16 febbraio 2017

PASSEGGIATA O BLOG?

Posted in affari miei, web tagged , , , , , , , , a 6:44 pm di marisamoles

scrivereOggi, anche se siamo solo a metà febbraio, la giornata è decisamente primaverile. Temperatura mite, il sole che scalda l’aria e asciuga l’umidità lasciata dai giorni di pioggia, giornate decisamente più lunghe… cose che scaldano il cuore e fanno venire voglia di una bella passeggiata. E invece no, invece sono nel mio studio davanti al pc e sto scrivendo questo post.

Prima di sedermi alla scrivania pensavo a quanto sia cambiata la mia vita negli ultimi mesi. Ho rallentato il ritmo e, nonostante tutto, sento una stanchezza infinita che non lascia spazio a nessuna attività in cui debba concentrarmi con la mente o che implichi uno sforzo anche minimo. Pigra? No. Demotivata, forse.

A parte ciò che è successo a casa dei miei e il rientro forzato a Trieste per tre settimane abbondanti, è proprio la routine quotidiana che non riesco a ritrovare. Complice, forse, un progetto che ho concluso ieri a scuola e che ha prosciugato tutte le mie forze, specialmente a livello intellettivo (ne parlo QUI, nella “Premessa”) ma che mi ha anche coinvolta emotivamente parecchio.

Per il resto, a scuola questo momento è tranquillo. Dalla prossima settimana inizierà la solita mitragliata di compiti, uno dietro l’altro, e la correzione non mi lascerà il tempo di respirare. Se oggi avrei potuto concedermi, dopo settimane intense di lavoro, una passeggiata in centro, dalla prossima settimana sarò agli arresti domiciliari.

E ora che sono qui davanti al monitor del pc, scrivo ma non so bene di cosa io debba parlare, cosa io abbia voglia di comunicare e soprattutto a chi.

Un tempo il blog era davvero il mio rifugio, il mio angulus, come direbbe Orazio. Ille terrarum mihi semper praeter omnes angulus ridet, scriveva in un’ode. Io il mio “angolo di terra” lo trovavo nel mio studio, 20 metri quadri di felicità.

Cercavo di dedicare alla scrittura ogni momento libero. Era il mio sfogo, un modo per rilassarmi. Qualcuno diceva “meglio andare in palestra”. Vero, ma io odio la palestra anche se so che fa tanto bene, specialmente alla mia età. E proprio questa consapevolezza mi fa odiare la palestra ancora di più. Quando ero più giovane e non ne avevo bisogno, trovavo il tempo di andare in palestra e lì trovavo la mia felicità, quello era il mio “angolo di terra”, sul materassino blu che, alla fine, arrotolavo con cura e mettevo sotto il braccio prima di recarmi nello spogliatoio. Poi, all’uscita, trovavo il mio amore ad aspettarmi e, assieme alla mia amica e il suo fidanzato, spesso rimanevamo fuori per cena. Così le calorie perse andavano a farsi benedire. Pazienza. Ero felice.

Ho aperto questo blog più di otto anni fa e, devo dire, mi ha dato molte soddisfazioni. Ricordo che qualche anno fa un lettore malevolo, mal celando un’invidia profonda, aveva insinuato che avessi qualcuno che scriveva per me. Rido pensando a Terenzio, commediografo latino, che doveva difendersi dalle accuse di essere solo un prestanome e di farsi scrivere le commedie da altri.

Scrivevo per me, ne ero convinta. Ma, come credo di aver avuto modo di dire in un altro post, sono tutte balle: nessuno scrive per se stesso, almeno non su una piattaforma pubblica. Insomma, il blog non è il diario segreto cui, da ragazza, affidavo le mie più intime confidenze, richiudendolo accuratamente con il lucchetto in attesa di riempire ancora un’altra pagina, e un’altra ancora.

Da ragazza scrivevo molte lettere, avevo tanti amici di penna, qualche amore lontano… lettere che emanavano il profumo dell’altro. E poi l’attesa della risposta, l’invio di un’altra missiva… tempi lontani, fatti di cose buone, genuine, spontanee. Adesso, pensando a chi scrive sul web, soprattutto a chi frequenta i social, realizzo che spesso i commenti sono cattivi, a volte le adulazioni sono troppo evidenti, altre l’autoreferenzialità è davvero eccessiva. Forse i blog ancora si salvano ma per essere vivi, veramente vivi, devono avere dei lettori.

Non ho mai badato ai like, non ho mai contato i commenti. Ricordo quanto un tempo mi pesasse rispondere a tutti, con puntualità, in modo tempestivo. Occupavo ogni momento libero, perfino le ore buche a scuola, quelle non pagate che ciascuno di noi è libero di passare come meglio crede. C’è chi fa un giro in centro, chi si rifugia al bar in compagnia di un cappuccino fumante e una fragrante brioche, chi approfitta del tempo libero per correggere compiti o preparare le lezioni. Io, cappuccino e brioche a parte, ora faccio questo. Prima rispondevo ai commenti o preparavo la bozza per qualche post, approfittando di una postazione libera dotata di pc e connessione.

Ora che sto per concludere questo post, mi rendo conto di scrivere per me. Qualche volta capita. Per me che sono ancora l’amministratrice di un blog ormai silente. Certo, l’ho trascurato parecchio negli ultimi tempi e capisco che un blog ha bisogno di cura per mantenere i contatti, per ricordare agli altri che esiste. I lettori non mancano, ma i numeri non mi interessano. Molti ancora passano di qua però, nonostante i 457 follower, quasi più nessuno lascia traccia di sé.

Il sole è ormai tramontato da un pezzo, dalla scrivania vedo le luci della città che brillano e penso che forse avrei fatto meglio ad uscire. Una passeggiata sarebbe stata senz’altro più salutare di questo sfogo amaro che pochi leggeranno. Forse questa volta deciderò di chiudere. Anche se, in fondo, il web è pieno di luoghi abbandonati di cui nessuno quasi si accorge. Forse queste pagine rimarranno aperte, forse domani avrò già cambiato idea. Forse mi iscriverò in palestra o andrò dall’estetista a fare qualche massaggio. Mens sana in corpore sano.

Forse…

[immagine da questo blog]

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12 commenti »

  1. Diemme said,

    A me piacciono questi scritti in libertà, comunicano davvero tanto ed ecco, magari neanche ti farà piacere, ma questo per me è uno tra i tuoi post migliori, forse perché più che metterci idee, più che metterci iniziative o cultura, ci hai messo “anima e còre”.

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  2. Io credo che tu abbia fatto bene a scrivere. Gettare fuori pensieri. Le giornate primaverili arriveranno ed il karma te ne regalerà una inaspettata e bella. Un blog serve per mettere “nero su bianco” sensazioni al momento giusto. Quel momento che se non rispettato volerà via. Ed allora si inghiotte il boccone senza masticarlo. Buona serata 🙂

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  3. marisamoles said,

    @ Diemme

    Un po’ di cultura ce l’ho messa, ho citato Orazio, Terenzio e Giovenale! 😉
    Comunque mi fa piacere. Grazie.

    @ Fabio Agnelli

    Grazie, sei molto carino. 🙂

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  4. Grazie! Buona serata. 🙂

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  5. Diemme said,

    Forse mi sono spiegata male, non intendevo dire che fosse un commento non colto, ma che era un pezzo personale, una pagina di diario in cui parlavi con il cuore in mano; poi è ovvio che se una persona è colta si vede non solo quando parla di un passo di letteratura, ma si respira anche quando parla dei prezzi del mercato rionale, questo io l’ho sempre sostenuto: la cultura è un abito elegante che si porta con disinvoltura, sia che si sia a un galà sia che ci si chini a dare un bacio a un bambino.

    Spero di essermi spiegata meglio.

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  6. marisamoles said,

    Cara Diemme,
    ti sei spiegata benissimo. La mia era una battuta e ho messo pure l’emoticon che fa l’occhiolino. Qualche volta è difficile, scrivendo, farsi capire. L’importante è chiarire.

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  7. Marisa, io sono una tifosa del tuo blog, anche se ultimamente sono molto meno attiva anche io….
    Ritengo comunque che l’idea di chiudere abbia più a che fare con la voglia di cancellare certe pagine, disfarsi di certi spazi e non tanto con l’abbandono che il blog ultimamente soffre.
    Potresti pensare che non ha senso, in ogni caso, mantenere aperto un blog che non è alimentato, ma io credo che lasciarlo così com’è ti darebbe comunque la possibilità di riaprirlo quando avrai voglia, senza dimenticarti dell’evoluzione che il blog stesso ha conosciuto. Io la vedo così, ma parlo da tifosa e sono di parte 😉
    Un abbraccio grande, anche a Roma abbiamo vissuto giorni splendidi!

    Scrutatrice

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  8. espress451 said,

    Leggo solo ora quanto successo a tua mamma, e quindi anche a te. Mi spiace e ti auguro nuova e buona energia. Spero però che tu mantenga aperto e attivo questo tuo “orto” di scrittura. Gli “ortaggi” che raccolgo qui continuano a piacermi. Come la tua “aratura”, sempre speciale.
    Un abbraccio, Es.

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  9. marisamoles said,

    @ Scrutatrice

    Cara Veronica,
    grazie per le tue parole che mi fanno sempre molto piacere.
    Io ho scritto molti post su questo blog, non rinnego nulla né voglio cancellare alcunché. Ogni tanto rileggo qualcosa e mi rendo conto che, forse complice anche il tempo a disposizione che è sempre poco, in quello che scrivevo ci mettevo l’anima, curavo i minimi dettagli, leggevo e rileggevo prima di pubblicare… insomma, non dico di non essere più capace di scrivere (anche se a volte i dubbi mi vengono!), ma certamente non ho più lo slancio che mi animava un tempo.
    Non chiudo (per il momento, almeno) proprio per il motivo che hai esposto.
    Granze ancora. Un abbraccio.

    @ espress451

    Grazie Ester. Le tue metafore sono davvero speciali! La “contadina” continuerà ad arare, magari con un ritmo diverso…
    Buona serata. Un abbraccio.

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  10. tachimio said,

    Cara Marisa tu sei una donna sempre stata da che ti conosco, piena di energie. Non c’è motivo tu debba chiudere un blog che ti ha dato comunque soddisfazione. Anch’io per motivi familiari ho molto diradato le visite ai vari blog, compreso il tuo. E i commenti sono molto sporadici. Ma la vita purtroppo chiama nel reale e non nel virtuale. Ma un pensiero per tutti gli amici che qui mi sono fatta, c’è sempre , indipendentemente dal fatto ch’io lasci commenti o meno. Tu mi sei cara e sempre te l’ho detto. Vai avanti per la tua strada tranquilla. Io non ti dimentico. Un caro abbraccio. Isabella

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  11. marisamoles said,

    Grazie, Isabella, dell’incoraggiamento. Come vedi, dal ritardo con cui rispondo, il tempo da dedicare al blog è poco, le cose da fare tante e io non sono capace di buttar giù quattro righe tanto per scrivere qualcosa. Sapere che ci sono persone care come te che comunque non si dimenticano di me mi rende felice. Con i miei tempi continuerò a scrivere e pazienza se non riuscirò ad essere assidua come prima… anche nella frequentazione dei blog altrui (che seguo comunque, anche se silenziosa). Buona settimana. Un abbraccio.

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  12. tachimio said,

    Io mi trovo nelle tue stesse condizioni. Quando uno può fa, altrimenti…Baci

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