CIAO PAPÀ

Una settimana fa se n’è andato il mio amatissimo Papà.

Non ci sono parole per descrivere questo momento doloroso e triste. Non ci sono lacrime che possano bastare per colmare una perdita così grande.

Era malato ma non poi così tanto, nonostante l’età. Da più di un anno la sua vita era cambiata, con la dialisi e più ricoveri in ospedale e nella RSA per la riabilitazione.

Fino a due anni fa, alla bella età di 85 anni, quasi ogni mattina si recava in ufficio. Era il suo modo per sentirsi vivo. Non posso immaginare come si sentisse costretto sulla sedia a rotelle o, nei momenti di maggior forza, a camminare con l’aiuto del deambulatore.

Non si lamentava. Quando al telefono gli chiedevo come stesse, la sua risposta era sempre: “Ma sì, dai”.

Nell’ultimo periodo era preoccupato per mia mamma che vedeva sempre più stanca e provata. Quando vedeva me e mio fratello al suo capezzale, sempre più spesso, si scusava per il disturbo che ci arrecava. “Ma va’ là!”, dicevamo.

Sembra che questa scomparsa improvvisa, inaspettata anche a detta dei medici (aveva superato crisi peggiori) sia stato il suo modo di “togliere il disturbo”.

Se n’è andato a tre settimane dal matrimonio di mio figlio. Sapeva bene che non avrebbe potuto esserci ma non tollerava il fatto che non ci fosse nemmeno mia mamma. Lei non l’avrebbe mai lasciato solo. Più di 70 anni assieme, un vero miracolo se ci penso.

Ora tutti dobbiamo farci forza. Non sarà facile ma Lui non avrebbe mai voluto vederci tristi e abbattuti.

Ciao Papà. Riposa in Pace.

14 pensieri riguardo “CIAO PAPÀ

  1. Condoglianze vivissime. La perdita di un genitore, qualsiasi età avesse,provoca sempre grande dolore e lascia un vuoto incolmabile. Mio padre è morto a 80 anni, per uno scompenso cardiaco. Io non ero affatto preparata alla sua morte,lui sì:ho poi saputo che a una mia amica, per telefono, qualche ora prima aveva detto che aveva “le valigie pronte”.Ma,a distanza di quasi 18 anni, posso dirti che me lo sento sempre vicino, specie quando devo affrontare dei problemi, come quando era vivo. Spero che sia così anche per te Un abbraccio

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  2. Marisa, comprendo benissimo il dolore che stai portando dentro e purtroppo non ci sono parole che possano eliminare il triste stato d’animo che stai provando. Il tempo guarisce tante ferite. Sentite condoglianze.

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  3. Perdere un genitore è un’esperienza dolorosa e che segna in maniera profonda e spesso irreversibile, ma inevitabile a chi, come me e te, ha avuto la fortuna di avere un padre e quella di sopravvivergli. Quello che dico a mia figlia è che, quando sarà, non potrà comunque perdermi perché già sono dentro di lei, parte di lei. Ho detto le stesse cose a me stessa riguardo a mio padre, le dico oggi a te: noi figli siamo una parte importante di loro, che attraverso di noi continuano a vivere, nel corpo e nell’anima. Ti abbraccio.

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  4. Grazie, cara Diemme, per le belle parole che mi hanno portato un po’ di conforto. E’ un periodo difficile per me, anche dal punto di vista lavorativo. Il matrimonio ormai prossimo di mio figlio mi distrae un po’.
    Un abbraccio anche a te.

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  5. Cara Marisa, leggo solo ora… Ti abbraccio, cogliendo, provando, lacrimando… Come ci accoglievano loro… È però accanto a te, seppur in nuova forma. E ancora ti sosterrà… Abbracciandoti l’anima, confortandoti… E ricorda di essere stata fortunata, siamo state fortunate ad avere tali padri, pietre d’angolo della nostra esistenza. Un abbraccio a tua mamma, sua compagna di una vita. Con affetto, Ester.

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  6. Cara Ester, ti ringrazio per le belle parole. So quanto tu abbia sofferto per la perdita dei tuoi genitori e quanto ancora ne percepisca la loro presenza. Così è per me. Forse vivere in città diverse fa sentire meno la mancanza, a volte mi sorprendo a dirmi “Devo chiedere a papà…”. Mia mamma è una roccia, ha mille cose da fare ed essendo sempre impegnata, ha meno tempo per pensare a lui.
    Un abbraccio affettuoso.

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  7. Sincere, e fraterne, condoglianze Marisa, per la perdita del tuo caro Papà !
    E scusa il mio ritardo : con mia e-mail a te diretta … ho spiegato le ragioni del mio ritardo !
    Bruno

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  8. C’ è solo una consolazione, per colui/colei che perde il proprio, amatissimo, genitore : ed è il fatto che quel corpo tanto caro, non sarà mai più manipolato da medici e non, non dovrà più sopportare farmaci invasivi e dolorosissimi …. ma, sciolto da ogni necessità, volerà diritto in quel chissà-dove dove, dicono, riposano le anime dei giusti !
    Questa, Marisa, è la certezza che ebbi dopo che morì mia madre : per lei erano cessate le sofferenze e le manipolazioni ! Sembra poco per chi si dispera in terra della morte del proprio caro …. ma a me, anche quel poco mi è stato tolto con l’ innaturale morte di mia figlia, e debbo trattenere le lacrime se voglio aiutare i suoi due bambini a crescere liberi e giusti … come avrebbe fatto, se la morte non l’ avesse ghermita anzitempo, la loro sfortunata, indimenticabile mamma !

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