ORDINE E DISORDINE

“In principio c’era il caos…”. Tutti i miti greci sulla creazione iniziano così. Il caos nella mitologia greca forma una coppia dialettica con il cosmos, cioè l’ordine che è anche bellezza. In altre parole, tutto ciò che è ordinato è anche bello ma pare che le due parole non siano realmente contrarie, anzi, sembra abbiano un’affinità etimologica: anche ciò che è bello e ordinato nasce sempre da uno sfondo caotico.

Nelle Teogonia di Esiodo dal Caos sarebbe stato partorito Eros, che tutti conoscono come dio dell’amore, contemporaneamente alla stessa Terra. Quindi, se l’amore è bellezza e l’ordine stesso, il Cosmos greco, è bellezza, possiamo dire che dal caos abbia origine non solo l’ordine ma anche l’amore.

Perché questo preambolo in un post d’inizio anno, dopo un lunghissimo silenzio?

Negli ultimi tempi – non so nemmeno io quali: mesi? anni? boh – in me sento un gran disordine. Di conseguenza mi sento brutta, non mi piaccio, non mi apprezzo e sento solo un gran bisogno di ordine, quindi di bellezza.

Cosmos è la parola greca da cui deriva “cosmo” che per noi è sinonimo di universo. Ma riusciamo a percepire la “bellezza” di questo universo di cui abitiamo solo un’infinitesima parte? Direi di no.

Sulla Terra, di questi tempi, regna tutto fuorché l’ordine. Se consideriamo la responsabilità che tutti abbiamo come “terrestri”, certamente contribuiamo a offuscare la bellezza che il nostro pianeta potenzialmente avrebbe. Guerre, fame, morti, cambiamenti climatici sono le piaghe del nostro tempo, anche se non esclusivamente “nostro”.

Nel Somnium Scipionis di Cicerone, l’Africano rimprovera il nipote Emiliano di continuare a tenere fisso lo sguardo sulla Terra, dal momento che egli si trova nella Via Lattea e ha la possibilità di contemplare la complessa e gigantesca architettura dell’universo (cosmos) dove la Terra appare come un puntino insignificante.

Ecco, noi abitiamo un puntino insignificante dell’universo eppure ci sembra di essere dei giganti, abbiamo la presunzione di onnipotenza (la chiamiamo multitasking, in realtà), non accettiamo i nostri errori, anzi, li minimizziamo mentre siamo ben pronti a notare e a volte ingigantire quelli degli altri. Ci accomodiamo sul banco della pubblica accusa e guardiamo con sufficienza quello dell’imputato.

Eppure non siamo felici.

Seneca la chiamava displicentia sui, la scontentezza di sé. Dall’alto della sua autàrcheia, prendeva in giro chi passa il tempo a fare cose inutili senza mai raggiungere l’appagamento. Gli occupati non sono felici, solo il saggio sa esserlo perché ha piena coscienza della brevità della vita.

Quanto occupati siamo noi? Quante cose facciamo che davvero consideriamo appaganti? Personalmente ne faccio poche. Molti doveri, pochi piaceri.

Siamo schiacciati da mille incombenze, occupati come gli stolti senechiani abbiamo l’impressione di concludere troppo poco nell’arco di una giornata. Vorremmo dilatare il tempo, 24 ore non ci bastano. Ma quelle abbiamo e dobbiamo farcele bastare per fare tutto con ordine (sì, perché il disordine complica le cose e ci rende più occupati che saggi) ed essere felici godendo della bellezza della vita.

«Nihil minus occupati est quam vivere» (“Nulla è meno proprio di un affaccendato che vivere”), diceva Seneca. Aggiungo che fare troppe cose, nella maggior parte dei casi se non inutili quantomeno non così urgenti, crea disordine e insoddisfazione. Vivere con bellezza (cosmos) è preferibile al vivere e basta.

Prendendo in prestito un altro autorevole antico, cito l’imperatore Marco Aurelio (non a caso noto come imperatore filosofo): «Per mente tranquilla non intendo altro che una mente ordinata».

Ogni tanto prendo bonariamente in giro quegli studenti che tengono male libri e quaderni, perdono gli appunti presi su fogli volanti, non trovano mai quel che cercano dentro il caos dello zaino. Osservo che l’ordine (o il disordine) con cui tengono le loro cose riflette l’ordine mentale. Una mente ordinata è, dunque, anche tranquilla. Ordine e bellezza contro disordine e caos non sono concetti astratti ma si tramutano in concrete azioni che incidono non solo nell’esteriorità, quindi in ciò che facciamo, ma anche nell’interiorità.

Ecco, io credo che gli antichi abbiano molto da insegnarci. Ancora, dopo secoli e secoli, possiamo appropriarci dei loro insegnamenti, applicarli nella quotidianità e cercare se non proprio la felicità, almeno una vita tranquilla, nella mente e nel corpo.

Non diciamo più “E’ la vita, bellezza!” per indicare ciò cui non possiamo porre rimedio. Diciamo, invece, “La vita è bellezza!”. Cambiamo l’ordine delle parole e spostiamo una virgola, semplicemente, e dalle parole passiamo ai fatti.

Il mestiere mi ha insegnato che la cosa più difficile e improbabile è proprio cambiare. Eppure la ricerca della felicità non risiede nel conservare, ma nel coraggio di modificare il corso degli eventi. (Paolo Crepet, cit. da Impara ad essere felice)

P.S. Avevo scritto questo post per augurare a tutti BUON 2020. Non l’ho pubblicato subito e l’ho rimaneggiato più volte nel tentativo di renderlo più concreto affinché non apparisse come un insieme di “pensieri sparsi in libertà di una professoressa di materie umanistiche” o, come direbbe Petrarca, “rerum vulgarium fragmenta”… ecco, ci sono ricascata. Non c’è nulla da fare, il momento è così, molto disordine non solo attorno a me (libri e vestiti ovunque, sembra non ci sia più spazio per le mie cose in questa casa…) ma anche e soprattutto dentro di me.
Faticosamente sto cercando di trovare quell’ordine mentale che forse porterà la mia vita ad essere più bella. Cerco di lasciare il caos alle spalle, con molti buoni propositi per il nuovo anno.

Concludo con un consiglio di lettura, sempre tenendo conto degli insegnamenti ancora attuali che gli antichi ci hanno trasmesso. Si tratta di un libro godibilissimo scritto da una docente, Cristina Dall’Acqua, sulla lezione degli antichi: Una Spa per l’anima.

11 pensieri riguardo “ORDINE E DISORDINE

  1. Proprio oggi ho fatto ordine tra una serie di carte:e questo mi ha fatto sentire meglio! Non riesco a capire chi vive bene nel disordine.Anche io spesso mi trovo coinvolta nel caos, ma cerco di uscirne. Però è anche importante non lasciarsi assorbire dalla ricerca dell’ordine al punto di non godere singoli momenti belli che giungono imprevisti! Io ho un metodo: scrivo tutte le cose che devo fare(e già quantificarle mi diminuisce l’ansia)e le cancello via via man mano che le faccio. Magari nel frattempo se ne aggiungono altre, e quindi diventa necessario individuare le priorità. Ma nel complesso riesco a restare tranquilla, senza la sensazione di essere inadeguata. Ti auguro di superare i momenti di insoddisfazione e di avere un anno pieno di gioie.Un caro saluto

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  2. Carissima Marisa,
    Che bel post! Mi tornano in mente le lezioni di latino ai tempi del liceo… in particolare ricordavo il passo del Somnium Scipionis sulla piccolezza del nostro mondo, della quale, sebbene sia così ovvia a livello scientifico, tendiamo spesso a dimenticarci…
    Da professore di matematica non posso che condividere la tua riflessione sull’ordine: anche i miei studenti tendono a scrivere tutto su fogli sparsi, che poi perdono, o a svolgere gli esercizi in maniera estremamente caotica (saltano passaggi per poi inserirli con un asterisco tre fogli dopo, fanno cancellature, disegnano i grafici a mano libera, ecc.). Anch’io dico loro che che l’ordine con cui presentano l’esercizio rispecchia il loro ordine mentale.
    Bellissima poi la riflessione su Seneca (adesso è passato del tempo per cui non ricordo esattamente, quindi probabilmente dirò una cavolata e così potrai darmi un bel 4 non solo in italiano per il modo in cui scrivo i miei commenti, ma pure in latino 🤣 Comunque io ricordo che ad un certo punto veniva chiamato in causa un anziano e Seneca gli faceva notare che, se avesse sottratto alla sua età tutto il tempo sprecato, si sarebbe reso conto di morire prematuramente). Anch’io spesso ho la sensazione di sprecare il tempo e di non riuscire a concludere niente nell’arco della giornata… eppure ci sono i momenti che trascorro in famiglia che sono, a mio avviso, i migliori: un continuo arricchimento….
    Detto questo, auguro a te ed ai tuoi cari un sereno 2020 con la speranza che tu possa ritrovare l’ordine… Ho letto che il 2019 è stato per te un anno particolarmente infelice che si è portato via una persona a te cara… ti sono vicino per il dolore e ti auguro che questo 2020 possa essere migliore… dal canto mio posso dire che il 2019 è stato un anno positivo da un punto di vista familiare, ma faticosissimo da un punto di vista lavorativo (sono successi vari episodi che, ancora adesso, a distanza di quasi un anno, non riesco a trovare le parole per spiegare… aggiungiamoci poi il fatto che il rapporto con una delle due quarte, ora una delle quinte, è decisamente peggiorato: in classe c’era un clima di continua tensione e più volte siamo stati vicini alla rottura… fortunatamente nelle altre classi il clima è sempre stato buono, anzi nella seconda dell’anno scorso, attuale terza, oserei dire ottimo).
    Ancora tanti auguri di buon 2020 e buona notte, cara Marisa

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  3. @ lilipi

    Carissima, mi fa molto piacere la tua presenza qui!

    Io sarei una persona ordinata ma mi sono resa conto che, nei periodi come questo caratterizzati da insoddisfazione generale, tendo a trascurare tutto, quindi anche le cose che dovrebbero trovare una diversa collocazione. 🙂

    Spero anch’io che le cose migliorino in futuro.
    Un abbraccio.

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  4. @ Prof. di matematica

    Seneca parla del tempo in molte sue opere, in particolare nelle Epistole a Lucilio, nel De brevitate vitae e nel De tranquillitate animi. Spesso fa riferimento ai vecchi che, pur avendo “speso al mondo” molto tempo, hanno “vissuto” poco. E’ un insegnamento più che mai attuale, a mio parere.

    Tanti cari auguri di un buon 2020 anche a te e alla tua famiglia.

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  5. Leggendo questo post sul Caos mi è venuto in mente l’aforisma di Terri Pratchett, che diceva:
    “ La luce crede di viaggiare più veloce di tutto, ma si sbaglia. Per quanto sia veloce, la luce scopre sempre che il buio è arrivato prima di lei, e l’aspetta.”

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  6. Allora qualcosa di Seneca lo ricordavo!!! Sinceramente penso che più si va avanti con l’età e più ci si rende conto della grande verità dell’insegnamento di Seneca. Ricordo, infatti, che da studente non mi aveva colpito più di tanto, mentre ora, che sono più vicino ai 40 che ai 30, lo sento decisamente mio. Mi piacerebbe chiedere ai miei studenti di quinta (si studia in quinta Seneca, giusto?), peccato che ora sia a casa… e poi chissà se l’hanno fatto con la loro supplente ventiseienne l’hanno fatto (pensa che con la loro docente sia in terza che in quarta la media di entrambe le classi è sempre stata intorno al sei e mezzo, mentre agli scrutini di dicembre era molto vicina al nove… in compenso un giorno ho beccato i ragazzi con la loro supplente in cortile a fumare tutti insieme allegramente, nonostante ci sia il divieto di fumo….)
    Buona notte

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  7. Come dire, questo post mi si attaglia. io sono una persona ordinatissima, e vivo in una casa in preda al caos cosmico (caos o comos?), oramai fuori da ogni controllo, e per cui soffro profondamente. E’ una specie di karma, mi arrabbiavo con mia madre, casalinga d’altri tempi, che accusavo di soffrire di “spicciomania”, talmente esagerata che arrivai ad accusarla che se qualcuno le avesse detto che col sangue dei figli si lustravano bene le piastrelle non avrebbe esistato a dissanguarci tutti. E’ da allora che, a mo’ di fatica di Sisifo, pulisco, pulisco, pulisco, per una serie di motivi senza alcun risultato (alla casa dello studente, tanto per dirne una, non appena avevo reso il mio alloggio una bomboniera me ne assegnavano un altro e ricominciavo daccapo). Mi sono stufata, ecco.

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  8. @ Prof. di matematica

    Sì, Seneca si studia in quinta e piace molto. Le supplenti, specie se giovani, sono molto generose. Ai miei tempi io lo ero molto meno, credevo di dover compensare la giovane età (ho iniziato a 23 anni, a 25 ero di ruolo) con la massima severità. Poi nel tempo sono cambiata… con grande gioia dei miei allievi! 🙂

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  9. @ Diemme

    Immaginavo che trovassi qualche affinità… ma il mio disordine è più mentale, il fatto che poi trascuri anche l’ordine materiale è una conseguenza del primo. Almeno questa è l’impressione.
    Il disordine in casa è anche una conseguenza del ritorno del mio secondogenito (dopo 3 anni di convivenza 😦 ), forse sono meno motivata a tenerla in ordine perché inconsciamente sono addolorata per la separazione, quindi m’incavolo, forse, per nascondere la delusione. Non so, ci sto lavorando per capirmi.
    La casa, nonostante l’ordine non perfetto come vorrei, è pulita. 🙂

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