Diario di viaggio: Treviso, Verona, Trieste

Il bello del web è che, quando hai la fortuna di incontrare di persona un’amica di blog, scopri che è esattamente come te l’aspettavi, come se la conoscessi da sempre. A me è successo con Veronica – Scrutatrice, ragazza dolce e simpatica, oltreché bellissima.
Non perdetevi la cronaca di viaggio … l’ultima tappa è stata la mia città natale, Trieste, dove ho avuto il piacere di farle da Cicerone. Quello che lei non ha detto, lo dico io: è stato un tour piacevole ma molto faticoso. La mia città è tutta un sali-scendi e finché si scende, tutto bene, ma quando si sale … son dolori! Ne sanno qualcosa i miei polpacci e i miei glutei. Unica nota positiva di cotanta fatica: ho smaltito uno dei due chili messi su a Pasqua. C’è qualcuno che vuole farsi un giro dalle mie parti nelle prossime settimane? Devo smaltire il chilo che è rimasto. 🙂
Buona lettura!

Into The Wild

Primo giorno, domenica.

Dopo la tradizionale colazione di Pasqua (nel senso che è tradizione farla, non che la mia colazione sia stata la tradizionale colazione salata), montiamo in macchina con destinazione Veneto. Il viaggio di andata è quello che ogni automobilista desidererebbe: strade ampie, corsie vuote, niente camion e persino le stazioni di sosta deserte (ci credo, tutti “zampe sotto il tavolo” la domenica di Pasqua…)! Ci viene in mente il verso di una famosa canzone: “autostrade deserte, ai confini del mare…” Ma non ci stiamo dirigendo verso il mare, anzi. La nostra base durante questi quattro giorni sarà Preganziol, una piccola frazione di Treviso, cittadina che scopriremo essere davvero deliziosa. Arrivati a destinazione, DSC_2sistemiamo le valigie, facciamo un giro di ricognizione nell’appartamento (accompagnato dalle rituali foto ricordo della sistemazione!) ed usciamo per visitare il centro di Treviso.
La provincia veneta ha la particolarità di essere…

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UN PREMIO DARDOS ANCHE PER ME

premio-dardos1
Ringrazio l’amica blogger Laura (laurin42) per aver assegnato questo nuovo premio (ma che spopola già parecchio!) al mio blog.

Il Premio Dardos è un riconoscimento che viene consegnato ai blogger che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali ; che dimostra la sua creatività, che esprime il proprio pensiero attraverso le sue letture e le sue parole.

Come ho già detto ad altri blogger che hanno ottenuto questo riconoscimento, è un premio che implica delle grosse responsabilità. Parole come cultura, etica, letteratura, creatività, al di là di quello che può esserne l’abuso nel linguaggio odierno, hanno grande valore e un peso notevole.

Onestamente non so quanto io possa essere definita creativa (in casa sono considerata l’esatto opposto, giusto per dire), ma in quanto a cultura, etica e letteratura spero di avere i requisiti per onorare il premio Dardos che mi è stato assegnato.
In realtà, di questi tempi, approssimandosi la fine dell’anno scolastico (avendo una quinta poi …), non riesco ad occuparmi come vorrei del blog, ma spero in futuro di essere in grado di aggiornarlo con maggiore regolarità e di essere più tempestiva nelle repliche ai commenti.

Detto questo, veniamo al regolamento del Premio Dardos:

1) accettare (ma ovviamente non è obbligatorio) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio (fatto)
2) linkare il blog che ti ha premiato (fatto)
3) premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio (premiare va bene ma avvisare … spero se ne accorgano da soli!)

Ecco, dunque, le mie nomination (anche se so che qualcuno non ama i premi – ma, come già detto, non è indispensabile continuare la catena – e so anche che qualcuno ha già ricevuto questo premio … vorrà dire che farà il bis o di più!):

Onesiphoros
Isabella Scotti
Mara Carlesi
La Biblioteca di Babele
Ombreflessuose
EsPress451
Le parole segrete dei libri
marialetiziablog
Sentimental blog
Scrutatrice di Universi
Luna
Nicherelena
Scuolafinita
Diemme
L’isola delle colline

Ringraziando ancora Laura, auguro a tutti di trascorrere una FELICE DOMENICA. 🙂

AGGIORNAMENTO DEL POST, 17 APRILE 2014

Un altro Premio Dardos per me! Me l’ha assegnato Margherita (unpodichimica), l’unica prof di chimica con cui ho un buon rapporto e che leggo sempre volentieri. 😉

UN ALTRO LIEBSTER AWARD PER ME

liebster blogger award
Ringrazio l’amica Trutzy per questo Liebster Award che si aggiunge a quello che mi ha assegnato lo scorso anno laurin42.

Fa sempre piacere ricevere questi riconoscimenti perché costituiscono uno stimolo in più per continuare a scrivere e cercare argomenti interessanti che possano piacere agli amici e ai lettori di passaggio.
Non tutti i periodi sono uguali, però. Ci sono, nella vita dei blogger, dei momenti no e quelli migliori, come l’attuale per quel che mi riguarda. Di tempo ce n’è sempre troppo poco e a volte mi rendo conto di pensare di scrivere qualcosa che immancabilmente ho dimenticato nel momento libero in cui riesco finalmente a mettermi davanti alla tastiera.

Bando alle ciance, ecco le risposte alle domande che Trutzy mi ha rivolto:

1) Come è cambiata la tua vita da quando hai cominciato a scrivere il tuo blog? Diciamo che è diventata più … sedentaria. 😦

2) Sei riuscito/a a stringere amicizie sincere con i tuo colleghi blogger?
Amicizie tante e affettuose, virtuali però. Mi piacerebbe molto incontrare davvero alcuni colleghi blogger. Chissà …

3) Ritieni che i tuoi post possano essere utili ai lettori?
Alcuni certamente sì, forse un tempo lo erano di più ma ora il blog “di servizio” è diventato indubbiamente laprofonline. Alla fine, però, la cosa più importante è lo scambio di opinioni che ne deriva.

4) Hai mai scritto un post solo per aumentare le visite al tuo blog nonostante ritenessi l’argomento trattato banale ma di facile presa sulla massa?
Onestamente no ma mi è capitato di scrivere post che hanno attirato migliaia di visitatori benché non me l’aspettassi minimamente. Le sorprese sono sempre gradite. 🙂

5) Hai mai messo dei mi piace a caso nei vari blog solo per farti pubblicità ed aumentare il numero di visite al tuo sito?
Assolutamente NO! E’ una cosa che odio, proprio non lo sopporto. Mi è capitato, agli inizi, di essere accusata da un blogger arrogante e maleducato di andare in giro a seminare link al mio blog (non c’erano ancora i Like) e ne sono rimasta profondamente ferita.

6) Hai mai litigato virtualmente con un altro blogger perché non condividevi i suoi punti di vista anche se ciò ha comportato la perdita di un lettore del tuo blog?
Una volta è capitato ma me ne sono andata via io. Ho sperato che la blogger in questione rompesse con colui che mi aveva offesa pesantemente, lei non l’ha fatto e l’ho piantata. Non me ne sono mai pentita.

7) Ti sei mai ispirato ad altri blogger così tanto da parafrasare un loro post?
No, a me piace scrivere ma non devo farlo per forza. Se ho l’ispirazione bene, altrimenti me ne sto “zitta”.

8) Cosa sei stato/a disposto/a a fare per aumentare le visite al tuo blog?
Nulla, non ci ho mai pensato. Lascio che gli altri vengano a me … 😉

9) Hai mai usato la volgarità ed il sesso nei tuoi post per aumentare il numero dei lettori?
Non rientra nel mio stile però ho avuto un notevole successo con un post in cui stilavo la top ten dei pervertiti che avevano raggiunto il mio blog cercando cose assurde e capitando, tra l’altro, su articoli innocenti.

10) Ti identifichi con ciò che scrivi? Cioè quello che scrivi ti rappresenta come persona?
La maggior parte sì ma ho sempre il timore che da quello che scrivo traspaia un’altra me, una persona diversa da quella che sono in realtà. E’ uno dei più grandi crucci.

E ora dovrei individuare 10 blog a cui assegnare il Liebster Award. Prima, però, devo ringraziare un altro amico blogger, nonché collega, michelechefailprof, che ha conferito lo stesso riconoscimento all’altro mio blog: laprofonline. Evito perciò di scrivere un altro post (mi limiterò a ribloggare questo) e rispondo volentieri alle domande che mi pone (anche se temo di aver già dato queste risposte in un’altra occasione). Eccole:

1. Il tuo colore preferito. L’azzurro, come i miei occhi.

2. Il libro più bello. Un romanzo d’amore molto bello e appassionante: “La lettera d’amore” di Cathleen Schine (ne ho parlato QUI)

3. La città che ami di più. Londra, andrei a viverci anche domani. (però anche Parigi che non ho mai visitato, rimarrà un sogno probabilmente)

4. Il tuo fiore preferito. La rosa, preferibilmente rossa a gambo lungo.

5. Il tuo cibo preferito. I dolci, di qualsiasi tipo anche se ho una particolare predilezione per quelli a base di cioccolata.

6. Il film più bello che sia mai stato girato. Che sia stato girato non so, ma quello che a me piace di più nella storia del cinema moderno è “Sommersby” di Jon Amiel con Richard Gere e Jodie Foster.

7. Lo scrittore e la scrittrice preferiti. Mi piace particolarmente Pirandello.

8. Da 1 a 5 quanto conta avere tanti “Mi piace” sul tuo blog? Per me zero, davvero. Anche perché noto spesso che gli “I like” sono muti, molto meglio i commenti. Naturalmente non parlo degli amici e lettori assidui che possono anche non aver tempo e voglia di commentare ma so che mi leggono. Parlo di quelli che non sento mai, ma proprio mai.

9. Spiega la risposta data al punto precedente. L’ho già fatto … mannaggia, e dire che raccomando ai miei studenti di leggere PRIMA tutte le domande e poi iniziare a rispondere. 😦

10. Descriviti in 10 parole. Testarda, dolce, appassionata, lunatica, simpatica, amica, rigorosa, ordinata, permalosa, nostalgica. (mi sono venuti così eh, senza pensarci!)

Ed eccoci giunti alle nomination. Dopo tanto pensare, ho deciso che nominerò quelli che sono, a mio insindacabile giudizio, i blogger meritevoli del Liebster Award. Di solito evito questa “incombenza” però oggi ho pensato di arrivare ad un compromesso: ne nominerò solo 10 e non 20, come avrei dovuto accettando i due premi.
Premetto che non so se tutti abbiano meno di 200 follower, come richiede il regolamento. Io, ad esempio, ho da poco superato questa cifra ma credo che, se l’intento è quello di portare lettori ai nominati, io preferisco pensare a chi veramente merita questo riconoscimento e premio, oltre agli amici cui sono particolarmente affezionata, anche alcuni blogger incontrati non molto tempo fa da cui passo sempre volentieri.

1. Tatiana, mia concittadina con la passione per la buona cucina (cucinaincontroluce)
2. Gina delle cui rime sparse ascolto sempre con piacere il suono (sentimental blog)
3. Veronica che ormai considero come una webfiglia … spero che mamma non se la prenda 😉 (into the wild)
4. Quarchedundepegi che dagli articoletti è arrivato (quasi) a pubblicare un libro (quarchedundepegi’s blog)
5. Mistral poetessa delicata che ci cattura con il fascino dei suoi versi (ombreflessuose)
6. Luna che ci fa viaggiare nel mondo dei libri con grande grazia, quasi a sembrare danza (viaggioperviandantipazienti)
7. frz40 amico di sempre che non ha bisogno di presentazioni (frz40’s Blog)
8. Maddalena l’unica insegnante di scienze che mi sta simpatica e di cui seguo volentieri le lezioni 😉 (unpodichimica)
9. Laura che ci affascina con i suoi post sulla natura, il cielo, la terra e tutto ciò che l’universo contiene svelandoci segreti sconosciuti (Laurin42)
10. aninstellina un’italiana che vive nel paese della baguette e del croissant e sembra starci benissimo (Le journal de Nina)

Naturalmente ho tutti nel cuore, anche quelli che non rientrano nell’elenco.

Ora dovrei avvertire tutti i nominati ma non lo farò. Spero che si accorgano della nomination, d’altronde penso che siano tutti miei follower. Giusto per essere chiari, ci tengo a precisare che nessuno deve sentirsi obbligato a continuare la “catena”. Invito tutti, anche chi non è stato nominato e che ha piacere di rispondere alle domande, a farlo nello spazio commenti.

LA BUONA NOTIZIA DEL VENERDÌ: VENDE IL RISTORANTE PER FAR CURARE LA DIPENDENTE

buona notizia texasLa giornata sta per finire e, inaspettatamente, dalle pagine del tg è uscita una buona notizia che davvero non credevo di trovare. Parla di solidarietà, di un gesto di altruismo fatto senza pensare al proprio benessere, al proprio futuro. Pensare agli altri, prima di tutto.

Michael De Beyer ha un ristornate a Montgomery, che gestisce da ben 17 anni. Una sua dipendente, Brittany Mathis, è una giovane ragazza sfortunata: ha perso il padre, appena 33enne, per un tumore la cervello.
Tra Michael e Brittany si crea un legame molto forte, un affetto che si avvicina a quello che un padre prova nei confronti della propria figlia. Quando anche alla ragazza è stato diagnosticato un tumore come quello che aveva portato il padre alla morte, il ristoratore non ci pensa un attimo: decide di mettere in vendita il ristorante per pagare le cure mediche alla ragazza. Brittany, infatti, non ha la possibilità di pagare un’assicurazione sanitaria e, dunque, non ha alcun diritto alle cure sanitarie.

Intervistato, il generoso datore di lavoro ha dichiarato: “Non sarei mai stato capace di lasciar perdere e aspettare di vedere cosa sarebbe accaduto. Non avrei mai potuto continuare a guadagnare soldi col mio ristorante mentre lei aveva bisogno di aiuto. Quando avrò venduto il locale, passerò più tempo con mia moglie e i miei due figli”.

Una notizia che si spera abbia una fine lieta e che fa riflettere sul fatto che spesso ci lamentiamo dei pochi guadagni, vorremmo vivere senza pensieri, permetterci qualche capriccio in più. E poi sentiamo di gesti solidali come quello di Michael De Beyer e un piccolo esame di coscienza dovremmo farcelo. Senza contare che, non funzionerà alla perfezione, ma almeno qui in Italia il servizio sanitario è garantito dallo Stato. Pagato, naturalmente, da tutti lavoratori ma garantito a tutti, anche a chi un lavoro non ce l’ha.

[LINK della fonte; immagine da questo sito]

ALTRE BUONE NOTIZIE

La bottiglia che illumina gratis di laurin42

LE MIE ALTRE BUONE NOTIZIE

LA GRANDE FESTA PER I 150 ANNI DEL LICEO DANTE

Come anticipato nel precedente post, sabato ho rivisto i miei vecchi compagni di liceo.

Forse perché non ci abito da 28 anni o forse perché quando si è ragazzini non si apprezza ciò che si ha e si va in cerca d’altro (nel mio caso un’altra città in cui vivere), ogni volta che torno a Trieste mi batte forte il cuore.

Sabato pomeriggio ci sono arrivata con il treno e con un motivo in più per sentire battere forte il cuore nel petto: la grande festa per i 150 anni del Liceo Dante. Il mio liceo.
Dal finestrino mi sono goduta il paesaggio autunnale, con il tipico rosso del sommaco che colora il Carso triestino in questa stagione, ma il momento in cui ho avuto un vero e proprio sussulto, tanto da farmi sobbalzare sul sedile (e per fortuna non c’era nessuno accanto a me) è stato quando gli alberi hanno ceduto la scena al mare. Ecco, il mare è l’elemento naturale che mi manca di più, quello a cui sento di appartenere ed il distacco, che avviene alla fine dell’estate, è sempre molto triste. Come un amore che si deve lasciare senza il coraggio di dire addio.

In assoluto la cosa più bella di Trieste sono le cosiddette Rive. Cambiano nome a seconda dei tratti e gli ultimi due rievocano antichi imperatori romani (Ottaviano Augusto e Traiano). Non ho mai capito il perché, forse per la maestosità con cui la terraferma si impone sull’acqua.
Sulle rive triestine si affacciano stupendi palazzi, si apre in tutto il suo splendore la grande piazza, intitolata all’Unità d’Italia, ma non si possono trascurare i moli, quelli imponenti come l’Audace e quelli più piccoli che si allungano dalla terraferma al mare come braccia che tentano di attrarre a sé un po’ di Adriatico.

Uno degli edifici più belli situati sulle rive è la vecchia Stazione Marittima, ora trasformata in un centro congressi che, talvolta, ospita anche qualche evento mondano. Proprio in questo palazzo costruito nel 1930, che agli occhi del passante si erge in tutta la sua maestosità, adagiato sul Molo Bersaglieri, i “dantini” di ieri e di oggi si sono dati appuntamento per la grande festa. Più di 400 persone, varie generazioni che hanno mantenuto nel cuore il ricordo, più o meno gradito (la scuola, si sa, non per tutti è un’esperienza piacevole ma senz’altro memorabile, negli aspetti positivi e in quelli negativi), del liceo classico più prestigioso della città. Alcuni si sono incrociati nei corridoi nell’arco di pochi anni, preceduti da altri e lasciando il posto alle generazioni future. Qualcuno, più fortunato, ha potuto sedersi in cattedra e guardare la classe da un’altra prospettiva, rievocando i giorni in cui, dal proprio banco, aveva osservato con apprensione il professore o la professoressa mentre scorreva con il dito l’elenco alla ricerca della “vittima” di turno per l’interrogazione.

E noi della sezione C com’eravamo all’inizio dell’avventura quinquennale?

liceo Dante IVC

Un po’ timidi, molto spaesati ma certamente curiosi di iniziare l’esperienza di liceali. Qualcuno si conosceva già, aveva frequentato la stessa scuola media o addirittura la stessa scuola elementare. Magari erano stati compagni di banco.
In cinque anni di liceo si stringono amicizie oppure si rimane estranei per sempre. Qualcuno l’altra sera ha detto “non eravamo una gran classe”. Ma io mi chiedo, insegnando da così tanti anni, se davvero ci siano classi migliori, certamente ce ne sono molte di peggiori. Compagni di scuola non significa necessariamente amici. E magari non ci si vede per anni, tanti, troppi, per poi ritrovarsi un bel giorno a parlare del più e del meno, della vita di oggi, dimenticando quella di ieri. E forse quando la gioia del ritrovarsi è grande, ci si dimentica di quando non eravamo questo granché come classe. Senza rivangare, semplicemente continuando a guardare avanti, con l’esperienza di uomini e donne che danno il giusto valore a ciò che hanno, facendo passare in secondo piano ciò che non sono stati. Senza rancore e senza nostalgia, perché quella sì che uccide la gioia dell’incontro.

E così sabato sera eravamo solo in sette.

gruppo ritoccata nic

Incontrasi nuovamente è stato molto bello, l’attesa non ha visto deluse le aspettative. Ci siamo chiesti se sarebbe stato facile riconoscersi, oppure no. Abbiamo pensato a quali discorsi fare, se ne avremmo avuti da fare oppure sarebbe stato difficile riprendere quel filo spezzato dalla lontananza.
Fin dal momento in cui ho incontrato O. sotto casa (che poi è praticamente dietro il liceo in cui ho mosso i passi incerti di quattordicenne per uscirne donna con un sacco di sogni e molte certezze in più), non ho avuto dubbi sull’esito della serata. Ho avuto l’impressione che ci fossimo date appuntamento come molte volte facevamo, stanche dei pomeriggi passati sui libri, in quella piazza dove, in qualsiasi momento scendessi, sapevo di trovare sempre qualcuno. Come fanno ancora i giovani d’oggi.

Nella passeggiata fatta per raggiungere le rive e la Stazione Marittima (passeggiata che, tra l’altro, mi ha massacrato i piedi a causa della malsana idea di indossare un paio di decolleté comprate poche ore prima), abbiamo chiacchierato come se ci fossimo viste il pomeriggio precedente, facendo altri discorsi, non frivoli come all’epoca dei nostri quindici anni, ma sempre confidenziali, ora coma allora.
E poi abbiamo ritrovato gli altri, sempre uguali (a parte F. che, sul momento, non ho riconosciuto, eppure, fin dai tempi delle medie era un mio grande amico), qualche anno in più, qualche chilo in più (specie i maschi … ma non tutti!), solo dettagli privi di significato. Eravamo e siamo noi, quelli della sezione C, degli anni ’70. Al nostro tavolo si sono aggiunti altri ex compagni, quelli dell’anno avanti al nostro, che è stato un piacere ritrovare. E poi, tra tanta gente, molti volti noti, alcuni diventati personaggi importanti ma uniti a noi dal semplice fatto di essere “dantini”.

Forse per troppi anni l’abbiamo dimenticato. L’università, le nuove amicizie, gli amori, i matrimoni, i figli, le gioie e i dolori di una nuova vita, uguale a quella sognata o forse assai diversa, ci hanno fatto scordare l’importanza degli anni del liceo, dell’identificarsi come appartenenti ad una scuola prestigiosa che, assieme alla cultura, ai tanti contenuti appresi, che ancora ricordiamo o che abbiamo ben presto dimenticato (io di certo la matematica!), ci ha formato come cittadini e ha fatto di noi gli uomini e le donne che siamo, non migliori non peggiori rispetto a quanto potessimo immaginare, semplicemente noi, come siamo e come saremo in futuro.

Se la cena non è stata un granché, anche perché effettivamente credo che a nessuno interessasse il cibo in sé, piuttosto l’esperienza di condividere i ricordi e le emozioni, la torta è stata un tripudio di colesterolo ma molto graziosa e buonissima.

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E se le scarpe nuove mi hanno impedito di fare quattro salti sull’improvvisata pista da ballo, una chiacchierata con i compagni ritrovati sulla terrazza della Stazione Marittima è stata un’alternativa assai gradita. Per di più davanti ad un panorama mozzafiato che da troppi anni non mi fermavo ad osservare, tutta presa dai viaggi domenicali veloci dedicati alle famiglie, facendo la spola tra una casa e l’altra.

foto panorama ste3

In ultimo, non poteva mancare la foto ricordo delle “tre Grazie”: io, O. e N.
Come eravamo a diciassette anni

liceo dante IIC ritaglio (3 Grazie)

e come siamo ora

3 grazie nic

Ci siamo salutati con la promessa di non perderci più, di ritrovarci per festeggiare un evento importante il prossimo anno. Sperando di essere un po’ più numerosi, augurandoci che qualcuno possa rompere gli indugi e accogliere l’invito per il prossimo incontro. E se ci ritroveremo ancora in sette, andrà bene ugualmente.
Io ci sarò.

ATTENZIONE: TUTTE LE FOTO POSSONO ESSERE INGRANDITE CON UN CLICK.

ALTRE FOTO DELL’EVENTO QUI

N.B. NON HO POTUTO CONTATTARE TUTTI PER OTTENERE IL CONSENSO ALLA PUBBLICAZIONE DELLE FOTOGRAFIE (SPECIE QUELLE “ANTICHE”). NEL CASO IN CUI QUALCUNO NON GRADISSE LA PUBBLICAZIONE, MI AVVERTA TRAMITE E-MAIL. GRAZIE.

RIPRENDERE I CONTATTI

targa danteRiprendere i contatti con chi si è perso di vista, oggi come oggi, non è difficile. Facebook e il web in generale hanno facilitato le comunicazioni e ciò che una volta poteva sembrare un’impresa disperata (anche perché, a parte l’elenco telefonico, non c’era nulla che potesse agevolare la ricerca di una persona) ora come ora è alla portata di tutti, o quasi.

Io sono facilmente rintracciabile. Avendo un blog, con tanto di nome e cognome e indirizzo e-mail, difficilmente chi mi cerca può rimanere deluso. Anche perché ho solo un’omonima che sta in California. Certo, potrei essere emigrata lì ma è molto più probabile che abbia un blog e che scriva dall’Italia.

Ed ecco che, grazie al web, qualcuno che non sentivo da molto molto tempo mi ha contattata per e-mail. Una “vecchia” compagna di scuola si è data un gran daffare per avvisare tutti i suoi ex compagni che sabato prossimo ci sarà una grande festa in occasione del 150° anniversario della fondazione del nostro liceo.

In questi giorni è stato tutto uno scambiarsi mail, alla caccia dei pochi numeri telefonici o indirizzi di posta elettronica che ancora mancavano all’appello. Ma che fare quando un appello fatto su facebook non funziona? Be’, partendo dal presupposto che non tutti quelli che possiedono un account sul social network più famoso di fatto lo frequentino, ho rispolverato vecchie conoscenze e alla fine qualcuno l’ho trovato. Il vecchio e buon telefono ha fatto la sua brava funzione, come ai vecchi tempi!

Eccoci dunque pronti per la grande festa. Qualcuno ha accolto l’invito con gioia, qualcun altro ha nicchiato un po’ facendosi desiderare, non sono mancati i no decisi, senza ripensamenti. Alla fine saremo meno di metà classe però dobbiamo anche essere onesti e ammettere che in tutti questi anni – e sono molti, qualche decina! – non ci siamo quasi mai rivisti e nemmeno quando frequentavamo il liceo la nostra classe era unita. C’erano i soliti gruppetti e, a parte quei compagni che poi hanno frequentato la stessa facoltà (ma non è nemmeno detto che i rapporti siano rimasti così stretti), gli altri si sono praticamente volatilizzati e pare che nessuno abbia sentito la mancanza dei vecchi compagni.

Detto questo, può sembrare strana l’insospettabile gioia che io provo – ma anche altri, a quanto pare – nell’imminenza dell’evento. Proprio ieri, in uno scambio di sms con la “promotrice” della reunion, le ho scritto: “Sono emozionata come una scolaretta al primo giorno di scuola”.

E oggi, parlando al telefono con un’altra compagna ho avuto la sensazione che gli anni non fossero passati, come se l’avessi sentita proprio ieri. Abbiamo rievocato vecchi ricordi (alcuni tristi, purtroppo), compresa l’avventura passata insieme un’estate quando, con grande coraggio, siamo partite alla volta di Cesenatico per fare le assistenti a delle bambine scatenate in una colonia.

Insomma, è da qualche giorno che sento una grande emozione, il batticuore come quando ai tempi del liceo il famigerato e severissimo professore di Latino e Greco scorreva l’elenco con il dito e noi stavamo sospesi, quasi tra la vita e la morte, trattenendo il fiato. E quando uscivano i due nomi delle vittime di turno, facevamo un gran sospiro. L’avevamo scampata. Almeno per quel giorno.

SETTEMBRE

settembreSettembre. C’è un non so che in questo mese che mi ricorda marzo e i primi giorni d’aprile, quando la primavera ancora esita sulla soglia e il giardino trattiene il respiro in attesa. C’è nell’aria la stessa dolcezza, il cielo e l’erba paiono uguali ad allora; ma le foglie raccontano una storia diversa, e il rampicante che si colora di rosso sul muro della casa si avvicina in fretta al suo ultimo e più splendido momento di gloria. (Elizabeth von Arnim, Il giardino di Elizabeth)

E così anche settembre sta andando. Un mese che sa essere generoso e ci regala gli ultimi raggi di sole ma che esala nell’aria il profumo di castagne, ricordandoci che l’autunno è arrivato.
Ricomincia la scuola, si riaprono i libri, sui banchi si ritrovano gli amici.
Le piogge, che in questi giorni hanno bagnato le nostre città, ci ricordano che l’estate è finita, ci invitano a riporre i costumi da bagno e a far spazio, negli armadi, alle giacche pesanti e alle maglie di lana.

Io ancora spero che il sole di ottobre riscaldi l’autunno appena risvegliato, ingannandolo un po’.
A me piace settembre, così come lo descrive Elizabeth von Arnim, con la sua dolcezza, e mi piace anche l’autunno, con quel suo esitare davanti alla soglia, come un fanciullo educato che chiede il permesso di entrare.

E mi piace ottobre, il mese della Bilancia. Il mio segno zodiacale.

[immagine da questo sito]

CINQUE ANNI CON VOI

torta 5 candeline
Eccoci qui a festeggiare i cinque anni di questo blog.

anniversary-1xMe ne stavo dimenticando e per fortuna se n’è ricordato WordPress con i suoi auguri di buon anniversario (è la prima volta che me li fa …).

Come ormai è consuetudine, mi piace condividere con voi che leggete la vita di questo blog negli ultimi dodici mesi.

Ad oggi le visualizzazioni sono state 1.696.384. Nell’ultimo anno i click sono stati poco più di 200.000.

Nell’arco dell’anno appena trascorso il MESE in cui mi hanno letto di più è stato DICEMBRE con 60.248 click.

Ho perso il conto dei commenti ma in totale sono 9708 (una buona metà, comunque, sono costituiti dalla mie repliche!)

I POST PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO: 129

La TOP TEN dei post (accanto al titolo il numero di visualizzazioni, sempre riferite agli ultimi 12 mesi):

1) DA SAN NICOLO’ A BABBO NATALE: LA LEGGENDA DI SANTA CLAUS (34.161)
2) ISRAELE IN EUROPA? PER BERLUSCONI SÌ, MA PER LA GEOGRAFIA (9.506)
3) LE POESIE DEL RISORGIMENTO: “SANT’AMBROGIO” DI GIUSEPPE GIUSTI (8.870)
4) “MIO FIGLIO È STATO BOCCIATO. MALEDETTE LE PROF”. LO SFOGO DI UNA MAMMA FURIOSA (8.199)
5) LATINO: UN METODO PER TRADURRE (6.114)
6) LE DONNE DI ULISSE: PENELOPE, L’AMATA SPOSA … MA TRADITA (6.099)
7) LE POESIE DEL RISORGIMENTO: “IL GIURAMENTO DI PONTIDA” DI GIOVANNI BERCHET (5.549)
8) LE POESIE DEL RISORGIMENTO: “LA SPIGOLATRICE DI SAPRI” DI LUIGI MERCANTINI (5.116)
9) MAMME CINQUANTENNI: ADESSO E’ IL TURNO DI ALESSANDRA MARTINES (4.799)
10) LE DONNE DI ULISSE: L’AMANTE NINFA CALIPSO (4.783)

Hanno visualizzato la HOMEPAGE del blog, sempre nell’ultimo anno, 53.411 persone.

A questo punto una riflessione si impone. Nessuno dei post inseriti nella top ten è stato scritto nell’arco dell’anno. Di questo sono un po’ dispiaciuta perché significa che non scrivo più delle cose interessanti come prima. D’altra parte, mi inorgoglisce il fatto che la maggior parte di questi post sono “culturali” e comprendono alcune poesie del Risorgimento (molto lette: “Sant’Ambrogio” ha ottenuto, da quando è stato scritto, più di 20.000 visualizzazioni!) e alcune delle Pagine d’Epica (Ulisse va sempre forte!) cui sono molto affezionata.

Non mi resta che ringraziare i miei amici blogger, alcuni sempre presenti anche come commentatori, i lettori abituali che mi seguono fedelmente e tutti quelli che passano di qua per caso … mi auguro trovino interessante il blog diventando anche loro followers!

Ciao a tutti e … al prossimo anno per un nuovo aggiornamento sui dati!

P.S. Mi scuso con Laura se oggi non ho pubblicato la Buona Notizia del Venerdì … facciamo che questa sia una buona notizia tutta personale.

[immagine torta da questo sito]

GLI ALTRI COMPLEANNI

SUPER SWEET BLOGGING AWARD

super sweet blogging award
L’amica Valentina, qualche giorno fa (mi scuso per il ritardo, ma fra una cosa e l’altra …), mi ha assegnato un graditissimo premio: Super Sweet Blogging Award. Quale premio poteva essere più adatto a me, golosa di dolci come sono anche se da più di un anno devo limitarmi a quelli rigorosamente light (con qualche strappo, tipo il tiramisù che non facevo da 15 anni e che dovevo per forza assaggiare!)?

Nel ringraziare Valentina, rispondo alle domande di rito:

1. Biscotti o torta? Scelta difficile … infatti non scelgo, me li pappo tutti e due … virtualmente posso farlo! 🙂
2. Cioccolato o Vaniglia? Decisamente cioccolato, preferibilmente al latte con le nocciole intere. 😯
3. Quale è il tuo spuntino dolce preferito? Se la faccio io con le mie mani, una bella fetta di torta alla frutta (ieri ne ho preparato una alle pere e cioccolato, da leccarsi i baffi!). In mancanza d’altro, una barretta ai cereali. 🙄
4. Quando hai maggior voglia di cose dolci? Praticamente la voglia ce l’ho sempre ma devo tenermela. 😦
5. Se tu avessi un soprannome “dolce”, quale sarebbe? “Bignè” potrebbe andare. In fondo non si sa mai qual che c’è dentro. 😉

Ora dovrei nominare altri 12 blogger che ritengo super sweet … ma per me siete tutti dolci, quindi dedico questo premio ai miei lettori-blogger affezionati, lasciando libera a tutti l’iniziativa di continuare la “catena”.

Grazie ancora a Valentina e dolce giornata a tutti!

NON COMMENTO MA … I LIKE

Il post è del novembre 2011. Nulla è cambiato, da allora. Solo che quest’anno abbiamo deciso (dico, noi docenti al collegio) di far terminare il quadrimestre il 19 gennaio anziché prima di Natale. Pensavo fosse un vantaggio, in realtà sono stata sommersa dai compiti a dicembre e lo sono anche ora. Il fatto è che quattro classi e cinque materie con scritto e orale (tre Italiano e due Latino) fanno la differenza. Mi chiedo come passassi il tempo fino a qualche anno fa, quando noi di Lettere avevamo al massimo due classi.
Al contenuto del post aggiungo le scuse rivolte a chi nel frattempo ha commentato senza ricevere risposta. Pazientate, vi prego. Arriverò, prima o poi arriverò.
Un abbraccio a tutti.

Marisa Moles's Weblog


Cari lettori e webamici,

è un momento di grande lavoro per me. Le giornate corrono veloci e invece di riuscire a togliermi di mezzo qualche pacco di compiti, finisce che nel frattempo sulla scrivania si accumulino altri pacchi. 😦
In più, le riunioni pomeridiane non agevolano certo il lavoro di correzione.

Quando riesco a scrivere qualcosa, lo faccio in fretta e non come vorrei. Alla fine, mi pare cosa assai sensata non scrivere nulla.
Faccio i salti mortali tra un blog e l’altro dei miei amici, leggo in fretta gli articoli ultimogeniti (mi piace un sacco quest’espressione adottata dall’amica Diemme!), ma non sempre riesco a commentare come mi piacerebbe fare.

Per fortuna WordPress ha inventato il “pulsante” Like. Quindi, non commento ma … I like. E’ un modo per far capire ai miei blogamici che magari in una briciola di tempo riesco…

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