VIA CRUCIS


“Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo” (Luca 14,27)

Conoscete il detto: “ognuno ha la sua croce da portare”? Deriva da questa osservazione che Gesù rivolge, prima ancora di essere condannato, ai suoi discepoli, intendendo che il percorso da compiere è difficile e la cosa peggiore è essere soli nell’affrontare i momenti critici.

Al di là del messaggio cristiano, è innegabile che questa “croce”, a volte più pesante e altre più leggera, ce la portiamo appresso e spesso a causa nostra. È un difetto tipicamente umano quello di “caricarsi”, a volte questi pesi ce li cerchiamo, altre li riteniamo più pesanti di quanto effettivamente siano.

Forse dovremmo imparare ad essere più “leggeri”, a sgravarci dei fardelli che rendono la vita così complicata. Pesi a cui attribuiamo la nostra incapacità di essere felici, di goderci i piaceri della vita, piccoli o grandi che siano.

“Devo, devo, devo” nel nostro lessico quotidiano sostituisce “posso, posso, posso”. Dovere e potere per la grammatica sono verbi servili. Ma se lasciamo chiuse le pagine del dizionario e apriamo quelle del nostro cuore, quei verbi sono al nostro servizio, un piccolo aiuto per la nostra serenità.

Non solo devo ma posso e anche voglio. Se ci concentriamo solo sui doveri costruiamo una barriera alle nostre infinite potenzialità. Possiamo fare realmente tanto, pur senza trascurare i doveri, anche nei confronti delle persone care che magari hanno bisogno di noi.

Una buona azione, un atto di altruismo possono allontanarci dall’egoismo imperante in questa nostra società in cui tutti si lamentano di ciò che non hanno, guardando l’erba del vicino sempre più verde e ignorando l’aridità del proprio cuore.

Basta poco per sentire più lieve il peso della nostra croce.

VIA CRUCIS. MEDITAZIONI E PREGHIERE di SUSANNA TAMARO

MEDITAZIONE (V Stazione. Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce)

Che seccatura! Quante volte ci capita nel corso delle nostre giornate di essere attraversati da questo pensiero. A un tratto la nostra routine viene interrotta da qualcosa di imprevisto, e questo qualcosa ci costringe a uscire da noi stessi.
Così succede al Cireneo. Già pregusta la pace che godrà appena sarà a casa quando qualcuno gli butta sulle spalle la croce di un condannato. […]
Tuttavia accetta. Deve accettare perché sono i soldati, il potere brutale a cui è impossibile opporsi, che su di lui pongono il giogo della croce. Obbedisce per timore, ma quel gesto di sottomissione, apparentemente così umiliante, fa irrompere in lui una nuova e imprevista dimensione della vita.

PREGHIERA

Signore Gesù, l’abitudine è una grande nemica della pienezza dell’uomo. Distinguiamo ciò che per noi va bene da ciò che non ci piace e, con devozione, seguiamo la via tracciata dal nostro ego. Non facciamo niente di male, diciamo. Ed è davvero così, apparentemente non c’è alcuna volontà maligna in questo quieto susseguirsi dei giorni. […]
Signore Gesù, fa’ che nella vita di tutti i giorni sappiamo dire “Sì” a tutto ciò che scompiglia i nostri minuscoli piani; fa’ che il nostro cuore sia sempre aperto al soffio dello Spirito Santo, segreto condottiero dei nostri giorni.
Soffio di Luce, soffio di Sapienza, soffio di incendio.

[tratto dall’edizione Bompiani, 2014]

immagina di Susanna Tamaro da questo sito

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