tanto fa discutere i nostri politici – , festa sì festa no -, allora di un minimo di riferimenti storici, secondo il mio parere, non si può proprio fare a meno.

Sanremo, poi, c’entra in questa mia riflessione sulla lingua. Perchè? Perché Elisabetta Canalis, l’italiana più invidiata dalle italiane per aver imbrigliato il bel George Clooney, oggi in conferenza stampa, a proposito dell’intervista all’attore americano Robert De Niro, se n’è uscita con questa frase: «Io sono soddisatta di come è andata. E, comunque, sull’intervista a De Niro, con Gianni non ci siamo mai briffati». Ma che vo’ dì? Vi chiederete. Trattasi di un neologismo lanciato nel mondo dei vip, e ormai tristemente calato anche in quello dei nip, dalla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti, balzata all’onore delle cronache, si fa per dire, nell’ambito del caso Ruby.

Il verbo briffare, così usato ed abusato dalla Minetti, almeno stando alle intercettazioni pubblicate, deriva dall’inglese briefing che significa “colloquio per dare disposizioni”. Quindi l’Elisabetta nazionale, supercriticata per l’inglese non brillante ostentato durante l’intervista a De Niro, nonostante la relazione con il bel Clooney (ma evidentemente lui, vivendo spesso sul lago di Como, conosce meglio l’italiano di quanto la sua ragazza conosca l’inglese, quindi avrà rinunciato ad insegnarglielo e useranno il nostro idioma per comunicare), dichiarandosi soddisfatta, voleva forse dire che era andata meglio di quanto si potesse sperare, dato che lei e Gianni non si erano nemmeno consultati, ovvero lui non l’aveva convocata ad un colloquio per darle istruzioni. Perché, ci sarebbe andata? Visto che non era presente nemmeno alla conferenza stampa in occasione della presentazione del festival, avrei i miei dubbi.

Insomma, una volta la Milano-Sanremo era una gara ciclistica. Ora è la strada che percorrono i neologismi per passare dalla bocca di una belloccia a quella di una bellissima. O no?

[foto by Vanity Fair.it]

13 dicembre 2010

PADOVA: NETTURBINI TROPPO SOLERTI RIMUOVONO OPERA D’ARTE

Posted in arte, Satyricon tagged , , , , , a 6:07 pm di marisamoles

Le immagini di una Napoli semicoperta dall’immondizia sono, purtroppo, cosa nota. C’è da chiedersi come mai nelle nostre città le aziende municipali o private non lasciano i rifiuti sulle strade e diligentemente svuotano i cassonetti, mentre a Napoli no.

Certo che a Padova i netturbini sono anche troppo solerti: loro la spazzatura non la lasciano per strada o sui marciapiedi, svuotano i cassonetti e si prodigano per far sì che l’immondizia e i rifiuti, specie se particolarmente voluminosi, non rimangano ben in vista, a deturpare il paesaggio e ad ostacolare il transito dei cittadini. Non si lamentano nemmeno, evidentemente, se qualche incivile abbandona sul pubblico suolo rifiuti ingombranti, quelli che in teoria sarebbero da portare nelle piazzole ecologiche, sempre a voler essere civili.

I netturbini di Padova sono dei gran lavoratori ma non sono, tuttavia, particolarmente sensibili nei confronti delle opere d’arte. Anche se siamo d’accordo sul fatto che c’è arte e arte, e che qualche opera artistica pare proprio robaccia, degna dell’inceneritore. E così, ignorando che in questi giorni in città, in occasione della rassegna «Artisti al Muro», erano state installate opere d’arte a cielo aperto, gli incauti operatori hanno caricato sul camion e mandato all’inceneritore un’opera dell’artista Isabella Facco, Legg-io.

Al danno, però, è stato posto rimedio: una copia di Legg-io è stata subito riportata in via Zabarella, da dove era stata rimossa. Onde evitare altre rimozioni, l’opera è stata posizionata ad alcuni centimetri di altezza da terra e, accanto ad essa, è stata anche installata una targhetta (più visibile della prima) che «certifica» che si tratta di un’opera d’arte.

Ah, questi artisti incompresi! Meno male che non era un esemplare unico. 🙂

[notizia e foto da Il Corriere]

21 novembre 2010

CARFAGNA VS MUSSOLINI : INSULTI FRA VAJASSE

Posted in donne, politica, Satyricon tagged , , , , , , , , , , a 8:55 pm di marisamoles

Un bell’esempio di civiltà e di solidarietà femminile, non c’è che dire. Sto parlando degli scambi di opinione che hanno vivacizzato il clima domenicale, un po’ uggioso in verità, fra il ministro delle Pari Opportunità, prossima alle dimissioni, Mara Carfagna, e l’onorevole (di nome ma ben poco di fatto) Alessandra Mussolini.

Come si sa, il ministro Carfagna in questi giorni è nell’occhio del ciclone a causa delle accuse che le sono state rivolte, dal suo stesso partito, in merito alla gestione dell’emergenza rifiuti in Campania. Poco gradite, effettivamente, tanto da portarla ad una decisione estrema: dopo il voto di fiducia del 14 dicembre, si dimetterà. Lascerà la carica di ministro, il Pdl grazie al quale ha ottenuto l’incarico, suscitando non poche polemiche vista l’amicizia con Berlusconi, e il parlamento. Si dedicherà solo ed esclusivamente alla sua Campania.

Fin qui, nulla da eccepire. Tuttavia, nonostante l’amore dimostrato per la sua terra, pare non apprezzare particolarmente le sue conterranee. Nell’intervista al Mattino in cui parla delle sue prossime dimissioni, il ministro ha ricordato la foto che la Mussolini le ha scattato in aula alla Camera mentre parlava con Italo Bocchino. «Quello è stato un atto di cattivissimo gusto che non merita commenti ma che si addice alla persona che l’ha commesso», ha detto Carfagna, «a Napoli le chiamano vajasse…».

A me questo insulto fa ridere. Ricordo che quand’ero ragazzina mio padre, napoletano, mi riprendeva se usavo un linguaggio non troppo consono all’ambiente familiare: mi diceva vassaiola (si pronuncia vasciaiola). Io, onestamente, non avevo ben chiaro cosa significasse né ho mai chiesto delucidazioni a mio padre. Sapevo che non era certamente un apprezzamento e che il termine poteva equivalere a “popolana“.

Credo che il paterno insulto vassaiola e il vajassa della Carfagna siano quasi sinonimi. In effetti, dopo un consulto telefonico con mio papà, ho appreso che con il termine vassaiola s’intende, letteralmente, una donna che vive nei bassi di Napoli, alloggi situati al piano terra. Quindi è sinonimo di “popolana”, “donna incolta”. Poi, pare che per alcuni possa assumere un significato ben più offensivo, tipo «prostituta».
Vajassa indica, invece, una donna umile, ridotta a condizione servile: una “serva“, insomma. Diciamo, quindi, che l’appellativo usato dalla Carfagna non è dei più consoni all’ambiente.

La replica della Mussolini non si è fatta attendere: secondo lei, una che insulta in questo modo non è degna di ricoprire un alto incarico di governo. È gravissimo che il ministro Carfagna rivolga a mezzo stampa gratuiti e volgari insulti a una donna parlamentare, tuona la Mussolini ma avverte la “collega”: appena ti vedo, ti insulto.

Bene. Non si può dire che il ministro Carfagna abbia lavorato invano nell’ambito delle pari opportunita: le donne che stanno al parlamento e al governo sono proprio pari agli uomini: si scambiano gli insulti.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 22 NOVEMBRE 2010

Della foto incriminata, quella che la Mussolini ha scattato con il cellulare alla Carfagna, gridando “Vergogna!”, sul web non c’è traccia. Il clima politico è particolarmente teso in questo periodo alla Camera, quindi è legittimo, diciamo così, che si accusi il ministro delle Pari Opportunità di flirtare con il “nemico”. Ma la foto, qualunque sia, è innocente. C’è pure un precedente (lo vedete nella foto sopra): è successo nel 2008 e nessuno ha avuto da ridire.

Alessandra, Alessandra, va be’ che hai ancora il dente avvelenato per il presunto video osé (di cui, tra l’altro, non si è saputo più nulla ma è certo che si trattasse di una bufala) che ti avrebbe colta in atteggiamento inequivocabile con Roberto Fiore, ma vendicarti così con un’innocente … E poi, la foto della Carfagna con Bocchino l’hai scattata alla Camera dei Deputati, mica in …. camera da letto!

29 ottobre 2010

BERLUSCONI, UOMO DI CUORE: “AIUTO CHI HA BISOGNO”

Posted in Satyricon, Silvio Berlusconi tagged , a 4:43 pm di marisamoles


Finalmente abbiamo scoperto perché Silvio Berlusconi non intende accogliere la richiesta della moglie, Veronica Lario, di un assegno di mantenimento da 3 milioni e mezzo di euro al mese. La signora Berlusconi, infatti, non si trova in uno stato di indigenza, quindi non ha affatto bisogno di quell’assegno.

Berlusconi si è definito uomo di cuore e ha dichiarato di aiutare chi ha bisogno (in riferimento all’ormai famoso caso-Ruby).
Di aiutare la Lario non se ne parla proprio.

DISOCCUPATI D’ITALIA, CHE ASPETTATE? FATEVI AVANTI, NO! Sapete quanto ci campate con l’assegnino mensile della moglie? Hai visto mai che Silvio, pur di fare un dispetto a Veronica, vi dia una mano. Lui ha un cuore grande così, che manco Heidi ce l’ha.

11 ottobre 2010

PARLIAMO DI COSE SERIE: L’OPERAZIONE ALLA MANO DI BERLUSCONI

Posted in Satyricon, Silvio Berlusconi tagged a 7:17 pm di marisamoles

In questi giorni di lutto – pubblico e privato – finalmente una buona notizia: l’intervento alla mano cui si è sottoposto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è perfettamente riuscito.
Lo hanno confermato il suo medico curante, il dottor Alberto Zangrillo, e il dottor Alberto Lazzerini, il chirurgo che lo ha operato. «Penso che dovrà riposare fino a domenica – ha spiegato Zangrillo – un po’ per la riabilitazione, un po’ perché voglio ricordare che non ha fatto un giorno di vacanza. Per questo, per una settimana, non avrà impegni pubblici».

La mano, per la cronaca, è la sinistra. Stamattina, prima di recarsi a Rozzano per l’operazione, il premier era presente a Ciampino ad accogliere le salme dei quattro alpini morti in Afghanistan. I testimoni dicono che, nella sala vip, Fini abbia stretto la mano a Berlusconi. C’è mancato poco che non gli dovessero operare anche quella!

Ma sette giorni per una mano, la sinistra per giunta, non saranno troppi? Stai a vedere che Brunetta gli manda il medico fiscale!

[fonte: Il Messaggero]

1 ottobre 2010

A PROPOSITO DI AUTO BLU E … CRAVATTE VERDI

Posted in Friuli Venzia-Giulia, politica, Satyricon tagged , , , , a 10:29 pm di marisamoles

L’ex Presidente del Consiglio Regionale del Friuli – Venezia Giulia, Eduard Ballaman, Lega Nord, dimessosi il 9 settembre scorso causa uso improprio dell’auto blu, dovrà rispondere all’accusa di aver causato un danno erariale, presunto, per complessivi 28.085,05 euro.
Nei prossimi giorni gli verrà notificato l’invito a dedurre e avrà trenta giorni di tempo per rispondere.

L’ex presidente ha avuto a sua disposizione, fino al primo aprile 2010, quando ha deciso di farne a meno, due modelli di auto blu: da maggio a dicembre 2008 una Lancia Thesis e da gennaio 2009 a marzo 2010 un’Audi A6. Ogni giorno una macchina era pronta davanti a casa del presidente del Consiglio, Pordenone centro, per accompagnarlo ovunque desiderasse, riportandolo a casa la sera. Leggendo sul quotidiano Il Messaggero Veneto quali sono state le occasioni in cui l’utilizzo dell’auto blu sarebbe stato illecito, penso a quali giustificazioni potrà mai dare nell’accogliere l’invito a dedurrene deduco che sarà un’impresa assai ardua.

Iniziamo dagli spostamenti per raggiungere la casa della sua fidanzata, ormai moglie: lui a Pordenone, ma in realtà in giro per la regione ogni giorno, specie per recarsi nel capoluogo, Trieste, lei in provincia di Venezia: un’ora di macchina dall’abitazione del Ballaman. Delle gite bisettimanali, almeno, e ben più frequenti nel periodo a ridosso del matrimonio, celebrato nel novembre 2009.
A proposito delle nozze, quale mai avrebbe potuto essere la persona più ambita in veste di celebrante se non il senatur Umberto Bossi? Ecco, quindi, che la coppia, Ballaman e fidanzata, si fa accompagnare da lui a Milano in auto blu. Soldi dei contribuenti spesi male, ‘sta volta: Bossi declina l’invito, viaggio a vuoto.

A proposito di viaggio, che dire di quello di nozze? L’hanno fatto in aereo ma partendo da Malpensa. E all’aeroporto milanese ci sono andati in treno o in pullman? Certo che no! Be’, se c’è l’auto blu … Andata e ritorno, ovviamente, per non parlare di altri viaggetti romantici, anche se l’aeroporto era più vicino: il Marco Polo di Venezia.

Ma il viaggio per cui la disponibilità dell’auto blu è stata assolutamente indispensabile, perché forse dovuto ad una vera e propria urgenza, è stato quello compiuto a Campoformido, provincia di Udine, per accompagnare la fidanzata dal … dentista. Ahia, il mal di denti doveva essere davvero terribile. Avesse avuto a disposizione l’elicottero del 118, Ballaman avrebbe usato quello.

Nel dossier, non anonimo e proveniente da fonte affidabile, sono descritti ben settanta spostamenti, alcuni dei quali comprovati dalle ricevute del Telepass, in auto blu per motivi privati, compresi vari viaggetti per seguire i comizi della Lega Nord su e giù, anzi in lungo e in largo, per la Padania.

Che dire? Non so cosa dedurrà il Ballaman, io ne deduco che noi contribuenti abbiamo speso un bel po’ di soldi per la felicità della coppia di fidanzati e poi sposi. Viva gli sposi, allora! Con dei begli addobbi di rose bianche l’auto blu sarà stata bellissima.

[foto by euroregionenews]

12 settembre 2010

IL SOLE DI SETTEMBRE SCOTTA ANCORA … SPECIE QUELLO DELLE ALPI

Posted in attualità, politica, Renato Brunetta, Satyricon, televisione tagged , , , , , , , , , a 6:25 pm di marisamoles

«Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa». Così Renato Brunetta oggi [11 settembre, NdR] su Il Giornale. (da Il Messaggero.it )

Si legge sul quotidiano La Padania: «In molti hanno spiegato che ‘I Cesaroni’ hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po’ le storie di tutti. Ma da qui a dire che ‘I Cesaroni’ sono lo specchio degli italiani ce ne corre. […] tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti».
Replica Claudio Amendola, protagonista della fiction I Cesaroni: «Questo attacco della Padania ai Cesaroni non mi tocca minimamente. Non mi sento neanche offeso. Mi sembra un attacco pretestuoso, ma a dir la verità da loro non mi aspettavo niente di diverso» […] Sia a livello di contenuti che a livello linguistico abbiamo avuto sempre un riscontro positivo nelle persone: da Trento, a Milano, fino alla Sicilia». (tratto da Il Messaggero)

Sì, il sole di settembre scotta ancora. Si consiglia di esporsi al sole nelle ore meno calde e indossare un berrettino … possibilmente di un colore diverso dal verde. Tricolore andrebbe meglio, ma sarebbe chiedere un po’ troppo.

AGGIORNAMENTO DEL POST, 13 SETTEMBRE 2010

Ad Adro, in provincia di Brescia, c’è un polo scolastico pubblico, perfettamente efficiente, costruito a costo zero per lo Stato, grazie all’autotassazione dei cittadini (tutti? Boh …). Le aule dispongono di sedie e banchi ergonomici, armadietti con chiave, ogni cattedra dispone del pc per l’insegnante, un proiettore, che pare avere anche funzione di telecamera consentendo agli alunni assenti di seguire le lezioni anche da casa.
Il rovescio della medaglia di tanta perfezione è che si tratta di un edificio scolastico i cui zerbini, i posacenere sui cestini dell’immondizia, ed ogni banco riportassero inciso in modo indelebile il simbolo della Lega Nord, ovvero il sole delle Alpi. (fonte: ilsegnocheresta , il blog di Loretta Dalola in cui potete trovare, fra i commenti, anche una mia riflessione sul caso).

«Il sindaco di Adro, Lancini, ha spiegato che “il Sole delle Alpi” impresso su tutte le attrezzature scolastiche non e’ un simbolo di partito. Al contrario, un simbolo di identità e tradizione, un po’ come la rosa camuna per la Lombardia. Impedire l’uso di quel simbolo sarebbe un segno di regime; se anche la Lega lo usa, non posso farci niente.» (fonte: liberonews)

Oggi qui è un po’ nuvoloso, ma evidentemente sulla Padania splende ancora, e soprattutto scotta, il sole … delle Alpi.

3 agosto 2010

VERONICA LARIO ROMPE IL SILENZIO: “SILVIO E L’AVVOCATO GHEDINI, COPPIA DA SBALLO”

Posted in attualità, divorzio, donne, politica, Satyricon, Silvio Berlusconi tagged , , , a 6:14 pm di marisamoles

Da mesi non si sentiva più parlare di lei, o meglio lei non parlava più, se non per mezzo dei suoi legali. Veronica Lario, quasi ex signora Berlusconi, riprende la parola e lo fa attraverso il quotidiano La Stampa, lo stesso che ha pubblicato un’intervista all’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini.

Donna Veronica ha poco gradito alcune affermazioni del legale dell’ex marito, che pare abbia faticato non poco a far da paciere tra i due. Non stento a crederlo: di sicuro il nostro presidente del Consiglio avrebbe risparmiato un bel po’ di soldi che ora dovrà versare sul conto della ex moglie ogni mese. Pare che la cifra su cui i due si sono accordati sia di 300mila euro mensili.

Ma quali osservazioni di Ghedini hanno particolarmente infastidito la signora Lario? Quelle che insinuano che lei non sia stata all’altezza di cotal marito, specie nel ruolo rappresentativo di first lady. Nell’intervista a La Stampa Ghedini ha, infatti, dichiarato: Il presidente fa una vita disperata. C’era una difficoltà di ritmi di vita. Veronica non ha mai voluto andare a Roma, né fare un po’ di rappresentanza con lui. Due vite distanti. Be’, non so quali parole abbiano colpito la suscettibilità di Donna Veronica, ma a me quell’aggettivo “disperata” riferito alla vita condotta da Silvio Berlusconi dà fastidio assai. Posso immaginare quanto fastidio possa generare in chi sbarca a fatica il lunario con la pensione minima.

La reazione della Lario, però, è un tantino sopra le righe: va be’ essere indispettita dalla velata accusa, va be’ essere definita incapace di passare la sua esistenza a far rappresentanza a Roma, ma che addirittura insinui un’amicizia “particolare” tra l’ex marito e il legale più famoso –oltreché più pagato!- d’Italia, mi sembra un’esagerazione. Donna Veronica, in sintesi, vede i due come una coppia perfetta, da sballo: Leggendo quelle parole mi sono detta: Guarda, che voglia proporsi come nuovo compagno del presidente del Consiglio? D’altra parte loro si capiscono, hanno un legame profondo, fatto dagli stessi scopi, chi meglio di loro potrebbe incarnare una complice e felice coppia da sballo?

La signora, come ella stessa ammette, è stanca delle continue interferenze nella sua vita privata: stanca di vedere persone che parlano di un privato che non gli appartiene dicendo grandi sciocchezze.
Nulla da dire, a riguardo: leggere certe insinuazioni può essere snervante davvero. Quello che però mi fa riflettere è che la signora Lario accusa gli altri di dire “grandi sciocchezze”, mentre lei …..

Ma, in fondo, che sarà mai! Hanno accusato Berlusconi di essere pedofilo (quando frequentava l’allora minorenne Noemi Letizia) e di farsela con le escort (la tristemente nota Patrizia D’Addario), se ora l’accusassero di essere gay almeno farebbe una buona azione: costringerebbe la maggioranza degli elettori a non essere omofoba.

[Fonte: La Stampa]

31 luglio 2010

ESODO D’AGOSTO: TRAFFICO DA BOLLINO NERO. PARTI INTELLIGENTE E ARRIVI DEFICIENTE

Posted in attualità, Satyricon, vacanze tagged , a 12:39 pm di marisamoles

Oggi, 31 luglio, inizia il cosiddetto esodo d’agosto: milioni di automobili (ma la crisi dov’è?) si riverseranno, per tutta la giornata, sulle strade e autostrade della nostra penisola. Lunghe code si sono già formate ai caselli e lungo i valichi di frontiera, anche se in effetti i confini sono aperti. Il perché delle code? Mistero.

La Società Autostrade ha reso noto che i cantieri non ci saranno, ad eccezione di quelli che non si possono chiudere, nemmeno temporaneamente. C’è da scommetterci che quelli sulla Salerno -Reggio Calabria saranno ancora tutti aperti: pare che in quel tratto di strada i lavori siano sempre urgenti.

Da giorni ogni notiziario radio-televisivo mette in guardia i turisti in procinto di partire: nel prossimo week-end (oggi e domani) traffico da bollino nero. Non rosso, badate bene, proprio nero. C’è da dire, però, che si può adottare la strategia delle “partenze intelligenti” : per evitare il traffico, infatti, si consiglia di partire prima delle 6 del mattino e dopo le 14.
Bell’idea. Peccato, però, che per fare i viaggiatori intelligenti, tutti decidano di partire durante quelle fasce orarie. Ecco che, inevitabilmente, il traffico va in tilt a causa di una massa di automobili che, contemporaneamente, si mette in viaggio, guidata diligentemente da persone intelligenti che mica si fanno fregare.

Insomma, si parte intelligenti ma si arriva a destinazione … deficienti.

Buon viaggio a tutti, comunque.

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Il blog di Pino Scaccia

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